La normativa italiana consente ai proprietari di determinati veicoli di interesse storico e collezionistico di ottenere una targa storica conforme a quella associata al mezzo in passato. La possibilità riguarda soprattutto automobili e motocicli che, nel corso degli anni, sono stati reimmatricolati e hanno ricevuto una targa moderna, perdendo quella della prima immatricolazione o di una precedente fase della loro circolazione.
Non si tratta di scegliere liberamente una combinazione di lettere e numeri, né di applicare al veicolo una semplice riproduzione decorativa. La targa viene rilasciata attraverso una procedura amministrativa e deve corrispondere a una sigla già associata a quel preciso veicolo negli archivi della Motorizzazione o del Pubblico Registro Automobilistico. Il modello grafico riproduce inoltre le caratteristiche previste nel periodo storico di riferimento.
La disciplina è contenuta nel decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 4 agosto 2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 26 settembre 2023. Le procedure operative sono applicabili dal 25 novembre 2023 e regolano sia il recupero della targa di veicoli ancora immatricolati sia alcune operazioni di immatricolazione o reimmatricolazione di mezzi storici.
Che cos’è una targa storica
La targa storica è una targa ufficiale prodotta secondo il modello grafico corrispondente al periodo nel quale la relativa combinazione alfanumerica era stata assegnata al veicolo (in genere parliamo di un veicolo storico). Può quindi riprendere formati, colori, caratteri e impostazioni differenti rispetto alle targhe attualmente utilizzate sulle auto di nuova immatricolazione.
La caratteristica decisiva non è però soltanto l’aspetto estetico. Il numero richiesto deve essere già stato collegato al veicolo nella documentazione amministrativa o negli archivi pubblici. Non è possibile chiedere una targa appartenuta a un’altra automobile, selezionare una provincia soltanto per ragioni estetiche oppure inventare una combinazione coerente con l’anno di costruzione.
La procedura permette quindi di ristabilire un collegamento storico documentabile tra il mezzo e una sua precedente targa. Se l’istruttoria si conclude positivamente, il numero viene nuovamente associato al veicolo e riportato nel Documento Unico di circolazione e di proprietà.
Differenza tra targa storica ufficiale e replica
Una targa storica rilasciata attraverso la procedura ministeriale non deve essere confusa con una replica acquistata per esposizioni, raduni o utilizzi decorativi. La targa ufficiale è prodotta secondo le prescrizioni previste dalla normativa, viene registrata negli archivi pubblici e può essere utilizzata per la circolazione dopo il completamento della pratica.
Una riproduzione privata può imitare colori, caratteri e formato della vecchia targa, ma non sostituisce quella ufficialmente assegnata. Applicare su strada una targa non autorizzata può creare problemi di identificazione del veicolo e conseguenze amministrative. Una replica può quindi avere un valore estetico o collezionistico, ma non acquisisce validità soltanto perché riproduce fedelmente un numero storico.
È inoltre improprio parlare sempre di restituzione della “targa originale” in senso materiale. Il proprietario non riceve necessariamente lo stesso supporto metallico montato decenni prima, ma una nuova targa ufficiale che riproduce la combinazione alfanumerica e il modello grafico storicamente associati al mezzo.
Chi può richiedere la targa storica
La domanda deve essere presentata dal proprietario del veicolo oppure da un soggetto delegato attraverso uno Sportello Telematico dell’Automobilista. Il richiedente deve essere in grado di dimostrare la proprietà o la legittima disponibilità del mezzo e deve fornire la documentazione necessaria per l’immatricolazione, la reimmatricolazione o l’aggiornamento amministrativo richiesto.
Il semplice possesso materiale dell’automobile non è sufficiente. Prima di avviare la pratica è necessario controllare che la proprietà sia regolarmente registrata e che non esistano incongruenze tra numero di telaio, carta di circolazione, Documento Unico, certificato di proprietà o documenti precedenti. Le difformità devono essere chiarite prima che la Motorizzazione possa associare nuovamente la targa storica.
Il richiedente non deve necessariamente essere la stessa persona che possedeva il veicolo quando la targa venne assegnata in origine. La possibilità segue il veicolo e la sua storia amministrativa, non l’identità del precedente intestatario. Anche chi ha acquistato l’auto molti anni dopo può quindi presentare la domanda, purché siano rispettati tutti i requisiti.
