Olio dei freni, la guida completa: tutto ciò che devi sapere

Guida completa all'olio dei freni

olio freni

L’olio freni è uno dei fluidi più importanti per la sicurezza dell’auto. Il nome comunemente usato, però, non è del tutto corretto: dal punto di vista tecnico sarebbe meglio parlare di liquido freni, perché non si tratta di un normale olio lubrificante. È un fluido idraulico progettato per trasferire la pressione esercitata sul pedale fino alle pinze o ai cilindretti dell’impianto frenante.

Quando il liquido è in buone condizioni, la risposta del pedale rimane precisa e la pressione viene trasmessa correttamente alle ruote. Con il passare del tempo, tuttavia, il fluido può assorbire umidità, perdere parte delle proprie caratteristiche e diventare meno efficace alle alte temperature. Per questo motivo non basta controllarne il livello: deve essere sostituito rispettando gli intervalli indicati dal costruttore.

Trascurare il liquido freni può portare a un pedale meno consistente, a un aumento degli spazi di arresto nelle condizioni più gravose e a fenomeni di corrosione all’interno dell’impianto. In questa guida vediamo come funziona, quali sono le differenze tra DOT 3, DOT 4, DOT 5 e DOT 5.1, quando effettuare la sostituzione e perché un semplice rabbocco non risolve necessariamente il problema.

Che cos’è il liquido freni

Il liquido freni è un fluido idraulico capace di trasmettere la forza applicata dal conducente sul pedale. Non serve a lubrificare il motore e non deve essere confuso con l’olio motore, con quello del cambio o con il liquido del servosterzo. La sua funzione è specifica e direttamente collegata alla capacità dell’auto di rallentare e fermarsi.

In un impianto frenante tradizionale, il pedale agisce sulla pompa dei freni. La pompa mette in pressione il liquido contenuto nel circuito e questa pressione raggiunge le pinze, che spingono le pastiglie contro i dischi. Nei sistemi con tamburi posteriori, invece, il fluido aziona i cilindretti che portano le ganasce a contatto con il tamburo.

Il liquido deve mantenere caratteristiche stabili in un intervallo di temperature molto ampio. Deve funzionare nelle partenze a freddo, durante la guida quotidiana e nelle frenate ripetute che possono riscaldare notevolmente dischi, pinze e tubazioni. Deve inoltre essere compatibile con guarnizioni, pompe, valvole e componenti elettronici dell’impianto.

Come funziona l’impianto frenante idraulico

Il funzionamento si basa sul principio secondo cui un liquido in pressione trasmette la forza all’interno di un circuito chiuso. Quando il conducente preme il pedale, la pompa genera una pressione che si distribuisce attraverso tubi rigidi e flessibili fino ai freni delle singole ruote. La forza iniziale viene così trasformata nell’azione necessaria a stringere le pastiglie sui dischi.

Il circuito non deve contenere aria. A differenza del liquido, infatti, l’aria è comprimibile. Se nel sistema sono presenti bolle, una parte della corsa del pedale viene utilizzata per comprimerle invece di azionare immediatamente i freni. Il risultato può essere un pedale spugnoso, lungo o poco preciso.

Nei veicoli moderni il liquido freni lavora anche all’interno dei moduli di controllo di ABS, ESP e controllo di trazione. Questi sistemi utilizzano pompe e valvole per modulare rapidamente la pressione sulle singole ruote. Una manutenzione corretta del fluido è quindi importante non soltanto per la frenata tradizionale, ma anche per il funzionamento dei dispositivi elettronici di sicurezza.

Quali caratteristiche deve avere il liquido freni

Un buon liquido freni deve resistere alle alte temperature senza bollire, mantenere una viscosità adeguata al freddo e proteggere il circuito dalla corrosione. Deve inoltre conservare la propria stabilità chimica e non danneggiare le guarnizioni utilizzate nell’impianto.

Tra le caratteristiche principali rientrano:

  • elevato punto di ebollizione, necessario per resistere al calore generato dalle frenate;
  • viscosità controllata, importante per la rapidità di intervento di ABS ed ESP;
  • stabilità chimica, per limitare la formazione di depositi e alterazioni;
  • protezione dalla corrosione delle parti metalliche interne;
  • compatibilità con le guarnizioni e con i materiali del circuito;
  • bassa comprimibilità, indispensabile per una risposta precisa del pedale.

