Auto elettriche e ibride silenziose: rischi per ciclisti e come funziona l’AVAS

Guida completa sui rischi legati alla silenziosità delle auto ibride e ai ciclisti: normativa AVAS, soluzioni pratiche e consigli di sicurezza.

auto ibride e ciclisti

La diffusione delle auto elettriche e ibride ha portato numerosi vantaggi in termini di efficienza e riduzione delle emissioni locali, ma ha anche introdotto nuove questioni legate alla sicurezza degli utenti più vulnerabili della strada, come pedoni e ciclisti.

Uno degli aspetti più discussi riguarda la ridotta rumorosità dei veicoli elettrificati alle basse velocità. Un’auto elettrica, oppure un’ibrida che procede con il motore termico spento, può essere meno percepibile acusticamente rispetto a un veicolo tradizionale. Questo aspetto può interessare soprattutto pedoni, ciclisti e persone non vedenti o ipovedenti.

Per ridurre questo rischio è stato introdotto l’AVAS, Acoustic Vehicle Alerting System, un sistema che genera automaticamente un segnale acustico quando il veicolo viaggia a bassa velocità. Vediamo come funziona, quando è obbligatorio e quali comportamenti possono contribuire a migliorare la sicurezza di automobilisti e ciclisti.

Perché auto elettriche e ibride possono essere meno percepibili per pedoni e ciclisti

Un veicolo tradizionale produce diversi rumori legati al funzionamento del motore termico. Su un’auto elettrica questi suoni sono assenti, mentre su una vettura ibrida possono venire meno quando il veicolo procede utilizzando esclusivamente il motore elettrico.

Questo non significa che un’auto elettrica sia completamente silenziosa. Anche questi veicoli producono rumore attraverso gli pneumatici, gli organi meccanici e, con l’aumentare della velocità, attraverso l’interazione dell’aria con la carrozzeria.

È soprattutto alle basse velocità, però, che l’assenza del rumore del motore può rendere più difficile percepire l’avvicinamento del veicolo facendo affidamento soltanto sull’udito.

La situazione richiede particolare attenzione in contesti come:

  • incroci e intersezioni;
  • rotatorie;
  • attraversamenti ciclabili;
  • uscite da parcheggi e passi carrabili;
  • manovre in retromarcia;
  • strade urbane con molti pedoni e ciclisti;
  • aree di parcheggio e zone a velocità ridotta.

Il rischio non deriva quindi semplicemente dal fatto che l’auto sia elettrica o ibrida, ma dalla combinazione tra bassa velocità, minore percepibilità acustica e presenza di utenti vulnerabili.

Cos’è l’AVAS e a cosa serve

L’AVAS, Acoustic Vehicle Alerting System, è un sistema di allarme acustico progettato per rendere più riconoscibile la presenza di veicoli elettrici e ibridi quando viaggiano a bassa velocità.

Il sistema genera automaticamente un suono esterno che consente agli altri utenti della strada di percepire meglio la presenza e il movimento del veicolo. Il segnale non ha semplicemente lo scopo di imitare il rumore di un tradizionale motore a combustione: deve rispettare specifici requisiti tecnici e fornire informazioni sonore coerenti con il movimento dell’auto.

L’AVAS è particolarmente importante per pedoni, ciclisti e persone non vedenti o ipovedenti, che possono fare maggiormente affidamento sulle informazioni sonore presenti nell’ambiente stradale.

Da quando l’AVAS è obbligatorio in Europa?

La normativa europea ha introdotto progressivamente l’obbligo dell’AVAS sui veicoli elettrici ibridi ed esclusivamente elettrici interessati.

In particolare:

  • dal 1° luglio 2019 i costruttori devono installare sistemi AVAS conformi sui nuovi tipi di veicoli elettrici ibridi ed esclusivamente elettrici;
  • dal 1° luglio 2021 l’obbligo è stato esteso a tutti i nuovi veicoli delle categorie interessate.

Questo significa che alcune auto elettriche o ibride più datate possono non essere equipaggiate con un sistema AVAS, soprattutto se appartenenti a generazioni precedenti all’introduzione dell’obbligo.

Quando entra in funzione l’AVAS?

Secondo la disciplina europea, il sistema deve generare automaticamente un segnale acustico dalla partenza fino a una velocità di circa 20 km/h e durante la retromarcia, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Il motivo è semplice: a velocità maggiori il rumore prodotto dal rotolamento degli pneumatici e dall’aerodinamica tende a rendere il veicolo più facilmente percepibile anche senza il contributo del motore.

Sulle vetture ibride, quando il motore termico è in funzione e produce già un livello sonoro sufficiente nelle condizioni previste, il funzionamento dell’AVAS può essere gestito secondo quanto stabilito dai requisiti tecnici di omologazione.

Il suono varia inoltre in modo da fornire indicazioni sul movimento del veicolo, aiutando chi si trova nelle vicinanze a riconoscere meglio se l’auto sta procedendo o modificando la propria velocità.

