Prezzi carburanti, benzina e diesel in lieve calo: rincari per GPL e metano, finisce il tetto di IP e Tamoil

Il 4 novembre benzina self a 2,007 €/l e diesel a 2,235 €/l. Salgono GPL e metano, mentre IP e Tamoil interrompono i tetti commerciali.

Prezzi carburanti
PH AI

I prezzi dei carburanti in Italia registrano un lieve calo per benzina e gasolio, mentre GPL e metano continuano ad aumentare. Il 4 novembre 2026 la benzina self service costa in media 2,007 euro al litro sulla rete stradale ordinaria, contro i 2,235 euro del diesel. Il GPL sale a 0,802 euro al litro e il metano raggiunge 2,122 euro al chilogrammo. Intanto cambia la politica commerciale delle principali compagnie petrolifere: IP e Tamoil hanno interrotto i tetti ai prezzi dal 1° novembre, mentre Eni e Q8 mantengono iniziative di contenimento con modalità differenti.

Prezzi benzina e diesel oggi: le medie del 4 novembre 2026

Le rilevazioni pubblicate il 4 novembre mostrano una riduzione contenuta dei prezzi medi dei carburanti tradizionali. La benzina self service scende a 2,007 euro al litro, con un calo di 0,2 centesimi rispetto al giorno precedente, mentre il gasolio si attesta a 2,235 euro, in diminuzione di 0,4 centesimi. Il diesel continua quindi a costare circa 22,8 centesimi al litro in più rispetto alla benzina.

La situazione è differente per i carburanti gassosi. Il GPL raggiunge 0,802 euro al litro, in aumento di 0,9 centesimi, superando la soglia degli 80 centesimi per la prima volta dal 3 giugno. Anche il metano registra un incremento, arrivando a 2,122 euro al chilogrammo dopo un rialzo di 1,1 centesimi.

Carburante Prezzo medio Variazione giornaliera
Benzina self 2,007 €/l -0,2 cent/l
Diesel self 2,235 €/l -0,4 cent/l
GPL 0,802 €/l +0,9 cent/l
Metano 2,122 €/kg +1,1 cent/kg

I valori si riferiscono alla rete stradale nazionale e alle modalità di vendita indicate nella rilevazione ripresa da Il Tempo. Sono medie, perciò il prezzo effettivamente praticato da un distributore può essere superiore o inferiore. Anche la distinzione tra self service e servito rimane importante, perché il rifornimento effettuato dall’operatore comporta generalmente un costo maggiore.

Prezzi carburanti in autostrada: gasolio sopra 2,28 euro al litro

Sulla rete autostradale i prezzi medi rimangono superiori a quelli della viabilità ordinaria per benzina, gasolio e GPL. Al 4 novembre la benzina self in autostrada costa 2,033 euro al litro, mentre il diesel raggiunge 2,281 euro. Entrambi registrano una lieve diminuzione rispetto al giorno precedente, rispettivamente di 0,1 e 0,2 centesimi al litro.

Il GPL si attesta a 0,905 euro al litro, mentre il metano registra una media di 1,962 euro al chilogrammo. Quest’ultimo valore è inferiore alla media della rete stradale ordinaria, ma il confronto va letto considerando il numero e la distribuzione degli impianti che commercializzano metano in autostrada. Le medie non indicano quindi che ogni distributore autostradale sia più conveniente per questo carburante.

Carburante Rete ordinaria Autostrada
Benzina self 2,007 €/l 2,033 €/l
Diesel self 2,235 €/l 2,281 €/l
GPL 0,802 €/l 0,905 €/l
Metano 2,122 €/kg 1,962 €/kg

Per un pieno da 50 litri, la differenza tra le medie della rete ordinaria e dell’autostrada corrisponde a circa 1,30 euro per la benzina e 2,30 euro per il diesel. Sono calcoli basati sulle medie rilevate, senza considerare eventuali sconti o promozioni del singolo impianto. La scelta del distributore può incidere sulla spesa più della differenza media tra le due reti.

Prezzi carburanti: benzina sotto i 2 euro nell’82% dei distributori

Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riportati da Automoto.it il 3 novembre, 16.336 distributori vendevano benzina a meno di 2 euro al litro. Il numero corrisponde a circa l’82% degli impianti considerati nella rilevazione, comprendendo rete stradale e autostradale. Il dato mostra che molti automobilisti possono trovare prezzi inferiori alla media nazionale, anche se questa rimane leggermente sopra la soglia dei 2 euro.

Per il diesel la situazione è meno favorevole. Gli impianti con un prezzo inferiore a 2,20 euro al litro erano 8.432, pari a circa il 42% del campione. La differenza evidenzia come il gasolio rimanga relativamente più costoso e come la distribuzione dei prezzi sul territorio sia diversa rispetto a quella della benzina.

