Alzi la mano chi si è chiesto cos’è la calandra almeno una volta nella vita: anche se siamo tutti automobilisti, la maggior parte di noi non conosce tutte le parti dell’automobile, anche se siamo certamente in grado di rabboccare i fluidi e sostituire le lampadine fulminate dei gruppi ottici di vecchia concezione. Oggi rispondiamo proprio a questa domanda.
Definizione di calandra
Parliamo di una parte dell’auto, forse quella più distintiva di ogni modello: si tratta della prosecuzione verticale del cofano anteriore. Insomma, detto “volgarmente”, parliamo del “muso” della nostra auto dove vengono posizionati i gruppi ottici con i fanali, le mascherine, il logo della casa automobilistica, le prese d’aria, eventuali cromature, la targa ed eventuali fendinebbia anteriori. Anche il paraurti ne fa parte.
La calandra raccorda l’area del motore con quella del semiasse. Ha una funzione estetica (è qua che le case automobilistiche si sbizzarriscono maggiormente definendo la propria identità) e una funzione “materiale” perché copre il radiatore.
A cosa serve?
Come già detto in precedenza, la calandra è una parte fondamentale dell’auto. Definisce, con il suo design, l’identità estetica del modello e quindi della casa automobilistica. E’ come un’impronta digitale: solo osservando la calandra, senza neanche guardare il logo, possiamo dire qual è il modello e di quale casa automobilistica stiamo parlando. Per esempio, le case automobilistiche tedesche Audi, Bmw e Mercedes hanno delle calandre impossibili da confondere.
Il loro stile, anche con qualche cambiamento, viene riprodotto su tutti i modelli e ciò rende riconoscibile il marchio. Altre case automobilistiche, invece, adottano un sistema contrario: i loro modelli sono talmente differenti l’uno dall’altro che non possono avere uno “stile calandra unico”, ma ogni modello avrà la sua calandra specifica, anch’essa estremamente riconoscibile: si pensi per esempio alla Fiat, alla Citroen e alla Ds. L’altra funzione della calandra è protettiva: copre il motore e il radiatore, ma fa anche passare l’aria.
Com’è fatta?
I suoi elementi sono i componenti della parte frontale dell’auto: la parte finale del cofano, i gruppi ottici, il paraurti, la griglia, le prese d’aria, i fendinebbia.
Le domande più gettonate sulla calandra
La calandra può essere sostituita con un modello diverso (ad esempio, sportivo o di design) legalmente?
La sostituzione della calandra con un modello diverso, sportivo o di design, è legale solo se il componente installato rispetta tutte le normative previste dal Codice della Strada e non modifica caratteristiche omologate del veicolo. In generale, è possibile cambiare la calandra purché la nuova mantenga identiche dimensioni, non alteri la struttura frontale e non interferisca con sistemi di sicurezza come airbag, radar ADAS, sensori di parcheggio o dispositivi per la frenata automatica.
Le case produttrici e alcuni marchi aftermarket offrono calandre omologate, progettate per essere compatibili con i sensori e rispettare vincoli su spigoli vivi e materiali. Se la modifica influisce sull’omologazione originale, potrebbe essere necessario aggiornare la carta di circolazione tramite collaudo presso la Motorizzazione. Le calandre illuminate, metalliche o con inserti non conformi possono essere considerate non omologate e comportare sanzioni e revisione straordinaria. È quindi sempre opportuno verificare la certificazione del componente e rivolgersi a officine specializzate per un montaggio corretto, evitando rischi legati sia alla sicurezza sia alle normative stradali in caso di controlli.
Quanto costa in media sostituire la calandra in caso di danno (ad esempio, per un piccolo urto)?
Il costo medio per sostituire una calandra danneggiata varia in base al modello dell’auto, al tipo di materiale e alla presenza di sensori integrati. Per vetture di fascia economica o utilitarie, una calandra semplice in plastica può costare tra cento e duecento euro come ricambio originale, mentre le versioni aftermarket possono risultare leggermente più economiche. Nei modelli di fascia media il prezzo può aumentare sensibilmente, soprattutto se la calandra include cromature, griglie complesse o elementi estetici specifici.
Nelle auto premium o sportive, il costo può facilmente superare i quattrocento o seicento euro, arrivando oltre mille euro quando sono presenti sensori radar per i sistemi ADAS integrati nella struttura frontale. A questi importi occorre aggiungere la manodopera, generalmente compresa tra cinquanta e centocinquanta euro a seconda della complessità del montaggio. Se il danno deriva da urto e l’assicurazione copre la riparazione, la sostituzione potrebbe avvenire con pagamento della sola franchigia. In assenza di copertura, il costo totale può risultare significativo.

Quali sono i problemi più comuni che possono verificarsi con la calandra attiva (Active Grille Shutter)?
