Benzina ancora più cara: self a 2,022 euro al litro, aumenti anche in autostrada

La benzina torna a salire: il self raggiunge 2,022 euro al litro sulla rete nazionale e 2,104 euro in autostrada.

benzina

Un altro piccolo aumento, ma sufficiente a riportare l’attenzione sul costo del pieno. La benzina self-service sulla rete stradale nazionale sale a 2,022 euro al litro, con un incremento di 5 millesimi rispetto alla giornata precedente. In autostrada il movimento è ancora più evidente: la verde self raggiunge una media di 2,104 euro al litro, in aumento di 7 millesimi.

La nuova variazione arriva in un contesto nel quale la benzina si mantiene stabilmente sopra la soglia dei due euro al litro. Nella rilevazione precedente la media self nazionale era infatti già a 2,019 euro, con differenze sensibili tra compagnie tradizionali e pompe bianche. Il nuovo rialzo porta quindi il prezzo medio ancora più in alto, anche se l’incremento giornaliero resta nell’ordine di pochi millesimi.

Per gli automobilisti, però, a fare la differenza è soprattutto il livello di partenza. Quando il litro di verde viaggia già oltre quota due euro, anche variazioni apparentemente contenute finiscono per sommarsi a una spesa complessiva che resta elevata. Il quadro diventa ancora più pesante scegliendo il servito oppure facendo rifornimento lungo la rete autostradale.

Il self nazionale sale a 2,022 euro al litro

Il dato principale riguarda il prezzo medio della benzina self sulla rete stradale nazionale. La nuova media si attesta a 2,022 euro al litro, con un aumento di 0,005 euro rispetto alla giornata precedente. Tradotto in centesimi, significa mezzo centesimo in più per ogni litro acquistato.

Il rincaro non modifica radicalmente il costo di un singolo rifornimento, ma conferma una tendenza che resta sfavorevole per chi utilizza quotidianamente un’auto a benzina. Su 50 litri, un aumento di 5 millesimi equivale a 25 centesimi in più. Una differenza limitata se presa da sola, ma significativa se inserita in un quadro di prezzi già stabilmente elevati.

La soglia dei due euro resta quindi il riferimento più importante. La benzina non si limita a superarla di poco, ma si mantiene con continuità oltre quel livello sia nella media generale sia, in molti casi, nei listini dei singoli marchi. Per chi deve fare il pieno con frequenza, la distanza rispetto a prezzi più contenuti continua a tradursi in una spesa mensile rilevante.

In autostrada la verde arriva a 2,104 euro

La situazione è ancora più onerosa lungo la rete autostradale. Qui la benzina self raggiunge 2,104 euro al litro, con un aumento di 7 millesimi rispetto al valore precedente. Il rincaro giornaliero è quindi leggermente superiore rispetto a quello registrato sulla rete stradale ordinaria.

La distanza tra il prezzo medio autostradale e quello nazionale è di 8,2 centesimi al litro. Su un rifornimento da 50 litri significa una differenza di circa 4,10 euro. È un divario che può incidere in modo concreto soprattutto durante i viaggi lunghi, quando fermarsi lungo l’autostrada diventa spesso la soluzione più pratica.

La differenza non è una novità assoluta, ma il nuovo aggiornamento conferma quanto il luogo del rifornimento continui a essere determinante. A parità di quantità acquistata, scegliere un distributore sulla rete ordinaria oppure in autostrada può produrre una variazione significativa sul totale pagato alla cassa.

Aumenti anche nei prezzi consigliati dei marchi

Il rialzo della media nazionale si accompagna a nuovi movimenti nei listini consigliati di alcuni operatori che si assestano intorno ai due centesimi al litro.

Le variazioni dei singoli marchi sono quindi più consistenti rispetto al movimento della media nazionale. Questo non significa necessariamente che tutti i distributori applichino nello stesso momento lo stesso valore finale, ma segnala una pressione al rialzo sui prezzi consigliati. Per l’automobilista, il risultato concreto può essere una maggiore differenza tra un impianto e l’altro.

La situazione suggerisce quindi di prestare attenzione non soltanto alla media generale, ma anche al punto vendita scelto. In una fase in cui la benzina supera già i due euro al litro, differenze di uno o due centesimi possono diventare rilevanti su un pieno completo. A maggior ragione se il confronto riguarda il self e il servito.

I prezzi del giorno precedente: benzina già sopra i due euro

La rilevazione precedente mostrava una situazione già piuttosto sostenuta. La benzina self si attestava a 2,019 euro al litro come media complessiva. All’interno di questo dato, le compagnie registravano una media di 2,024 euro, mentre le pompe bianche si fermavano a 2,009 euro.

