Schilometraggio auto: la classifica delle auto più schilometrate

La falsificazione del chilometraggio è una frode molto diffusa nel mercato delle auto usate. Ecco come difendersi e quali sono le auto più falsificate.

schilometraggio

Lo schilometraggio è una delle frodi più praticate e più silenziose in cui si può incappare quando si compra un’auto usata. Il rumore strano del motore, la marmitta bucata o un cuscinetto rotto sono difficili da nascondere, ma il chilometraggio falsificato è impossibile da vedere senza strumenti appositi.

Ecco perché lo schilometraggio, o la falsificazione del contachilometri, è una frode diffusissisma: l’acquirente quasi mai se ne rende conto, se non quando è troppo tardi, magari perché l’auto rompe la distribuzione dopo poche migliaia di chilometri. Come difendersi? Non è facile. Intanto vediamo quali sono le auto più soggette a questa frode.

In questa guida ti spieghiamo: quali sono le auto più soggette a questa frode, come ti puoi difendere, le domande più frequenti.

Quai sono le auto più soggette allo schilometraggio?

Nonostante la tecnologia renda il lavoro molto più complesso (non basta più schiacciare un pulsantino sul contachilometri), la frode sul chilometraggio è ancora molto diffusa. Questa pratica scorretta, che in sostanza non è altro che diminuire il numero di km percorsi dal veicolo, incide sia sul valore dell’auto che sui costi di manutenzione: secondo il Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo, le frodi sul chilometraggio costano ben 8,7 miliardi di euro.

La società Carvertical, nel 2024, ha analizzato le ricerche avvenute nella propria piattaforma, estrapolando poi i dati sulle auto più schilometrate.

L’auto più soggetta a falsificazione del contachilometri, secondo questa analisi, è risultata la BMW Serie 5. Al secondo posto ecco la Ford Mustang e poi la BMW Serie 3.

Il perché della presenza di queste auto ad alte prestazioni in questa classifica è semplice: sono auto che mantengono un certo valore anche da usate e meno chilometri hanno, più valgono. C’è dunque un elevato guadagno dietro la falsificazione del chilometraggio. Per chi vuole lucrare in modo truffaldino, queste auto finiscono per forza al centro del mirino.

Frode del chilometraggio anche su auto ibride ed elettriche

La frode del contachilometri tocca anche i veicoli elettrici e ibridi, anche il loro numero è ancora molto basso nel mercato dell’usato che invece è dominato dai motori termici. Nell’analisi del report è emerso che anche queste auto sono oggetto di questa sofisticata frode. Anche nel caso delle vetture elettriche il numero dei km percorsi è importante per stabilire il valore dell’auto. Un’auto elettrica che ha percorso moltissimi chilometri non ha una batteria efficiente come quella che ne ha percorsi di meno. E questo vale anche per le auto ibride.

Classifica delle auto più soggette a schilometraggio

E dunque, ecco la classifica:

  • BMW Serie 5
  • Ford Mustang
  • BMW Serie 3
  • Peugeot 308
  • Volkswagen Passat
  • Opel Mokka
  • Peugeot 3008
  • Audi A1
  • Audi A4
  • Fiat Tipo

Come difendersi?

Per chi è del mestiere, manomettere il contachilometri  non è così difficile. Nelle auto molto vecchie era sufficiente schiacciare un bottoncino presente sul cruscotto, con le macchine contemporanee bisogna lavorare direttamente sulla centralina: è un po’ più complesso, ma chi è del mestiere lo sa fare.

Come ci si può difendere allora? Tenendo presente che anche i documenti dell’auto possono essere falsificati, si può provare a osservare bene l’auto, l’anno di produzione e immatricolazione e controllare le revisioni sul portale dell’automobilista. Se i km riportati nell’annuncio sono inferiori a quelli del portale oppure sono leggermente superiori c’è qualcosa che non va. Consulta siti specializzati e, se proprio vuoi essere certo, fa un controllo specifico sulla centralina. Esistono società apposite che se ne occupano ed esiste anche un kit antitruffa che consiste in un dispositivo che si chiama Diogene.

Le domande più frequenti sulla frode dello schilometraggio

Come si può verificare e scoprire se un’auto usata è stata schilometrata?

Per capire se un’auto usata è stata schilometrata, è fondamentale confrontare più elementi documentali e tecnici. Il metodo più affidabile consiste nel verificare i dati registrati durante le revisioni periodiche, poiché dal 2018 i chilometri vengono annotati nei certificati ufficiali e inseriti nel database della Motorizzazione. Confrontare tali valori con quelli indicati sul contachilometri permette di individuare eventuali incongruenze. È utile controllare anche il libretto dei tagliandi, le fatture di officine e i report dei servizi diagnostici, che spesso registrano automaticamente il chilometraggio. Nell’ispezione visiva è importante valutare usura di volante, pedaliera, sedile del conducente e leva del cambio, elementi che difficilmente corrispondono a un’auto con pochi chilometri se eccessivamente consumati. Un meccanico può inoltre analizzare centraline e moduli elettronici che talvolta conservano dati non modificati. Anche una prova su strada può rivelare anomalie, come giochi meccanici eccessivi o rumorosità incompatibili con un’auto dichiarata poco utilizzata. Incrociare tutte queste informazioni aiuta a identificare manomissioni e valutare correttamente lo stato reale del veicolo prima dell’acquisto.

Quali sono le sanzioni e le conseguenze legali per il venditore che schilometra un’auto?

