La stagione 2025 di Formula 1 si è chiusa per la Ferrari con un bilancio amaro e un’analisi lucida del suo team principal, Frédéric Vasseur. L’ingegnere francese, al timone del Cavallino Rampante dal 2023, ha riconosciuto apertamente le difficoltà incontrate lungo un campionato complesso, dove la squadra di Maranello non è riuscita a concretizzare le aspettative nate dopo un inverno di entusiasmo e promesse. Zero vittorie nelle gare domenicali, podi ottenuti solo grazie alla costanza di Charles Leclerc e un’unica vittoria nella Sprint Race in Cina con Lewis Hamilton — non valida per le statistiche ufficiali — fotografano una stagione segnata più dalle fatiche che dai successi.
“Onestamente, è stata una stagione difficile”, ha ammesso Vasseur a margine del Gran Premio di Abu Dhabi, ultimo appuntamento del Mondiale. Secondo il DG, però bisogna distinguere tra le prestazioni del weekend, quelle della stagione e lo sviluppo della squadra nel lungo termine. Parole che racchiudono un concetto chiave: la Ferrari non ha mai trovato il passo giusto per vincere, ma ha lavorato per costruire basi più solide per il futuro.
Un 2025 in salita sin dal Bahrain
L’inizio del campionato è stato indicativo dei problemi che avrebbero poi accompagnato la Ferrari per tutto l’anno. Secondo il team principal, dal primo giorno in Bahrain era chiaro che il ritmo non era eccezionale, ha spiegato Vasseur, riconoscendo che fin dalle prime prove stagionali la monoposto mostrava limiti evidenti in termini di bilanciamento e carico aerodinamico. La squadra ha cercato di reagire, ma una serie di episodi ha complicato ulteriormente il cammino. Tra questi, la squalifica subita in occasione della gara in Cina, la seconda del campionato, ha rappresentato un colpo duro.
Da lì in poi, la stagione della Ferrari è diventata una corsa a inseguire, con sprazzi di competitività alternati a weekend difficili. Nonostante ciò, Vasseur ha evidenziato i segnali di crescita, soprattutto nella seconda metà dell’anno. “Dopo la pausa estiva abbiamo visto dei miglioramenti”, ha affermato. “Ad Austin, in Messico, in Azerbaigian abbiamo avuto buone prestazioni, ma è mancata la costanza. Abbiamo faticato molto con i dettagli”.
Il peso dei dettagli in una Formula 1 sempre più compatta
Secondo Vasseur, la stagione 2025 ha dimostrato quanto la Formula 1 moderna sia un ambiente estremamente competitivo, dove margini minimi separano il successo dal fallimento. Oggi basta un piccolo errore per cambiare completamente il risultato di un weekend, ha spiegato. “In qualifica, tra il sesto e il sedicesimo posto, la differenza può essere inferiore a un decimo. Se non sei nella finestra giusta, sei fuori in Q1, e la settimana dopo puoi essere sesto o settimo”. È questo l’aspetto che più ha pesato sui risultati del Cavallino Rampante: la mancanza di precisione e continuità nei momenti decisivi.
Il team principal francese ha riconosciuto che solo la McLaren e Max Verstappen hanno mantenuto un piccolo margine di superiorità tecnica nella seconda metà dell’anno, mentre tutte le altre squadre si sono trovate a competere in un contesto di equilibrio totale.
Per Vasseur, questa situazione è un bene per lo sport, ma rappresenta una sfida enorme per i team di vertice, abituati a gestire margini di vantaggio più ampi. La Ferrari, in particolare, ha sofferto la necessità di adattarsi costantemente, perdendo competitività quando il lavoro di dettaglio non era perfetto. È proprio in questa “zona grigia” — tra efficienza operativa e capacità di interpretare le gomme e le condizioni di pista — che si è giocata la differenza tra il successo e il fallimento.
Una stagione di luci e ombre
Nonostante le difficoltà, Vasseur non ha voluto dipingere il 2025 solo in toni negativi. A suo giudizio, il team ha comunque mostrato un progresso rispetto al 2024 in termini di coesione interna e sviluppo tecnico. Il manager francese ha ribadito che la Ferrari ha saputo reagire in alcune fasi della stagione, dimostrando un ritmo più costante dopo la pausa estiva e una migliore capacità di comprendere la vettura. Tuttavia, i risultati non sono stati sufficienti per mantenere la seconda posizione nel Mondiale Costruttori, che la squadra occupava fino a poche gare dal termine, prima di essere superata da Mercedes e Red Bull.