La calandra attiva (Active Grille Shutter) è un sistema progettato per migliorare aerodinamica ed efficienza regolando automaticamente l’apertura delle lamelle frontali. Tuttavia può essere soggetta a diversi problemi. Uno dei più frequenti riguarda il blocco delle lamelle, causato da sporco, ghiaccio, sale o piccoli detriti che impediscono il corretto movimento del meccanismo. Anche i motorini elettrici o gli attuatori possono guastarsi, generando errori diagnostici e lasciando la calandra in una posizione fissa non ottimale. Sensori malfunzionanti o falsi segnali possono attivare spie sul cruscotto e limitare la funzionalità del sistema.
In inverno il ghiaccio può congelare le lamelle, provocando sforzi eccessivi sui componenti meccanici. Software non aggiornato o comunicazioni interrotte con la centralina possono influire sulla gestione delle temperature del motore e dell’aerodinamica. Un guasto alla calandra attiva può portare a consumi maggiori, raffreddamento insufficiente o inefficiente e riduzione delle prestazioni in condizioni estreme. La manutenzione periodica e il controllo visivo riducono il rischio di problemi e preservano la funzionalità del sistema.
L’apertura della calandra influisce sull’aerodinamica e sui consumi dell’auto?
L’apertura della calandra influisce in modo significativo sull’aerodinamica e sui consumi, poiché modifica la quantità di aria che entra nel vano motore. Quando la calandra è completamente aperta, l’auto oppone una maggiore resistenza aerodinamica, aumentando il coefficiente di attrito e quindi il consumo di carburante, soprattutto alle alte velocità. Per questa ragione molte vetture moderne utilizzano sistemi di calandra attiva che chiudono automaticamente le lamelle quando non è necessario un raffreddamento intenso, migliorando efficienza e stabilità.
Con la calandra chiusa, il flusso d’aria scorre più pulito sulla carrozzeria riducendo turbolenze e ottimizzando le prestazioni del motore. In situazioni di guida urbana o durante il riscaldamento del propulsore, la chiusura aiuta anche a raggiungere più rapidamente la temperatura ideale. Al contrario, in condizioni di forte carico o alte temperature la calandra si apre per garantire adeguato raffreddamento, sacrificando leggermente l’efficienza a favore della protezione meccanica. Questo bilanciamento dinamico consente una gestione più intelligente del consumo energetico.
In che modo i sistemi ADAS (sensori e telecamere) sono integrati nella calandra moderna?
Nelle auto moderne la calandra è diventata un elemento strategico per l’integrazione dei sistemi ADAS, ospitando sensori e telecamere necessari al funzionamento delle tecnologie di assistenza alla guida. Molti costruttori collocano il radar frontale dietro la parte centrale della calandra, protetto da materiali plastici compatibili con la trasmissione delle onde radio senza interferenze. Questi sensori permettono funzioni come frenata automatica d’emergenza, cruise control adattivo e monitoraggio della distanza dal veicolo che precede.
Alcune calandre integrano anche telecamere ad alta definizione per sistemi di visione a 360 gradi, riconoscimento dei segnali stradali e mantenimento attivo della corsia. Per garantire il corretto funzionamento di tali dispositivi, la calandra deve rispettare precise specifiche strutturali e di trasparenza elettromagnetica, evitando materiali metallici o forme che potrebbero distorcere il segnale. Anche vibrazioni, urti o piccole deformazioni possono compromettere l’allineamento dei sensori, rendendo necessarie calibrazioni dopo interventi di sostituzione. L’integrazione ADAS ha trasformato la calandra da elemento estetico a componente tecnologico essenziale per la sicurezza attiva.
È possibile riparare le rotture o le crepe sulla calandra in plastica o è sempre necessaria la sostituzione?
La possibilità di riparare una calandra in plastica dipende dall’entità del danno, dal materiale utilizzato e dalla posizione della rottura. Crepe superficiali o piccoli cedimenti possono essere riparati con tecniche professionali di saldatura plastica, resine bicomponenti o rinforzi interni, restituendo una buona solidità strutturale e un aspetto uniforme dopo la verniciatura. Tuttavia, se la calandra è realizzata in materiali particolarmente rigidi o fragili, come alcune plastiche rinforzate, la riparazione può risultare meno efficace e poco duratura.
Nei casi in cui il danno coinvolga supporti di fissaggio, zone sottili o parti vicine ai sensori ADAS, la sostituzione completa è spesso consigliata per garantire sicurezza e corretta funzionalità. Riparazioni improvvisate possono compromettere stabilità aerodinamica o ostacolare il lavoro dei sensori frontali. La sostituzione diventa quasi obbligatoria quando la calandra monta elementi integrati come radar, cromature complesse o griglie attive. Un tecnico specializzato può valutare caso per caso la soluzione più adatta.







