Il Gran Premio di Abu Dhabi 2025 rappresenta la fine di un capitolo difficile nella storia recente della Ferrari. Dopo ventitré gare, la scuderia di Maranello arriva all’ultimo appuntamento stagionale con la consapevolezza di aver vissuto uno dei campionati più complessi e deludenti della sua lunga tradizione in Formula 1. Un anno privo di vittorie, segnato da occasioni mancate e da una macchina incapace di esprimere il potenziale necessario per competere ai vertici. Il Team Principal Frédéric Vasseur ha definito Abu Dhabi come il punto finale di una stagione “lunga e impegnativa”, un riassunto conciso ma efficace per un’annata che ha messo a dura prova piloti, tecnici e tifosi.
Il bilancio parla chiaro: sette podi conquistati dal solo Charles Leclerc, nessuna vittoria e una serie di difficoltà che hanno impedito al team di capitalizzare le poche opportunità offerte dal campionato. Il monegasco è riuscito a distinguersi in alcuni weekend positivi, come quello del Gran Premio d’Ungheria dove ha firmato la sua unica pole position ufficiale della stagione, ma la SF-25 non ha mai avuto la competitività necessaria per contendere la vittoria alle squadre di punta. Una situazione che ha riportato la Ferrari in una posizione scomoda, lontana dalle ambizioni dichiarate all’inizio del mondiale.
Le difficoltà tecniche della SF-25
Il problema principale della Ferrari SF-25 è stato la sua incapacità di adattarsi alle diverse condizioni di pista e ai vari tipi di circuito. In alcuni momenti l’auto ha mostrato buoni segnali di equilibrio e prestazione sul giro secco, ma in gara la gestione delle gomme, la trazione e il degrado si sono rivelati limiti strutturali difficili da risolvere. In qualifica la monoposto si è comportata discretamente, ma la traduzione di quel ritmo in costanza di prestazioni durante la gara è stata carente. Questo ha impedito al team di sfruttare appieno le strategie e di lottare per posizioni di rilievo, costringendo i piloti a difendersi più che ad attaccare.
Il team ha riconosciuto che parte delle difficoltà deriva dalle scelte progettuali fatte in inverno. La ricerca di una maggiore efficienza aerodinamica e di un equilibrio più stabile non ha portato i risultati sperati, rendendo la vettura spesso imprevedibile nei comportamenti. Le modifiche introdotte nel corso dell’anno, tra cui aggiornamenti all’ala posteriore e alla sospensione anteriore, non hanno prodotto un salto di qualità tangibile. La stagione 2025 ha confermato quindi una realtà difficile da accettare per i tifosi del Cavallino: la Ferrari resta ancora lontana dal livello di Red Bull e McLaren, che hanno dominato gran parte del campionato.
Charles Leclerc, sette podi e una lotta costante
In questo scenario, Charles Leclerc si è distinto come il pilota più costante del team, capace di portare punti preziosi anche in condizioni complicate. Con sette podi all’attivo, il monegasco ha dimostrato ancora una volta il proprio talento, cercando di massimizzare il rendimento di una vettura che raramente gli ha permesso di esprimere tutto il suo potenziale. La sua stagione, pur priva di vittorie, ha rappresentato un punto di riferimento per la squadra, mostrando la capacità di reagire con determinazione anche nei momenti più difficili.
Leclerc ha saputo mantenere la concentrazione, alternando prestazioni solide in qualifica a gare gestite con intelligenza tattica. Il suo ruolo all’interno della squadra è rimasto centrale, anche in un contesto di crescente frustrazione per la mancanza di risultati. L’obiettivo di chiudere il campionato al meglio ad Abu Dhabi rappresenta per lui un modo per guardare avanti, verso il 2026, con fiducia e la speranza di tornare finalmente competitivo per il titolo mondiale.
Il difficile primo anno di Lewis Hamilton in Ferrari
Se per Leclerc il 2025 è stato un anno di resistenza e determinazione, per Lewis Hamilton è stato un periodo di grande delusione. Il suo arrivo a Maranello aveva generato un entusiasmo senza precedenti, con l’aspettativa di un binomio vincente tra il sette volte campione del mondo e la Ferrari. Tuttavia, la realtà si è rivelata molto diversa. Hamilton ha faticato fin da subito ad adattarsi alla SF-25, trovandosi spesso ai margini della zona punti e lontano dalle posizioni di vertice a cui era abituato.
La stagione ha riservato pochi momenti positivi per il pilota britannico: una vittoria e una pole position ottenute nella Sprint Race del Gran Premio di Cina, che però non contano ai fini delle statistiche ufficiali. Al di fuori di quelle parentesi, Hamilton non è mai riuscito a salire sul podio nelle gare principali, registrando così il suo primo anno in carriera senza un podio completo. Questo risultato negativo rappresenta anche un primato poco invidiabile nella storia della Ferrari, con Hamilton che diventa il pilota con il maggior numero di gare disputate al volante della Rossa senza un podio ufficiale.