Non tutti i liquidi freni hanno la stessa composizione o le stesse prestazioni. Per questo sulle confezioni compare una classificazione DOT, accompagnata talvolta da ulteriori specifiche del costruttore. La scelta deve sempre rispettare quanto riportato nel manuale dell’auto o sul tappo del serbatoio.

DOT 3, DOT 4, DOT 5 e DOT 5.1: quali sono le differenze

La sigla DOT identifica differenti categorie di liquido freni. Le più comuni sono DOT 3, DOT 4, DOT 5 e DOT 5.1. La progressione numerica può far pensare che ogni categoria successiva sia automaticamente migliore e utilizzabile al posto della precedente, ma non è così. La compatibilità dipende dalla composizione chimica e dalle caratteristiche previste per il veicolo.

Tipo Base chimica Caratteristiche generali Compatibilità
DOT 3 Glicolica Utilizzato soprattutto su veicoli meno recenti e impianti con richieste termiche contenute Può essere compatibile con alcuni DOT 4, ma va rispettata la specifica del costruttore
DOT 4 Glicolica Molto diffuso sulle auto moderne, con prestazioni superiori alle alte temperature Non va sostituito arbitrariamente con prodotti di categoria diversa
DOT 5 Siliconica Non igroscopico, usato in applicazioni particolari e non comuni sulle normali auto moderne Non deve essere miscelato con DOT 3, DOT 4 o DOT 5.1
DOT 5.1 Glicolica Elevate prestazioni termiche e buona fluidità alle basse temperature Chimicamente più vicino a DOT 3 e DOT 4 che al DOT 5, ma va usato solo quando previsto

Liquido DOT 3

Il DOT 3 è un fluido a base glicolica diffuso soprattutto su vetture meno recenti. Offre caratteristiche adeguate per numerosi impianti tradizionali, ma ha generalmente prestazioni termiche inferiori rispetto ai prodotti DOT 4 più evoluti. Non bisogna sostituirlo o miscelarlo senza prima verificare le indicazioni del costruttore.

Liquido DOT 4

Il DOT 4 è oggi uno dei liquidi più utilizzati sulle automobili. È anch’esso a base glicolica e viene proposto in numerose varianti, comprese formulazioni specifiche per auto sportive, veicoli con sistemi elettronici evoluti o impianti che lavorano a temperature elevate. Due prodotti entrambi indicati come DOT 4 possono quindi avere prestazioni e viscosità differenti.

Alcuni costruttori richiedono liquidi DOT 4 con specifiche particolari, spesso indicate nel manuale o sulla confezione del prodotto originale. Non è sufficiente scegliere un qualunque DOT 4 basandosi soltanto sul nome della categoria.

Liquido DOT 5

Il DOT 5 è un prodotto a base siliconica e rappresenta un caso particolare. Non deve essere confuso con il DOT 5.1, che ha invece una base glicolica. Il DOT 5 non è normalmente previsto sulle comuni auto moderne e non deve essere aggiunto in un circuito progettato per DOT 3, DOT 4 o DOT 5.1.

Miscelare un liquido siliconico con uno glicolico può compromettere il comportamento del fluido, danneggiare le guarnizioni o causare problemi all’impianto. Un eventuale passaggio da una tecnologia all’altra richiederebbe interventi molto più complessi di un normale cambio del liquido e non deve essere improvvisato.

Liquido DOT 5.1

Il DOT 5.1 è a base glicolica, non siliconica. È progettato per offrire buone prestazioni alle alte temperature e una viscosità adatta anche ai sistemi elettronici di frenata particolarmente rapidi. Può essere previsto su auto, moto e veicoli che richiedono caratteristiche superiori, ma non va utilizzato soltanto perché il numero sembra più alto.

La regola rimane sempre la stessa: usare la categoria e la specifica indicate dal costruttore. Una presunta evoluzione tecnica non giustifica la sostituzione arbitraria del prodotto previsto in origine.

Perché il liquido freni assorbe umidità

I liquidi a base glicolica sono igroscopici, cioè tendono ad assorbire umidità dall’ambiente. Il circuito frenante è chiuso, ma non è completamente isolato dall’esterno per tutta la vita dell’auto. Piccole quantità di umidità possono entrare attraverso le guarnizioni, i tubi flessibili e il sistema di compensazione del serbatoio.

