Carburanti, gasolio vicino a 2,9 euro in autostrada e punte oltre 3,1 euro

Il gasolio servito arriva a 2,899 euro al litro su alcune autostrade e supera 3,1 euro in alcuni impianti della rete ordinaria. Crescono anche i costi per camion e trasporto aereo.

prezzi carburanti
PH AI

I prezzi dei carburanti tornano a salire. Il gasolio torna, dunque, a pesare sui rifornimenti, con valori che in modalità servito arrivano a 2,899 euro al litro in alcuni impianti autostradali e segnalazioni superiori a 3,1 euro sulla rete ordinaria. I livelli più elevati riguardano singoli distributori e non rappresentano quindi il prezzo medio nazionale, ma fotografano comunque una fase delicata per automobilisti e imprese di trasporto. I dati, diffusi da Ansa, arrivano dal monitoraggio del Codacons sui listini comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e diffuso il 19 settembre.

Le tensioni sui mercati energetici legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran stanno interessando anche il settore dell’aviazione. I dati Eurocontrol mostrano un aumento del 18% del prezzo medio del carburante per gli aerei nell’arco di due settimane, con valori tornati vicino ai massimi raggiunti ad aprile. Il quadro si allarga quindi dalla pompa di benzina ai costi dell’autotrasporto e del trasporto aereo.

Per chi viaggia in auto, il dato più immediato resta quello esposto nei prezzi dei distributori. Sulle autostrade A11, A12 e A21 il diesel servito ha raggiunto 2,899 euro al litro, mentre sulla viabilità ordinaria sono stati comunicati valori ancora più elevati. Proprio su questi ultimi prezzi il Codacons chiede una verifica per stabilire se corrispondano alle tariffe effettivamente applicate o se derivino da errori nella trasmissione dei dati al Mimit.

Prezzi carburanti: gasolio a 2,899 euro sulle autostrade A11, A12 e A21

Nel monitoraggio del Codacons del 19 settembre, il livello di 2,899 euro al litro viene raggiunto in alcuni impianti presenti sulla A11 Viareggio-Lucca, sulla A12 Sestri-Livorno e sulla A21 Torino-Piacenza. Si tratta di prezzi relativi al gasolio in modalità servito. Negli stessi impianti la benzina supera i 2,7 euro al litro.

Il fenomeno non si limita alle tre tratte che raggiungono il valore massimo. Sono infatti tredici le autostrade nelle quali il Codacons segnala distributori con gasolio servito oltre la soglia di 2,8 euro. La situazione interessa collegamenti distribuiti in diverse aree del Paese, dalle direttrici settentrionali fino alle tratte che attraversano il Centro e il Sud.

Sulla A4 Milano-Brescia il gasolio servito arriva a 2,874 euro al litro, mentre sulla Tangenziale di Napoli raggiunge 2,864 euro. A14 Bologna-Bari-Taranto e A22 Brennero-Modena arrivano entrambe a 2,859 euro. Sono valori ricavati dai listini comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e analizzati dal Codacons.

Tredici autostrade con prezzi carburanti superiori a 2,8 euro

Autostrada Prezzo gasolio servito Fonte
A11 Viareggio-Lucca 2,899 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
A12 Sestri-Livorno 2,899 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
A21 Torino-Piacenza 2,899 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
A4 Milano-Brescia 2,874 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
Tangenziale di Napoli 2,864 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
A14 Bologna-Bari-Taranto 2,859 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
A22 Brennero-Modena 2,859 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
Diramazione A8/A26 2,844 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
A1 Milano-Napoli 2,839 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
A15 Parma-La Spezia 2,829 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
A24 Roma-L’Aquila 2,829 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
A13 Bologna-Padova 2,819 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit
A5 Aosta-Quincinetto 2,814 €/l Codacons, dati comunicati al Mimit

Tutti i valori della tabella appartengono allo stesso monitoraggio del Codacons e possono quindi essere confrontati direttamente. Sulla diramazione A8/A26 il prezzo arriva a 2,844 euro, mentre sulla A1 Milano-Napoli tocca 2,839 euro. A15 Parma-La Spezia e A24 Roma-L’Aquila raggiungono entrambe 2,829 euro al litro, seguite da A13 Bologna-Padova con 2,819 euro e A5 Aosta-Quincinetto con 2,814 euro.

La presenza di valori superiori a 2,8 euro su più direttrici rende il costo del rifornimento un elemento da considerare anche nella pianificazione di un viaggio. La modalità servito rimane quella interessata dai valori indicati e non deve essere confusa con il prezzo medio nazionale del diesel. Si tratta di singoli prezzi rilevati presso determinati impianti.

