Avere la targa auto danneggiata o illeggibile non deve mai capitare: il veicolo infatti deve essere sempre riconoscibile e individuabile. Pensate a questa situazione: subite un grave incidente stradale, siete leggermente feriti, ma chi ha provocato l’incidente sparisce e dalle telecamere di zona si scopre che era un veicolo senza targa. Se vivete ai margini della legge, guidare con la targa poco riconoscibile può essere persino favorevole, ma se siete persone oneste non lo è.
In questo articolo ti spieghiamo:
- cosa fare le la tua targa è danneggiata o non si legge bene;
- cosa fare se parliamo di targa rubata;
- se la sostituzione è necessaria di fronte a una targa illeggibile.
In coda, rispondiamo anche alle domande più frequenti che gli automobilisti pongono su questo tema.
Targa auto danneggiata o illeggibile: cosa fare?
La prima cosa che un automobilista coscienzioso fa è tenere sempre a punto la sua automobile, quindi controlla anche lo stato della targa che, come abbiamo scritto sopra, deve essere sempre leggibile.
Se le forze dell’ordine dovessero beccarvi con la targa illeggibile, magari per colpa della sporcizia, per voi scatterebbe una multa che può arrivare fino a 150 euro. Non è tantissimo, ma non è neanche così poco: perché il Codice della strada stabilisce che se si reitera questa condotta nel tempo, la multa diventa sempre salata. Non solo: con la targa illeggibile c’è anche il rischio di non passare la revisione.
Targa rubata
Diverso è il caso della targa rubata o smarrita: bisogna semplicemente denunciare la sua scomparsa: dopo 15 giorni, se la targa non è stata ritrovata, bisogna fare una pratica di sostituzione. Se invece parliamo di targhe contraffatte sconfiniamo nel penale.
Targa illeggibile: bisogna sostituirla
In sostanza, in presenza di una targa illeggibile bisogna solo sostituirla il prima possibile: non c’è altra soluzione. Bisogna recarsi in Motorizzazione e richiedere una re-immatricolazione. Non è una procedura a basso costo: parliamo di una procedura che costa un centinaio di euro, del resto siamo in Italia e la burocrazia deve giustificare se stessa. Ci si reca in Motorizzazione, si compila un modulo e si portano i documenti di identità accompagnati dai documenti dell’auto e dalla targa usurata. Dopo di che la burocrazia farà il suo corso e alla fine arriverà una targa nuova.
Le domande più frequenti sulle targhe danneggiate
Quali sono le sanzioni previste dal Codice della Strada per circolare con la targa auto danneggiata, illeggibile o deteriorata?
Circolare con una targa danneggiata, illeggibile o deteriorata costituisce violazione dell’articolo 102 del Codice della Strada e comporta sanzioni amministrative rilevanti. L’importo della multa generalmente varia da ottantacinque a trecentoquarantadue euro, a seconda della gravità dell’irregolarità e delle circostanze accertate dalle forze dell’ordine. Oltre alla sanzione pecuniaria, è previsto il ritiro della carta di circolazione fino al ripristino della regolarità, con obbligo di procedere alla sostituzione della targa entro termini stabiliti. La violazione è considerata particolarmente grave quando i caratteri risultano illeggibili a distanza di sicurezza o quando la targa è piegata, coperta da sporco o deformata in modo tale da non essere identificabile. Nei casi più seri, soprattutto se l’illeggibilità appare intenzionale, possono essere contestate ulteriori violazioni legate all’occultamento dei dati identificativi. La normativa mira a garantire corretta identificazione dei veicoli e trasparenza nelle verifiche di sicurezza e responsabilità stradale.

Quando una targa è considerata legalmente “danneggiata” al punto da dover essere sostituita?
Una targa è considerata legalmente danneggiata e da sostituire quando non consente più l’identificazione chiara e immediata del veicolo, come stabilito dal Codice della Strada. Ciò avviene quando numeri e lettere risultano abras, scoloriti o deformati al punto da renderne difficile la lettura da una distanza regolamentare. Anche crepe, piegature, ruggine, vernice deteriorata o strati di sporco permanenti che impediscono la visibilità rappresentano condizioni che impongono la sostituzione. La targa deve inoltre mantenere riflettenza adeguata per essere visibile di notte: se tale caratteristica è compromessa, è considerata non conforme. È obbligatorio procedere alla sostituzione anche quando la targa risulta parzialmente staccata, mancante di porzioni o con fori aggiuntivi non consentiti che ne alterano forma e stabilità. In presenza di tali condizioni, le forze dell’ordine possono contestare l’irregolarità e disporre l’obbligo di reimmatricolazione. La valutazione si basa sempre sulla capacità effettiva della targa di garantire identificazione immediata e sicurezza stradale.
