La Ferrari continua a lavorare in profondità sulla propria struttura tecnica in Formula 1, intervenendo non tanto con innesti mediatici quanto con un rafforzamento mirato delle competenze interne. Secondo quanto riportato da Motorsport, la Scuderia di Maranello ha avviato una fase di potenziamento del proprio organico attraverso l’ingresso di figure provenienti da Mercedes, con l’obiettivo di modificare alcuni processi chiave nelle aree dove esistono margini di crescita evidenti, in particolare nella simulazione e nella galleria del vento.
Non si tratta di nomi di primo piano, né di operazioni pensate per attirare l’attenzione del grande pubblico. La strategia seguita da Ferrari è più silenziosa ma strutturata, orientata a bilanciare recenti uscite e a innestare know how specifico in settori cruciali per lo sviluppo delle monoposto, soprattutto in vista delle sfide tecniche che accompagneranno la rivoluzione regolamentare prevista per il 2026.
Il ruolo centrale di Loic Serra nella nuova fase Ferrari
Al centro di questa riorganizzazione c’è Loic Serra, direttore tecnico della Ferrari. Serra è approdato a Maranello nell’ottobre dell’anno precedente, dopo una lunga esperienza maturata in Mercedes, dove operava nella sede di Brackley. La sua conoscenza diretta del metodo di lavoro della squadra anglo-tedesca e delle competenze presenti al suo interno ha avuto un peso determinante nelle recenti scelte di mercato della Scuderia.
Non deve quindi sorprendere che gli ultimi due innesti arrivino proprio da Mercedes. Serra ha scelto di “pescare dove conosce”, puntando su profili che aveva già avuto modo di apprezzare in prima persona, ritenendoli funzionali a un’evoluzione dei processi interni più che a un semplice rafforzamento numerico dello staff.
Una strategia lontana dai riflettori ma orientata al know how
La Ferrari non ha cercato figure di primo piano né direttori tecnici aggiuntivi, ma ha preferito concentrarsi su ingegneri capaci di incidere concretamente nel lavoro quotidiano. È una scelta che riflette una volontà precisa: intervenire nei dettagli, migliorare il flusso delle informazioni, affinare gli strumenti di analisi e simulazione che oggi rappresentano una parte fondamentale dello sviluppo di una monoposto di Formula 1.
Secondo Motorsport, l’obiettivo è modificare la mentalità operativa in alcune aree sensibili, introducendo competenze che possano portare un cambiamento progressivo ma strutturale. In un contesto regolamentare sempre più complesso, la capacità di leggere i dati e di anticipare il comportamento della vettura in fase virtuale è diventata un fattore competitivo determinante.
Shaid Farzand e il valore della simulazione pneumatici
Uno dei nomi emersi in questo contesto è quello di Shaid Farzand, specialista che in Mercedes aveva assunto il ruolo di Senior Performance and Simulation Engineer all’inizio del 2023. Farzand lavorava all’interno del Tyre Modelling Group, un reparto che negli ultimi anni ha assunto un’importanza crescente nella squadra di Brackley.
Il compito di questo gruppo di lavoro era quello di comprendere in modo sempre più preciso la finestra di funzionamento degli pneumatici Pirelli, intervenendo già nella fase virtuale per ottimizzare le prestazioni. Un aspetto cruciale in un’epoca in cui i test in pista sono fortemente limitati e la simulazione rappresenta uno degli strumenti principali per indirizzare lo sviluppo tecnico.
Farzand ha trascorso sette anni in Gran Bretagna, costruendo una competenza specifica proprio nel mondo della simulazione. Durante questo periodo si è fatto apprezzare da Loic Serra, che ne ha seguito la crescita professionale e ha deciso di volerlo nel proprio team una volta approdato a Maranello. La sua assunzione risponde quindi a un’esigenza precisa: rafforzare la capacità della Ferrari di interpretare e sfruttare al meglio i dati generati dagli strumenti virtuali.
Giulia Zoppini, un innesto strategico per l’aerodinamica
Accanto all’arrivo di Farzand, la Gestione Sportiva Ferrari ha accolto da poco più di un mese anche Giulia Zoppini, che va a implementare il reparto diretto da Diego Tondi. Zoppini rappresenta un innesto particolarmente interessante per il profilo accademico e professionale, che Motorsport descrive come di primissimo livello.
Trenta anni, originaria di Dueville in provincia di Vicenza, Giulia Zoppini si è laureata in ingegneria aerospaziale a Padova e ha poi conseguito la laurea magistrale in ingegneria aeronautica al Politecnico di Milano. Il suo percorso di formazione si è completato con un dottorato alla Delft University of Technology nei Paesi Bassi, università che faceva parte del Consiglio Europeo della Ricerca.
Dall’esperienza in Mercedes all’approdo a Maranello
Le operazioni raccontate da Motorsport delineano una Ferrari impegnata a rafforzare le proprie strutture con un approccio meno appariscente ma potenzialmente molto efficace. L’attenzione verso la simulazione, il tyre modelling e l’aerodinamica riflette la consapevolezza che il vantaggio competitivo in Formula 1 passa sempre più attraverso la qualità dei processi interni e la capacità di far dialogare dati, modelli virtuali e sviluppo reale.
Il collegamento diretto tra Mercedes e Ferrari, mediato dalla figura di Loic Serra, non è quindi un semplice trasferimento di persone, ma un tentativo di importare metodologie di lavoro e competenze specifiche. L’inserimento di figure come Shaid Farzand e Giulia Zoppini va letto in questa chiave, come parte di un percorso di crescita che punta a modificare la mentalità operativa della Scuderia.
In un campionato sempre più serrato e regolato da limiti stringenti su costi e test, la capacità di ottimizzare ogni fase del processo di sviluppo diventa un fattore decisivo. La Ferrari sembra aver scelto di intervenire proprio lì dove si costruiscono le fondamenta delle prestazioni future, lontano dai riflettori ma nel cuore della competitività tecnica.







