Carburanti, benzina stabile e diesel oltre 2,20 euro in autostrada: nuovo sconto

Benzina stabile sulla rete nazionale, mentre il diesel continua a salire. In autostrada supera 2,20 euro al litro. Sconto sulle accise prorogato al 26 agosto.

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Il prezzo dei carburanti resta uno dei temi più delicati per chi si sposta quotidianamente in auto. Lunedì 24 agosto 2026 la benzina mantiene sostanzialmente invariato il proprio prezzo medio sulla rete stradale nazionale, mentre il gasolio registra un nuovo, seppur contenuto, aumento. In autostrada salgono entrambi e il diesel rimane sopra la soglia dei 2,20 euro al litro, nonostante il taglio delle accise deciso nelle scorse settimane.

Il quadro arriva proprio mentre il Governo prolunga ancora lo sconto fiscale applicato al gasolio. La nuova estensione porta la misura fino al 26 agosto 2026, ma aggiunge appena 48 ore alla precedente scadenza del 24 agosto. Una soluzione quindi molto breve, che mantiene per altri due giorni la riduzione di 17 centesimi sulle accise senza fornire, per il momento, indicazioni su quello che accadrà successivamente.

Prezzi carburanti oggi: quanto costano benzina e diesel

Sulla rete stradale nazionale il prezzo medio della benzina self service è di 2,010 euro al litro. Il valore non cambia rispetto al giorno precedente, quando si trovava esattamente allo stesso livello. Diversa, anche se di pochissimo, la situazione del gasolio: il diesel passa da 2,130 a 2,131 euro al litro.

La differenza tra i due carburanti resta quindi significativa. Sulla rete nazionale il gasolio costa mediamente 12,1 centesimi al litro più della benzina, una situazione particolarmente rilevante considerando che proprio sul diesel continua a essere applicata la riduzione delle accise. Il dato alla pompa mostra dunque quanto le dinamiche dei prezzi abbiano finito per assorbire una parte importante dell’intervento fiscale.

Per gli automobilisti si tratta di variazioni giornaliere minime, nell’ordine di un millesimo di euro al litro per il gasolio, ma inserite in una fase nella quale il livello complessivo dei prezzi rimane elevato. Il punto, quindi, non è tanto il singolo aumento registrato nelle ultime 24 ore, quanto il livello dal quale avvengono queste oscillazioni. Benzina e diesel continuano entrambi a viaggiare sopra i due euro al litro nei valori medi nazionali considerati.

In autostrada il gasolio supera i 2,20 euro al litro

La situazione diventa ancora più impegnativa sulla rete autostradale. Il prezzo medio della benzina self service sale a 2,088 euro al litro, contro i 2,087 euro del giorno precedente. Anche in questo caso l’incremento giornaliero è limitato a un millesimo di euro, ma porta il prezzo su un livello sensibilmente superiore rispetto alla media della rete stradale nazionale.

Il diesel raggiunge invece 2,204 euro al litro in autostrada, rispetto ai 2,203 euro registrati il giorno precedente. La soglia dei 2,20 euro è dunque ormai superata nei valori medi self service. Anche in autostrada il gasolio rimane più caro della benzina, con una differenza pari a 11,6 centesimi al litro.

Per chi affronta lunghi viaggi, questa distanza può assumere un peso concreto sul costo complessivo dello spostamento. L’autostrada presenta infatti valori superiori sia per la benzina sia per il diesel rispetto alla rete nazionale considerata nel suo complesso. La differenza diventa particolarmente evidente per il gasolio, che passa dai 2,131 euro al litro della media nazionale ai 2,204 euro rilevati sulla rete autostradale.

Gasolio, lo sconto sulle accise continua fino al 26 agosto

In questo scenario arriva la nuova proroga del taglio delle accise sul gasolio. La riduzione resta fissata a 17 centesimi e viene estesa fino a mercoledì 26 agosto. La proroga riguarda quindi soltanto due giorni, dal 25 al 26 agosto, dopo che la precedente copertura era stata prevista fino al 24 agosto.

Il percorso della misura era iniziato il 27 luglio 2026, quando il taglio era stato introdotto inizialmente per una settimana. Successivamente l’intervento era stato confermato fino al 24 agosto e ora arriva una terza fase, molto più breve. Il meccanismo utilizzato per finanziare questi ulteriori due giorni è quello delle cosiddette accise mobili.

La logica consiste nell’utilizzare le maggiori entrate fiscali generate dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio. Quando il greggio sale, infatti, l’incremento dei prezzi dei carburanti può determinare anche maggiori entrate attraverso l’IVA. Una parte di questo gettito viene impiegata per ridurre temporaneamente l’accisa applicata al gasolio, cercando così di attenuare l’impatto dei rincari sul prezzo finale pagato dagli automobilisti.

Accisa sul diesel a 532,90 euro per mille litri

Per il periodo compreso tra il 25 e il 26 agosto 2026, l’aliquota di accisa sugli oli da gas o sul gasolio utilizzato come carburante viene rideterminata in 532,90 euro per mille litri. La copertura finanziaria prevista per questa breve estensione ammonta complessivamente a 20,8 milioni di euro. Le risorse arrivano dal maggior gettito ottenuto nel mese di luglio.

Più precisamente, la copertura è legata alle maggiori entrate conseguite tra il 1° e il 31 luglio 2026 attraverso i versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto. Cambia quindi il meccanismo finanziario rispetto alla fase precedente. Fino al 24 agosto, infatti, lo sconto era sostenuto attraverso i tagli ai ministeri introdotti con il decreto legge di inizio agosto.

