Nuovo Codice della strada, nelle code le auto dovranno lasciare spazio a moto e scooter

Con la riforma cambia la gestione delle code: sulle strade urbane previste corsie libere tra le auto per moto e scooter. Per chi non le lascia, multe e punti patente.

nuovo codice della strada auto in coda

Quando il traffico si blocca, gli automobilisti potrebbero essere chiamati a lasciare uno spazio libero tra le file per consentire il passaggio di moto e scooter. È una delle novità previste dalla riforma del Codice della strada, approvata in via preliminare dal Governo e sottoposta al passaggio parlamentare per i pareri previsti. Il nuovo meccanismo riguarda precise situazioni di congestione sulle strade urbane e introduce anche una sanzione per chi non rispetta l’obbligo: da 80 a 320 euro, accompagnata dalla perdita di due punti della patente. Attualmente, nessuna di queste novità è in vigore.

Per chi si muove quotidianamente nelle aree urbane, soprattutto nelle ore di punta, sarebbe un cambiamento concreto nel modo di affrontare code e rallentamenti. Il principio è semplice: invece di lasciare moto e ciclomotori a cercare autonomamente un passaggio tra specchietti e carrozzerie, saranno le automobili a dover assumere una posizione capace di creare un corridoio centrale. La regola, però, non scatterebbe in qualsiasi strada e nemmeno in ogni situazione di marcia su file parallele.

La proposta individua infatti condizioni precise, sia per il tipo di strada sia per lo stato del traffico. Il corridoio dovrà essere creato quando la circolazione è ferma o procede a bassissima velocità a causa di code e ingorghi. A beneficiarne saranno innanzitutto motocicli e ciclomotori a due ruote, ma lo stesso spazio potrà essere utilizzato, quando sufficientemente ampio, anche dai mezzi di polizia, soccorso e antincendio.

Dove dovrebbe essere creato il corridoio tra le auto

Uno degli aspetti più importanti riguarda il campo di applicazione della nuova regola. L’obbligo, nel caso venga approvato, non interessa indistintamente tutte le strade sulle quali le automobili procedono su più file. La disposizione prevista dall’articolo 51, comma 14, riguarda le strade urbane a carreggiate separate nelle quali la circolazione è organizzata su più corsie.

Per gli automobilisti è una distinzione sostanziale. Non basterà trovarsi in una coda perché la nuova disposizione trovi automaticamente applicazione: dovranno essere presenti anche le caratteristiche stradali previste. Quando queste condizioni coincidono con un arresto della circolazione oppure con una marcia a bassissima velocità dovuta alla congestione, cambierà il comportamento richiesto ai conducenti.

Nelle città interessate da un traffico intenso, la novità potrebbe incidere soprattutto sugli spostamenti quotidiani nei tratti urbani a più corsie. Sono proprio le code compatte a rendere oggi più complicato il passaggio delle due ruote, che spesso devono trovare spazio tra veicoli disposti in modo irregolare. La riforma prova a sostituire questa situazione con una disposizione più ordinata delle automobili.

Come devono spostarsi le auto durante una coda

La modalità prevista da quella che è attualmente una proposta è relativamente semplice. I conducenti che occupano la corsia più a sinistra devono mantenere la propria vettura il più possibile vicina al margine sinistro. Chi si trova invece sulla corsia più a destra deve avvicinarsi il più possibile al margine destro.

Lo spazio che si forma tra le file diventa così il corridoio destinato al transito delle due ruote. L’obiettivo è evitare che motociclisti e scooteristi debbano continuamente cambiare traiettoria per superare i veicoli fermi, passando alternativamente da un lato all’altro. In una situazione di traffico congestionato, una disposizione più regolare dovrebbe rendere più chiaro anche agli automobilisti dove aspettarsi il passaggio di moto e ciclomotori.

La prescrizione entra in gioco sia in caso di vero e proprio arresto della circolazione sia quando le auto continuano a muoversi, ma a velocità estremamente ridotta. Non è quindi necessario che il traffico sia completamente fermo. Anche una colonna che procede lentamente per effetto di un ingorgo può rientrare nelle condizioni considerate dalla proposta.

Nuovo codice della strada: il corridoio servirà a moto e ciclomotori

I principali destinatari dello spazio lasciato libero sono motocicli e ciclomotori a due ruote. Per chi utilizza quotidianamente moto o scooter negli spostamenti urbani, la novità punta a rendere meno improvvisato il passaggio attraverso il traffico congestionato. Non sarebbe più soltanto il motociclista a dover individuare di volta in volta il varco disponibile tra le automobili.

Il principio interviene su una situazione frequente nelle code: veicoli posizionati a distanze differenti dai margini delle corsie possono creare passaggi stretti, che obbligano le due ruote a continui spostamenti laterali. Con il nuovo schema, la disposizione delle auto dovrebbe invece contribuire a mantenere libero uno spazio più riconoscibile. Questo non significa creare una nuova corsia ordinaria, ma lasciare sufficiente spazio nelle specifiche condizioni previste.