Lo schilometraggio di un veicolo è considerato una pratica fraudolenta e può comportare gravi conseguenze legali per il venditore. La manomissione intenzionale del contachilometri integra il reato di frode in commercio, punito dal Codice Penale con sanzioni che possono includere multa, risarcimento del danno e, nei casi più gravi, anche la reclusione fino a due anni. Sul piano civile, l’acquirente ha diritto alla risoluzione del contratto, alla restituzione del prezzo pagato o a un congruo risarcimento. Il venditore rischia inoltre ulteriori responsabilità se lo schilometraggio ha alterato la percezione delle condizioni di sicurezza del veicolo. Le autorità possono sequestrare documentazione sospetta e avviare accertamenti incrociati presso officine e database ufficiali. Anche i commercianti professionali sono soggetti a controlli più severi e, se colpevoli, possono perdere l’autorizzazione all’esercizio dell’attività. La normativa tutela il consumatore e mira a contrastare una pratica che altera il valore dell’auto e mette a rischio la fiducia nel mercato dell’usato.

schilometraggio auto

Lo schilometraggio di un veicolo è sempre indice di un problema meccanico grave o di usura nascosta?

Lo schilometraggio non indica necessariamente un problema meccanico grave, ma rappresenta quasi sempre un campanello d’allarme sulla reale condizione dell’auto. Ridurre artificiosamente il chilometraggio serve spesso a far apparire il veicolo meno usurato di quanto sia, nascondendo potenziali interventi di manutenzione ormai necessari. Tuttavia, non è detto che un’auto schilometrata presenti guasti immediati: potrebbe essere comunque in buone condizioni se il precedente proprietario ha effettuato la manutenzione regolarmente. Il vero rischio riguarda l’incertezza: non conoscendo i chilometri reali, diventa difficile programmare sostituzioni come cinghie, olio del cambio, ammortizzatori o freni, che potrebbero essere già oltre la loro vita utile. Inoltre, componenti come turbina, iniettori o cambio automatico potrebbero avere un’usura avanzata non compatibile con il chilometraggio dichiarato. Lo schilometraggio compromette la fiducia nell’intero storico del veicolo e può comportare costi imprevisti per riportare la manutenzione allo stato corretto. Non è quindi garanzia di danni immediati, ma aumenta notevolmente il rischio di interventi improvvisi e costosi.

Quali documenti o prove (libretto dei tagliandi, revisioni) sono più affidabili per accertare i chilometri reali?

Per verificare i chilometri reali ed evitare un possibile schilometraggio, i documenti più affidabili sono quelli ufficiali e non modificabili. I certificati delle revisioni periodiche sono la prova migliore, poiché riportano dal 2018 il chilometraggio dichiarato e registrato nella banca dati della Motorizzazione. Confrontare questi valori con quelli presenti sul veicolo permette di individuare discrepanze evidenti. Anche il libretto dei tagliandi è utile, soprattutto quando corredato da timbri, date e fatture originali che riportano gli interventi effettuati. Le officine, in particolare quelle autorizzate dai costruttori, registrano spesso chilometri e codici degli interventi in modo digitale, riducendo la possibilità di contraffazione. Le fatture di manutenzione, i report diagnostici delle centraline e gli eventuali libretti elettronici del costruttore forniscono ulteriori conferme. Anche consultare database assicurativi o controllare verifiche precedenti può aiutare. Incrociare più fonti consente una ricostruzione attendibile del chilometraggio reale e riduce il rischio di acquistare un’auto manomessa.

Quali sono i costi medi di ripristino per chi acquista un’auto schilometrata e deve eseguire manutenzioni arretrate?

Acquistare un’auto schilometrata può comportare costi di ripristino significativi, poiché molte manutenzioni potrebbero essere state rinviate o occultate dal chilometraggio manomesso. I costi variano in base al modello e alla tipologia di interventi necessari. Una revisione completa comprende spesso sostituzione di cinghie di distribuzione, pompe acqua, filtri e fluidi, con una spesa che può andare da quattrocento a oltre mille euro. Se il veicolo ha un cambio automatico, possono essere necessari interventi su olio e filtro del cambio, con costi compresi tra duecento e seicento euro. Componenti soggetti a forte usura come ammortizzatori, freni e bracci sospensioni possono aggiungere ulteriori trecento o mille euro. Nei motori turbodiesel, iniettori, turbina e valvola EGR possono richiedere interventi costosi, da cinquecento a duemila euro. Nel complesso, riportare un’auto schilometrata in condizioni corrette può richiedere investimenti complessivi tra mille e tremila euro, a seconda della gravità dell’usura reale.

Le auto digitali con contachilometri elettronici sono più difficili o impossibili da schilometrare rispetto a quelle analogiche?

Le auto moderne con contachilometri elettronici sono più complesse da schilometrare, ma non impossibili. I sistemi digitali memorizzano i chilometri in più centraline e moduli di controllo, rendendo necessaria la modifica di diversi punti della rete elettronica per evitare incongruenze rilevabili tramite diagnosi. Tuttavia, esistono strumenti illegali capaci di alterare i valori registrati, soprattutto sui modelli meno recenti o su vetture con architetture elettroniche semplici. Le auto più avanzate integrano sistemi di sicurezza che criptano i dati e li registrano in moduli ridondanti, rendendo molto più difficile la manomissione senza lasciare tracce. Alcuni costruttori sincronizzano inoltre i chilometri con server remoti o registri digitali, complicando ulteriormente eventuali tentativi di contraffazione. Nonostante ciò, lo schilometraggio resta tecnicamente possibile, motivo per cui è essenziale verificare revisioni, tagliandi, diagnosi e storico digitale per identificare eventuali anomalie. La tecnologia riduce il rischio, ma non lo elimina completamente.

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