Vasseur ammette la delusione Ferrari a Singapore ma guarda con fiducia alla rimonta

Frédéric Vasseur riconosce che la Ferrari SF-25 non ha espresso il suo potenziale nelle qualifiche di Singapore. Hamilton e Leclerc chiudono dietro ma il team resta fiducioso per la gara.

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PH Scuderia Ferrari X

Il sabato di qualifiche del Gran Premio di Singapore 2025 si è rivelato più complicato del previsto per la Ferrari. Sul tracciato cittadino di Marina Bay, la SF-25 non è riuscita a esprimere tutto il suo potenziale, chiudendo la sessione con Lewis Hamilton in sesta posizione e Charles Leclerc settimo. Un risultato inferiore alle aspettative dopo un venerdì incoraggiante, che ha spinto Frédéric Vasseur a un’analisi lucida ma realista: la squadra non ha sfruttato al massimo la vettura, ma resta fiduciosa per la gara di domenica.

Il team principal francese ha parlato a fine giornata, riconoscendo che le qualifiche non hanno rispecchiato il potenziale visto nelle prove libere. Le sue parole, affidate ai microfoni di Sky, delineano una Ferrari capace di buone prestazioni nelle prime fasi del weekend ma incapace di trovare la direzione giusta al momento decisivo. Singapore, con il suo asfalto abrasivo e le temperature elevate, è un tracciato che punisce ogni imprecisione nel bilanciamento, e la SF-25 ha mostrato di essere ancora un progetto delicato, sensibile ai cambiamenti di grip e alla gestione delle gomme.

Le dichiarazioni di Vasseur: “Non abbiamo sfruttato tutto il potenziale”

Il commento di Frédéric Vasseur non lascia spazio a interpretazioni: “La sensazione è che non siamo riusciti a sfruttare tutto il potenziale della vettura, più nell’arco del weekend che nella giornata di oggi in particolare”. Una frase che riassume il sentimento dominante a Maranello, dove la delusione si mescola alla consapevolezza di avere comunque una base competitiva. Il team principal ha spiegato che la Ferrari era partita bene, mostrando un buon passo in Q1, ma nel prosieguo della qualifica non ha trovato la giusta direzione tecnica.

“È ancora presto per capire esattamente cosa sia successo, ma resta un po’ di delusione se confrontiamo i risultati con quanto mostrato in FP1 e in Q1”, ha aggiunto Vasseur. Le sue parole evidenziano un problema di continuità nella gestione del weekend, un tema che la Ferrari si trascina da diverse gare. L’impressione è che la SF-25 riesca a esprimersi bene quando le condizioni sono stabili, ma soffra quando l’evoluzione della pista richiede adattamenti rapidi di assetto e strategie.

Hamilton e Leclerc, sesto e settimo: una qualifica in chiaroscuro

Il risultato finale racconta di una Ferrari che ha raccolto meno di quanto avrebbe potuto. Hamilton ha chiuso al sesto posto, mentre Leclerc ha dovuto accontentarsi del settimo, separati da pochi decimi ma lontani dal ritmo dei migliori. Vasseur ha riconosciuto che la SF-25, pur avendo mostrato un buon bilanciamento in alcune fasi della sessione, non è mai stata davvero in grado di lottare per le prime due file.

Le difficoltà si sono manifestate soprattutto nel secondo e terzo settore del circuito, dove la gestione delle gomme anteriori si è rivelata decisiva. Il giro di preparazione degli pneumatici è stato il vero tallone d’Achille della Rossa: trovare la giusta finestra di temperatura è apparso complicato, e sia Hamilton che Leclerc hanno lamentato mancanza di aderenza nel momento cruciale. Su un tracciato dove il margine d’errore è ridotto al minimo, la Ferrari ha perso quei decimi preziosi che fanno la differenza tra una seconda fila e la terza.

Una SF-25 difficile da leggere e da bilanciare

Le parole di Vasseur hanno posto l’accento anche sulle caratteristiche tecniche della monoposto. “È tutto molto al limite: la macchina non è facile da guidare e trovare il giusto approccio nel giro di preparazione delle gomme è complicato, si è sempre al limite.” Una dichiarazione che sintetizza bene la situazione attuale della SF-25: una vettura dal potenziale importante ma estremamente sensibile a ogni variazione di set-up.

Il problema non è tanto nella velocità pura, che resta di buon livello, quanto nella difficoltà di sfruttarla con costanza. La finestra di utilizzo ideale degli pneumatici è molto stretta, e a Singapore, dove la temperatura dell’asfalto supera facilmente i 40 gradi, la Ferrari ha faticato a mantenerla stabile. Il bilanciamento tra anteriore e posteriore è rimasto precario, con una tendenza al sottosterzo che ha limitato la fiducia dei piloti nei punti più tecnici del tracciato.

Questo scenario ha contribuito a rendere più difficile la ricerca del ritmo ottimale, spingendo la squadra a tentare diverse regolazioni che però non hanno prodotto i risultati sperati. In Q1 la SF-25 è sembrata competitiva, ma con il passare dei minuti la pista è migliorata più per gli altri che per le Rosse, segno che il potenziale non è stato tradotto in performance effettiva.

