Auto elettriche e sostenibilità vanno nella stessa direzione

Quanto sostenibili sono le auto elettriche? I progressi tecnologici stanno rendendo queste auto sempre più ecologiche

auto elettriche e sostenibilità ambientale
Auto elettriche e sostenibilità ambientale

Il mercato delle auto elettriche sta subendo, giorno dopo giorno, una continua evoluzione in merito agli studi sulla sostenibilità ambientale in modo da impattare sempre meno sull’ambiente. Auto elettriche e sostenibilità vanno sempre più a braccetto grazie alle nuove tecnologie e i sistemi produttivi, il riciclo e seconda vita. Già da diverso tempo, ormai, molte case produttrici si stanno muovendo per trovare materiali a basso impatto ambientale e organizzare l’intera filiera in ottica sempre più green.

Ne sono un esempio gli abitacoli delle vetture di nuova generazione, realizzati con la plastica riciclata, o la produzione e smaltimento delle batterie elettriche (BEV) che trovano nuove soluzioni per limitare l’impatto ambientale. Sono sensibili al tema dell’eco-sostenibilità anche le case produttrici di pneumatici, come ad esempio la Michelin, che punta alla neutralità carbonica entro il 2050. Se da un lato le vetture a zero emissioni ovviano il problema dell’inquinamento, lo stesso non si può dire per l’intera filiera di produzione.

Le batterie delle BEV: nodo cruciale della sostenibilità

Tra le componenti auto maggiormente inquinanti ci sono le batterie elettriche, costose e difficili da smaltire. Per questo è però possibile ricorrere a delle soluzioni come il riciclo o la seconda vita. In più, nel corso degli anni, i metodi produttivi stanno diventando sempre meno impattanti sull’ambiente. Lo dimostra uno studio del 2020 mandato avanti dall’Università di Eindhoven, in Olanda. Secondo la ricerca, la CO2 emessa per produrre le celle a ioni di lito non supera, in media, gli 85 chili per kWh. Fino a qualche anno fa era quasi impossibile scendere al di sotto dei 100 chili per kWh, mentre adesso si può anche arrivare a scendere fino a circa 70 kg/kWh.

Un altro problema legato alla produzione delle batterie elettriche è quello di ricavare materie prime come il cobalto, nichel o le terre rare. Sono materiali necessari per realizzare la maggior parte degli apparecchi tecnologici che si usano quotidianamente, ma la loro estrazione ha un importante impatto ambientale. Ecco che i costruttori di BEV stanno trovando nuove soluzioni per utilizzarne il meno possibile: per esempio, nelle batterie LFP non è presente il cobalto.

Il futuro sono le batterie allo stato solido

Le celle allo stato solido potrebbero rappresentare una vera e propria rivoluzione per le batterie elettriche. Questa tecnologia permette di allungare la vita delle BEV di due o tre volte e far percorrere alla vettura più di un milione di chilometri. Il tutto, senza modificare di troppo i processi produttivi che resteranno, sostanzialmente, quasi gli stessi. In più, siccome le batterie allo stato solido godono di una maggiore densità energetica, permettono di ridurre la quantità di materie prime utilizzate. Allo stesso tempo, aumenteranno le prestazioni delle vetture.

Riciclo e second life

Un’altra soluzione che si sta adottando per ridurre le emissioni inquinanti è quella di riutilizzare le batterie dopo l’automobile. Come si è detto all’inizio, il loro smaltimento impatta negativamente sull’ambiente, per questo possono avere una seconda vita e diventare una risorsa piuttosto che un “problema”.

Ad oggi le celle delle BEV, una volta che raggiungono un’efficienza inferiore al 70%, non sono più adatte per il trasporto. Possono però essere riutilizzate presso gli impianti di stoccaggio stazionari che si alimentano con fonti rinnovabili e sono in grado di accumulare energia nelle fasi di produzione.

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