Il Gran Premio d’Ungheria 2025 si è rivelato un’occasione mancata per Charles Leclerc, che dopo una straordinaria pole position e una gestione di gara impeccabile per oltre metà corsa, ha visto svanire ogni speranza di vittoria con un crollo verticale di prestazione. Un crollo che ha fatto discutere tifosi e addetti ai lavori, non solo per la perdita del podio ma soprattutto per le modalità con cui è avvenuto, alimentando la frustrazione del pilota monegasco e lasciando ancora una volta la Ferrari nell’amarezza delle grandi opportunità sprecate.
Un avvio perfetto, poi l’incubo dal giro 40
La giornata era iniziata sotto i migliori auspici. La SF-25 era apparsa finalmente competitiva, e Leclerc aveva conquistato la partenza al palo con una qualifica che aveva sorpreso tutti. In gara, l’andamento sembrava confermare la possibilità di una nuova impresa: sin dai primi giri, Charles aveva mantenuto la leadership, respingendo gli attacchi delle McLaren e costruendo un margine strategico nei confronti di Oscar Piastri.
Il primo stint era stato solido, mentre nel secondo la pressione degli avversari era cresciuta ma Leclerc era riuscito a gestire le gomme e il ritmo in modo efficace. Tuttavia, è dal 40° giro che qualcosa ha iniziato a incrinarsi: secondo quanto riportato dallo stesso pilota e confermato dal box Ferrari, un problema al telaio avrebbe compromesso in modo radicale la guidabilità della vettura, trasformando il pilota in un semplice “passeggero”, come lui stesso ha definito la situazione nel post-gara.
Le accuse via radio e la tensione nel team
La tensione si è fatta tangibile quando, intorno al giro 50, è arrivata dal box la richiesta di risparmiare carburante. In quel momento, la SF-25 aveva già mostrato i primi segni di cedimento e la comunicazione è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Leclerc, in diretta radio, ha espresso tutta la propria esasperazione, dichiarando che avrebbe trovato un modo diverso per gestire quei problemi e sottolineando come fosse frustrante perdere tutta la competitività in un colpo solo.
Le sue parole sono risuonate come una chiara accusa al muretto Ferrari, colpevole, agli occhi del pilota, di non aver ascoltato abbastanza le sue indicazioni. Il tono acceso dello sfogo e il successivo rendimento in pista – con un ritmo lontano anni luce da quello iniziale – hanno confermato l’evidente difficoltà tecnica che ha colpito la SF-25 nella parte finale della gara.
Le spiegazioni (parziali) di Frederic Vasseur
Il team principal Fred Vasseur, da poco confermato alla guida della Scuderia fino al 2028, ha provato a fare chiarezza nel post-gara. In un’intervista a Sky Sport ha ipotizzato che il crollo potesse essere legato a un problema di pressione degli pneumatici, ma ha anche ammesso che l’origine esatta andrà approfondita con analisi più approfondite. Ha ribadito come i primi due stint fossero stati gestiti in modo ottimale, con addirittura la capacità di mettere sotto pressione le McLaren e di creare un piccolo margine sugli inseguitori.
Tuttavia, l’ultimo tratto di gara ha completamente cambiato volto. Secondo Vasseur, dopo il secondo pit stop Leclerc è precipitato in termini di passo, perdendo progressivamente terreno fino a retrocedere al quarto posto, superato anche dalla Mercedes di George Russell. La frustrazione è stata inevitabile, perché – come ha sottolineato anche il team principal – “fino a quel momento era andata bene” e la gara sembrava sotto controllo.
I numeri di un crollo: 45 secondi in 30 giri
I dati confermano quanto accaduto in pista. Leclerc ha perso circa 45 secondi negli ultimi 30 giri, un’enormità se confrontata con il ritmo delle McLaren e anche con le prestazioni di altri piloti a centro gruppo. Una flessione così marcata in termini cronometrici non può essere attribuita solo a una strategia imperfetta o al degrado gomme, ed è per questo che si fa sempre più concreta l’ipotesi di un guasto strutturale o di una taratura anomala della monoposto.
Il problema, però, è che questo tipo di cedimenti arrivano sistematicamente nei momenti chiave, quando la Ferrari sembra avere il passo per impensierire i rivali e mettere finalmente la propria firma sul campionato. Il risultato finale, un quarto posto, può sembrare dignitoso sulla carta, ma rappresenta una cocente delusione considerando la premessa di una pole position e di un primo stint da leader.
La frustrazione di Leclerc e l’analisi a caldo
Leclerc non ha nascosto nulla nel post-gara. Ai microfoni di SkySport ha spiegato che la delusione e la frustrazione erano difficili da contenere, soprattutto perché si era presentata una grande occasione per vincere, e questa è sfumata in modo brutale. Il pilota ha riconosciuto che fino al giro 40 tutto era sotto controllo, e anche nel secondo stint la SF-25 aveva mostrato un buon livello di competitività, pur con un degrado gomme superiore a quello delle McLaren.
La delusione si è fatta ancora più amara quando, a una domanda sulla prima parte di stagione, Leclerc ha risposto che non salva nulla, almeno per ora. Il motivo è semplice: le opportunità per vincere ci sono state, ma non sono state sfruttate. Il monegasco ha ammesso qualche progresso tecnico da parte del team, ma in giornate come quella dell’Hungaroring il giudizio non può che essere negativo.
Il bilancio di metà stagione e il rebus Ferrari
Il Gran Premio d’Ungheria ha rappresentato per la Formula 1 l’ultima gara prima della sosta estiva. Per Leclerc e per la Ferrari, questo appuntamento doveva essere il punto di svolta. La SF-25, aggiornata con nuovi assetti e sospensioni, sembrava pronta a giocarsela alla pari con McLaren e Mercedes, e la pole position ottenuta da Charles sembrava confermare questa sensazione.
Ma come già accaduto troppe volte nelle ultime stagioni, la Ferrari ha mostrato limiti di affidabilità e reattività strategica. Il crollo di Leclerc è stato solo l’ultimo di una lunga serie di momenti in cui l’occasione è svanita proprio quando tutto sembrava possibile. L’Hungaroring avrebbe potuto segnare una svolta psicologica ed emotiva per il team, ma si è trasformato in un’altra giornata storta da archiviare in fretta.
La seconda parte della stagione dovrà necessariamente segnare una discontinuità. Leclerc, deluso ma mai rassegnato, avrà bisogno di una monoposto solida e competitiva, mentre la Ferrari dovrà dimostrare di saper correggere gli errori in corso d’opera. Solo così si potrà sperare in un finale di campionato che regali finalmente ai tifosi della Rossa una vittoria attesa da troppo tempo.