Le difficoltà non si sono limitate alle prestazioni in gara. Le qualifiche hanno spesso messo in luce i limiti del feeling tra Hamilton e la vettura, culminando in più eliminazioni in Q1 nel corso dell’anno, un evento rarissimo per un pilota del suo calibro. Il suo primo anno a Maranello è stato segnato da un percorso di adattamento complicato, che ha alimentato interrogativi sul futuro equilibrio all’interno del team. Nonostante ciò, Hamilton ha ribadito la propria volontà di proseguire il progetto Ferrari con l’obiettivo di costruire basi solide per il 2026.
Il commento di Frédéric Vasseur e la visione per il futuro
Alla vigilia del Gran Premio di Abu Dhabi, Frédéric Vasseur ha descritto la stagione 2025 come una delle più lunghe e impegnative della sua carriera da team principal. Le sue parole, pronunciate con tono realistico, riflettono la consapevolezza di un percorso complesso ma anche la volontà di imparare dagli errori. “Abu Dhabi segna la fine di una stagione lunga e impegnativa, per i piloti così come per tutta la squadra”, ha dichiarato Vasseur, sottolineando l’impegno di chiudere il campionato nel modo più dignitoso possibile.
La Ferrari ha ormai rivolto lo sguardo al futuro, concentrandosi sul 2026 e sui nuovi regolamenti tecnici che cambieranno radicalmente il panorama della Formula 1. L’introduzione delle nuove power unit e delle modifiche aerodinamiche rappresenta una grande opportunità per ripartire da una base più equilibrata. Vasseur ha ribadito che il team è già al lavoro su questa transizione, con l’obiettivo di colmare il divario che separa Maranello dai rivali diretti. L’approccio è pragmatico: imparare dai limiti del 2025 per costruire una vettura più competitiva, più efficiente e capace di adattarsi a diverse condizioni di gara.
Un 2025 senza vittorie, ma con lezioni importanti
Il 2025 passerà alla storia come una delle stagioni più difficili per la Scuderia Ferrari. Nessuna vittoria, una sola pole position ufficiale e un divario crescente dalle squadre di vertice hanno reso il campionato particolarmente deludente. Tuttavia, per Vasseur e per i tecnici di Maranello, l’anno è servito a individuare le aree su cui intervenire in vista del nuovo ciclo tecnico. L’esperienza di un’annata così complessa può diventare la base su cui costruire un ritorno alla competitività.
La squadra ha riconosciuto la necessità di un cambio di passo nell’approccio alla progettazione e alla gestione delle strategie di gara. Le analisi interne condotte durante la stagione hanno evidenziato l’importanza di lavorare su aerodinamica, efficienza e coerenza del pacchetto tecnico. I risultati altalenanti del 2025 sono serviti come monito: per tornare a vincere, la Ferrari dovrà unire prestazione, affidabilità e organizzazione, tre elementi che storicamente hanno determinato i suoi successi.
Uno sguardo verso Abu Dhabi e il 2026
Il Gran Premio di Abu Dhabi rappresenta per la Ferrari non solo l’ultima occasione per salvare la faccia in un campionato deludente, ma anche un banco di prova per testare aggiornamenti e procedure in vista della prossima stagione. La squadra vuole concludere il 2025 con dignità, cercando di ottenere un risultato che dia morale a un gruppo che ha lavorato duramente nonostante le difficoltà.
La prospettiva del 2026 porta con sé un senso di rinnovata speranza. I nuovi regolamenti offriranno una pagina bianca su cui riscrivere la storia recente della Scuderia, e Vasseur è determinato a sfruttare questa opportunità per riportare la Ferrari ai vertici. Il lavoro sui motori di nuova generazione e sul telaio di prossima evoluzione è già in corso a Maranello, con l’obiettivo di costruire una monoposto che possa finalmente competere per le prime posizioni.
La stagione 2025 sarà ricordata come una delle più impegnative per la Ferrari, ma anche come un punto di partenza per un nuovo ciclo. Tra le difficoltà di Leclerc e le fatiche di Hamilton, il team ha compreso che la rinascita non passa solo dai nomi o dal talento dei piloti, ma dalla capacità collettiva di innovare e reagire. Ad Abu Dhabi si chiude un capitolo amaro, ma la storia della Ferrari, come sempre, guarda già avanti: verso la sfida del 2026, con la speranza di riscrivere il destino del Cavallino Rampante.







