Il nuovo Codice della strada potrebbe modificare in maniera sostanziale il sistema delle sanzioni, la disciplina dell’eccesso di velocità e alcuni meccanismi che incidono direttamente sulla patente. Il progetto non riguarda soltanto gli importi delle multe: sul tavolo ci sono una riorganizzazione complessiva delle norme, l’introduzione del cosiddetto divieto di guida, nuove regole per biciclette e veicoli elettrici leggeri e persino la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni. Un intervento ampio, quindi, destinato a incidere sulla quotidianità di automobilisti, motociclisti e ciclisti.
Il punto da tenere presente è che le nuove disposizioni non possono ancora essere considerate definitive. Il testo base deve attraversare una fase di consultazione che si concluderà il 13 settembre, durante la quale gli stakeholder potranno presentare proposte di modifica e ulteriori osservazioni. Il percorso dovrebbe poi portare alla definizione del testo finale e all’approvazione da parte del Governo entro il 14 ottobre.
La revisione parte dalla struttura stessa del Codice. Il nuovo impianto sarebbe articolato in otto titoli, 49 capi e 291 articoli, con una separazione più netta tra norme di comportamento e disposizioni tecniche. Una scelta che punta soprattutto a rendere più leggibili regole che, nel corso degli anni, sono diventate sempre più articolate anche a causa delle numerose modifiche intervenute sulla disciplina della circolazione.
Nuovo Codice della Strada: multe, verso una revisione completa degli importi
Uno dei capitoli più importanti riguarda le sanzioni. Gli importi principali e le sanzioni accessorie verrebbero riorganizzati e raccolti in un’unica tabella, mentre le fasce economiche delle multe passerebbero dalle attuali 82 a 21. Gli importi sarebbero inoltre arrotondati a cinque o dieci euro, con l’obiettivo di costruire un sistema più semplice da applicare e da comprendere.
Non scomparirebbe lo sconto del 30% previsto per chi paga la sanzione entro cinque giorni. Cambierebbe invece il sistema con cui gli importi vengono aggiornati nel tempo. L’adeguamento automatico biennale legato all’inflazione sarebbe sostituito da un meccanismo che farebbe scattare l’aumento soltanto quando la variazione dell’indice dei prezzi al consumo supera il 5%.
Il nuovo schema dovrebbe inoltre differenziare maggiormente la sanzione in funzione delle circostanze nelle quali viene commessa l’infrazione. In alcune situazioni particolarmente gravi potrebbero essere applicati aumenti rispetto alla somma base, per esempio quando sono coinvolti neopatentati, mezzi pesanti o utenti vulnerabili oppure quando il conducente si trova in condizioni psicofisiche alterate. In altre circostanze, al contrario, sarebbero possibili riduzioni, seguendo un principio di maggiore proporzionalità tra comportamento e conseguenza economica.
Eccesso di velocità, la multa diventerebbe progressiva
È sulla velocità che potrebbe arrivare uno dei cambiamenti più percepibili dagli automobilisti nel nuovo Codice della Strada. L’attuale sistema lascerebbe spazio a una disciplina maggiormente progressiva, nella quale la sanzione viene collegata direttamente al numero di chilometri orari percorsi oltre il limite consentito. Non conterebbe quindi soltanto l’ingresso in una determinata fascia, ma diventerebbe centrale l’entità effettiva del superamento.
In autostrada il meccanismo ipotizzato prevede fino a 10 euro per ogni km/h oltre il limite, mentre in ambito urbano gli importi sarebbero di 5 o 10 euro per ciascun km/h eccedente, a seconda della gravità dell’infrazione. Lo stesso principio di progressività interesserebbe anche le conseguenze sulla patente. La decurtazione prevista per le violazioni di velocità sarebbe articolata su 4, 6 oppure 8 punti in funzione della gravità.
Il quadro presenta però un elemento particolare: per alcune delle infrazioni più gravi gli importi potrebbero risultare inferiori rispetto a quelli previsti dalla disciplina attuale. Sarà quindi necessario attendere il testo definitivo per comprendere quale sarà l’effetto concreto della nuova scala delle sanzioni. L’impostazione generale, comunque, sposta l’attenzione verso un rapporto più diretto tra entità dell’eccesso e penalizzazione.
Il divieto di guida potrebbe sostituire l’attuale sospensione
Un’altra modifica sostanziale al Codice della Strada riguarda la sospensione della patente. Nel nuovo impianto compare il concetto di “divieto di guida”, con una durata determinata direttamente dalle norme invece dell’attuale sistema basato su un intervallo minimo e massimo. In questo modo verrebbe ridotto lo spazio decisionale successivo all’accertamento e la conseguenza diventerebbe automatica e immediata nei casi previsti.
Per l’eccesso di velocità il divieto dovrebbe scattare oltre i 20 km/h sopra il limite in autostrada e oltre i 40 km/h in ambito urbano. Anche la durata sarebbe proporzionata alla gravità della violazione. La modifica renderebbe quindi più prevedibile la conseguenza per il conducente, che potrebbe conoscere direttamente dal Codice la durata del periodo durante il quale non potrà guidare.