La differenza tra compagnie e pompe bianche era quindi di 1,5 centesimi al litro. Su 50 litri significa circa 75 centesimi di scarto. Non una cifra enorme su un singolo rifornimento, ma comunque sufficiente a rendere conveniente il confronto tra distributori, soprattutto per chi percorre molti chilometri.

Il passaggio da 2,019 a 2,022 euro conferma quindi una nuova variazione verso l’alto. La crescita è contenuta in valore assoluto, ma avviene partendo da livelli già elevati. È proprio questo l’elemento che pesa maggiormente: il nuovo aumento non porta la benzina sopra una nuova soglia simbolica, ma consolida un prezzo già stabilmente oltre i due euro.

Servito a 2,155 euro al litro

Ancora più marcata è la differenza per chi sceglie il rifornimento servito. La media della benzina in questa modalità era pari a 2,155 euro al litro. Presso le compagnie si arrivava a 2,195 euro, mentre le pompe bianche registravano una media di 2,079 euro.

Il divario tra compagnie e pompe bianche nel servito raggiunge così 11,6 centesimi al litro. Su un pieno da 50 litri significa una differenza di 5,80 euro. È uno scarto che mostra quanto la scelta del distributore possa incidere in modo ben più consistente quando si rinuncia al self-service.

Anche il confronto diretto tra self e servito è significativo. Con una media self di 2,019 euro e una media servita di 2,155 euro, la differenza era di 13,6 centesimi al litro. Su 50 litri, il maggior costo arriva a 6,80 euro.

Il diesel resta stabile nel dato più recente

Il nuovo aumento riguarda soprattutto la benzina. Il diesel self sulla rete nazionale resta a 2,130 euro al litro, senza variazioni nel dato più recente. Anche in autostrada il gasolio rimane stabile a 2,204 euro al litro.

GPL stabile, metano in aumento sulla rete ordinaria

Tra gli altri carburanti, il GPL resta a 0,745 euro al litro sulla rete stradale nazionale. In autostrada il prezzo medio si mantiene a 0,881 euro al litro. Non vengono quindi segnalati aumenti per questo carburante nell’ultimo aggiornamento.

Diverso il comportamento del metano. Sulla rete ordinaria sale di 10 millesimi e raggiunge 1,686 euro al chilogrammo. In autostrada, invece, registra un calo di 2 millesimi e si porta a 1,677 euro al chilogrammo.

Il quadro resta quindi molto differenziato tra le varie alimentazioni. La benzina è quella che mostra il movimento più evidente nel dato più recente, mentre diesel e GPL risultano sostanzialmente fermi. Il metano si muove in direzioni opposte tra rete stradale e autostradale.

Quanto pesa davvero il nuovo aumento

Considerato da solo, l’incremento di 5 millesimi sulla benzina self nazionale può sembrare marginale. Ma il problema principale è il livello raggiunto dal prezzo, ormai stabilmente sopra i due euro al litro. Il nuovo rialzo porta la media a 2,022 euro, mentre l’autostrada viaggia già oltre 2,10 euro.

Su un pieno da 50 litri, alla media nazionale attuale, la spesa teorica è di circa 101,10 euro. In autostrada, con 2,104 euro al litro, lo stesso quantitativo arriva a circa 105,20 euro. La differenza supera quindi i quattro euro pur acquistando la stessa quantità di carburante.

Se si passa invece dal self al servito, il divario cresce ulteriormente. Utilizzando il valore medio servito di 2,155 euro, 50 litri costano circa 107,75 euro. Rispetto alla media self precedente, la differenza era di 6,80 euro per un singolo rifornimento.

Il prezzo del distributore continua a fare la differenza

I dati confermano anche quanto sia importante confrontare i prezzi carburante tra un impianto e l’altro. La differenza tra compagnie e pompe bianche, così come quella tra i singoli marchi, può diventare significativa soprattutto per chi percorre molti chilometri. Non sempre il distributore più vicino coincide con quello più conveniente.

Nel self le differenze restano relativamente contenute, ma aumentano nel servito. Tra i valori dei marchi considerati, il divario può superare abbondantemente i dieci centesimi al litro. Su un pieno completo, questo si traduce in diversi euro di differenza.

Con la benzina stabilmente oltre quota due euro, anche piccoli scarti meritano quindi attenzione. Non cambiano radicalmente il bilancio di una singola giornata, ma possono incidere se ripetuti nel tempo. Il peso diventa maggiore per chi utilizza l’auto quotidianamente o percorre lunghe distanze.

Benzina, il quadro dei nuovi rincari

Voce Prezzo Variazione
Benzina self rete nazionale 2,022 €/l +5 millesimi
Benzina self autostrada 2,104 €/l +7 millesimi
Diesel self rete nazionale 2,130 €/l Invariato
Diesel self autostrada 2,204 €/l Invariato
GPL rete nazionale 0,745 €/l Invariato
Metano rete nazionale 1,686 €/kg +10 millesimi

 

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