Stop auto benzina e diesel dal 2035: accordo raggiunto

L'Unione europea ha raggiunto un accordo sul bando alle auto termiche. Il PPE ha votato contro: "si rischia effetto Havana"

Lo Stop auto benzina e diesel dal 2035 è sempre più concreto: è stato trovato un accordo tra i negoziatori del Parlamento europeo e i 27 Stati membri. Un’intesa che prevede lo stop alle vendite delle auto con motore termiche a partire dal 2035. Tale decisione sarà riesaminata nel 2026.

Questo bando totale alle auto termiche fa parte di un pacchetto di misure denominato Fit for 55, il cui obiettivo è quello di ridurre del 50% le emissioni dannose per l’ambiente entro il 2050. Secondo i promotori, le case automobilistiche hanno tutto il tempo per potersi organizzare in vista di questa importantissima rivoluzione.

Nel corso delle negoziazioni, è stata anche inserita la possibilità di prendere in considerazione i biocarburanti. L’accordo prevede la riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 55% per le auto nuove e del 50% per i nuovi furgoni entro il 2013 rispetto ai livelli registrati nel 2021. Il secondo step è azzerarle entro il 2035.

Non tutti sono entusiasti di questo accordo. Il PPE ha votato contro, parlando di effetto Havana: “Dopo il 2035, le nostre strade potrebbero riempirsi di auto d’epoca, perché le auto nuove non sono disponibili o non sono convenienti. L’accordo di oggi ha sbattuto la porta a nuovi sviluppi tecnologici e ha messo tutte le uova nello stesso paniere. Questo è un errore”, ha affermato l’onorevole Jens Gieseke, negoziatore del Ppe.

Stop auto benzina e diesel

L’accordo prevede il mantenimento degli incentivi per le auto a zero e basse emissioni fino al 2030. Inoltre è confermato l’emendamento Motor Valley destinato alle case automobilistiche che in un anno solare producono da mille a 10 mila auto nuove (o da mille a 22 mila nuovi furgoni). Per questo soggetti è prevista una deroga fino alla fine del 2035.

Per l’Italia rimane il problema dei pezzi: in generale, il mercato delle auto nuove sta raggiungendo dei livello di prezzo mai visti prima. Anche le utilitarie stanno diventando estremamente costose, mentre gli stipendi non crescono, ma al contrario crescono le persone che si trovano in stato di povertà relativa e assoluta.

Questo significa che, per quanto riguarda il nostro Paese, moltissime persone – in assenza di un significativo miglioramento sul trasporto pubblico e sulle ciclabili – saranno costrette ad usare auto obsolete, con manutenzione costosa e con i prezzi alla pompa che, verosimilmente, schizzeranno ancora più alto.+

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