Si può disattivare l’AVAS?

Le regole europee si sono evolute nel tempo anche per quanto riguarda le funzioni che permettevano al conducente di interrompere il funzionamento dell’AVAS.

Sui veicoli di più recente omologazione sono stati introdotti requisiti più stringenti sulla cosiddetta pause function, con applicazione progressiva delle norme aggiornate e piena estensione ai nuovi veicoli interessati immatricolati dal settembre 2023.

Non è quindi corretto considerare l’AVAS come un normale dispositivo che il conducente dovrebbe ricordarsi di attivare manualmente ogni volta che utilizza l’auto.

Se compaiono spie, messaggi di errore o anomalie relative al sistema, è opportuno consultare il manuale del veicolo e, quando necessario, rivolgersi all’assistenza qualificata.

Le auto elettriche senza AVAS possono ancora circolare?

Sì. L’introduzione progressiva dell’obbligo significa che sulle strade possono ancora essere presenti veicoli elettrici o ibridi appartenenti a generazioni precedenti e non necessariamente equipaggiati con un AVAS conforme ai requisiti più recenti.

Per questo è importante non dare per scontato che ogni veicolo elettrificato produca automaticamente lo stesso tipo di segnale acustico alle basse velocità.

Allo stesso tempo, anche la presenza dell’AVAS non elimina la necessità di adottare comportamenti prudenti: il sistema è un supporto alla percezione, non sostituisce l’attenzione del conducente e degli altri utenti della strada.

Auto elettriche e ciclisti: come deve comportarsi chi guida

Chi guida un’auto elettrica o ibrida deve considerare che, a bassa velocità, pedoni e ciclisti potrebbero percepirne meno facilmente l’avvicinamento.

Alcuni comportamenti sono particolarmente importanti:

  • ridurre la velocità in prossimità di intersezioni, attraversamenti ciclabili e aree molto frequentate;
  • controllare accuratamente specchietti e angoli ciechi prima di svoltare o cambiare direzione;
  • prestare attenzione ai ciclisti che procedono lateralmente al veicolo;
  • evitare sorpassi quando non è possibile mantenere una distanza laterale adeguata e condizioni di sicurezza sufficienti;
  • controllare l’area circostante prima di uscire da un parcheggio o da un passo carrabile;
  • utilizzare il clacson soltanto quando necessario e nei casi consentiti, senza considerarlo un sostituto dell’AVAS o della prudenza.

In particolare, nelle svolte bisogna evitare di affidarsi esclusivamente agli specchietti: un ciclista può trovarsi in una zona poco visibile del veicolo proprio nel momento in cui questo cambia direzione.

Sorpassare un ciclista: perché la distanza laterale è fondamentale

Il fatto che un’auto elettrica sia poco rumorosa non è l’unico rischio nella convivenza con le biciclette. Durante un sorpasso è fondamentale ridurre la velocità e mantenere una distanza laterale adeguata. Se lo spazio disponibile non consente di completare la manovra in sicurezza, la scelta corretta è aspettare.

Un ciclista può infatti modificare leggermente la propria traiettoria per evitare una buca, un tombino, un veicolo parcheggiato o un altro ostacolo. Lasciare spazio sufficiente riduce il rischio che una piccola variazione di traiettoria si trasformi in una situazione pericolosa.

Attenzione alle svolte e agli angoli ciechi

Uno dei momenti più delicati è rappresentato dalle svolte, soprattutto quando un ciclista procede sul lato della carreggiata o su una corsia ciclabile parallela. Prima di cambiare direzione il conducente dovrebbe:

  • segnalare la manovra con sufficiente anticipo;
  • controllare specchietti e angolo cieco;
  • verificare la presenza di biciclette che procedono lateralmente;
  • evitare di tagliare improvvisamente la traiettoria del ciclista.

Queste precauzioni sono importanti indipendentemente dal tipo di motorizzazione dell’auto, ma assumono ulteriore rilevanza quando il veicolo è particolarmente silenzioso alle basse velocità.

Come aumentare la sicurezza quando si va in bicicletta

Anche chi utilizza la bicicletta può adottare alcuni comportamenti che aiutano a ridurre i rischi, senza dimenticare che la responsabilità della sicurezza stradale deve essere condivisa tra tutti gli utenti.

È utile:

  • prestare particolare attenzione agli incroci e alle rotatorie;
  • evitare di fare affidamento esclusivamente sul rumore per stabilire se stia arrivando un veicolo;
  • segnalare con chiarezza e per tempo i cambi di direzione;
  • utilizzare correttamente i dispositivi di illuminazione e visibilità previsti;
  • cercare di mantenere una posizione prevedibile sulla strada;
  • prestare attenzione alle auto parcheggiate e alla possibile apertura improvvisa delle portiere.

In presenza di un veicolo elettrico o ibrido, soprattutto in un ambiente urbano, è particolarmente importante utilizzare anche la vista e non affidarsi soltanto alle informazioni sonore.

