Blocco diesel Euro 5 rinviato al 2027, cosa cambia per oltre 1,4 milioni di veicoli

Il blocco dei diesel Euro 5 slitta al 1° ottobre 2027 nel Bacino Padano. Il rinvio interessa oltre 1,2 milioni di auto e circa 200 mila veicoli commerciali.

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PH AI

Le auto diesel Euro 5 potranno continuare a circolare nel Bacino Padano per un altro anno: il blocco è stato rinviato al 1° ottobre 2027. Il nuovo slittamento arriva con un decreto approvato dal Consiglio dei ministri e riguarda un parco circolante particolarmente ampio. Nelle quattro regioni coinvolte si parla di oltre 1,2 milioni di automobili e di circa 200 mila veicoli commerciali.

La novità interessa Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, le quattro regioni coinvolte dalle limitazioni previste per questa classe ambientale. Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna avevano già adottato misure equivalenti all’interno dei rispettivi piani per la qualità dell’aria. Con il nuovo intervento anche la Lombardia può rinviare l’applicazione dello stop.

Per i proprietari di una diesel Euro 5 la conseguenza più immediata è semplice: la vettura non deve essere fermata in base alla precedente scadenza e può continuare a essere utilizzata. Il nuovo riferimento temporale diventa il 1° ottobre 2027. È una proroga di dodici mesi che concede più tempo anche a famiglie e imprese per affrontare l’eventuale sostituzione dei mezzi interessati.

Quali regioni sono interessate dal rinvio delle diesel Euro 5

Il provvedimento riguarda il Bacino Padano, area nella quale le limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti sono da tempo al centro delle politiche sulla qualità dell’aria. Le regioni direttamente coinvolte sono Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Il quadro, però, non era identico in tutti e quattro i territori prima dell’intervento del governo.

Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna avevano infatti già modificato i rispettivi piani regionali introducendo misure che producevano un rinvio equivalente. La questione rimaneva quindi particolarmente rilevante per la Lombardia. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri consente ora di differire anche qui l’applicazione delle limitazioni.

Per gli automobilisti il risultato è un quadro temporale più uniforme nelle quattro regioni. Il riferimento diventa l’autunno del 2027, quando la questione dovrà tornare concretamente all’attenzione dei proprietari dei veicoli coinvolti. Fino ad allora il rinvio mantiene in circolazione una quantità considerevole di auto e mezzi commerciali.

Oltre 1,2 milioni di auto interessate nel Bacino Padano

I numeri spiegano perché la questione abbia un impatto molto più ampio di una normale modifica alla circolazione urbana. Nel solo Bacino Padano le automobili coinvolte sono oltre 1,2 milioni. A queste si aggiungono circa 200 mila veicoli commerciali, portando il totale a oltre 1,4 milioni di mezzi.

La presenza dei veicoli commerciali rende il rinvio rilevante anche per le attività economiche. Non si tratta infatti soltanto di automobili utilizzate per gli spostamenti privati, ma anche di mezzi impiegati nel lavoro quotidiano. Un anno in più può quindi incidere sulle tempistiche con cui imprese e professionisti programmano il rinnovo dei propri veicoli.

La dimensione del fenomeno diventa ancora più evidente guardando all’intero territorio nazionale. In Italia ci sono circa 3,5 milioni di automobili e 600 mila veicoli commerciali appartenenti alla categoria considerata. Sommando le due componenti si arriva a circa 4,1 milioni di veicoli.

Cosa cambia per chi possiede un’auto diesel Euro 5

La conseguenza pratica del decreto è il differimento del divieto. Chi possiede un’automobile diesel Euro 5 interessata dalle limitazioni del Bacino Padano può continuare a utilizzarla senza dover affrontare lo stop previsto dalla precedente scadenza. La nuova data da segnare sul calendario è quella del 1° ottobre 2027.

Questo non modifica la classe ambientale del veicolo e non trasforma la proroga in una cancellazione definitiva delle limitazioni. Semplicemente, la loro applicazione viene spostata avanti di un anno. Per gli automobilisti significa soprattutto avere dodici mesi aggiuntivi prima che il problema torni a presentarsi nelle quattro regioni coinvolte.

