Nel luglio del 1986 la famiglia Citroën BX cambiava passo. Con il restyling della berlina arrivava la Citroën BX GTi, una versione capace di avvicinarsi ai 200 km/h ma costruita senza rinunciare alle caratteristiche sospensioni idropneumatiche del marchio. Quarant’anni dopo, quella combinazione tra prestazioni, peso contenuto e comfort resta uno degli aspetti più interessanti di un modello nato in un periodo particolarmente vivace per le berline sportive.
La prima BX GTi disponeva di un quattro cilindri a 8 valvole con iniezione elettronica, 125 CV e 175 Nm. Numeri che oggi possono sembrare lontani da quelli delle sportive moderne, ma che vanno letti insieme a un altro dato: appena 1.025 kg di peso. Il rapporto peso/potenza di 8,2 kg/CV permetteva alla berlina di offrire prestazioni notevoli per l’epoca, compresa una velocità massima vicina alla soglia dei 200 km/h.
La storia non si sarebbe fermata a quella versione. Con il Model Year 1988 arrivò la BX GTi 16 Valvole da 160 CV, capace di raggiungere 218 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi. Nel 1989 sarebbe stata poi la volta della BX GTi 4X4, con trazione integrale permanente e una ripartizione della coppia del 53% davanti e del 47% dietro.
Prima della GTi c’era la Citroën BX
Per capire la nascita della GTi bisogna partire dalla berlina sulla quale venne costruita. La Citroën BX fu presentata ai piedi della Torre Eiffel e successivamente lanciata al Salone di Parigi nell’ottobre del 1982. Il progetto stilistico venne realizzato dalla carrozzeria italiana Bertone sotto la guida di Marcello Gandini.
La BX sarebbe diventata uno dei modelli di maggiore successo per Citroën, superando 2,3 milioni di esemplari prodotti entro il 1994. Una diffusione così ampia creò le condizioni per sviluppare una gamma articolata, nella quale trovò spazio anche una proposta destinata a chi cercava prestazioni più elevate. Il passaggio decisivo arrivò quattro anni dopo il debutto della berlina.
Nel luglio 1986 Citroën aggiornò infatti la BX e introdusse la nuova GTi. La versione andò a sostituire sia la BX 19 GT sia la BX Sport, cercando una sintesi tra le qualità sportive di quest’ultima e il comfort necessario per utilizzare normalmente una berlina familiare. L’impostazione stilistica della GTi fu affidata a Carl Olsen, già autore di AX e CX Serie 2.
Come cambiava la BX con il restyling del 1986
La Citroën BX GTi misurava 4,24 metri di lunghezza e manteneva quindi dimensioni compatibili con la sua natura di berlina utilizzabile quotidianamente. Il restyling portò parafanghi anteriori e posteriori più larghi, paraurti maggiormente avvolgenti e verniciati nello stesso colore della carrozzeria. Gli indicatori di direzione bianchi vennero inoltre allineati ai fari.
La carrozzeria riceveva un trattamento di zincatura finalizzato alla protezione dalla corrosione. La caratterizzazione sportiva rimaneva relativamente discreta: comparivano uno spoiler posteriore, fendinebbia derivati dalla BX Sport, copriruota specifici e pneumatici dedicati. I loghi “GTI” erano collocati sui montanti posteriori e sul portellone.
Non servivano quindi trasformazioni vistose per distinguere questa versione dal resto della gamma. La differenza più importante era sotto il cofano e, ancora di più, nel rapporto tra la potenza disponibile e una massa particolarmente contenuta. Era proprio su questo equilibrio che la prima BX GTi costruiva buona parte del proprio carattere.
125 CV e appena 1.025 kg: i numeri della prima BX GTi
Il motore della versione lanciata nel 1986 era un quattro cilindri a 8 valvole con iniezione elettronica. Sviluppava 125 CV DIN e raggiungeva una coppia massima di 175 Nm a 4.500 giri/minuto. Abbinato a un peso di soli 1.025 kg, consentiva di ottenere un rapporto peso/potenza di 8,2 kg/CV.
La velocità massima si avvicinava ai 200 km/h, mentre la prova sul chilometro con partenza da fermo veniva completata in 30,5 secondi. Il dato evidenzia bene quale fosse il livello prestazionale raggiunto da una berlina che, allo stesso tempo, non nasceva per sacrificare la praticità quotidiana. La leggerezza contribuiva anche all’agilità, evitando di affidare tutto alla sola potenza del motore.
Era una formula diversa rispetto a quella di sportive più radicali. La BX GTi doveva poter essere utilizzata normalmente e offrire spazio e versatilità, mantenendo però una risposta dinamica adeguata alla sigla applicata sul portellone. È qui che entravano in gioco anche le sospensioni, uno degli elementi più caratteristici dell’intero progetto BX.