In caso di targa danneggiata, è obbligatorio richiederne una nuova e come funziona la procedura di re-immatricolazione?
In caso di targa danneggiata, il Codice della Strada prevede l’obbligo di richiederne una nuova attraverso la procedura di re-immatricolazione. Questa operazione è necessaria quando la targa non è più leggibile o non rispetta gli standard di visibilità e integrità richiesti dalla legge. Il proprietario deve rivolgersi a un’agenzia di pratiche auto o direttamente alla Motorizzazione Civile presentando la domanda di duplicato o re-immatricolazione tramite appositi moduli, accompagnati dai documenti del veicolo e da un documento d’identità. Il veicolo viene assegnato a un nuovo numero di targa, poiché le targhe italiane non possono essere replicate con la stessa combinazione in caso di danneggiamento grave. Una volta completata la pratica, viene rilasciato il nuovo set di targhe insieme al nuovo documento di circolazione aggiornato. Durante il periodo di attesa è vietato circolare con targa irregolare. La procedura mira a garantire corretta identificabilità del veicolo e conformità alle norme di sicurezza.
Posso circolare temporaneamente con la targa fissata provvisoriamente o coperta da nastro adesivo in attesa della nuova?
Circolare con una targa fissata provvisoriamente, riparata con nastro adesivo o coperta in qualsiasi modo non è consentito dal Codice della Strada. La norma richiede che la targa sia sempre perfettamente leggibile, saldamente fissata e integra, senza elementi che ne compromettano la visibilità o l’identificazione. Qualsiasi soluzione temporanea, come nastro adesivo, fascette o supporti improvvisati, è considerata irregolare e può comportare sanzioni immediate e ritiro della carta di circolazione. Anche se la targa è in attesa di sostituzione, non è ammessa alcuna forma di circolazione con elementi deteriorati o non conformi. L’unica eccezione riguarda l’uso di targa provvisoria rilasciata ufficialmente dalla Motorizzazione o da un’agenzia autorizzata, utilizzata solo nei casi previsti. È quindi fondamentale non utilizzare l’auto fino a quando la situazione non viene regolarizzata, evitando rischi amministrativi e legali.
Quali sono i costi e i tempi previsti per ottenere la duplicazione o una nuova targa in caso di danneggiamento?
I costi per ottenere una nuova targa o procedere alla reimmatricolazione variano in base al tipo di pratica e al canale utilizzato. In media, rivolgendosi alla Motorizzazione Civile, il costo complessivo si aggira tra centocinquanta e duecento euro, includendo diritti di motorizzazione, imposte di bollo e produzione fisica delle nuove targhe. Affidarsi a un’agenzia di pratiche auto comporta costi più elevati, spesso compresi tra duecento e trecento euro, a causa delle spese di servizio aggiuntive. I tempi possono variare da pochi giorni a un paio di settimane in base al carico di lavoro degli uffici e alla disponibilità delle targhe presso il centro di produzione. Durante questo periodo non è consentito circolare con la targa danneggiata, a meno che non venga rilasciata una targa provvisoria. Il nuovo documento di circolazione viene emesso contestualmente alla targa, poiché la reimmatricolazione comporta l’assegnazione di un nuovo numero. Programmare la sostituzione per tempo evita disagi, soprattutto se il danno è grave o impedisce l’identificazione del veicolo.
In caso di lieve danno, è consentito tentare di riparare o riverniciare la targa da soli?
In caso di lieve danno, non è consentito riparare o riverniciare autonomamente una targa, poiché qualsiasi intervento manuale può alterare caratteristiche fondamentali come riflettenza, dimensioni, font e leggibilità dei caratteri. La normativa italiana è molto rigida: le targhe devono essere prodotte esclusivamente da enti autorizzati e non possono essere modificate, ritoccate o ridipinte in alcun modo. Anche un semplice ritocco di vernice può essere interpretato come alterazione e comportare sanzioni, poiché potrebbe comprometterne l’identificabilità da parte delle forze dell’ordine o dei sistemi automatici di lettura. Se il danno è superficiale, come una leggera abrasione, è possibile pulire delicatamente la superficie senza intervenire sui caratteri o sul materiale riflettente. Tuttavia, se la leggibilità risulta compromessa anche minimamente, occorre avviare la procedura ufficiale di sostituzione. La legge tutela l’integrità delle targhe perché rappresentano un elemento identificativo essenziale per la sicurezza stradale e l’ordine pubblico.







