Il risparmio con un’auto elettrica può essere consistente, ma dipende soprattutto da dove e a quale prezzo viene ricaricata. Con una tariffa domestica di 0,25 euro per kWh e un consumo urbano di 13 kWh ogni 100 chilometri, la spesa scende a soli 3,25 euro per 100 km. Alle condizioni considerate, la stessa distanza costa 10,90 euro con un diesel, 11,51 euro con un’auto a benzina e 6,09 euro con una vettura a GPL.
La differenza diventa ancora più evidente quando si passa dal singolo viaggio alla percorrenza annuale. Su 10.000 chilometri, mantenendo le stesse ipotesi di consumo e prezzo dell’energia, un’elettrica spenderebbe circa 325 euro. Il vantaggio arriverebbe così a 765 euro rispetto al diesel e a 826 euro rispetto alla benzina, mentre nei confronti del GPL si fermerebbe a 284 euro.
Non basta però concludere che l’elettrico costa sempre meno. La situazione cambia sensibilmente quando l’energia viene acquistata alle colonnine pubbliche, soprattutto sulle infrastrutture più veloci e durante i viaggi autostradali. Ad agosto 2026 le tariffe medie rilevate sono state di 0,64 euro/kWh in AC, 0,73 euro/kWh in DC e 0,76 euro/kWh per le ricariche HPC, valori che possono cambiare completamente il costo chilometrico. Questi sono i dati dell’Osservatorio Prezzi di Adiconsum e TariffEV.
Auto elettrica e ricarica pubblica: AC a 0,64 euro per kWh, HPC a 0,76 euro
Il mercato della ricarica pubblica presenta differenze di prezzo piuttosto ampie. Considerando complessivamente 437 tariffe, ad agosto il costo medio è stato di 0,64 euro/kWh per le colonnine AC, cioè quelle in corrente alternata. Per la ricarica rapida DC la media sale a 0,73 euro/kWh, mentre sulle infrastrutture HPC ad alta potenza si arriva a 0,76 euro/kWh.
Le medie raccontano però soltanto una parte della situazione. Nell’AC si passa infatti da 0,52 a 0,84 euro/kWh, mentre nella DC l’intervallo va da 0,58 a 0,81 euro. Per le HPC la forbice è ancora più ampia, con valori compresi tra 0,54 e 0,90 euro/kWh.
Il confronto con il prezzo dell’energia all’ingrosso aiuta a capire quanto pesi il servizio offerto dalla rete pubblica. Ad agosto il PUN medio si è attestato a 0,179 euro/kWh, in crescita del 14,6% rispetto a luglio. La tariffa pagata dall’automobilista alla colonnina comprende però non soltanto l’energia, ma anche il servizio necessario per effettuare la ricarica.
| Tipo di ricarica | Prezzo medio | Intervallo rilevato |
|---|---|---|
| AC | 0,64 €/kWh | 0,52-0,84 €/kWh |
| DC | 0,73 €/kWh | 0,58-0,81 €/kWh |
| HPC | 0,76 €/kWh | 0,54-0,90 €/kWh |
Le tariffe più convenienti cambiano il conto
Guardare soltanto ai prezzi medi rischia di nascondere un altro aspetto importante: scegliendo le offerte più convenienti disponibili presso i diversi operatori, il costo può scendere in modo sostanziale. La media delle migliori tariffe si porta a 0,46 euro/kWh per l’AC, a 0,54 euro/kWh per la DC e a 0,56 euro/kWh per le HPC. Sono valori molto più vicini alle soglie che consentono all’elettrico di restare competitivo anche nei viaggi ad alta velocità.
Tra le offerte AC considerate, il prezzo più basso arriva a 0,25 euro/kWh. Seguono proposte da 0,35 euro/kWh e diverse soluzioni a 0,39 euro/kWh. Nella ricarica rapida DC si parte invece da 0,39 euro/kWh, con altre tariffe a 0,43 e 0,47 euro.
Per l’HPC, il prezzo minimo rilevato è di 0,30 euro/kWh, seguito da soluzioni a 0,39 e 0,43 euro. Nel confronto sono state considerate tariffe senza un ulteriore pagamento legato al tempo trascorso presso la colonnina. È un dettaglio importante, perché eventuali componenti aggiuntive potrebbero modificare il costo effettivamente sostenuto dall’automobilista.
Benzina, diesel e GPL: quanto costano 100 chilometri
Per mettere a confronto un’auto elettrica e motori tradizionali sono stati considerati prezzi dei carburanti pari a 2,179 euro/litro per il diesel, 2,071 euro/litro per la benzina e 0,731 euro/litro per il GPL, rilevati nel Lazio l’11 settembre. Al prezzo del carburante è stato associato un consumo medio differente per ogni alimentazione. L’ipotesi è di 20 km/l per il diesel, 18 km/l per la benzina e 12 km/l per il GPL.