La nuova proroga deve completare il proprio iter con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Dal punto di vista dell’automobilista, tuttavia, il dato centrale rimane la prosecuzione per altre 48 ore della riduzione fiscale. Non vengono invece fornite indicazioni ulteriori su una possibile estensione oltre il 26 agosto, ed è quindi su quella data che si concentra ora l’attenzione.

Perché lo sconto non impedisce al diesel di salire

Il dato più significativo della situazione attuale emerge mettendo fianco a fianco intervento fiscale e prezzo finale. Nonostante una riduzione delle accise pari a 17 centesimi, il diesel è arrivato a una media di 2,204 euro al litro sulla rete autostradale. Lo sconto agisce infatti soltanto su una componente del prezzo e non può neutralizzare automaticamente tutte le variazioni determinate dal mercato.

La stessa attivazione delle accise mobili è collegata all’aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio. In altre parole, il provvedimento nasce proprio per compensare almeno in parte una pressione esterna sui prezzi. Questo aiuta a comprendere perché un taglio fiscale possa convivere con valori alla pompa ancora molto elevati e persino con piccoli aumenti giornalieri.

La benzina segue invece un percorso diverso, perché non rientra nello sconto di 17 centesimi considerato in questa misura. Il 24 agosto il suo prezzo nazionale resta fermo a 2,010 euro al litro, mentre in autostrada aumenta leggermente fino a 2,088 euro. Il confronto con il gasolio mostra così una situazione insolita per molti automobilisti: il diesel rimane più caro nonostante l’intervento sulle accise.

Benzina e diesel, quanto cambia tra rete ordinaria e autostrada

Osservando i valori del 24 agosto emerge anche la distanza tra la media nazionale e quella autostradale. Per la benzina si passa da 2,010 a 2,088 euro al litro, con una differenza di 7,8 centesimi. Per il gasolio il divario è leggermente più contenuto ma comunque consistente: dai 2,131 euro della rete nazionale ai 2,204 euro dell’autostrada, pari a 7,3 centesimi al litro.

Su quantità elevate di carburante la differenza non è trascurabile. Non significa naturalmente che ogni impianto presenti esattamente questi prezzi, perché si tratta di valori medi, ma il confronto fotografa con chiarezza il livello più elevato raggiunto sulla rete autostradale. Per chi deve affrontare molti chilometri, il luogo nel quale viene effettuato il rifornimento continua quindi ad avere un peso concreto sulla spesa.

Il 24 agosto non porta comunque una nuova impennata giornaliera. La benzina nazionale è stabile, mentre gli altri valori considerati crescono soltanto di un millesimo di euro al litro rispetto al giorno precedente. È però il livello assoluto dei prezzi, più che la variazione delle ultime ore, a mantenere alta l’attenzione sul costo dei carburanti.

Il caro carburanti arriva anche sul tavolo europeo

Parallelamente agli interventi nazionali, il tema dei prezzi dell’energia si sta spostando sul piano europeo. Italia, Germania, Spagna, Austria, Polonia e Portogallo hanno avviato un’iniziativa comune per chiedere un intervento sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. La proposta punta a introdurre una tassazione coordinata in risposta al nuovo shock energetico.

Il nodo riguarda la redditività delle società petrolifere e, in particolare, i margini ottenuti sui prodotti raffinati in una fase caratterizzata dall’aumento delle quotazioni del greggio. L’obiettivo dei Paesi coinvolti è fare in modo che una parte degli utili eccezionali generati dalla crisi nel Golfo possa essere recuperata e destinata, almeno in parte, a beneficio dei consumatori. Si tratta di un fronte distinto rispetto al taglio nazionale delle accise, ma collegato allo stesso problema: contenere gli effetti economici dell’aumento dell’energia.

Non sono indicati, però, tempi, aliquote o modalità operative di un’eventuale tassazione europea. La proposta resta quindi un’iniziativa politica da sviluppare, mentre sul piano immediato gli automobilisti devono confrontarsi con i prezzi effettivamente esposti alla pompa. Ed è proprio qui che la situazione continua a essere difficile, soprattutto per chi utilizza un’auto diesel e percorre molti chilometri.

Cosa succede dopo il 26 agosto ai prezzi carburanti

La scadenza più vicina è quella di mercoledì 26 agosto. Fino a quella data viene mantenuto il taglio di 17 centesimi sulle accise del gasolio, finanziato per le ultime 48 ore attraverso 20,8 milioni di euro provenienti dal maggior gettito IVA di luglio. Non si sa se tale misura tornerà e quando.

Resta intanto una fotografia dei prezzi piuttosto chiara. La benzina self service si trova a 2,010 euro al litro sulla rete nazionale e a 2,088 euro in autostrada. Il gasolio raggiunge rispettivamente 2,131 e 2,204 euro al litro, mantenendosi più caro della benzina in entrambi i contesti. Per le tasche degli italiani cambia poco: i carburanti costano tanto.

La proroga dello sconto offre quindi una sorta protezione fiscale ancora per pochi giorni, ma non cambia il dato di fondo. Il prezzo del diesel continua a risentire delle tensioni sul mercato e in autostrada rimane oltre la soglia dei 2,20 euro al litro. Per capire se la situazione potrà cambiare servirà osservare sia l’andamento delle quotazioni internazionali sia le decisioni che verranno prese alla scadenza del 26 agosto.

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