Il sistema generale dei punti non verrebbe invece rivoluzionato. Le decurtazioni continuerebbero a essere comprese tra uno e dieci punti a seconda della violazione, salvo le specifiche articolazioni previste per determinate infrazioni. Resterebbe quindi in piedi l’impostazione della patente a punti, affiancata però da un diverso meccanismo per le sospensioni.
Nuovo Codice della Strada: il 70% dei proventi delle multe alla sicurezza stradale
Un altro intervento riguarda la destinazione del denaro incassato attraverso le sanzioni. Il nuovo schema prevede che il 70% dei proventi delle multe venga destinato alla sicurezza stradale. Si tratta di un elemento rilevante perché collega direttamente una parte consistente delle entrate generate dalle violazioni a interventi finalizzati alla sicurezza della circolazione.
Cambierebbero anche alcune delle spese che possono essere aggiunte ai verbali notificati successivamente. Non dovrebbero più essere caricati sul destinatario i costi sostenuti per l’impiego delle apparecchiature utilizzate nell’accertamento della violazione. Verrebbero esclusi anche i costi relativi all’assistenza legale, al recupero del credito e alla gestione amministrativa del procedimento successiva alla notificazione.
Per chi riceve una multa, dunque, la revisione non riguarderebbe solamente la cifra della sanzione vera e propria. Il tentativo è quello di rendere più chiara anche la composizione dell’importo finale, limitando la possibilità che al verbale vengano aggiunte alcune categorie di spesa. Resterebbero naturalmente da considerare gli altri costi ammessi dalla disciplina definitiva.
Patente B a 17 anni tra le novità più importanti
Il nuovo Codice della strada apre anche alla possibilità di conseguire la patente B a 17 anni. È una delle modifiche destinate a suscitare maggiore attenzione, perché anticiperebbe l’accesso alla patente normalmente associata alla guida delle automobili. Le informazioni disponibili sul testo base non consentono però di definire nel dettaglio le eventuali condizioni, limitazioni o modalità operative previste per i conducenti diciassettenni.
Proprio per questo il dato deve essere letto come parte del progetto complessivo e non come una regola già applicabile. Saranno le successive fasi dell’iter a chiarire il funzionamento concreto della misura qualora venga confermata. L’anticipo dell’età per la patente B rappresenterebbe comunque uno dei cambiamenti più immediatamente riconoscibili della riforma.
La revisione interviene inoltre su alcuni aspetti riguardanti i quadricicli. Verrebbe colmata la lacuna relativa all’obbligo delle cinture di sicurezza sui quadricicli non leggeri della categoria L7e, comunemente indicati come quadricicli pesanti. Anche questo settore è diventato più rilevante con la crescente diffusione di mezzi compatti destinati soprattutto agli spostamenti urbani.
Biciclette, nuove regole per casco ed elettriche
Il progetto introduce una distinzione più precisa nel mondo delle due ruote elettriche. Comparirebbe infatti la nuova categoria delle “bici a propulsione”, separata dalle biciclette a pedalata assistita. Queste ultime continuerebbero a essere considerate velocipedi, mentre per la nuova categoria sarebbe previsto l’obbligo del casco per tutti i conducenti.
Per le biciclette tradizionali e per quelle a pedalata assistita, invece, il casco diventerebbe obbligatorio per i minori di 14 anni. Si delineerebbero quindi regole diverse a seconda della tipologia del mezzo e dell’età del conducente. È un’impostazione che cerca di distinguere veicoli apparentemente simili ma caratterizzati da modalità di funzionamento differenti.
La classificazione sarà particolarmente importante nella pratica, perché stabilire a quale categoria appartiene un mezzo determina gli obblighi applicabili. La crescita delle forme di mobilità elettrica individuale rende questo capitolo uno dei più delicati della revisione, soprattutto nei centri urbani dove biciclette tradizionali, mezzi a pedalata assistita e altre soluzioni elettriche condividono frequentemente gli stessi spazi.
Alcol e stupefacenti, le soglie non cambiano
Non tutto, però, è destinato a essere modificato. Sulla guida in stato di ebbrezza rimarrebbero le soglie già previste: zero grammi per litro per neopatentati e conducenti professionali e 0,5 g/l per gli altri automobilisti. Superati gli 0,8 g/l la violazione assume rilevanza penale, mentre oltre 1,5 g/l si entra nella fascia caratterizzata dalle conseguenze più severe.
Nelle anticipazioni circolate e rilanciate dalle principali testate di settore come Quattroruote, non emergono cambiamenti sostanziali nemmeno per la disciplina relativa alla guida dopo l’assunzione di stupefacenti. Il nuovo impianto comprende comunque uno specifico capitolo dedicato ai reati della circolazione. Le fattispecie individuate sono sette e comprendono, oltre alla guida in stato di ebbrezza o dopo l’assunzione di stupefacenti, anche gare clandestine, guida senza patente, alterazione delle targhe e alcune condotte particolarmente gravi dopo incidenti o controlli.