La classifica finale, dunque, non rispecchia del tutto gli sforzi compiuti. Ma per Vasseur, il problema non è la mancanza di lavoro, bensì la necessità di migliorare la precisione operativa e ridurre gli errori minimi che, in un contesto così competitivo, pesano enormemente. “Abbiamo perso terreno sui dettagli”, ha ripetuto più volte, indicando come la gestione di fattori come il bilanciamento aerodinamico, il degrado delle gomme e l’ottimizzazione delle strategie di gara siano stati gli elementi che hanno fatto la differenza tra la Ferrari e i team di vertice.
La convergenza delle prestazioni e il ruolo del regolamento
Uno dei punti più interessanti toccati da Vasseur riguarda la cosiddetta “convergenza delle prestazioni”, un fenomeno che negli ultimi anni ha reso il campionato sempre più equilibrato. “Non abbiamo mai avuto una stagione come questa”, ha osservato. “Oggi tutte le vetture sono molto vicine. Anche i team di metà classifica possono ambire ai punti o addirittura ai podi, se fanno un weekend perfetto.”
Il team principal ha riconosciuto che parte di questo equilibrio deriva dalle nuove regole sul tempo di utilizzo della galleria del vento, che assegna più ore di sviluppo aerodinamico alle squadre meno performanti. Una regola che riflette la complessità del lavoro che attende la Ferrari: competere in un ambiente sempre più livellato, dove l’esperienza e la qualità del personale saranno decisive.
La visione di Vasseur per il futuro della Ferrari
Nonostante i risultati deludenti, Vasseur ha mostrato fiducia nella direzione intrapresa. La sua gestione ha introdotto un approccio più razionale e analitico, improntato sulla continuità e sull’ottimizzazione delle risorse. L’obiettivo è costruire una squadra che lavori in modo coeso e scientifico, evitando gli scossoni che in passato hanno caratterizzato le fasi di crisi del Cavallino.
Per la Ferrari, il 2026 rappresenterà un punto di svolta con l’introduzione del nuovo regolamento tecnico, che porterà con sé vetture più leggere, efficienti e con un bilanciamento diverso tra motore termico ed elettrico. Vasseur è consapevole che la prossima stagione sarà cruciale per stabilire le basi del nuovo ciclo. “Il lavoro di oggi serve a prepararci per domani”, ha detto, alludendo al grande impegno che la squadra sta dedicando al progetto 676, la futura monoposto di Maranello.
La gestione del team e la sfida della costanza
Il team principal francese ha più volte ribadito che la chiave del successo non risiede solo nella prestazione pura, ma nella capacità di gestire con rigore tutti i processi operativi. Ogni area — dal setup alla strategia, dall’aerodinamica alla simulazione — deve funzionare come parte di un ingranaggio perfettamente sincronizzato.
Questa mentalità, improntata alla cultura del miglioramento continuo, rappresenta forse il vero lascito della gestione Vasseur. Dopo una stagione senza vittorie ma con segnali di crescita strutturale, la Ferrari sembra aver trovato una direzione più coerente. Il manager francese non promette miracoli, ma costruzione, consapevole che la competitività si raggiunge solo attraverso un percorso graduale di evoluzione.
Una sfida aperta per il 2026
Con l’orizzonte del 2026 ormai vicino, la Ferrari si prepara a voltare pagina. Le difficoltà del 2025 hanno messo in evidenza i limiti, ma anche la volontà di riscatto. Vasseur sa che la prossima stagione sarà determinante non solo per la squadra, ma anche per il futuro di Charles Leclerc, che considera il nuovo ciclo tecnico un’opportunità decisiva per tornare a vincere. Per entrambi, il tempo delle scuse è finito: servono risultati tangibili, e la strada passa attraverso la precisione e la costanza che nel 2025 sono mancate. In una Formula 1 che non perdona e che si gioca sui millesimi, la Ferrari non può più permettersi di “faticare sui dettagli”.