Il corridoio assume inoltre una funzione che va oltre moto e scooter. Quando le sue dimensioni lo consentono, potrà essere utilizzato anche da altri mezzi, ampliando gli effetti della nuova organizzazione delle file durante le fasi di congestione.

Spazio anche per polizia, soccorso e antincendio

Tra i veicoli che possono transitare nello spazio creato tra le automobili rientrano quelli della polizia, del soccorso e dell’antincendio. La disposizione prevede questa possibilità se il corridoio è sufficientemente ampio. L’utilizzo è contemplato anche quando questi mezzi non sono impegnati in un urgente servizio d’istituto.

La nuova organizzazione avrebbe quindi una doppia funzione. Da una parte faciliterebbe il movimento delle due ruote quando le normali corsie sono occupate da lunghe colonne; dall’altra potrebbe mantenere uno spazio utilizzabile anche da determinati veicoli di servizio. Il tutto senza modificare la condizione essenziale che fa scattare la regola: traffico fermo o estremamente lento sulle strade urbane individuate dalla norma.

Per gli automobilisti, di conseguenza, diventerebbe importante prestare attenzione non soltanto alla distanza dal veicolo che precede, ma anche alla posizione laterale occupata nella corsia. È proprio da questo comportamento che dipende la possibilità di creare uno spazio centrale sufficientemente libero.

Nuovo codice della strada: multa fino a 320 euro e due punti in meno

La proposta non si limita a indicare il comportamento da seguire, ma introduce una specifica conseguenza per chi non lascia libero il corridoio. La sanzione prevista va da 80 a 320 euro. Alla multa si aggiunge la decurtazione di due punti dalla patente.

Il nuovo obbligo assumerebbe quindi un peso concreto anche dal punto di vista sanzionatorio. Per chi guida un’automobile nelle condizioni indicate dalla norma, ignorare la necessità di spostarsi verso il margine della propria corsia non sarebbe semplicemente un comportamento poco collaborativo. Diventerebbe una violazione con conseguenze sia economiche sia sul saldo punti della patente.

È però essenziale tenere presente il perimetro della disposizione. Non viene introdotto un obbligo generalizzato di spostarsi ogni volta che una moto sopraggiunge tra le file. Il meccanismo riguarda le strade urbane a carreggiate separate organizzate su più corsie e le situazioni di arresto o marcia a bassissima velocità causate da code e ingorghi.

Moto e scooter potranno usare anche la corsia di emergenza

La riforma interviene anche su un’altra situazione tipica del traffico congestionato, questa volta su autostrade e strade extraurbane. Il comma 12 apre infatti alla possibilità per motocicli e ciclomotori a due ruote di utilizzare la corsia di emergenza quando si verificano ingorghi, formazione di code o rallentamenti. Anche in questo caso vengono fissate condizioni precise.

La regola generale continua a vietare di circolare sulla corsia di emergenza o di occuparla anche soltanto in parte, salvo le situazioni consentite. In caso di blocco del traffico è prevista la possibilità di percorrerla per raggiungere l’uscita, ma soltanto a partire dal cartello di preavviso dello svincolo. Il transito non può quindi iniziare prima di 500 metri dall’uscita.

Per le due ruote viene aggiunta una deroga specifica nelle situazioni di congestione. In presenza di un ingorgo, di code o di rallentamenti, motocicli e ciclomotori a due ruote possono impegnare la corsia di emergenza procedendo a bassa velocità. Si tratta di una possibilità legata direttamente alle condizioni del traffico e non di un’apertura generalizzata della corsia di emergenza alla normale circolazione delle moto.

La priorità resta ai veicoli in emergenza

C’è una condizione fondamentale per l’utilizzo della corsia di emergenza da parte delle due ruote. Motociclisti e scooteristi devono essere sempre in grado di farsi da parte per lasciare transitare i veicoli in emergenza. La funzione primaria di quello spazio stradale rimane quindi tutelata.

Chi viaggia in moto non potrà considerare la corsia di emergenza come una corsia aggiuntiva da utilizzare liberamente quando il traffico rallenta. La possibilità è collegata a ingorghi, code e rallentamenti e impone una velocità contenuta. Soprattutto, la presenza di un mezzo di emergenza richiede che il passaggio venga liberato immediatamente.

Le due misure seguono così una logica comune, pur interessando contesti stradali differenti. In città sono le automobili a dover creare un corridoio tra le file; sulle autostrade e sulle strade extraurbane viene invece consentito alle due ruote di utilizzare, nelle circostanze stabilite, uno spazio già esistente. In entrambi i casi il traffico congestionato è la condizione che fa scattare la nuova disciplina.

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