L’assorbimento avviene gradualmente e non dipende soltanto dai chilometri percorsi. Anche un’auto usata poco può ritrovarsi con un liquido vecchio e carico di umidità dopo diversi anni. Per questo l’intervallo di sostituzione viene spesso espresso in termini temporali e non esclusivamente chilometrici.

L’acqua presente nel circuito abbassa il punto di ebollizione del fluido e può favorire la corrosione di pompe, tubazioni, pinze e valvole. In un impianto con ABS o ESP, eventuali residui e ossidazioni possono interessare anche componenti idraulici molto delicati e costosi.

Punto di ebollizione a secco e a umido

Per valutare un liquido freni si utilizzano due valori differenti: il punto di ebollizione a secco e il punto di ebollizione a umido. Il primo si riferisce al prodotto nuovo, appena estratto da una confezione sigillata. Il secondo rappresenta il comportamento del fluido dopo che ha assorbito una determinata quantità di umidità.

Il valore a umido è particolarmente importante perché descrive meglio ciò che può accadere dopo mesi o anni di utilizzo. Man mano che aumenta la quantità d’acqua, il fluido può iniziare a bollire a temperature più basse. Durante una lunga discesa, una guida sportiva o una serie di frenate intense, il calore potrebbe quindi creare bolle di vapore nel circuito.

Il vapore è comprimibile e può causare il fenomeno noto come vapor lock. In questa condizione il pedale può diventare lungo o spugnoso e la capacità frenante può ridursi in modo marcato. È una situazione molto diversa dal normale surriscaldamento di dischi e pastiglie, ma altrettanto pericolosa.

Come controllare il livello del liquido freni

Il serbatoio si trova generalmente nel vano motore, vicino alla pompa dei freni e alla parete che separa l’abitacolo dal motore. È spesso realizzato in plastica semitrasparente e presenta due riferimenti: MIN e MAX. Il livello deve trovarsi tra queste due indicazioni.

Il controllo va eseguito con l’auto parcheggiata in piano e seguendo le indicazioni del manuale. Non è sempre necessario aprire il tappo: quando il contenitore è leggibile dall’esterno, è preferibile evitare di esporre inutilmente il liquido all’umidità e alle contaminazioni.

Prima di intervenire bisogna pulire accuratamente la zona intorno al serbatoio. Polvere, acqua o residui entrati nel circuito possono danneggiare le pompe e le valvole. Non bisogna inoltre confondere il serbatoio del liquido freni con quelli del refrigerante, del lavavetri o di altri fluidi presenti nel vano motore.

Liquido freni basso: che cosa significa

Un livello basso non deve essere risolto automaticamente aggiungendo altro prodotto. In alcuni casi la diminuzione è collegata alla normale usura delle pastiglie: mentre il materiale d’attrito si assottiglia, i pistoncini delle pinze rimangono più estesi e una maggiore quantità di fluido resta nel circuito.

Un calo rapido o molto evidente può invece indicare una perdita. Il problema potrebbe interessare tubi, raccordi, pompa, pinze, cilindretti o modulo idraulico. In presenza di una perdita, rabboccare serve soltanto a mascherare temporaneamente un guasto che può compromettere la sicurezza.

Se si accende la spia dei freni, il livello scende sotto il minimo oppure il pedale cambia improvvisamente consistenza, l’auto deve essere controllata da un professionista. Continuare a circolare senza individuare la causa può essere pericoloso.

Ogni quanto cambiare il liquido freni

L’intervallo corretto è quello riportato nel piano di manutenzione del veicolo. Su molte automobili la sostituzione viene prescritta ogni due anni, mentre altri costruttori adottano intervalli differenti. Non esiste una scadenza universale valida per qualsiasi modello.

Il tempo è spesso più importante dei chilometri. Un’auto che percorre poche migliaia di chilometri l’anno non mantiene automaticamente il liquido in condizioni perfette, perché l’assorbimento di umidità continua anche quando il mezzo rimane fermo.

Un uso gravoso può rendere opportuni controlli più frequenti. Discese di montagna, traino, guida sportiva, impiego in pista e temperature elevate sottopongono il fluido a un maggiore stress termico. Anche le motociclette e i veicoli prestazionali possono prevedere intervalli specifici.

Come capire se il liquido freni è da sostituire

Il deterioramento non produce sempre segnali evidenti. Un fluido può aver assorbito umidità pur mantenendo un aspetto apparentemente accettabile. Per questo il colore non sostituisce il rispetto degli intervalli di manutenzione o una misurazione effettuata con strumenti adeguati.

