Distanza di sicurezza: cos’è, a cosa serve, come si calcola

Distanza di sicurezza quale buona regola da mantenere quando si è alla guida della nostra auto. Ma come si calcola? Ecco la nostra breve guida, con preziosi suggerimenti.

distanza di sicurezza
distanza di sicurezza

Ogni automobilista sa che deve rispettare la distanza di sicurezza con il veicolo che lo precede, ma nella realtà dei fatti la maggioranza delle persone non lo fa. Che si sia incolonnati in un’arteria urbana a 20 km/h oppure che si proceda spediti su una strada extraurbana, prima o poi incontrerete lui: il conducente che sta rigorosamente attaccato al paraurti posteriore. Se poi accade di notte, vi ritrovate anche con l’abitacolo illuminato a giorno e con due o tre diottrie in meno a causa dell’accecamento. Sì, la distanza di sicurezza è una cosa seria e chi non la rispetta mette in pericolo se stesso e gli altri utenti della strada, in questo gli altri conducenti.

Definizione e normativa

Il concetto di distanza di sicurezza è molto semplice: è lo spazio che un veicolo deve mantenere da quello che lo precede per potersi fermare in sicurezza senza tamponarlo in caso di emergenza. Un esempio per rendere più chiaro il concetto: state procedendo su una strada extra urbana e il veicolo di fronte a voi inchioda all’improvviso per evitare di investire un animale che ha attraversato la strada in modo del tutto improvviso. Se rispettate la distanza di sicurezza, avrete il tempo di fermarvi senza tamponare l’auto che vi precede. Se invece non la rispettate, tamponamento assicurato.

Di fatto, la distanza di sicurezza non è altro che lo spazio di frenata, cioè lo spazio che serve alla macchina per fermarsi completamente. Un altro esempio in cui la distanza di sicurezza è molto utile riguarda gli incolonnamenti. Penserete che se siete fermi in una fila non può accadere nulla, invece non è affatto così. Se la distanza che tenete con l’auto che vi precede è insufficiente potreste tamponarla. La sequenza è semplice: da dietro, un’auto non riesce a fermarsi e tampona l’auto che a sua volta la precede. Questa macchina, che non rispettava la distanza di sicurezza, va a cozzare con il veicolo che ha davanti e così via. E’ in questo modo che si generano i tamponamenti a catena (e possono essere anche pericolosi).

In definitiva, la distanza di sicurezza serve a evitare incidenti e a proteggere le persone. E’ una regola molto importante, tanto che il Codice della Strada vi si dedica con norme e regole

Cosa dice il Codice della Strada in merito alla distanza di sicurezza? Ne parla l’articolo 149 che così recita: “durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l’arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono”.

Il CdS specifica che: “fuori dei centri abitati, quando sia stabilito un divieto di sorpasso solo per alcune categorie di veicoli, tra tali veicoli deve essere mantenuta una distanza non inferiore a 100 metri”. Le indicazioni sono relativamente chiare, ma il CdS non fornisce una formula per calcolarla, anche perché ci sono molte variabili che bisogna tenere a mente.

In ogni caso, anche se non fornisce una formula, il Codice della Strada è chiaro e non a caso prevede anche multe. Le sanzioni economiche sono comprese tra i € 39 e i € 159.

Inoltre se la stessa persona viene colta a trasgredire nell’arco di 2 anni la stessa infrazione, è prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente, da 1 a 3 mesi. La sanzione sarà maggiorata se la mancanza del rispetto della distanza di sicurezza provoca incidenti con lesioni gravi alle persone. In quest’ultimo caso la multa potrà salire fino a € 1.596, con eventuali sanzioni penali per lesioni colpose o omicidio colposo.

Come si calcola la distanza di sicurezza?

Ora che abbiamo chiarito cosa è questa distanza, vediamo di capire come calcolarla. Un automobilista con molta esperienza di guida e con la giusta sensibilità di guida è in grado di capire immediatamente qual è la distanza  di sicurezza da tenere in ogni momento perché conosce bene se stesso, i suoi riflessi, la sua auto e quanto questa frena. E’ normale che sia così perché in auto non c’è tempo per fare i calcoli: bisogna guidare e tenere gli occhi sulla strada.

C’è però una formula che può aiutarvi a capire come funziona. Tenete presente che le variabili sono molte e hanno a che fare con il fondo stradale, il meteo, le gomme, la velocità, il peso della macchina, i riflessi del conducente.

Il calcolo approssimativo prevede, come ipotesi di base, un buon meteo e un fondo stradale asciutto e pulito (quindi una strada asfaltata): dividete per dieci la velocità e poi elevate al quadrato il risultato che ottenete. Per una velocità di 50 km/h, lo spazio di frenata sarà 25 metri: la lunghezza di due autobus.

Questo è un calcolo molto approssimativo che non tiene conto di tanti fattori: con la pioggia, la distanza di sicurezza aumenta. Aumenta anche all’aumentare del peso e alla lentezza dei riflessi del conducente.

In caso di maltempo, è necessario aumentare lo spazio che intercorre tra due veicoli tra il 20 e l’80% in più rispetto alla normale distanza. Più il fenomeno è intenso, più deve aumentare.

Fattori che aumentano lo spazio di frenata

Tra i fattori che aumentano lo spazio di frenata necessario a fermare il veicolo ricordiamo:

  • peso dell’auto: più è pesante, più impiegherà a fermarsi;
  • velocità elevata;
  • pneumatici consumati;
  • fondo stradale scivoloso;
  • stanchezza del conducente;
  • riflessi lenti;
  • maltempo (pioggia, neve, grandine, nebbia).
Vota