Tra queste rientrano fuga e omissione di soccorso dopo un sinistro, fuga in seguito all’Alt e forzatura di un posto di blocco. Compare inoltre l’esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore o guardiamacchine. La scelta è quella di riunire in un quadro specifico le condotte che assumono rilevanza penale nell’ambito della circolazione stradale.
Autovelox e controlli, tre categorie di strumenti
Il nuovo Codice dovrebbe mettere ordine anche nella classificazione delle apparecchiature utilizzate per i controlli. Il sistema distinguerebbe tra strumenti omologati, strumenti approvati e dispositivi destinati alla videosorveglianza. Una differenziazione che assume particolare importanza quando dall’apparecchiatura dipende l’accertamento di una violazione.
Gli strumenti omologati sarebbero necessari nei casi in cui serve una vera misurazione, come per la velocità del veicolo o per il tasso alcolemico. Gli apparecchi approvati sarebbero invece destinati ad altre verifiche sulle norme di comportamento, comprese quelle relative alla copertura assicurativa o alla revisione. La videosorveglianza potrebbe infine essere utilizzata per rilevare comportamenti come la marcia contromano in autostrada o il getto di rifiuti.
La distinzione punta a definire con maggiore precisione quale tipo di tecnologia può essere impiegato per ciascun accertamento. È un tema particolarmente sensibile in un sistema nel quale telecamere, dispositivi automatici e strumenti elettronici assumono un peso crescente nei controlli. La formulazione definitiva sarà quindi decisiva anche sul piano dell’applicazione pratica delle sanzioni.
Nascono gli ausiliari di polizia stradale
Tra le nuove figure previste compaiono gli ausiliari di polizia stradale. Dopo una specifica abilitazione, potrebbero essere utilizzati per regolare gli incroci quando i semafori non sono disponibili, devono essere sostituiti oppure si verificano situazioni di particolare congestione. Avrebbero inoltre alcune competenze nell’ambito della gestione degli incidenti e del traffico.
Gli ausiliari potrebbero rilevare incidenti con soli danni alle cose sulle strade urbane ed extraurbane secondarie. Potrebbero inoltre effettuare scorte tecniche ai veicoli eccezionali e occuparsi della regolazione della circolazione durante competizioni ciclistiche e podistiche. Il loro raggio d’azione sarebbe dunque circoscritto a compiti specifici e subordinato all’abilitazione prevista.
L’introduzione della nuova figura rientra nella più ampia riorganizzazione delle attività legate alla gestione della strada. Non sostituirebbe in termini generali le funzioni delle forze di polizia, ma aggiungerebbe personale abilitato per determinate operazioni. Anche in questo caso saranno le disposizioni finali a stabilire esattamente competenze e limiti.
Ricorsi contro le multe, cambia il percorso verso il Prefetto
Per contestare un verbale resterebbero sostanzialmente invariati i tempi già conosciuti dagli automobilisti. Sarebbero confermati i 30 giorni per rivolgersi al Giudice di Pace e i 60 giorni per presentare ricorso al Prefetto. A cambiare sarebbe soprattutto la procedura relativa a quest’ultima possibilità.
Il ricorso destinato al Prefetto dovrebbe infatti essere trasmesso esclusivamente al comando di polizia che ha accertato la violazione. Non sarebbe più possibile inviarlo direttamente alla prefettura. Per il cittadino si tratta di una modifica procedurale concreta, pur in presenza di termini temporali sostanzialmente invariati.
La riforma interviene infine anche sulle auto storiche. Continuerebbero a essere considerati veicoli d’interesse storico e collezionistico quelli iscritti nei registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo e Storico FMI. Nel testo base non compare invece ACI Storico tra gli enti certificatori riconosciuti.
Quando potrebbe arrivare il nuovo Codice della strada
Il calendario dei prossimi passaggi sarà decisivo per capire quante delle novità arriveranno effettivamente nella versione finale. La consultazione resta aperta fino al 13 settembre e gli stakeholder potranno presentare fino a cinque proposte specifiche di modifica, oltre a ulteriori osservazioni. Dopo questa fase dovrà essere completato il lavoro sul testo definitivo.
La scadenza indicata per l’approvazione governativa è il 14 ottobre, collegata alla proroga della delega relativa alla riforma. Fino a quel momento le misure su multe, patente B a 17 anni, divieto di guida, biciclette e sanzioni per eccesso di velocità devono quindi essere considerate parte di un progetto ancora modificabile. La struttura generale, tuttavia, mostra già la direzione dell’intervento: meno automatismi sugli importi, maggiore progressività delle sanzioni e una riorganizzazione profonda delle regole.
Per gli automobilisti il cambiamento più evidente potrebbe essere proprio il nuovo rapporto tra gravità dell’infrazione e conseguenze. La velocità diventerebbe il caso più chiaro, con multe e penalizzazioni calibrate sull’entità del superamento, mentre il divieto di guida introdurrebbe durate predeterminate. Prima che tutto questo possa tradursi in nuove regole sulle strade, però, resta da completare l’iter e verificare quali disposizioni supereranno senza modifiche la fase di consultazione.






