Nuovo Codice della strada, multe più basse e nuove regole per auto, moto e camion

Il Consiglio dei ministri approva la revisione del Codice della strada: alcune multe scendono, notifiche in 45 giorni e limite a 70 anni per camion e autobus.

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PH AI

Multe leggermente più basse, notifiche dei verbali in 45 giorni anziché 90, controlli telematici di patente e libretto e limite di età portato a 70 anni per chi guida professionalmente camion e autobus. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera preliminare alle modifiche al nuovo Codice della strada nell’ambito della revisione voluta dal ministro Matteo Salvini, arrivata dopo una consultazione con oltre cento operatori e associazioni di settore. Il pacchetto interviene anche su assicurazioni, motocicli, monopattini, biciclette elettriche e contrassegni per le persone con disabilità.

La revisione segue una doppia direzione. Da una parte vengono razionalizzati alcuni importi delle sanzioni, con arrotondamenti al ribasso e la sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione. Dall’altra vengono introdotte regole più rigide in alcuni ambiti, a partire dalla circolazione senza assicurazione, per la quale è previsto il divieto di marcia a tempo indeterminato.

Ci sono poi cambiamenti destinati a incidere sulla vita quotidiana degli automobilisti. Non sarà più necessario portare fisicamente con sé patente e libretto di circolazione, perché le forze dell’ordine potranno effettuare le verifiche per via telematica. Per i verbali rilevati da remoto senza contestazione immediata, invece, i Comuni avranno la metà del tempo per procedere alla notifica. Le regole di cui parliamo in questo articolo non sono ancora in vigore.

Nuovo Codice della strada, alcune multe diventano più leggere

Uno dei capitoli centrali della revisione riguarda gli importi delle sanzioni. Il criterio adottato prevede un arrotondamento al ribasso di alcune delle cifre più ricorrenti nel Codice della strada. Non si tratta di tagli generalizzati, ma di una rimodulazione di specifici minimi edittali.

La sanzione da 26 euro scende così a 25 euro, mentre quella da 42 euro passa a 40 euro. Gli importi da 83 e 87 euro vengono invece entrambi portati a 80 euro. Sono variazioni limitate sul singolo verbale, ma modificano alcune delle soglie più frequentemente utilizzate.

Alla revisione degli importi si aggiunge la sospensione dell’adeguamento automatico biennale delle sanzioni all’inflazione. Il meccanismo che periodicamente poteva aggiornare le cifre viene quindi fermato. La riduzione di alcuni importi convive però con disposizioni più severe nei confronti di comportamenti considerati pericolosi o irregolari.

Auto senza assicurazione, scatta il divieto di marcia

Una delle misure più incisive del nuovo Codice della Strada riguarda i veicoli che circolano senza la copertura assicurativa obbligatoria. Il nuovo impianto introduce il divieto di marcia a tempo indeterminato per chi viaggia senza assicurazione di responsabilità civile. La norma interviene direttamente sulla possibilità del veicolo di continuare a circolare.

La copertura RC serve a garantire i danni provocati a terzi e rimane quindi un requisito centrale per la circolazione. Con la nuova disciplina, l’assenza dell’assicurazione non viene trattata soltanto attraverso una conseguenza economica. Il mezzo privo della copertura viene escluso dalla circolazione.

Il tema assicurativo riguarda anche i conducenti stranieri che rimangono in Italia per periodi più lunghi. Per chi circola nel Paese per oltre 30 giorni viene introdotto l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane. Parallelamente vengono previste misure per rendere più efficace il recupero delle somme non pagate dagli automobilisti stranieri.

Nuovo Codice della Strada: patente e libretto, non servirà più portarli fisicamente con sé

Tra le modifiche più concrete per chi utilizza quotidianamente l’auto c’è la nuova gestione dei documenti. Non sarà più necessario avere materialmente con sé la patente cartacea e il libretto di circolazione durante la guida. I dati potranno essere controllati direttamente dalle forze dell’ordine attraverso gli strumenti telematici.

Il cambiamento sposta quindi il controllo dalla presenza fisica del documento alla verifica nelle banche dati. Per il conducente significa eliminare il rischio legato alla semplice dimenticanza del documento a casa, pur restando naturalmente necessario essere in regola con i requisiti previsti per guidare e con quelli relativi al veicolo.

È uno degli interventi che rendono più digitale la gestione dei controlli stradali. La verifica non viene eliminata, ma cambia il modo in cui può essere eseguita. Patente e informazioni relative alla circolazione potranno essere accertate senza richiedere necessariamente l’esibizione del supporto fisico.

Multe notificate entro 45 giorni anziché 90

Cambia in modo significativo anche il tempo a disposizione delle amministrazioni per notificare determinate violazioni. Quando l’accertamento viene effettuato da remoto e senza contestazione immediata, il verbale dovrà essere notificato entro 45 giorni. In precedenza il termine era di 90 giorni.

Il periodo viene quindi dimezzato. La modifica riguarda una situazione molto comune, quella delle infrazioni rilevate senza fermare immediatamente il conducente. Per l’automobilista significa conoscere in tempi più brevi l’esistenza della contestazione e poter organizzare prima la propria eventuale difesa.

