Stellantis rilancia i motori V8 HEMI: negli USA torna centrale il V8

Stellantis torna a puntare sui V8 HEMI negli Stati Uniti. A Saltillo riparte una famiglia storica, con un tasso di adozione atteso tra il 35 e il 40% entro fine 2026.

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Stellantis torna a puntare sui motori V8 HEMI negli Stati Uniti, recuperando una famiglia di propulsori profondamente legata alla tradizione automobilistica americana. Dopo una fase nella quale la produzione era stata ridimensionata per lasciare maggiore spazio all’elettrificazione e al sei cilindri in linea biturbo Hurricane, il gruppo ha cambiato strategia. Il dato che fotografa meglio questa inversione è il tasso di adozione atteso per l’HEMI, compreso tra il 35 e il 40% entro la fine del 2026.

Il ritorno del V8 non significa però rinunciare alle tecnologie introdotte negli ultimi anni. L’Hurricane continuerà a far parte dell’offerta, così come le soluzioni elettrificate, all’interno di una strategia multi-energia che punta a lasciare maggiore possibilità di scelta ai clienti nordamericani. In questo nuovo equilibrio, l’HEMI torna ad avere un ruolo importante invece di essere progressivamente sostituito.

Al centro dell’operazione c’è ancora una volta il Messico. Il Saltillo Norte Engine Plant è l’impianto del gruppo dedicato alla produzione dei motori HEMI e nel corso dei decenni ha realizzato grandi quantità di propulsori destinati al mercato nordamericano. Dalla famiglia dei V8 storici al 5.7 fino al sovralimentato Hellcat da 6,2 litri, una parte fondamentale della storia di questi motori passa proprio da Saltillo.

Il V8 HEMI torna nella strategia di Stellantis

Il cambiamento rispetto agli anni precedenti è netto. Durante la gestione di Carlos Tavares, Stellantis aveva scelto di ridurre il peso dei V8 HEMI all’interno della propria strategia, privilegiando l’elettrificazione e nuove motorizzazioni termiche. Una decisione che aveva avuto conseguenze concrete anche sull’organizzazione degli impianti produttivi.

Il caso più significativo riguarda il V8 HEMI da 5,7 litri. Gli stampi utilizzati per la sua produzione erano stati smontati per lasciare spazio al sei cilindri in linea Hurricane biturbo. Il passaggio da una famiglia di motori all’altra non riguardava quindi soltanto la composizione dell’offerta, ma comportava una trasformazione concreta delle capacità industriali.

Quella scelta ha successivamente prodotto una carenza nell’ordine di migliaia di motori. Con l’arrivo di Antonio Filosa, l’impostazione è stata rivista e il gruppo ha ricominciato a investire sull’HEMI. Il V8 torna così a essere una delle opzioni previste per i clienti statunitensi, accanto alle soluzioni più recenti.

Come funziona un motore V8 HEMI

Il nome HEMI deriva dalla particolare configurazione della camera di combustione semisferica. In questa architettura, le valvole di aspirazione e quelle di scarico sono collocate sui lati opposti della camera. La disposizione favorisce il passaggio della miscela aria-benzina verso la zona nella quale avviene la combustione.

È una soluzione tecnica diventata nel tempo fortemente riconoscibile nell’industria automobilistica americana. L’HEMI è stato associato soprattutto ai motori di grande cilindrata e alle applicazioni nelle quali prestazioni, risposta e carattere del propulsore hanno un ruolo centrale. Il V8 è diventato così parte dell’identità di diversi veicoli statunitensi.

La configurazione è legata anche alla particolare esperienza di guida offerta da questi motori. Prestazioni e sonorità hanno contribuito alla reputazione dell’HEMI e spiegano perché la sua eliminazione abbia rappresentato un cambiamento importante per una parte della clientela nordamericana. Il nuovo corso di Stellantis cerca ora di recuperare proprio questa possibilità di scelta.

Saltillo torna al centro della produzione HEMI

Il rilancio passa dal Saltillo Norte Engine Plant, in Messico. È qui che Stellantis concentra la produzione dei motori HEMI e da questo impianto sono usciti per decenni propulsori destinati alle fabbriche nordamericane. Saltillo rappresenta quindi uno dei punti industriali essenziali per riportare il V8 nell’offerta.

Tra le destinazioni dei motori prodotti in Messico figura il Toledo North Plant, in Ohio. I propulsori sono stati utilizzati su veicoli appartenenti ai marchi statunitensi del gruppo, compresa Jeep. La catena produttiva collega così direttamente gli impianti messicani alle fabbriche automobilistiche negli Stati Uniti.

Il ruolo di Saltillo non si limita a una singola versione del V8. Nel corso degli anni dalla fabbrica è passata l’intera famiglia HEMI citata, comprendendo i motori storici, il 5.7 e il più potente 6.2 sovralimentato Hellcat. Il ritorno dell’HEMI riporta inevitabilmente l’attenzione su una struttura industriale che ha già una lunga esperienza con questi propulsori.

Dal V8 5.7 al 6.2 Hellcat

La famiglia HEMI comprende motori molto diversi per impostazione e prestazioni. Tra quelli centrali nella produzione recente c’è il V8 5.7, proprio il propulsore i cui stampi erano stati rimossi durante il precedente cambio di strategia. Il suo ritorno assume quindi un significato particolare nel nuovo corso industriale.

