Il mese di dicembre 2025 si preannuncia complicato per chi si sposta in Italia, con un fitto calendario di scioperi dei trasporti che interesseranno treni, aerei, autobus, metro, traghetti e persino il personale delle autostrade. Dopo un autunno segnato da forti tensioni nel settore, ottobre e novembre hanno già registrato numerose astensioni dal lavoro e il clima non sembra destinato a placarsi prima della pausa natalizia. Nonostante la legge preveda la cosiddetta “tregua natalizia”, che vieta gli scioperi nei giorni a ridosso delle festività, la prima metà del mese sarà segnata da mobilitazioni che rischiano di creare disagi significativi ai viaggiatori, soprattutto a chi si muove per lavoro o per raggiungere i propri cari in vista delle feste.
L’elenco degli scioperi di dicembre 2025 è in costante aggiornamento, poiché alcune sigle sindacali potrebbero aggiungere nuove date nelle prossime settimane. Tuttavia, già ora il quadro delineato mostra un intreccio di agitazioni che coinvolge tutti i principali comparti del trasporto nazionale, con punte di particolare criticità tra il 9 e il 17 dicembre. Dai lavoratori delle aziende di trasporto pubblico locale al personale ferroviario, dagli addetti aeroportuali ai marittimi, il mese sarà scandito da stop a catena che richiederanno una pianificazione attenta degli spostamenti.
Scioperi di dicembre 2025: un mese ad alta tensione. Si parte con il trasporto pubblico locale
La prima ondata di scioperi interesserà il trasporto pubblico locale. Il 9 dicembre 2025 è prevista un’astensione di 24 ore del personale Atac, la società che gestisce autobus, tram e metropolitane nella Capitale. Lo sciopero è stato proclamato dal sindacato Sul e comporterà una sospensione del servizio per l’intera giornata, con possibili disagi soprattutto nelle ore di punta. Roma si prepara quindi a una giornata di traffico intenso e di difficoltà per chi utilizza quotidianamente i mezzi pubblici per recarsi al lavoro o a scuola. Il blocco del trasporto urbano nella metropoli romana rappresenta uno degli appuntamenti più critici del mese, considerando anche l’elevata affluenza di turisti in questo periodo.
Treni fermi il 12 dicembre: doppia mobilitazione nazionale
Il secondo fronte caldo riguarda il trasporto ferroviario. Il 12 dicembre 2025 sarà infatti una giornata chiave per il settore, con due distinti scioperi che coinvolgeranno ampie fasce del personale. Il primo è quello proclamato dalla Cgil nell’ambito dello sciopero generale, che interesserà il personale ferroviario in tutto il Paese per un totale di 21 ore, dalle 00:01 alle 21:00. L’iniziativa si inserisce in un contesto di protesta più ampio che tocca anche altri settori dell’economia, ma per i trasporti avrà un impatto immediato sulla circolazione di treni regionali e a lunga percorrenza.
Nella stessa giornata, un secondo sciopero è stato indetto da Orsa Ferrovie e Fast-Confsal per il personale di RFI Manutenzione Infrastrutture delle unità territoriali Sud e Nord Doit Verona. La protesta durerà otto ore, dalle 9:01 alle 17:00, e riguarderà la manutenzione delle linee ferroviarie, con potenziali ripercussioni sulla regolarità del traffico. La coincidenza tra i due scioperi renderà il 12 dicembre una delle giornate più delicate per il sistema ferroviario nazionale, con probabili cancellazioni e ritardi diffusi su numerose tratte.
Il cielo italiano tra stop e proteste: 1 e 17 dicembre sotto osservazione
Il comparto aereo si conferma uno dei più esposti alle agitazioni di fine anno. Già il 1° dicembre 2025 si aprirà con uno sciopero di quattro ore, dalle 10:30 alle 14:30, del personale della società ASC Handling presso l’aeroporto di Catania, proclamato dalla sigla UGL-Ta. Si tratta di un’azione limitata ma simbolicamente rilevante, che anticipa la giornata di mobilitazioni più intensa: il 17 dicembre. In quella data, infatti, sono previste numerose astensioni coordinate che coinvolgeranno diverse compagnie aeree e società di gestione aeroportuale, in una mobilitazione che rischia di paralizzare gli scali italiani per diverse ore.
Nello specifico, il 17 dicembre incroceranno le braccia i dipendenti della società Enav ACC di Roma, il centro di controllo del traffico aereo, con uno sciopero di quattro ore dalle 13:00 alle 17:00 proclamato da Filt-Cgil, Ugl-Ta e Fast-Confsal. Allo stesso orario, parteciperanno anche i lavoratori delle aziende di handling associate ad Assohandlers, responsabili dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti italiani, con un’astensione organizzata da Flai Trasporti e Servizi.