Quali veicoli possono ottenere una targa storica
La disciplina riguarda i veicoli di interesse storico e collezionistico per i quali sia possibile individuare una precedente targa italiana. La procedura può interessare autoveicoli e motoveicoli, oltre alle ulteriori categorie espressamente contemplate dalle disposizioni ministeriali, con competenze amministrative che possono cambiare a seconda del tipo di mezzo.
Tra le situazioni più frequenti rientrano le automobili che possiedono ancora una regolare immatricolazione italiana ma che, in seguito a una precedente reimmatricolazione, circolano con una targa diversa da quella originaria. Possono essere interessati anche veicoli per i quali sia necessario effettuare una nuova immatricolazione o reimmatricolazione, a condizione che possano essere rispettati i requisiti tecnici e documentali previsti.
Il provvedimento non autorizza invece l’assegnazione casuale di targhe d’epoca a qualsiasi automobile con molti anni di anzianità. Il mezzo deve rientrare nella categoria amministrativa prevista e la sigla richiesta deve risultare storicamente collegata a quel telaio. La normativa distingue infatti l’età del veicolo dalla sua effettiva qualificazione come mezzo di interesse storico e collezionistico.
Auto e moto con più di vent’anni
In termini generali, per il riconoscimento dell’interesse storico e collezionistico viene considerata un’anzianità di almeno vent’anni, insieme all’iscrizione in uno dei registri riconosciuti nei casi in cui tale certificazione sia richiesta. L’età, da sola, non attribuisce automaticamente ogni qualifica amministrativa e non rende immediatamente possibile il rilascio della targa.
Occorre distinguere anche tra veicolo storico e veicolo d’epoca. Nel linguaggio comune le due espressioni vengono spesso utilizzate come sinonimi, ma il Codice della strada prevede categorie differenti. Un veicolo di interesse storico e collezionistico può essere ammesso alla normale circolazione rispettando i requisiti previsti, mentre un veicolo classificato d’epoca segue regole più restrittive ed è destinato principalmente alla conservazione e alla partecipazione a manifestazioni autorizzate.
La vecchia targa deve risultare negli archivi pubblici
Il requisito fondamentale è la possibilità di verificare che la targa richiesta sia stata effettivamente associata al veicolo. Il controllo può essere effettuato nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione, nell’archivio informatico del PRA oppure, per i mezzi più risalenti, nei registri cartacei disponibili.
Se la combinazione alfanumerica non risulta collegata a quel numero di telaio, l’amministrazione non può limitarsi ad accettare fotografie, targhe decorative, ricordi familiari o ricostruzioni non supportate dalla documentazione ufficiale. Questi elementi possono aiutare a ricostruire la storia del mezzo, ma la decisione dipende dall’esito delle verifiche amministrative.
Il decreto stabilisce infatti che la targa storica può essere rilasciata soltanto quando risulti essere già stata precedentemente associata al veicolo per il quale viene richiesta la pratica. Il principio impedisce l’assegnazione arbitraria di numeri storici e tutela la corrispondenza tra targa, telaio e documenti.
Come verificare la vecchia targa
Quando il proprietario non dispone di tutti i documenti precedenti, può essere utile richiedere una visura o un estratto cronologico al PRA. L’estratto cronologico ricostruisce le principali formalità registrate sul veicolo e può aiutare a individuare passaggi di proprietà, radiazioni, variazioni e precedenti targhe.
Per i veicoli molto vecchi, tuttavia, le informazioni potrebbero non essere interamente disponibili in formato digitale. Può quindi essere necessario estendere la ricerca agli archivi cartacei oppure produrre documentazione storica aggiuntiva. La presenza di una vecchia carta di circolazione, di un foglio complementare o di precedenti certificati può facilitare la verifica, ma non sostituisce l’istruttoria dell’ufficio competente.
Serve il Certificato di Rilevanza Storica?
Il Certificato di Rilevanza Storica e collezionistica, spesso indicato con la sigla CRS, è un documento che attesta le caratteristiche storiche e tecniche del veicolo. Può essere rilasciato dai registri individuati dalla normativa, tra cui ASI, Registro Storico Lancia, Registro Italiano Fiat, Registro Italiano Alfa Romeo e Registro Storico FMI per i motoveicoli.
Il CRS non deve però essere considerato automaticamente obbligatorio in ogni richiesta di targa storica. Secondo il vademecum pubblicato da ACI, per un veicolo già immatricolato e regolarmente circolante, il cui proprietario vuole recuperare una precedente targa originale, non è necessariamente richiesto presentare il Certificato di Rilevanza Storica nell’ambito della sola pratica di riassegnazione.