All’estremo più prestazionale viene citato invece il 6.2 Hellcat sovralimentato. Anche questo motore è passato attraverso la produzione messicana di Saltillo e rappresenta una delle declinazioni più riconoscibili della famiglia HEMI. La varietà dei propulsori prodotti mostra quanto questa architettura abbia avuto un peso nell’offerta nordamericana del gruppo.

La nuova strategia non consiste semplicemente nel recuperare un singolo motore. È la famiglia HEMI nel suo complesso a tornare al centro dell’attenzione, con il V8 nuovamente considerato una soluzione da mantenere accanto alle architetture più moderne. Il mercato statunitense rimane il riferimento principale di questa scelta.

HEMI, adozione attesa tra il 35 e il 40% entro fine 2026

Il numero più interessante del rilancio riguarda le previsioni per la fine dell’anno. Stellantis si attende per l’HEMI un tasso di adozione compreso tra il 35 e il 40% entro la fine del 2026. Una quota significativa, soprattutto considerando che fino a poco tempo prima il V8 sembrava destinato a perdere progressivamente spazio.

Il dato evidenzia quanto il gruppo consideri ancora rilevante la domanda per questa tipologia di motore. Negli Stati Uniti esiste una clientela abituata da anni a scegliere veicoli dotati di V8, soprattutto in segmenti nei quali potenza, capacità e carattere del propulsore rimangono fattori importanti. Tornare a offrire l’HEMI permette di intercettare nuovamente quella domanda.

La produzione deve però essere adeguata a questo ritorno. Gli impianti di Saltillo e la factory di Dundee sono nuovamente impegnati nel sostenere una gamma di motorizzazioni più articolata. L’obiettivo non è concentrare tutta l’offerta sul V8, ma ricostruire una scelta che comprenda più soluzioni.

L’Hurricane biturbo rimane in gamma

Il ritorno dell’HEMI non comporta infatti l’uscita di scena del sei cilindri in linea biturbo Hurricane. Il propulsore che aveva preso spazio al V8 5.7 continua a rappresentare una delle alternative previste dalla strategia Stellantis. I due motori sono quindi destinati a convivere.

È un passaggio importante perché chiarisce la logica della nuova impostazione. Stellantis non sta semplicemente tornando alla situazione precedente, ma sta ampliando nuovamente la scelta dopo una fase nella quale alcune tecnologie erano state privilegiate a scapito di altre. Il V8 recupera spazio senza cancellare il sei cilindri biturbo.

La stessa logica riguarda l’elettrificazione. Le soluzioni elettriche ed elettrificate continuano a far parte dell’offerta, affiancandosi ai propulsori termici. Il risultato è una strategia multi-energia nella quale la tecnologia viene differenziata in base ai modelli e alle esigenze dei clienti.

Il V6 Pentastar e il ruolo dello stabilimento Saltillo Sur

Il polo messicano comprende anche il Saltillo Sur Engine Plant, legato a un’altra importante famiglia di motori Stellantis. Qui è stato prodotto il V6 Pentastar da 3,6 litri, nelle configurazioni a benzina e PHEV. Non appartiene alla famiglia HEMI, ma completa il quadro delle motorizzazioni sviluppate per i veicoli nordamericani.

Il Pentastar conserva un ruolo anche nelle più recenti architetture elettrificate. Il V6 da 3,6 litri viene infatti utilizzato come generatore all’interno di una configurazione del Ram 1500 elettrificato ad autonomia estesa. In questo caso il motore termico assume una funzione diversa rispetto a quella di un propulsore convenzionale.

Il sistema comprende un’unità elettrica anteriore da 250 kW e una posteriore da 248 kW. L’energia viene immagazzinata in una batteria da 91,8 kWh, mentre il Pentastar da 3,6 litri svolge il compito di generatore. È un esempio concreto della varietà tecnologica che Stellantis intende mantenere nell’offerta nordamericana.

Dai V8 all’elettrificazione, la strategia diventa multi-energia

La presenza contemporanea di HEMI, Hurricane e sistemi elettrificati sintetizza il nuovo orientamento. Il gruppo punta a evitare una scelta unica per tutte le tipologie di clienti e veicoli. Il V8 torna disponibile per chi continua a cercare quel tipo di motorizzazione, mentre il sei cilindri biturbo e le alternative elettrificate rimangono parte del portafoglio.

È un equilibrio particolarmente rilevante nel mercato statunitense, dove i grandi motori termici conservano una presenza importante. Il ritorno dell’HEMI consente a Stellantis di recuperare una parte della propria tradizione senza rinunciare agli investimenti effettuati sulle tecnologie più recenti. La sfida industriale consiste ora nel sostenere contemporaneamente più famiglie di propulsori.

Saltillo e Dundee diventano quindi nodi importanti di questa fase. La capacità di produrre i motori richiesti dal mercato sarà determinante soprattutto se il tasso di adozione dell’HEMI raggiungerà effettivamente il 35-40% previsto entro la fine del 2026. Dopo il precedente ridimensionamento, il V8 torna così a occupare una quota rilevante nei programmi nordamericani.

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