La percentuale dell’82% è una fotografia della rilevazione riportata il 3 novembre, mentre le medie presentate nelle tabelle precedenti sono quelle del 4 novembre. Non deve quindi essere interpretata come una quota aggiornata automaticamente a ogni giornata. I listini dei singoli impianti possono cambiare anche più rapidamente delle medie nazionali.

IP e Tamoil, dal 1° novembre termina il tetto commerciale ai prezzi

La novità principale sul fronte delle politiche commerciali riguarda IP e Tamoil, che hanno concluso il 31 ottobre le iniziative di contenimento dei prezzi adottate nelle settimane precedenti. Dal 1° novembre non risultano proroghe dei precedenti tetti commerciali, introdotti per limitare i rincari alla pompa. Le compagnie tornano quindi a determinare i listini senza quelle specifiche soglie di riferimento.

La fine del tetto non comporta automaticamente un aumento dello stesso importo per tutti i distributori. I prezzi continuano a dipendere dalle quotazioni dei prodotti raffinati, dagli approvvigionamenti e dalle decisioni commerciali dei singoli operatori. Un impianto può quindi mantenere un prezzo contenuto anche dopo la conclusione dell’iniziativa, mentre un altro può modificarlo in risposta alle condizioni di mercato.

Eni e Q8: le iniziative proseguono fino al 31 dicembre 2026

La situazione è diversa per Eni e Q8, che hanno confermato la prosecuzione delle proprie iniziative fino alla fine del 2026. Eni indica come riferimenti 1,99 euro al litro per la benzina e 2,25 euro per il gasolio, ma il sistema tiene conto dell’andamento delle quotazioni e delle condizioni di approvvigionamento. I valori non devono quindi essere interpretati come prezzi fissi garantiti indistintamente in ogni punto vendita.

Anche Q8 mantiene un intervento di contenimento fino al 31 dicembre, adottando però modalità differenziate in funzione delle caratteristiche della rete e delle condizioni operative. Non è previsto un unico prezzo massimo nazionale applicabile automaticamente a tutti i distributori del marchio. Per conoscere il costo effettivo rimane necessario controllare il listino dell’impianto interessato.

 

GPL e metano in aumento: quali conseguenze per chi li utilizza

Gli aumenti del GPL e del metano seguono una direzione diversa rispetto al lieve calo di benzina e diesel. Il GPL supera quota 0,80 euro al litro e il metano oltrepassa i 2,12 euro al chilogrammo sulla rete ordinaria, secondo la rilevazione del 4 novembre. Per gli automobilisti che utilizzano quotidianamente queste alimentazioni, gli incrementi incidono sul costo dei rifornimenti, anche se la convenienza rispetto alla benzina dipende dal consumo del singolo veicolo.

Il confronto non può essere effettuato considerando soltanto il prezzo alla pompa. Un’automobile alimentata a GPL consuma generalmente più litri di carburante rispetto alla modalità benzina, mentre il metano viene venduto al chilogrammo e richiede una valutazione basata sui consumi specifici. Per stabilire il costo per 100 chilometri occorre quindi utilizzare valori omogenei e aggiornati, riferiti alla stessa automobile o a versioni confrontabili.

La situazione conferma l’importanza di valutare il costo di utilizzo nel suo complesso, soprattutto per chi percorre molti chilometri ogni anno. Il prezzo più basso per litro non garantisce automaticamente la stessa proporzione di risparmio sulla distanza percorsa. Vanno considerati anche disponibilità dei distributori, frequenza dei rifornimenti e caratteristiche della motorizzazione.

Come trovare benzina e diesel più economici vicino a casa

La differenza tra il prezzo medio nazionale e quello praticato dai distributori più convenienti rende utile confrontare le stazioni di servizio prima di fare rifornimento. Il servizio Prezzi Carburanti CarX permette di consultare i prezzi comunicati dagli impianti e confrontare benzina, diesel, GPL e metano, verificando le informazioni disponibili per le diverse aree geografiche. Le rilevazioni devono sempre essere confrontate con il prezzo esposto al distributore al momento dell’acquisto.

Un risparmio di 5 centesimi al litro equivale a 2,50 euro su un rifornimento da 50 litri. Se la differenza tra due distributori raggiunge 10 centesimi, il vantaggio sale a 5 euro sullo stesso pieno. Sono esempi aritmetici che mostrano l’effetto del confronto dei listini, senza considerare gli eventuali costi aggiuntivi di un percorso più lungo per raggiungere la stazione scelta.

Per comprendere il peso della fiscalità sul prezzo finale è disponibile anche l’approfondimento CarX sul taglio delle accise sul diesel e sulle modifiche agli sconti fiscali. Le accise rappresentano una componente del prezzo alla pompa, insieme al costo industriale del carburante, ai margini della distribuzione e all’IVA. Le medie giornaliere continuano a variare anche quando le aliquote fiscali rimangono invariate.

Vota