La situazione cambia quando la richiesta è collegata all’immatricolazione o alla reimmatricolazione di un veicolo che deve essere qualificato come di interesse storico e collezionistico. In queste pratiche il CRS può diventare indispensabile per attestare l’identità, le caratteristiche tecniche e la rilevanza storica del mezzo, insieme agli altri documenti richiesti dalla disciplina applicabile.
Che cosa certifica il CRS
Il Certificato di Rilevanza Storica riporta i dati identificativi del veicolo, le principali caratteristiche tecniche, l’anno di costruzione e le informazioni utili a descriverne la configurazione. Per ottenerlo, il mezzo viene normalmente esaminato attraverso documentazione, fotografie e controlli previsti dal registro scelto.
Il certificato non è soltanto un riconoscimento collezionistico. In determinate procedure viene utilizzato per aggiornare la carta di circolazione, reimmatricolare un veicolo o accedere alle agevolazioni previste dalla normativa nazionale e regionale. Questi benefici, tuttavia, non sono automatici e possono dipendere dal luogo di residenza, dall’età del mezzo e dall’annotazione del certificato sui documenti.
Il CRS non è la stessa cosa della targa storica
Il CRS e la targa storica hanno funzioni differenti. Il primo certifica la rilevanza storica e le caratteristiche del veicolo; la seconda identifica amministrativamente il mezzo attraverso una combinazione già utilizzata in passato e riprodotta con la grafica prevista per il relativo periodo.
Un’automobile può quindi possedere un CRS e continuare a circolare con una targa moderna. Allo stesso modo, nelle casistiche ammesse dalla procedura, il proprietario di un mezzo già immatricolato può chiedere la riassegnazione della precedente targa senza che il CRS rappresenti necessariamente il documento centrale della pratica.
Quali documenti servono per richiedere la targa storica
La documentazione può cambiare in base alla situazione del veicolo. Un’auto regolarmente immatricolata, revisionata e dotata di documenti aggiornati segue una procedura diversa rispetto a un mezzo radiato, privo di carta di circolazione o proveniente da una collezione senza una situazione amministrativa pienamente ricostruita.
Per i veicoli già immatricolati, la documentazione di base comprende normalmente:
- domanda di immatricolazione o reimmatricolazione predisposta secondo la procedura applicabile;
- documento di identità e codice fiscale dell’intestatario;
- carta di circolazione o Documento Unico attualmente valido;
- titolo di proprietà o documentazione equivalente;
- prova della revisione valida o certificazione del controllo tecnico richiesto;
- eventuale delega, quando la pratica viene presentata da un intermediario;
- attestazioni dei pagamenti previsti;
- eventuali documenti storici utili a individuare la precedente targa.
ACI indica, tra gli allegati essenziali per i veicoli già immatricolati, il titolo di proprietà, i documenti di circolazione e la certificazione dell’esito positivo del controllo tecnico. Quando la revisione è valida, l’annotazione già presente sul documento può assolvere questa funzione.
Documenti utili per ricostruire la storia del veicolo
Oltre agli allegati obbligatori, può essere utile raccogliere ogni documento capace di ricostruire la precedente identità amministrativa del mezzo. Tra questi rientrano vecchie carte di circolazione, fogli complementari, certificati di proprietà, estratti cronologici, atti di vendita, denunce di smarrimento e copie di precedenti pratiche di reimmatricolazione.
Anche fotografie storiche nelle quali la targa risulti chiaramente leggibile possono avere un valore documentale, ma non garantiscono da sole l’accoglimento della domanda. L’ufficio deve comunque verificare la corrispondenza nei propri archivi e accertare che non vi siano ostacoli all’associazione del numero richiesto.
Documenti per veicoli da reimmatricolare
Quando il veicolo non è più regolarmente immatricolato, la documentazione può comprendere il CRS, il titolo di proprietà, la prova della provenienza, i documenti tecnici disponibili e la certificazione del controllo necessario per la reimmissione in circolazione. Possono essere richiesti ulteriori allegati in base alla causa della radiazione, all’assenza dei documenti o alla provenienza italiana o estera del mezzo.