La concorrenza cresce: Mercedes in grande forma

Nel confronto diretto con gli avversari, Vasseur ha riconosciuto apertamente la forza della Mercedes, che a Singapore ha mostrato una crescita evidente. “Siamo dietro alla Mercedes, ma lo stesso vale per Red Bull e McLaren. Credo che la Mercedes stia crescendo molto: ieri ha faticato e oggi è stata davvero competitiva, compiendo un grande passo avanti rispetto a tutti, non solo rispetto a noi.”

La dichiarazione riflette una realtà chiara: la Mercedes è riuscita a interpretare meglio le condizioni di pista, mentre la Ferrari si è trovata a inseguire. Il passo avanti del team di Brackley, evidente già nelle libere del sabato, ha spostato l’equilibrio della lotta per la seconda fila e ha costretto la Scuderia di Maranello a rivedere le proprie priorità. In un weekend in cui la Red Bull non è apparsa imbattibile e la McLaren ha vissuto qualche incertezza, la Ferrari avrebbe potuto capitalizzare di più, ma non è riuscita a cogliere l’occasione.

Le parole di Vasseur sottolineano anche una presa di coscienza più ampia: la concorrenza diretta è in costante crescita, e ogni dettaglio tecnico o strategico fa la differenza. In un mondiale dove i distacchi sono ridotti, l’equilibrio tra prestazione e gestione delle gomme resta l’aspetto decisivo. La Mercedes ha trovato la chiave giusta proprio dove la Ferrari ha vacillato, e questo è un elemento che a Maranello dovranno analizzare con attenzione.

Un weekend di potenziale inespresso

Nonostante la delusione per il risultato, Vasseur ha voluto evidenziare anche i segnali positivi del weekend. “Voglio concentrarmi sugli aspetti positivi: eravamo competitivi venerdì mattina e in Q1, e dobbiamo mantenere questo atteggiamento. Siamo solo a un decimo dalla McLaren, quindi restiamo fiduciosi.” Le sue parole lasciano intravedere una consapevolezza diversa rispetto al passato: la Ferrari non si sente tagliata fuori dalla lotta, ma deve imparare a valorizzare il potenziale della vettura con maggiore costanza.

Essere a un decimo dalla McLaren rappresenta un margine ridotto, che in condizioni più favorevoli potrebbe essere colmato già in gara. Il ritmo mostrato nella simulazione long run del venerdì mattina ha lasciato sensazioni positive, segno che la SF-25 è competitiva sul passo, anche se ancora fragile sul giro secco. Vasseur e gli ingegneri di Maranello credono che una gestione migliore delle temperature e dei carichi aerodinamici possa permettere di esprimere il vero potenziale della monoposto.

In questo contesto, il ruolo dei piloti diventa cruciale. Hamilton e Leclerc hanno interpretato in modo diverso la vettura, con approcci di guida che rispecchiano le rispettive esperienze: l’inglese tende a preferire un avantreno più stabile, mentre il monegasco sfrutta di più l’agilità in ingresso curva. Questa differenza ha reso complesso individuare un compromesso ideale per entrambi, ma fornisce anche dati preziosi per lo sviluppo futuro.

Un equilibrio da ritrovare in vista della gara

Per la Ferrari, la sfida principale resta quella del bilanciamento. A Singapore, più che altrove, è essenziale trovare la giusta distribuzione dei carichi per garantire trazione in uscita di curva senza compromettere la stabilità in frenata. La SF-25 ha mostrato di essere competitiva quando la temperatura delle gomme rientra nella finestra ottimale, ma al minimo scostamento perde efficacia. La gestione del grip termico sarà dunque decisiva in gara, soprattutto nei primi giri e dopo eventuali pit stop.

La squadra ha lavorato a lungo sul setup dopo la qualifica, con l’obiettivo di migliorare la trazione meccanica e rendere la monoposto più prevedibile nel comportamento. Secondo le indicazioni di Vasseur, il team si concentrerà su piccoli aggiustamenti, piuttosto che su stravolgimenti radicali, consapevole che la prestazione di base non è lontana da quella dei diretti rivali. La fiducia per la gara nasce proprio da questa valutazione: la Ferrari ha il ritmo per recuperare posizioni se riuscirà a gestire al meglio le gomme e le fasi di pit stop.

La prospettiva di Vasseur: fiducia e pragmatismo

In un mondiale equilibrato, Frédéric Vasseur continua a incarnare un approccio pragmatico, fatto di autocritica ma anche di fiducia. Dopo Singapore, il francese non si è lasciato travolgere dalla delusione, preferendo concentrarsi sui progressi compiuti e sulle opportunità ancora aperte. La Ferrari ha dimostrato di poter essere veloce su circuiti cittadini, ma deve ancora trovare la costanza che distingue un team vincente da uno soltanto competitivo.

La sfida è chiara: trasformare le buone sensazioni delle libere in risultati concreti la domenica. Vasseur sa che la chiave sarà nell’analisi dei dati e nella capacità di correggere rapidamente le debolezze. La SF-25, nonostante le difficoltà, ha un potenziale reale, e il margine da colmare rispetto alla concorrenza non è insormontabile. Il weekend di Singapore, pur non brillante, offre lezioni preziose in vista delle prossime gare, dove la Ferrari cercherà di convertire fiducia e lavoro in punti pesanti per il campionato costruttori e per i suoi due piloti.

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