Tipologie di autovelox: ecco come funzionano

Tipologie di autovelox: ecco come funzionano e quali sono, le differenze tra di loro

image tipologie di autovelox

Di seguito trovi le varie tipologie di autovelox e qual è il loro funzionamento.

Cos’è un autovelox?

Quando si parla di autovelox, si intende un dispositivo che ha il compito di rilevare l’andamento di un’autovettura. Non ne esiste solamente di un tipo, ma ce ne sono diversi sul mercato: la differenza principale è che ce ne sono alcuni fissi, altri mobili. Entrambe le categorie sono dotate di 2 fotocellule che segnalano la velocità con cui stava camminando un qualsiasi veicolo. Quando si verifica l’andamento, bisogna calcolare il 5% in meno rispetto il risultato finale, con il minimo di 5 chilometri.
Vediamo ora le varie categorie di autovelox.

Tipologie di autovelox: le fotocellule

Questo dispositivo è uno dei più diffusi: presenta al sua interno 2 fotocellule laser. Ecco come funziona. Un timer si attiva quando il veicolo pasa davanti la prima fotocellula, e si disattiva quando passa davanti la seconda.
Essendo nota la distanza tra una fotocellula e un’altra, allora si può calcolare la velocità del veicolo:

VELOCITA’=SPAZIO/TEMPO.

Oltre rilavare l’andamento del veicolo, questo tipo di autovelox presenta una fotocamera che rileva la targa ed il veicolo stesso.

L’autobox

Si tratta di postazioni metalliche statiche che in genere si trovano lungo i lati delle carreggiate. Il loro funzionamento è uguale identico a quello descritto per le fotocellule. Tutti i dati registrati vengono recuperati direttamente dagli agenti stradali e addirittura alcuni li trasmettono per via telematica.
Le informazioni sulla velocità di un veicolo vengono segnalate direttamente, in alcuni casi, alla pattuglia posizionata più in avanti.

tipologie di autovelox

Il telelaser

Questi macchinari sono mantenuti o da un operatore o da un supporto fisico. Hanno all’interno un laser di alta frequenza: lo si proietta verso il veicolo, e poi torna indietro. Un sensore ottico all’interno si occupa di misurare il segnale di ritorno.
Certi telelaser misurano la velocità seguendo il principio di Doppler, mentre altri misurano lo spazio che intercorre con il veicolo. Questo è possibile grazie al calcolo ottenuto dalla formula di cinematica del moto rettilineo uniforme:

DISTANZA = C x TEMPO,

dove “C” è la velocità della luce. Il tempo a cui si riferisce è quello utilizzato dal laser per “colpire” il veicolo e tornare.

Tipologie di autovelox: provida, radar, SICVE

Attraverso questo sistema, una videocamera rileva la velocità. Al momento, esistono solamente delle versioni mobili di questi dispositivi, usati principalmente dalla Polizia Stradale.
I radar invece sono una categoria non tanto diffusa n Italia. La velocità è data dall’impulso di un radar: si calcola il tempo impiegato per arrivare a un veicolo e tornare indietro. Il principio è lo stesso di un telelaser.
Il SICVE è l’acronimo di Sistema informativo per il controllo della velocità e viene anche detto Safety Tutor. Si tratta di un dispositivo che rileva la velocità con tanto di cronometro e fotocamera. Qualora non si dovessero rispettare i limiti imposti, allora le foto vengono inviate direttamente alla Polizia Stradale e chi è venuto meno al limite dovrà scontare la multa.

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