Stellantis rilancia sull’Italia: fabbriche, motori e futuro industriale

L’Italia resta centrale per Stellantis: investimenti, motori Euro 7, ibrido, occupazione e nuovi modelli definiscono la strategia industriale del gruppo.

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L’Italia continua a rappresentare un pilastro centrale nella strategia industriale e di mercato di Stellantis, non solo per ragioni storiche ma anche per il ruolo concreto che il Paese riveste nei piani produttivi, tecnologici e occupazionali del gruppo. A ribadirlo è stato Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, intervenendo al Tavolo Automotive convocato dal Ministero delle Imprese, un momento di confronto che ha riunito istituzioni, imprese, Regioni, associazioni di categoria e rappresentanze sindacali. In un contesto globale complesso e segnato da profonde trasformazioni dell’industria automobilistica, l’Italia emerge come uno dei territori chiave su cui Stellantis intende continuare a investire, sviluppare competenze e garantire continuità industriale.

La centralità dell’Italia si inserisce in una fase di transizione tecnologica che non riguarda soltanto il passaggio all’elettrificazione, ma anche la ridefinizione delle strategie produttive, la valorizzazione delle motorizzazioni ibride e l’adattamento alle normative ambientali più stringenti. Stellantis ha chiarito che la propria strategia non sarà monolitica, ma basata sulla libertà di scelta tecnologica, un approccio che assegna agli stabilimenti italiani un ruolo fondamentale nella produzione di modelli, motori e componenti destinati sia al mercato nazionale sia a quello europeo.

Motori, ibrido e continuità industriale: il nodo Termoli

Uno degli elementi più significativi della strategia di Stellantis in Italia riguarda lo stabilimento di Termoli, destinato a rimanere operativo anche oltre il 2030 grazie a un importante piano di investimenti sui motori GSE FireFly. Questi propulsori, aggiornati per rispettare la normativa Euro 7, rappresentano una delle chiavi tecnologiche per prolungare la vita del motore endotermico in una forma evoluta e compatibile con gli obiettivi ambientali europei.

Il sistema mild hybrid a 48 Volt consente di ridurre le emissioni e migliorare l’efficienza complessiva, rendendo i FireFly una soluzione strategica per l’attuale e futura gamma del gruppo. Stellantis ha confermato che i motori prodotti a Termoli saranno destinati a modelli presenti e futuri, assicurando volumi importanti e continuità occupazionale. Accanto ai motori, lo stabilimento continuerà a produrre i nuovi cambi e-DCT, componenti chiave per le architetture ibride di ultima generazione.

La decisione di investire su Termoli è stata presa indipendentemente dalle scelte ancora in corso sulla strategia delle Gigafactory ACC, a dimostrazione della volontà di Stellantis di non abbandonare il tessuto industriale italiano ma di rafforzarlo attraverso produzioni considerate centrali per il futuro del gruppo.

Melfi e la piattaforma STLA Medium come leva di rilancio

Lo stabilimento di Melfi è al centro di una trasformazione profonda che ruota attorno alla piattaforma STLA Medium, progettata per ospitare un’ampia gamma di modelli elettrici e ibridi. L’obiettivo dichiarato è quello di saturare la capacità produttiva dello stabilimento attraverso un mix equilibrato di modelli premium e di volume, rafforzando la competitività del sito nel panorama europeo.

Nel corso del 2025 sono già entrati in produzione modelli chiave come la DS N°8 e la nuova Jeep Compass, con la conseguente riattivazione del secondo turno di lavoro. Il percorso di crescita proseguirà nel 2026 con il debutto di un nuovo modello DS e della Lancia Gamma, proposta sia in versione elettrica sia ibrida, confermando la volontà di Stellantis di mantenere una pluralità di soluzioni tecnologiche.

Entro il 2028 è previsto l’arrivo di un ulteriore nuovo modello, a testimonianza di una pianificazione industriale di medio-lungo periodo che rafforza il ruolo di Melfi come uno degli hub strategici del gruppo in Italia.

