Dimensione automobili: quante volte, ascoltando un il tg motori o una trasmissione automobilistica, vi siete chiesti come si classificano le autovetture? Ci sono diverse metodologie di classificazione, ma tutte hanno a che fare con la carrozzeria delle auto e con la loro dimensione.
Quando si parla di “dimensione delle automobili”, spesso si fa riferimento in modo generico alla lunghezza o alla grandezza percepita di un’auto. In realtà, uno dei criteri fondamentali utilizzati per distinguere le diverse tipologie di vetture è quello dei volumi della carrozzeria, un sistema di classificazione che prescinde dalle misure assolute e si basa sulla struttura dell’auto.
Anche se istintivamente la maggior parte delle persone sa distinguere una berlina da un Suv, non è così istintivo spiegare esattamente per cosa realmente le auto vengono classificate. Difatti, se prendiamo ad esempio un Suv e una berlina pensiamo subito che la differenza sostanziale tra i due tipi di vettura sia la lunghezza, quindi la dimensione, ma non è proprio del tutto così.
Dimensione automobili: i volumi e la carrozzeria
Cosa distingue una berlina da un’utilitaria? Risposta facile: le dimensioni. Questione di lunghezza? Non proprio e non del tutto. E’ qui che entrano in gioco i cosiddetti “volumi”: un concetto che aiuta a capire di quali auto si sta parlando e come classificarle. Per capire cosa è un volume, partiamo dalla carrozzeria.
Immaginate di avere davanti a voi la vostra auto, la state osservando guardando la fiancata. Notate le diverse parti della carrozzeria? Cofano motore, abitacolo e portabagagli (zona di carico). Tutte le auto hanno queste parti ed è il come sono strutturate queste parti che ci permette di dire quanti volumi ci sono e dunque di quale auto stiamo parlando.
Perché i volumi sono ancora importanti
La classificazione delle automobili in base ai volumi della carrozzeria è ancora oggi un riferimento utile per capire la struttura di un’auto, lo spazio disponibile a bordo e la sua impostazione generale. Anche se nel linguaggio comune si usano termini come SUV, berlina o compatta, il concetto di volumi rimane alla base della progettazione delle vetture e aiuta a distinguere le diverse configurazioni, indipendentemente dalla lunghezza o dalla categoria commerciale.
Dimensione automobili: le due volumi
Se la vostra auto ha un bel cofano motore ampio e un abitacolo collegato alla zona di carico, possedete una due volumi. La due volumi è probabilmente la configurazione più diffusa tra le vetture (sia passate che presenti). E’ una due volumi la Grande Punto (ormai fuori produzione), ma anche la Golf, la Polo, la Ibiza.
Nel mercato automobilistico moderno, le auto a due volumi rappresentano una base comune per diverse categorie e dimensioni. Se vuoi approfondire come le vetture vengono classificate anche in base alle loro dimensioni complessive e al posizionamento di mercato, puoi consultare la guida dedicata alla classificazione delle automobili per segmenti.
La tre volumi
Se parliamo di dimensione automobili non possiamo non parlare delle tre volumi: cofano ben separato, abitacolo centrale e una bella coda. Praticamente le berline e le station wagon. Tra le tre volumi annoveriamo l’Audi A6 e la Bmw Serie 3. Si tratta di auto che possono essere abbastanza lunghe rispetto alla media, ma del resto parliamo di autovetture che, in genere, iniziano ad essere di fascia medio-alta. Questa configurazione è spesso associata a vetture pensate per comfort e spazio, dove la distinzione dei volumi contribuisce a una maggiore capacità del bagagliaio e a una percezione di auto più “importante”.

La monovolume
Infine, last but not least, la monovolume. Il concetto di monovolume è relativamente recente e ha rivoluzionato il settore auotomotive. Si tratta di un’auto in cui le tre parti della carrozzeria (cofano, abitacolo, bagagliaio) non sono così nettamente separate.
Generalmente queste vetture hanno una forma caratteristica che ricorda un po’ la forma di un uovo. L’obiettivo di questa configurazione è quella di ottenere il maggior spazio possibile per i passeggeri e per le loro necessità. Le monovolume possono avere dimensioni piuttosto generose e, quando uscirono sul mercato per la prima volta ormai più di 20 anni fa, hanno ribaltato il concetto di “auto famigliare”. Non più spazi stretti, ma grande libertà per la famiglia. Proprio per questa impostazione, la monovolume è l’esempio più chiaro di come la distribuzione dei volumi influisca direttamente sull’abitabilità, più ancora delle dimensioni esterne dell’auto.
Tutto chiaro? In fin dei conti è abbastanza semplice.
Domande frequenti sulla dimensione delle automobili e sui volumi
Cosa si intende per volumi nella classificazione delle automobili?
I volumi indicano come sono distribuite le principali parti della carrozzeria di un’auto: cofano motore, abitacolo e bagagliaio. In base a come queste parti sono separate o integrate si parla di due volumi, tre volumi o monovolume.
La dimensione di un’auto dipende solo dalla lunghezza?
No, la dimensione percepita di un’auto non dipende solo dalla lunghezza. Anche la struttura della carrozzeria e la distribuzione dei volumi influiscono su spazio interno, abitabilità e capacità di carico.
Un SUV è una due volumi o una tre volumi?
Nella maggior parte dei casi i SUV sono classificabili come due volumi, perché l’abitacolo e il vano di carico formano un unico volume, anche se le dimensioni possono essere superiori rispetto a quelle di un’utilitaria.
La classificazione per volumi è ancora usata oggi?
Sì, la classificazione per volumi è ancora utilizzata per descrivere la struttura delle automobili, soprattutto in ambito tecnico e progettuale, anche se nel linguaggio comune viene spesso affiancata da altre classificazioni.