Tra i possibili segnali da non ignorare rientrano:

  • pedale morbido, lungo o spugnoso;
  • risposta dei freni meno pronta rispetto al normale;
  • variazione della frenata dopo ripetuti rallentamenti intensi;
  • liquido molto scuro, torbido o con residui;
  • livello inferiore al minimo;
  • accensione della spia dell’impianto frenante;
  • tracce di liquido vicino alle pinze, ai tubi o sotto l’auto.

Questi sintomi non indicano necessariamente che basti cambiare il fluido. Un pedale spugnoso può dipendere dalla presenza di aria, da una perdita, da tubi deteriorati o da un problema alla pompa. Una diagnosi professionale serve a distinguere la normale manutenzione da un guasto.

Che cosa significa se il liquido è nero o marrone

Il liquido nuovo è generalmente chiaro, con tonalità che possono variare dal quasi trasparente al giallo ambrato. Con il tempo può diventare più scuro a causa dell’invecchiamento, dell’umidità e della presenza di contaminanti. Un colore marrone molto intenso o nero può indicare un fluido fortemente deteriorato.

Non bisogna però giudicare soltanto dal colore. Alcuni prodotti nascono con tonalità differenti e il contenitore può alterare la percezione visiva. Se esistono dubbi, è preferibile controllare lo storico della manutenzione e far analizzare il fluido.

Test dell’umidità

Le officine possono utilizzare strumenti specifici per valutare lo stato del liquido. Alcuni tester stimano il contenuto d’acqua attraverso la conducibilità elettrica, mentre apparecchi più evoluti misurano direttamente o indirettamente il punto di ebollizione. Il risultato deve essere interpretato considerando il tipo di prodotto e le specifiche del veicolo.

I piccoli tester economici possono offrire un’indicazione orientativa, ma non sostituiscono una diagnosi completa. Un fluido contaminato da sostanze diverse dall’acqua, per esempio, potrebbe richiedere valutazioni ulteriori.

Come avviene la sostituzione del liquido freni

Il cambio non consiste nel rimuovere il prodotto dal solo serbatoio e versarne uno nuovo. Gran parte del fluido si trova nelle tubazioni, nelle pinze, nei cilindretti e nel modulo idraulico. La procedura corretta prevede il ricambio dell’intero circuito e lo spurgo dei freni.

Durante lo spurgo il vecchio liquido viene spinto verso le valvole presenti sulle pinze o sui cilindretti. Contemporaneamente si introduce il prodotto nuovo nel serbatoio, evitando che il livello scenda e permetta all’aria di entrare nella pompa. L’operazione continua finché da ciascuna ruota esce fluido pulito e privo di bolle.

Su molte auto moderne può essere necessario utilizzare uno strumento diagnostico per attivare la pompa e le valvole del modulo ABS. La sequenza delle ruote e la procedura cambiano in base al modello. Per questo il lavoro deve rispettare le indicazioni tecniche del costruttore.

Si può cambiare il liquido freni da soli?

Dal punto di vista pratico è possibile intervenire con strumenti adeguati, ma si tratta di un’operazione legata direttamente alla sicurezza. Un errore può lasciare aria nel circuito, provocare perdite o compromettere la frenata. Sulle auto con sistemi elettronici complessi, inoltre, può essere indispensabile una diagnosi specifica.

Chi non possiede esperienza, attrezzatura e dati tecnici corretti dovrebbe rivolgersi a un’officina. Il costo della manodopera è generalmente contenuto rispetto ai rischi derivanti da uno spurgo incompleto.

Rabbocco del liquido freni: quando si può fare

Il rabbocco è ammesso soltanto con il prodotto esatto previsto dal costruttore e dopo aver capito perché il livello è diminuito. Non bisogna aggiungere liquido soltanto per riportare l’indicatore al massimo, soprattutto se le pastiglie sono usurate. Dopo la sostituzione delle pastiglie, infatti, i pistoncini rientrano nelle pinze e il livello nel serbatoio torna a salire.

Se il contenitore viene riempito eccessivamente prima dell’intervento sui freni, il liquido potrebbe fuoriuscire quando i pistoncini vengono arretrati. Oltre a sporcare il vano motore, il fluido può danneggiare rapidamente la vernice della carrozzeria.