Queste casistiche richiedono una valutazione specifica e non devono essere affrontate come una semplice duplicazione della targa. La targa storica viene infatti rilasciata contestualmente alla corretta immatricolazione o reimmatricolazione del veicolo, dopo l’esito positivo dei controlli tecnici e amministrativi.
Che cosa controllare prima di presentare la domanda
Prima di sostenere i costi della pratica è consigliabile verificare la corrispondenza tra numero di telaio e documentazione, individuare con precisione la targa storica richiesta e accertare che il veicolo disponga di un titolo di proprietà regolare. È inoltre opportuno controllare la validità della revisione e capire se la specifica situazione richieda il Certificato di Rilevanza Storica.
Una visura PRA o un estratto cronologico possono evitare di avviare una richiesta basata su dati incompleti. Nei casi più complessi conviene rivolgersi preventivamente a uno Sportello Telematico dell’Automobilista, a un Ufficio della Motorizzazione Civile oppure a un’agenzia di pratiche automobilistiche con esperienza nel settore storico.
La targa storica non viene assegnata automaticamente in base all’età dell’auto o al suo valore collezionistico. Serve una corrispondenza verificabile negli archivi, una situazione proprietaria regolare e una pratica coerente con lo stato amministrativo del veicolo. Preparare correttamente i documenti è quindi il primo passaggio per evitare richieste di integrazione, sospensioni o rigetti.
Come richiedere la targa storica: procedura passo dopo passo
Ottenere una targa storica non significa semplicemente sostituire quella attuale con una riproduzione in stile vintage. La procedura è regolata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e prevede una serie di verifiche amministrative finalizzate ad accertare l’identità del veicolo, la sua storia e il diritto a riutilizzare una determinata combinazione alfanumerica.
L’iter può cambiare leggermente in base alla situazione del veicolo. Un’auto già immatricolata segue un percorso diverso rispetto a un mezzo radiato o da reimmatricolare, ma le fasi principali restano sostanzialmente le stesse.
1. Verificare che il veicolo possieda i requisiti
Il primo controllo riguarda la posizione amministrativa dell’automobile o della moto. È necessario verificare che il veicolo possa essere considerato di interesse storico e collezionistico secondo la normativa vigente e che la vecchia targa sia effettivamente riconducibile a quel numero di telaio.
Prima di presentare qualsiasi domanda conviene raccogliere tutta la documentazione disponibile: carta di circolazione, Documento Unico, eventuali libretti precedenti, estratti cronologici, atti di vendita e ogni altro documento utile a ricostruire la storia del mezzo.
2. Verificare la precedente targa
Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio la vecchia targa. La Motorizzazione e il PRA devono poter accertare che quella combinazione sia stata realmente assegnata al veicolo in passato.
Per questo motivo è spesso consigliabile richiedere un estratto cronologico al Pubblico Registro Automobilistico. Questo documento permette di ricostruire gran parte della storia amministrativa del mezzo e, quando disponibile, facilita l’istruttoria.
3. Ottenere il Certificato di Rilevanza Storica se necessario
Qualora la pratica lo richieda, bisognerà ottenere il Certificato di Rilevanza Storica presso uno dei registri riconosciuti dalla normativa.
Nel caso di veicoli già immatricolati e semplicemente interessati al recupero della precedente targa, il CRS non è sempre indispensabile. Diverso è invece il caso delle reimmatricolazioni o dei veicoli che devono essere nuovamente iscritti alla circolazione.
4. Presentare la domanda
La richiesta può essere presentata presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista oppure presso un Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile.
Alla domanda devono essere allegati tutti i documenti richiesti dalla procedura, oltre alle ricevute dei pagamenti previsti.
5. Verifica da parte della Motorizzazione
Una volta ricevuta la pratica, gli uffici effettuano una serie di controlli amministrativi e tecnici.
Tra questi rientrano:
- verifica della proprietà del veicolo;
- controllo del numero di telaio;
- corrispondenza della vecchia targa negli archivi;
- completezza della documentazione;
- regolarità della revisione quando prevista.
Qualora emergano incongruenze o documentazione incompleta, l’ufficio può richiedere integrazioni prima di concludere il procedimento.
6. Rilascio della targa storica
Se tutti i controlli hanno esito positivo, viene prodotta la nuova targa conforme al modello storico e viene aggiornato il Documento Unico di circolazione e proprietà.