Ne deriva una spesa di 10,90 euro ogni 100 km per il diesel e di 11,51 euro per la benzina. Il GPL mantiene un vantaggio consistente rispetto agli altri carburanti tradizionali, fermandosi a 6,09 euro. Proprio quest’ultimo rappresenta il termine di paragone più difficile da battere per un’elettrica quando la ricarica viene effettuata fuori casa.
Per l’auto elettrica sono stati utilizzati due livelli di consumo. In città l’ipotesi è di 13 kWh/100 km, mentre in autostrada sale a 20 kWh/100 km. La differenza è decisiva, perché lo stesso prezzo dell’energia genera una spesa chilometrica molto diversa a seconda del contesto di utilizzo.
| Alimentazione | Consumo considerato | Costo ogni 100 km |
|---|---|---|
| Diesel | 20 km/l | 10,90 € |
| Benzina | 18 km/l | 11,51 € |
| GPL | 12 km/l | 6,09 € |
| Elettrica in città, ricarica domestica | 13 kWh/100 km | 3,25 € |
Ricaricare a casa è lo scenario più favorevole per l’auto elettrica
È nella ricarica domestica che il vantaggio economico dell’elettrico emerge con maggiore chiarezza. A 0,25 euro/kWh, consumare 13 kWh significa spendere 3,25 euro per percorrere 100 chilometri. Rispetto ai 10,90 euro del diesel, il risparmio è di 7,65 euro ogni 100 km.
Il confronto con la benzina amplia ulteriormente la distanza. Dai 3,25 euro dell’elettrico si passa agli 11,51 euro della vettura a benzina, con 8,26 euro risparmiati ogni 100 km. In termini percentuali la riduzione della spesa è di circa il 71,8%, mentre rispetto al diesel il vantaggio si colloca intorno al 70,2%.
Più contenuto, ma ancora evidente in questo scenario, è il margine rispetto al GPL. L’auto a gas richiede 6,09 euro ogni 100 km, contro i 3,25 euro dell’elettrica ricaricata a casa. La differenza è di 2,84 euro, pari a un risparmio indicativo di circa il 46,6%.
Su 10.000 km si possono risparmiare più di 800 euro
Portando questi valori su una percorrenza annuale di 10.000 chilometri, un’auto elettrica che consuma 13 kWh/100 km richiede 1.300 kWh di energia. Pagandoli 0,25 euro/kWh, la spesa annuale è di circa 325 euro. È questo il punto di partenza per valutare il risparmio rispetto alle altre alimentazioni.
Un diesel alle condizioni considerate richiederebbe circa 1.090 euro di carburante per coprire la stessa distanza. La differenza a favore dell’elettrica sarebbe quindi di 765 euro all’anno. Con la benzina la spesa salirebbe a circa 1.151 euro, portando il risparmio dell’elettrico a 826 euro ogni 10.000 km.
Il GPL riduce notevolmente le distanze. Con una spesa stimata di circa 609 euro ogni 10.000 km, il vantaggio della vettura elettrica si fermerebbe a 284 euro all’anno. Si tratta comunque di calcoli riferiti a precise ipotesi di consumo e prezzo: modelli più o meno efficienti e variazioni delle tariffe energetiche o dei carburanti possono modificare sensibilmente il risultato finale.
| Alimentazione | Spesa su 10.000 km | Risparmio dell’elettrico |
|---|---|---|
| Elettrica | 325 € | – |
| Diesel | 1.090 € | 765 € |
| Benzina | 1.151 € | 826 € |
| GPL | 609 € | 284 € |
In città anche la ricarica pubblica può restare conveniente
Con un consumo di 13 kWh/100 km, la convenienza non scompare necessariamente utilizzando una colonnina. Alla tariffa media AC di 0,64 euro/kWh, percorrere 100 km costa 8,32 euro. Con la DC a 0,73 euro si sale a 9,49 euro, mentre con una HPC a 0,76 euro si arriva a 9,88 euro.
Tutti e tre i valori restano inferiori agli 11,51 euro della benzina e ai 10,90 euro del diesel considerati nel confronto. Il risultato cambia invece rispetto al GPL, che costa 6,09 euro ogni 100 km. Con le tariffe pubbliche medie analizzate, l’elettrica risulta quindi più costosa dell’auto a GPL nello scenario urbano preso in esame.
Esiste un modo semplice per individuare il punto oltre il quale il vantaggio si annulla: il prezzo di pareggio dell’energia. In città l’elettrico resta più economico del diesel finché il kWh costa meno di 0,838 euro. La soglia sale a 0,885 euro rispetto alla benzina, ma scende a soli 0,468 euro nel confronto con il GPL.