Il tempo supplementare può essere utilizzato per programmare con maggiore gradualità le decisioni legate all’auto. Per chi avrebbe dovuto sostituire una vettura ancora utilizzata quotidianamente, la proroga sposta in avanti una scelta potenzialmente onerosa. Lo stesso principio vale per i veicoli commerciali impiegati da aziende e lavoratori.

Il rinvio riguarda anche la Lombardia

La Lombardia rappresenta uno dei punti centrali del nuovo provvedimento. Mentre Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna avevano già adottato interventi equivalenti nei rispettivi piani per la qualità dell’aria, il decreto consente di rinviare anche qui l’applicazione dello stop alle diesel Euro 5. Le vetture interessate possono quindi continuare a circolare per un altro anno.

La differenza rispetto alle altre tre regioni riguarda soprattutto il percorso con cui si è arrivati al rinvio. Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna erano già intervenuti a livello regionale. La Lombardia viene invece ricondotta allo stesso orizzonte temporale attraverso il nuovo intervento approvato dal governo.

Dal punto di vista di chi utilizza l’auto, la distinzione amministrativa conta meno del risultato concreto. Nelle quattro regioni del Bacino Padano la scadenza da considerare diventa il 1° ottobre 2027. Questo riduce almeno per il prossimo anno la pressione immediata sui proprietari delle vetture coinvolte.

Diesel Euro 5, i rinvii sono iniziati nel 2023

Quello appena deciso non è il primo slittamento nella vicenda delle diesel Euro 5. Il percorso dei rinvii è iniziato nel 2023 e nel corso degli anni le scadenze sono state progressivamente spostate. Il decreto aggiunge quindi un nuovo capitolo a una questione che accompagna da tempo automobilisti e amministrazioni del Bacino Padano.

La successione delle proroghe ha evitato che le limitazioni entrassero in vigore nelle date precedentemente previste. Per chi possiede una vettura appartenente a questa categoria, ciò ha significato poter continuare a utilizzarla più a lungo. Ora l’orizzonte temporale si sposta ancora, questa volta fino all’autunno del 2027.

La data resta particolarmente importante proprio perché il rinvio è temporaneo. Il provvedimento concede un ulteriore anno, senza eliminare il tema delle restrizioni alla circolazione. Dal 1° ottobre 2027 la situazione dovrà quindi essere nuovamente affrontata, a meno di ulteriori interventi normativi.

Sanzioni da 168 euro legate ai divieti

Un altro elemento concreto riguarda le sanzioni previste in caso di violazione dei divieti. L’importo indicato è di 168 euro. I rinvii intervenuti negli ultimi anni hanno evitato agli automobilisti interessati di trovarsi di fronte all’applicazione delle restrizioni e, di conseguenza, alle relative multe.

Con il nuovo differimento, anche questo aspetto viene spostato insieme all’entrata in vigore delle limitazioni. Finché il divieto resta rinviato, non si presenta lo scenario nel quale il proprietario della diesel Euro 5 incorre nella sanzione per la violazione dello stop oggetto della proroga. Per milioni di automobilisti si tratta di un elemento tutt’altro che secondario.

Il tema economico, del resto, accompagna l’intera questione. Sostituire un’automobile o un veicolo commerciale comporta una spesa importante, soprattutto quando il mezzo viene ancora utilizzato regolarmente. Dodici mesi aggiuntivi modificano quindi i tempi con cui una famiglia o un’impresa può programmare l’eventuale rinnovo.

Salvini aveva chiesto un intervento del governo

Il rinvio era stato sollecitato anche dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che aveva chiesto un intervento del governo sulla questione delle diesel Euro 5. La posizione era legata all’impatto che le limitazioni avrebbero avuto su cittadini e imprese. Dopo l’approvazione del decreto, il ministro ha espresso soddisfazione per lo slittamento.

Il peso numerico dei veicoli interessati aiuta a comprendere la dimensione della decisione. Solo nel Bacino Padano oltre 1,4 milioni di mezzi, tra automobili e veicoli commerciali, rientrano nel perimetro considerato. Su scala nazionale il numero complessivo arriva a circa 4,1 milioni.

La proroga interviene quindi su una parte consistente del parco circolante. La questione coinvolge contemporaneamente mobilità privata, attività professionali e gestione delle politiche regionali sulla qualità dell’aria. Il decreto sposta il punto di equilibrio di un altro anno, senza chiudere definitivamente il dossier.

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