Da quel momento il veicolo potrà circolare con la targa storica ufficiale rilasciata secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Quanto costa richiedere una targa storica
Il costo complessivo della pratica dipende dalla tipologia di veicolo e dagli eventuali servizi aggiuntivi, come l’assistenza di un’agenzia di pratiche automobilistiche o il rilascio del Certificato di Rilevanza Storica quando necessario.
Per la sola procedura ministeriale sono previsti importi stabiliti dalla normativa. A questi possono aggiungersi eventuali spese per visure, estratti cronologici o documentazione integrativa.
| Veicolo | Costo della pratica ministeriale |
|---|---|
| Autovettura | 549 euro |
| Motociclo | 274,50 euro |
I costi possono essere aggiornati dal Ministero nel tempo. Prima di presentare la domanda è sempre consigliabile verificare gli importi più recenti presso la Motorizzazione Civile oppure sul portale dell’Automobilista.
Quanto costa il Certificato di Rilevanza Storica
Qualora sia necessario ottenere il CRS, bisogna considerare anche il costo richiesto dal registro storico scelto. L’importo non è fissato dalla normativa ministeriale e varia in base all’ente che rilascia il certificato, all’eventuale iscrizione associativa e al tipo di veicolo.
Per questo motivo è opportuno richiedere un preventivo direttamente al registro competente prima di avviare la pratica.
Quanto tempo serve per ottenere la targa storica
Non esiste un termine identico valido per tutte le richieste.
I tempi dipendono da numerosi fattori:
- completezza della documentazione;
- complessità della storia amministrativa del veicolo;
- necessità di consultare archivi storici;
- carico di lavoro degli uffici competenti;
- eventuale richiesta del Certificato di Rilevanza Storica.
Una pratica semplice, relativa a un veicolo già immatricolato e perfettamente documentato, può concludersi molto più rapidamente rispetto a un’auto radiata o reimmatricolata molti anni prima.
Quando invece occorre ricostruire l’intera storia amministrativa del mezzo attraverso archivi cartacei o documentazione incompleta, l’istruttoria può richiedere tempi sensibilmente più lunghi.
Targa storica per auto reimmatricolate
Uno dei casi più frequenti riguarda le automobili che nel corso della loro vita sono state reimmatricolate. In queste situazioni il veicolo continua a esistere amministrativamente, ma ha perso la targa originaria ricevendone una nuova, spesso con un formato molto più moderno.
La normativa consente, quando ne ricorrono i presupposti, di recuperare proprio quella precedente targa, restituendo al veicolo un elemento importante della sua identità storica.
È necessario però che la vecchia combinazione risulti effettivamente associata a quel telaio negli archivi pubblici. Non è sufficiente conoscere il numero oppure possedere una fotografia della vettura.
L’istruttoria verifica infatti tutta la storia amministrativa del mezzo prima di autorizzare il rilascio della targa storica.
È possibile ottenere la targa storica su un veicolo radiato?
Sì, ma la situazione è più complessa rispetto a quella di un veicolo già regolarmente immatricolato.
Prima di poter ottenere la targa storica è infatti necessario completare la procedura di reimmatricolazione prevista dalla normativa. Durante questa fase vengono verificati la provenienza del mezzo, il titolo di proprietà, la documentazione tecnica, il numero di telaio e gli eventuali certificati richiesti.
Solo al termine dell’istruttoria, e soltanto se risultano soddisfatti tutti i requisiti previsti dal decreto, la Motorizzazione può rilasciare una targa storica conforme a quella precedentemente associata al veicolo.
Ogni caso, tuttavia, presenta caratteristiche differenti. La documentazione disponibile e il motivo della radiazione possono influire in maniera significativa sull’intera procedura.
Anche le moto possono ottenere la targa storica?
Sì. La normativa non riguarda esclusivamente le automobili, ma consente anche ai proprietari di motocicli storici di richiedere il rilascio della targa storica quando ricorrono tutti i requisiti previsti.
La procedura è sostanzialmente analoga a quella prevista per le auto, anche se la documentazione richiesta può cambiare in funzione della tipologia del mezzo e della sua situazione amministrativa.
Anche per le moto valgono gli stessi principi fondamentali: la precedente targa deve poter essere ricostruita attraverso gli archivi pubblici e il veicolo deve possedere i requisiti previsti dalla disciplina sui mezzi di interesse storico e collezionistico.
I costi della pratica risultano inoltre inferiori rispetto a quelli previsti per le autovetture, come indicato nella tabella precedente.