Il problema delle portiere aperte davanti ai ciclisti

Un rischio importante per chi si sposta in bicicletta è rappresentato dall’apertura improvvisa di una portiera di un veicolo parcheggiato. Prima di aprire la portiera, conducente e passeggeri dovrebbero verificare accuratamente l’arrivo di biciclette, motocicli o altri utenti.

Una tecnica utile consiste nell’aprire la portiera utilizzando la mano più lontana dalla maniglia: questo movimento porta naturalmente il busto a ruotare verso l’esterno e può facilitare il controllo visivo dell’area posteriore.

Anche in questo caso la presenza o meno dell’AVAS non modifica la regola fondamentale: è necessario controllare sempre prima di aprire.

L’AVAS rende sicure auto elettriche e ibride?

L’AVAS aumenta la percepibilità acustica dei veicoli elettrificati alle basse velocità, ma non può eliminare tutti i rischi.

Il sistema non sostituisce:

  • il rispetto dei limiti e una velocità adeguata alle condizioni;
  • la corretta osservazione della strada;
  • il controllo degli angoli ciechi;
  • il rispetto delle precedenze;
  • una corretta distanza durante il sorpasso;
  • infrastrutture stradali progettate per ridurre i conflitti tra utenti diversi.

L’obiettivo dell’AVAS è quindi fornire un’informazione acustica aggiuntiva, non sostituire la guida prudente.

Il ruolo delle case automobilistiche

I costruttori devono progettare i sistemi AVAS nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa e delle procedure di omologazione. Uno degli obiettivi è ottenere un segnale sufficientemente riconoscibile per gli utenti della strada senza generare inutilmente un livello eccessivo di rumore ambientale.

Il suono deve inoltre permettere di comprendere, entro i limiti previsti dalla normativa, che il veicolo è in movimento e come sta variando la propria andatura.

Lo sviluppo dell’AVAS rappresenta quindi un compromesso tra due esigenze: mantenere uno dei vantaggi delle motorizzazioni elettriche, cioè una minore rumorosità, e rendere il veicolo sufficientemente percepibile nei contesti nei quali l’assenza del rumore del motore può costituire un problema.

Domande frequenti su AVAS, auto elettriche e ciclisti

Cos’è l’AVAS?

L’AVAS è l’Acoustic Vehicle Alerting System, un sistema che genera un suono esterno per rendere più facilmente percepibili i veicoli elettrici e ibridi quando procedono a bassa velocità.

Da quando l’AVAS è obbligatorio?

Nell’Unione Europea l’obbligo è stato introdotto per i nuovi tipi di veicoli elettrici ibridi ed esclusivamente elettrici dal 1° luglio 2019 e per tutti i nuovi veicoli interessati dal 1° luglio 2021.

A quale velocità funziona l’AVAS?

Il sistema genera automaticamente il segnale acustico dalla partenza fino a una velocità di circa 20 km/h e durante la retromarcia, secondo le condizioni previste dalla normativa.

Le auto elettriche sono completamente silenziose?

No. Producono comunque rumore attraverso pneumatici, organi meccanici e aerodinamica. La differenza è più evidente soprattutto alle basse velocità, quando manca il rumore prodotto da un motore termico.

L’AVAS serve soltanto ai ciclisti?

No. Il sistema è pensato per migliorare la percepibilità del veicolo da parte degli utenti vulnerabili della strada, compresi pedoni, ciclisti e persone non vedenti o ipovedenti.

Tutte le auto elettriche hanno l’AVAS?

Non necessariamente. I veicoli appartenenti a generazioni precedenti all’introduzione dell’obbligo possono non esserne dotati. Sui veicoli nuovi interessati dalla normativa, invece, l’AVAS è previsto dai requisiti di omologazione.

L’AVAS evita gli incidenti con i ciclisti?

No. Può rendere il veicolo più percepibile alle basse velocità, ma non sostituisce velocità prudente, controllo degli angoli ciechi, rispetto delle precedenze e corretta distanza durante i sorpassi.

Auto elettriche, ibride e ciclisti: una strada più sicura per tutti

La diffusione delle auto elettriche e ibride rende necessario comprendere anche le nuove caratteristiche della mobilità elettrificata. La minore rumorosità alle basse velocità può rendere questi veicoli più difficili da percepire in alcune situazioni, ma sistemi come l’AVAS contribuiscono a ridurre il problema.

La tecnologia, da sola, non basta. Una maggiore sicurezza per ciclisti e pedoni dipende anche da velocità adeguate, controllo degli angoli ciechi, sorpassi effettuati soltanto quando c’è spazio sufficiente e attenzione durante svolte e manovre.

Allo stesso tempo, chi utilizza la bicicletta dovrebbe evitare di affidarsi esclusivamente all’udito per individuare i veicoli in avvicinamento e mantenere sempre un comportamento visibile e prevedibile.

La convivenza tra mezzi diversi passa quindi da tecnologia, infrastrutture e comportamenti responsabili da parte di tutti gli utenti della strada.

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