Mirafiori tra ibrido e nuova generazione della Fiat 500

Mirafiori rappresenta uno dei simboli più forti della presenza di Stellantis in Italia e continua a essere al centro dei piani del gruppo. La produzione della Fiat 500 Hybrid è prevista in forte crescita, con un incremento del 28% già nel 2025 e un ulteriore aumento dei volumi a partire dal 2026. Questo andamento positivo è legato alla rinnovata attenzione verso le motorizzazioni ibride, considerate una leva fondamentale per rispondere alle esigenze del mercato europeo.

Guardando più avanti, entro il 2030 è attesa la nuova generazione della Fiat 500, un modello destinato a svolgere un ruolo strategico nell’identità del marchio e nella produzione italiana. L’incremento dei volumi produttivi consentirà anche l’attivazione del secondo turno di lavoro, con importanti ricadute occupazionali.

Cassino e Modena: il rilancio dei brand premium italiani

Lo stabilimento di Cassino è coinvolto nella fase di transizione strategica che Stellantis sta gestendo dopo il ridimensionamento dell’approccio full electric. Qui è confermato l’arrivo della nuova Maserati Grecale, un modello che rappresenta un tassello fondamentale per il rilancio del marchio del Tridente. Accanto a Grecale, Cassino continua a produrre serie speciali già lanciate di Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mantenendo attiva una produzione ad alto valore aggiunto.

A Modena, invece, rientra la produzione di Maserati GranCabrio e GranTurismo, affiancata dal lancio della Bottega Fuoriserie, un progetto che valorizza l’artigianalità e la personalizzazione come elementi distintivi del brand. Il futuro di Maserati sarà delineato nel nuovo piano strategico, ma il ruolo degli stabilimenti italiani resta centrale per l’identità e il posizionamento del marchio.

Atessa e i veicoli commerciali come asset strategico

Il sito di Atessa continua a rappresentare un punto di riferimento per la produzione dei veicoli commerciali di grandi dimensioni. È stato annunciato il ripristino parziale del terzo turno, con una produzione che supera i 200 veicoli al giorno. L’attività è focalizzata sulla nuova generazione di LCV, un segmento che continua a offrire volumi rilevanti e stabilità industriale, contribuendo in modo significativo al peso produttivo dell’Italia all’interno di Stellantis.

Occupazione, investimenti e innovazione

Uno degli aspetti più rilevanti della strategia di Stellantis in Italia riguarda l’occupazione. Grazie a una rinnovata politica di allocazione produttiva e a piani di uscita incentivati, a partire dal 2026 è prevista una riduzione della cassa integrazione in diversi stabilimenti. Nel solo 2025 sono stati assunti quasi 500 nuovi dipendenti, di cui 150 ingegneri, mentre per il 2026 l’obiettivo è replicare il numero di inserimenti, con oltre 400 nuove assunzioni previste a Mirafiori.

Sul fronte dell’innovazione, Stellantis ha investito in Italia circa 1 miliardo di euro nel 2025 in ricerca e sviluppo, una cifra che rappresenta oltre la metà degli investimenti globali del gruppo. Nello stesso periodo sono state depositate quasi 400 domande di brevetto, confermando il ruolo dell’Italia come polo centrale per l’innovazione tecnologica.

Il legame con la filiera nazionale resta altrettanto forte, con oltre 7 miliardi di euro di acquisti effettuati da fornitori italiani nel 2025, un impegno che Stellantis ha già confermato anche per il 2026. Questo rapporto con l’indotto rappresenta un elemento chiave per la sostenibilità dell’intero ecosistema automotive italiano.

Una strategia industriale in un contesto complesso

Nonostante i segnali positivi, Stellantis ha riconosciuto che il contesto rimane complesso. Il costo dell’energia e quello del lavoro continuano a rappresentare fattori critici per la competitività industriale dell’Italia, scoraggiando nuovi investimenti. In questo scenario, il Tavolo Automotive viene visto come un’opportunità per unire le forze e difendere un’industria considerata fondamentale non solo per l’economia nazionale, ma anche per la transizione tecnologica europea.

La strategia di offrire libertà di scelta sulle motorizzazioni, combinando elettrico, ibrido ed endotermico evoluto, viene indicata come uno degli elementi chiave per affrontare le sfide del mercato. I primi risultati di questa impostazione iniziano a emergere anche a livello globale, con performance positive in Sud America, segnali di ripresa in Nord America e una posizione di leadership in Europa nel segmento ibrido.

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