Un calo improvviso richiede invece la ricerca di una perdita. In questa situazione il rabbocco non è una riparazione e non rende automaticamente sicuro il veicolo.

Quanto costa cambiare il liquido freni

Il prezzo varia in base al modello, alla quantità necessaria, al tipo di fluido e alla complessità dello spurgo. Le auto con impianti sportivi, moduli elettronici particolari o procedure diagnostiche dedicate possono richiedere più tempo rispetto a un veicolo tradizionale.

Nel preventivo bisogna distinguere il costo del prodotto da quello della manodopera. Un normale cambio periodico è generalmente un intervento meno oneroso rispetto alla riparazione di una pompa, di una pinza o di un modulo ABS danneggiato da contaminazione e corrosione.

Per conoscere l’importo corretto è preferibile chiedere un preventivo indicando modello, anno, motorizzazione e specifica richiesta. Un prezzo particolarmente basso non dovrebbe corrispondere alla semplice aspirazione del liquido presente nel serbatoio, che non equivale al ricambio completo del circuito.

Che cosa succede se il liquido freni non viene cambiato

Con il tempo il fluido glicolico assorbe umidità e il suo punto di ebollizione diminuisce. In condizioni normali il conducente potrebbe non percepire differenze, ma durante una frenata prolungata o ripetuta il sistema può diventare più vulnerabile alla formazione di vapore.

L’umidità favorisce inoltre la corrosione interna. Il problema può interessare pompe, cilindri, pinze, raccordi e il complesso modulo idraulico dell’ABS. Questi componenti hanno costi nettamente superiori rispetto a una normale sostituzione periodica del fluido.

Un liquido molto vecchio può anche contenere residui e contaminanti capaci di ostacolare le valvole più piccole. La manutenzione preventiva serve quindi a proteggere sia l’efficacia della frenata sia la durata dell’intero impianto.

Errori da evitare con il liquido freni

Mescolare prodotti incompatibili

Il DOT 5 siliconico non deve essere miscelato con DOT 3, DOT 4 o DOT 5.1 a base glicolica. Anche tra liquidi apparentemente compatibili bisogna rispettare le specifiche previste dal costruttore, comprese viscosità e formulazioni dedicate.

Usare una confezione aperta da molto tempo

Il liquido glicolico assorbe umidità anche quando rimane nella confezione aperta. Un contenitore utilizzato anni prima e richiuso potrebbe non offrire più le caratteristiche del prodotto nuovo. È preferibile impiegare confezioni sigillate o aperte da poco, seguendo le indicazioni del produttore.

Lasciare il tappo aperto

Il serbatoio e la confezione non devono rimanere esposti all’aria più del necessario. Umidità, polvere e contaminanti possono entrare rapidamente nel prodotto. Durante la manutenzione bisogna lavorare in un ambiente pulito e richiudere subito i contenitori.

Versare il liquido sulla vernice

Il liquido freni può danneggiare seriamente la vernice. Eventuali gocce devono essere rimosse immediatamente seguendo le indicazioni di sicurezza del prodotto, senza strofinare il fluido sulla superficie. È opportuno proteggere le parti circostanti prima di aprire il serbatoio.

Smaltirlo insieme ai normali rifiuti

Il prodotto usato non deve essere versato nello scarico, nel terreno o nei rifiuti domestici. Deve essere consegnato a un centro di raccolta autorizzato o gestito dall’officina che effettua l’intervento. È un rifiuto chimico che richiede uno smaltimento corretto.

Ignorare un livello basso

Aggiungere fluido senza cercare la causa può nascondere l’usura delle pastiglie o una perdita. Se il livello è vicino al minimo, bisogna controllare l’intero impianto e verificare lo stato dei materiali d’attrito.

Domande frequenti sul liquido freni

Olio freni e liquido freni sono la stessa cosa?

Sì, nel linguaggio comune le due espressioni indicano lo stesso prodotto. Il termine tecnicamente più corretto è liquido freni, perché si tratta di un fluido idraulico e non di un normale olio lubrificante.

Ogni quanto bisogna cambiare il liquido freni?

Bisogna seguire l’intervallo indicato dal costruttore. Su molte auto viene prevista una sostituzione ogni due anni, ma la scadenza può cambiare in base al modello e all’utilizzo.

Il liquido freni si consuma?