In autostrada il vantaggio dell’elettrico può sparire
La situazione cambia parecchio portando il consumo dell’elettrica a 20 kWh/100 km, valore utilizzato per lo scenario autostradale. Con una tariffa AC media di 0,64 euro/kWh, la spesa sale a 12,80 euro ogni 100 km. Utilizzando una colonnina DC a 0,73 euro si arriva a 14,60 euro, mentre una HPC alla media di 0,76 euro porta il conto a 15,20 euro.
A questi livelli l’elettrica non è più automaticamente la soluzione meno costosa. I 12,80-15,20 euro necessari con le tariffe pubbliche medie superano sia i 10,90 euro del diesel sia gli 11,51 euro della benzina. Il GPL, con 6,09 euro ogni 100 km, mantiene un margine ancora più ampio.
Le soglie di pareggio spiegano bene il fenomeno. In autostrada bisogna pagare l’energia meno di 0,545 euro/kWh per battere il diesel e meno di 0,576 euro/kWh per risultare più convenienti della benzina. Per scendere sotto il costo del GPL serve invece una tariffa inferiore a 0,305 euro/kWh.
Scegliere la tariffa può fare la differenza durante un viaggio
Il quadro cambia nuovamente utilizzando le migliori tariffe medie disponibili. Con 20 kWh/100 km e un prezzo AC di 0,46 euro/kWh, la spesa si ferma a 9,20 euro ogni 100 km. L’elettrico torna così sotto sia al diesel sia alla benzina, pur restando più caro del GPL.
Con una DC a 0,54 euro/kWh il costo diventa 10,80 euro ogni 100 km. Il margine sul diesel è minimo, appena 10 centesimi sulla distanza considerata, ma quello sulla benzina rimane più consistente. Con una HPC a 0,56 euro/kWh si spendono invece 11,20 euro: leggermente più del diesel, ma ancora meno della benzina.
Le offerte più aggressive possono spostare ulteriormente l’equilibrio. Una ricarica HPC a 0,30 euro/kWh, con 20 kWh/100 km, comporta una spesa di circa 6 euro per 100 km. Una tariffa AC di 0,25 euro/kWh porta invece il costo a 5 euro sulla stessa distanza, quindi al di sotto di benzina, diesel e anche dei 6,09 euro calcolati per il GPL.
In Italia ci sono oltre 84 mila punti di ricarica
Alla variabile economica si aggiunge quella della disponibilità delle infrastrutture. A giugno 2026 risultano installati in Italia 84.564 punti di ricarica. La maggioranza, 60.359, ha una potenza inferiore a 50 kW, mentre 17.432 punti si collocano tra 50 e 149 kW e 6.773 superano i 150 kW.
Sulla rete autostradale sono presenti 1.516 punti di ricarica. Il 54% delle aree di servizio dispone di infrastrutture dedicate alle auto elettriche. La crescita della rete rende quindi sempre più rilevante non soltanto trovare una colonnina disponibile, ma verificare preventivamente quanto costa utilizzarla.
La forte differenza tra le tariffe mostra infatti che due automobilisti con vetture caratterizzate dallo stesso consumo possono sostenere costi molto diversi. Passare, per esempio, da 0,30 a 0,76 euro/kWh significa più che raddoppiare il prezzo dell’energia acquistata. Sui viaggi lunghi, dove i consumi aumentano, questa differenza pesa rapidamente sul costo complessivo.
Il vero risparmio dipende soprattutto da dove si ricarica
Il confronto tra elettrico, benzina e diesel non restituisce dunque un unico vincitore valido in ogni situazione. La ricarica domestica resta lo scenario economicamente più favorevole tra quelli analizzati: a 0,25 euro/kWh e con 13 kWh/100 km bastano 3,25 euro per percorrere 100 chilometri. È meno di un terzo della spesa calcolata per benzina e diesel.
Le colonnine pubbliche richiedono invece maggiore attenzione. In città, anche le tariffe medie AC, DC e HPC permettono all’elettrico di mantenere un vantaggio sui due carburanti principali nelle condizioni considerate. In autostrada, però, il consumo di 20 kWh/100 km fa salire rapidamente la spesa e con le tariffe medie la convenienza può ribaltarsi.
La differenza la fa quindi il prezzo effettivamente pagato per ogni kWh. Con offerte pubbliche vicine a 0,30-0,50 euro, l’elettrico può mantenere costi competitivi anche nei viaggi; avvicinandosi invece a 0,70-0,90 euro/kWh, il vantaggio economico rispetto ai carburanti tradizionali si riduce o scompare. Per chi può ricaricare abitualmente a casa, invece, i numeri restano molto più netti: nell’ipotesi considerata, su 10.000 chilometri si passa da un risparmio di 284 euro rispetto al GPL a 826 euro rispetto alla benzina.