Alla protesta del 17 dicembre aderiranno inoltre diverse compagnie aeree. Tra queste, la ITA Airways, con il personale di volo e di terra che si fermerà per quattro ore, sempre dalle 13:00 alle 17:00, su iniziativa di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Ugl-Ta, Anpac e Anp. A loro si aggiungeranno gli equipaggi e gli assistenti di volo di Vueling, sostenuti da Filt-Cgil, Uilt-Uil, Anpac e Usb Lavoro Privato, e il personale di terra di Air France e KLM, rappresentato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil e Ugl-Ta.
Il 17 dicembre sarà dunque una giornata di forte impatto per il settore aereo, con la sovrapposizione di scioperi multipli che interesseranno compagnie di bandiera, operatori internazionali e personale di supporto a terra. Le quattro ore di fermo potrebbero causare cancellazioni e ritardi su vasta scala, coinvolgendo sia i voli nazionali sia quelli internazionali in partenza o in arrivo negli aeroporti italiani.
Scioperi nel trasporto marittimo: stop di 48 ore per Tirrenia e Moby
Non solo aerei e treni: anche il trasporto marittimo sarà coinvolto nelle agitazioni di dicembre. Dal pomeriggio del 9 dicembre, alle 15:00, fino alle 14:59 dell’11 dicembre, si fermerà per 48 ore il personale marittimo e amministrativo delle compagnie Tirrenia CIN e Moby. Lo sciopero è stato proclamato dalle sigle Federmar-Cisal, UGL Mare e Usb e interesserà le tratte nazionali di collegamento marittimo, con possibili disagi per i passeggeri diretti verso le isole maggiori e minori. La protesta, che arriva in un periodo cruciale per il traffico passeggeri e merci, mette in evidenza le tensioni nel settore, legate a questioni contrattuali e alle condizioni di lavoro del personale navigante.
Disagi anche sulle autostrade: il caso siciliano
Il primo dicembre sarà segnato anche da uno sciopero di quattro ore del personale del Consorzio Autostrade Siciliane, proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt-Uil. L’astensione avverrà a fine turno e rappresenta una mobilitazione regionale, ma è significativa per il contesto generale di crescente malcontento nel settore delle infrastrutture stradali. Lo stop potrebbe comportare disagi limitati alla viabilità, ma sottolinea l’estensione delle agitazioni a tutto il comparto dei trasporti, dai cieli al mare, dalle rotaie alle autostrade.
La tregua natalizia e i rischi per le festività
Nonostante la molteplicità delle proteste programmate, la legge italiana tutela la mobilità durante le festività grazie alla cosiddetta tregua natalizia, che vieta gli scioperi nei giorni immediatamente precedenti e successivi al Natale, estendendosi fino all’Epifania. Questo significa che, dopo il 17 dicembre, non potranno essere proclamate nuove astensioni fino al 6 gennaio 2026, garantendo una pausa di stabilità nei collegamenti durante il periodo più critico per i viaggiatori. Tuttavia, la concentrazione degli scioperi nella prima metà del mese aumenta il rischio di disservizi e congestioni nei giorni che precedono l’inizio della tregua.
La “tregua” non basta però a dissipare la tensione generale che si respira nel settore. Le rivendicazioni sindacali che stanno alla base delle proteste variano da comparto a comparto, ma ruotano intorno a tematiche comuni: sicurezza, rinnovo dei contratti, orari di lavoro e retribuzioni. La complessità del quadro rende difficile una soluzione immediata, mentre le conseguenze per gli utenti finali si traducono in possibili cancellazioni, riduzioni di servizio e rallentamenti.
Un dicembre di passione per i pendolari e i viaggiatori
Nel complesso, dicembre 2025 si annuncia come un mese di passione per pendolari, turisti e lavoratori che dipendono dai trasporti pubblici. I giorni più critici saranno quelli centrali, tra il 9 e il 17 dicembre, con un crescendo di scioperi che interesserà quasi ogni settore del trasporto italiano. Roma, con lo stop Atac, sarà la prima città a misurarsi con i disagi del trasporto urbano; seguiranno le due giornate di blocco del settore marittimo, lo sciopero generale ferroviario del 12 dicembre e infine la maxi-protesta del comparto aereo del 17 dicembre, destinata a coinvolgere centinaia di voli.
Per i cittadini sarà fondamentale restare informati e pianificare con attenzione i propri spostamenti, consultando i siti ufficiali delle compagnie di trasporto e le comunicazioni delle autorità. Le aziende, dal canto loro, dovranno garantire i servizi minimi essenziali previsti per legge, mentre i sindacati manterranno il diritto di manifestare nel rispetto dei limiti imposti dalla normativa. Il bilanciamento tra diritto di sciopero e diritto alla mobilità si conferma ancora una volta uno dei nodi più complessi della gestione dei trasporti pubblici in Italia.
Con il calendario già fitto e ulteriori proclamazioni possibili, l’inizio di dicembre sarà dunque un banco di prova per la tenuta del sistema logistico nazionale. E se la tregua natalizia porterà un temporaneo sollievo, resta da capire se il nuovo anno si aprirà con un ritorno alla normalità o con nuove mobilitazioni pronte a ripartire subito dopo l’Epifania.