In un circuito integro non viene consumato come l’olio motore. Il livello può scendere gradualmente con l’usura delle pastiglie oppure diminuire a causa di una perdita. Un calo deve sempre essere valutato.

Si può rabboccare il liquido freni?

Sì, ma soltanto dopo aver verificato la causa del livello basso e utilizzando il prodotto esatto previsto dal costruttore. Il rabbocco non deve sostituire la diagnosi di una perdita o la manutenzione dell’impianto.

DOT 4 e DOT 5 si possono mischiare?

No. Il DOT 5 è generalmente a base siliconica e non deve essere miscelato con il DOT 4 glicolico. I due prodotti hanno composizioni e comportamenti differenti.

DOT 4 e DOT 5.1 sono uguali?

No. Entrambi sono normalmente a base glicolica, ma rispettano caratteristiche prestazionali differenti. La possibile compatibilità chimica non significa che si possa ignorare la specifica prevista dal costruttore.

Posso usare DOT 5.1 al posto del DOT 4?

Non bisogna farlo automaticamente. La sostituzione dipende dalle specifiche del veicolo, dalla viscosità richiesta e dalla compatibilità con l’impianto. Va consultato il manuale o un tecnico qualificato.

Come capire se il liquido freni è vecchio?

Il colore molto scuro può essere un indizio, ma non rappresenta una prova definitiva. Bisogna controllare la data dell’ultima sostituzione e, quando necessario, misurare il contenuto di umidità o il punto di ebollizione.

Perché il pedale del freno è spugnoso?

Potrebbe esserci aria nel circuito, una perdita, un tubo deteriorato, un problema alla pompa oppure un fluido surriscaldato. L’auto deve essere controllata perché il sintomo può indicare una riduzione dell’efficacia frenante.

Quanto liquido serve per la sostituzione?

La quantità varia in base al veicolo e al metodo di spurgo. Non è possibile indicare un valore valido per tutte le auto. L’officina deve disporre di prodotto sufficiente per espellere completamente il vecchio fluido e le eventuali bolle.

Il liquido freni scade nella confezione?

Una confezione sigillata ha una durata indicata dal produttore. Una volta aperto, il fluido glicolico inizia ad assorbire umidità dall’aria e non dovrebbe essere conservato per periodi molto lunghi.

Il liquido freni rovina la vernice?

Sì. Può danneggiare rapidamente la finitura della carrozzeria. Eventuali fuoriuscite devono essere gestite immediatamente e con attenzione.

Le auto elettriche hanno il liquido freni?

Sì. Anche se sfruttano la frenata rigenerativa, le auto elettriche mantengono un impianto frenante idraulico tradizionale per le decelerazioni più intense, le emergenze e le condizioni nelle quali il recupero energetico è limitato.

La frenata rigenerativa allunga la durata del liquido?

Può ridurre l’uso di dischi e pastiglie, ma non impedisce al liquido di assorbire umidità nel tempo. Anche sulle auto elettriche e ibride deve essere rispettato l’intervallo di sostituzione indicato dal costruttore.

Si può guidare con la spia del liquido freni accesa?

Non è prudente ignorarla. La spia può indicare un livello basso, l’inserimento del freno di stazionamento o un’anomalia dell’impianto. Se rimane accesa dopo aver disinserito il freno di stazionamento, bisogna fermarsi in sicurezza e far controllare l’auto.

Perché la manutenzione del liquido freni è fondamentale

Il liquido freni lavora lontano dalla vista del conducente, ma è essenziale per trasformare la pressione sul pedale in una frenata efficace. La sua capacità di resistere al calore e trasmettere la forza dipende dalla qualità del prodotto, dalla corretta manutenzione e dall’assenza di aria o contaminanti nel circuito.

Controllare il livello è utile, ma non basta. È necessario rispettare gli intervalli di sostituzione, utilizzare esclusivamente la specifica prevista e affidare lo spurgo a personale competente quando non si dispone dell’attrezzatura necessaria. Un rabbocco eseguito senza individuare la causa del calo può nascondere un problema più serio.

La manutenzione del sistema frenante deve comprendere anche il controllo di pastiglie, dischi, tubazioni e possibili perdite. In presenza di rumori durante la frenata può essere utile approfondire anche le cause dei freni che fischiano, ricordando però che qualsiasi variazione della risposta del pedale richiede un controllo immediato dell’impianto.

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