Il nuovo termine di 45 giorni introduce inoltre una scansione temporale più stretta per i Comuni. L’intervento riguarda esclusivamente le condizioni previste dalla nuova disposizione, cioè l’accertamento da remoto senza contestazione immediata. Diventa uno dei cambiamenti più rilevanti della revisione sul fronte dei verbali.

Moto in corsia di emergenza se ci sono incidenti o rallentamenti

La revisione del nuovo Codice della Strada contiene una disposizione specifica per chi viaggia in moto. I motociclisti potranno utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti. Non si tratta quindi di un’apertura all’uso ordinario di questa parte della carreggiata.

La possibilità è collegata a precise condizioni della circolazione. Incidenti e code rappresentano i due casi indicati per consentire alle moto di spostarsi sulla corsia normalmente riservata alle emergenze. La novità modifica quindi la gestione dei motocicli nelle situazioni in cui il traffico autostradale subisce forti rallentamenti.

Per chi si muove su due ruote è un cambiamento concreto, soprattutto sulle tratte più congestionate. La corsia di emergenza mantiene la propria funzione specifica, ma viene prevista una possibilità di utilizzo per i motociclisti quando si verificano le condizioni contemplate dalla norma.

Casco e targa per le super-bici elettriche

Il nuovo Codice interviene anche sulla diffusione dei mezzi elettrici utilizzati per gli spostamenti urbani e per le consegne. Per le cosiddette super-bici elettriche, impiegate anche dai rider, vengono introdotti l’obbligo del casco e quello della targa. La disciplina distingue questi mezzi dalle normali biciclette a pedalata assistita.

La separazione passa anche attraverso le caratteristiche tecniche. Le bici a pedalata assistita con potenza nominale continua massima di 0,25 kW restano distinte dalle super-bici interessate dai nuovi obblighi. Casco e identificazione tramite targa diventano quindi elementi della nuova regolamentazione per i mezzi che escono dal perimetro delle e-bike tradizionali.

La misura assume particolare rilevanza nelle città, dove l’utilizzo di biciclette elettriche per le consegne è ormai frequente. La revisione introduce così requisiti specifici per una categoria di veicoli che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nella mobilità urbana.

Monopattini, stop quando diventano un pericolo per i pedoni

Le modifiche coinvolgono anche i monopattini elettrici. Viene introdotto il divieto di circolazione quando il loro utilizzo costituisce un intralcio oppure un pericolo per i pedoni. La norma mette quindi al centro il rapporto tra micromobilità e spazi utilizzati da chi si muove a piedi.

Il principio è legato alla condizione concreta nella quale avviene la circolazione. Se il monopattino interferisce con il passaggio dei pedoni o crea una situazione di pericolo, non potrà continuare a circolare. La disposizione interessa soprattutto gli ambienti urbani dove mezzi differenti condividono spazi limitati.

Il provvedimento si inserisce nello stesso capitolo che disciplina più precisamente anche alcune biciclette elettriche. L’obiettivo operativo è distinguere le diverse tipologie di mezzi e applicare regole specifiche quando il loro utilizzo entra in conflitto con la sicurezza degli altri utenti della strada.

Contrassegno disabili, tutti i Comuni nella piattaforma nazionale

Un’altra modifica riguarda il Contrassegno unificato disabili europeo, il CUDE. Tutti i Comuni saranno tenuti ad aderire alla Piattaforma Unica Nazionale Informatica dei Contrassegni Unici. Il passaggio punta a rendere riconoscibile il contrassegno su tutto il territorio italiano.

Per chi utilizza il CUDE significa poter contare su un sistema nazionale, evitando di dover richiedere ogni volta autorizzazioni locali per l’accesso del proprio veicolo alle Zone a traffico limitato. La piattaforma serve quindi a mettere in comunicazione le amministrazioni e a semplificare gli spostamenti tra Comuni diversi.

La revisione prevede anche una conseguenza per le amministrazioni che non aderiscono. I Comuni inadempienti non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle ZTL. L’adesione alla piattaforma nazionale viene così collegata direttamente alla possibilità di utilizzare determinati sistemi automatici di controllo.

Camion e autobus, si potrà guidare fino a 70 anni

Per il trasporto professionale cambia il limite anagrafico. L’età massima prevista per la guida con le patenti del gruppo 2 viene innalzata da 68 a 70 anni. La modifica coinvolge quindi conducenti di mezzi pesanti e autobus.

Le categorie interessate sono C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE. L’estensione riguarda tutte queste patenti e permette di proseguire l’attività fino ai 70 anni. All’aumento del limite viene però associato un obbligo di verifica biennale.

Il nuovo limite non rappresenta quindi una semplice proroga automatica di due anni. La possibilità di continuare a guidare professionalmente viene accompagnata da controlli periodici ogni due anni. È una delle modifiche che incidono più direttamente sul settore dell’autotrasporto e del trasporto passeggeri.

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