Le sospensioni idropneumatiche anche sulla GTi
La versione sportiva conservava le sospensioni idropneumatiche Citroën, ma con una taratura più rigida rispetto alle altre BX. L’obiettivo era contenere maggiormente i movimenti della vettura senza eliminare quella capacità di assorbire le irregolarità che rappresentava uno dei tratti distintivi della berlina. Prestazioni e comfort dovevano quindi convivere anche sulla GTi.
L’impianto frenante utilizzava quattro dischi, mentre il servosterzo contribuiva alla facilità di utilizzo. L’ABS era disponibile a richiesta sulla prima versione. L’insieme puntava a offrire un comportamento reattivo e stabile anche alle velocità più elevate, senza trasformare la BX in una vettura scomoda nell’impiego ordinario.
Questa impostazione spiega perché la GTi non possa essere letta soltanto attraverso potenza e velocità massima. La particolarità stava proprio nel tentativo di mantenere le qualità tipiche della BX inserendole in una configurazione più veloce. Una scelta che sarebbe rimasta centrale anche nelle successive evoluzioni della famiglia.
Una dotazione ricca per una sportiva degli anni Ottanta
Anche l’abitacolo seguiva una logica simile. La BX GTi disponeva di sedili in velluto regolabili in altezza, chiusura centralizzata e retrovisore elettrico sul lato passeggero. Il quadro strumenti era specifico e comprendeva sei strumenti, mentre una spia segnalava l’eventuale presenza di porte aperte.
Era prevista anche la predisposizione per l’autoradio. La lista degli optional comprendeva sedili in pelle, tetto apribile elettrico, computer di bordo, cerchi in lega leggera, climatizzatore e impianto Hi-Fi. Equipaggiamenti che contribuivano a sottolineare la natura della GTi come berlina sportiva ma non essenziale.
Nel corso degli anni alcune dotazioni sarebbero progressivamente diventate standard. L’evoluzione della BX GTi non riguardò infatti soltanto motori e trazione, ma accompagnò anche il miglioramento dell’equipaggiamento e del comfort fino agli ultimi anni di commercializzazione.
BX GTi 16 Valvole, nel 1988 arrivano 160 CV
Il salto tecnico più importante arrivò con il Model Year 1988. La Citroën BX GTi 16 Valvole adottò il motore XU9J4 da 1.905 cm³, capace di sviluppare 160 CV a 6.500 giri/minuto. La nuova versione diventò il modello di punta della famiglia e portò la precedente GTi a otto valvole in una posizione meno centrale nella gamma.
Le prestazioni cambiarono sensibilmente. La velocità massima raggiungeva 218 km/h e per passare da 0 a 100 km/h servivano 7,9 secondi. L’ABS, che sulla prima GTi era disponibile a richiesta, sulla 16 Valvole veniva fornito di serie.
La BX GTi 16 Valvole assunse inoltre un ruolo particolare nella storia dell’industria automobilistica francese, diventando la prima vettura francese prodotta in grande serie equipaggiata con un motore multivalvole. Le sospensioni furono adeguate alla maggiore potenza, rendendo l’evoluzione qualcosa di più di un semplice incremento dei cavalli.
La 16 Valvole si distingueva anche nell’aspetto
L’aumento delle prestazioni venne accompagnato da una caratterizzazione estetica più evidente. I paraurti in tinta carrozzeria ricevevano inserti neri e comparivano minigonne laterali. I cerchi in lega erano abbinati a pneumatici Michelin ad alte prestazioni.
Le differenze continuavano nell’abitacolo. Gli interni diventavano completamente neri, i sedili offrivano un maggiore contenimento laterale e davanti al conducente compariva un volante sportivo a tre razze. Elementi che rendevano più immediata la distinzione rispetto alla GTi originale.
Con 160 CV e 218 km/h, la 16 Valvole rappresentò il vertice prestazionale dell’evoluzione descritta della BX GTi. Ma Citroën non si fermò alla ricerca della velocità: l’anno successivo arrivò una soluzione differente, pensata per aumentare la capacità di trasmettere la coppia al terreno.
Nel 1989 nasce la Citroën BX GTi 4X4
Nel 1989 la famiglia si allargò con la Citroën BX GTi 4X4, sviluppata a partire dalla GTi a otto valvole. La principale novità era la trazione integrale permanente, una soluzione che consentiva di migliorare l’efficacia della vettura anche quando il fondo diventava più difficile. La distribuzione della coppia privilegiava leggermente l’avantreno.
Il sistema inviava infatti il 53% della coppia alle ruote anteriori e il 47% a quelle posteriori. La trasmissione comprendeva un gruppo di rinvio anteriore e un differenziale posteriore autobloccante. Era inoltre disponibile un comando elettrico che permetteva di bloccare il differenziale centrale nelle situazioni più impegnative.
La 4X4 aggiungeva così un’altra interpretazione alla famiglia GTi. Dopo la leggerezza e l’equilibrio della prima versione e l’aumento di potenza della 16 Valvole, la trazione integrale introduceva un’ulteriore soluzione tecnica destinata a migliorare la motricità e l’efficacia su superfici più difficili.
Dal 1990 la BX GTi cambia per la benzina senza piombo
L’evoluzione proseguì nel 1990, quando la gamma venne adattata all’utilizzo della benzina senza piombo. Sulla GTi a otto valvole la potenza passò da 125 a 123 CV. La riduzione non determinò variazioni dichiarate nelle prestazioni o nei consumi.
Nel luglio del 1991 arrivarono altri aggiornamenti. I cerchi in lega e il volante sportivo derivato dalla 16 Valvole entrarono nella dotazione di serie, mentre il servosterzo venne esteso a tutta la gamma. Fu inoltre migliorato l’isolamento acustico, proseguendo quel lavoro sul comfort che aveva accompagnato la GTi fin dal debutto.
Un altro passaggio avvenne nel luglio 1992. Il climatizzatore divenne di serie, insieme ai rivestimenti neri, mentre tutta la famiglia BX adottò un serbatoio da 66 litri. Anche negli ultimi anni, quindi, l’evoluzione non si fermò alle prestazioni ma interessò direttamente la qualità dell’utilizzo quotidiano.
Nel luglio 1993 termina la storia della BX GTi
La carriera della Citroën BX GTi terminò nel luglio 1993. La generalizzazione del convertitore catalitico coincise con l’uscita della versione dal catalogo. La famiglia BX nel suo complesso sarebbe rimasta in produzione fino al 1994, raggiungendo oltre 2,3 milioni di unità.
Tra il debutto del 1986 e l’uscita di scena del 1993, la GTi attraversò quindi diverse fasi. Nacque come berlina da 125 CV e poco più di una tonnellata, si trasformò nella più potente 16 Valvole da 160 CV e affiancò alla gamma anche una variante 4X4. Parallelamente arrivarono ABS, adattamento alla benzina senza piombo e un progressivo arricchimento delle dotazioni.
La sua storia può essere riassunta in pochi numeri, ma sono proprio le differenze tra le versioni a raccontarne meglio l’evoluzione. Dai quasi 200 km/h della prima GTi ai 218 km/h della 16 Valvole, fino alla ripartizione 53:47 della 4X4, Citroën utilizzò la stessa berlina per esplorare soluzioni sportive differenti.
Citroën BX GTi, le tappe principali della sua storia
| Anno | Modello o aggiornamento | Novità principale |
|---|---|---|
| 1982 | Citroën BX | Presentazione e lancio della berlina |
| Luglio 1986 | BX GTi | 125 CV, 175 Nm e peso di 1.025 kg |
| Model Year 1988 | BX GTi 16 Valvole | 160 CV, 218 km/h e 0-100 km/h in 7,9 secondi |
| 1989 | BX GTi 4X4 | Trazione integrale permanente con ripartizione 53:47 |
| 1990 | BX GTi 8 valvole | Adattamento alla benzina senza piombo e potenza a 123 CV |
| Luglio 1991 | Aggiornamento gamma | Più dotazioni di serie e migliore isolamento acustico |
| Luglio 1992 | Aggiornamento gamma | Climatizzatore di serie e serbatoio da 66 litri |
| Luglio 1993 | Fine BX GTi | Uscita dal catalogo |
| 1994 | Citroën BX | Fine della produzione della famiglia BX |
Perché la Citroën BX GTi resta particolare dopo 40 anni
A quarant’anni dal debutto, la Citroën BX GTi racconta un modo di costruire una berlina sportiva molto legato alla propria epoca. La prima versione non aveva bisogno di potenze enormi: 125 CV erano accompagnati da appena 1.025 kg, quattro freni a disco e sospensioni idropneumatiche specificamente irrigidite. L’obiettivo era trovare un equilibrio tra velocità, agilità, comfort e possibilità di utilizzare l’auto tutti i giorni.
La 16 Valvole spinse questa formula più avanti, portando la potenza a 160 CV e la velocità massima a 218 km/h. La 4X4 seguì una strada diversa, introducendo la trazione integrale permanente e il differenziale centrale bloccabile elettricamente. Tre configurazioni che mostrano come la sigla GTi sia stata utilizzata sulla BX per sviluppare soluzioni tecniche differenti senza abbandonare la base della berlina.
Il 40° anniversario del 2026 riporta così l’attenzione su una storia iniziata nel luglio 1986 e conclusa sette anni più tardi. In mezzo ci sono l’arrivo del motore multivalvole, la trazione integrale, l’evoluzione delle dotazioni e una berlina di grande diffusione come punto di partenza. È soprattutto questa combinazione tra una BX da famiglia e prestazioni da sportiva dell’epoca a spiegare perché la GTi continui a occupare un posto riconoscibile nella storia Citroën.