Ancora più alti sono alcuni carburanti diesel speciali presenti nel monitoraggio Codacons. Sulla A4 Venezia-Trieste l’Hi-Q Diesel arriva a 3,048 euro al litro, mentre sulla A21 Torino-Piacenza il Supreme Diesel raggiunge 3,019 euro. In questi casi viene quindi superata la soglia dei tre euro anche sulla rete autostradale.

Sulla rete ordinaria segnalato diesel fino a 3,189 euro

Anche i valori della rete ordinaria provengono dal monitoraggio Codacons dei listini comunicati dai gestori al Mimit. A Belvedere di Spinello, in provincia di Crotone, è stato comunicato un prezzo di 3,189 euro al litro per il diesel normale servito. Nello stesso impianto il prodotto Oro Diesel risulta indicato a 3,269 euro al litro.

Un’altra segnalazione riguarda la provincia di Cuneo, dove sei distributori IP hanno comunicato un prezzo di 3,103 euro al litro per il diesel normale. Sono cifre nettamente superiori ai livelli già elevati registrati negli impianti autostradali. Il Codacons ha però chiesto al Mimit di verificare se si tratti di prezzi effettivamente praticati oppure di errori nella comunicazione dei dati.

Da Avellino a Milano, altri distributori con prezzi carburanti vicini ai 3 euro

Il Codacons segnala altri prezzi elevati sulla rete ordinaria. A Torella dei Lombardi, in provincia di Avellino, il gasolio servito arriva a 2,999 euro al litro, praticamente sulla soglia dei tre euro. A Prato viene indicato un valore di 2,997 euro.

A Petralia Soprana, in provincia di Palermo, si registrano 2,899 euro al litro, mentre ad Atessa, in provincia di Chieti, il valore raggiunge 2,896 euro. A Leonessa, nel Reatino, il gasolio servito arriva invece a 2,889 euro. Anche in questi casi si tratta di valori riferiti a singoli impianti e non di medie territoriali.

Tra le altre segnalazioni figurano Taranto, con 2,819 euro al litro, e Milano, con 2,810 euro. La distribuzione geografica dei prezzi mostra quindi episodi di forte rincaro in aree molto diverse del Paese. Il confronto tra questi valori appartiene allo stesso quadro di rilevazione.

Antitrust, non rilevate irregolarità nella formazione dei prezzi

Sulla formazione dei prezzi è intervenuta anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, dopo un esposto presentato dal Codacons. La risposta dell’Antitrust, resa nota dall’associazione dei consumatori, non ha rilevato irregolarità nella formazione dei prezzi alla pompa. La valutazione riguarda il funzionamento complessivo del mercato e va tenuta distinta dalle verifiche richieste sui singoli prezzi particolarmente elevati.

Il prezzo finale dei carburanti dipende infatti da numerose componenti che possono variare quotidianamente. Le variazioni del listino alla pompa non possono quindi essere determinate automaticamente osservando soltanto una delle componenti che formano il prezzo. Nel quadro esaminato non è emersa una maggiore omogeneità delle condotte degli operatori rispetto al periodo precedente alla crisi.

Questo non elimina la questione dei valori superiori a 3,1 euro comunicati da alcuni impianti. Su quei prezzi specifici il Codacons ha chiesto al Mimit di verificare se si tratti di tariffe realmente praticate o di errori nella trasmissione dei dati. Sono quindi due aspetti distinti: il funzionamento generale della formazione dei prezzi e l’attendibilità di alcune singole comunicazioni.

Autotrasporto, oltre 11.200 euro in più per ogni camion da febbraio

Per valutare l’impatto sull’autotrasporto il riferimento arriva da Confartigianato Trasporti. Tra febbraio e settembre il prezzo industriale del gasolio al netto delle tasse è aumentato del 54,3%. Per le imprese che utilizzano mezzi pesanti, dove i consumi sono inevitabilmente molto superiori a quelli di una normale vettura, l’impatto economico cresce rapidamente.

Le rilevazioni di Confartigianato Trasporti prendono come riferimento un camion con serbatoio da 900 litri e una percorrenza stimata di 3.000 chilometri al mese. Il costo di un pieno è passato da 1.503,78 euro a febbraio a 1.971,61 euro a metà settembre, con una differenza di 467,83 euro per singolo rifornimento. Considerando quattro pieni mensili, il maggiore esborso raggiunge 1.871,32 euro al mese per veicolo.

Nel periodo compreso tra febbraio e settembre, il costo aggiuntivo complessivo calcolato da Confartigianato Trasporti arriva a 11.227,92 euro per ciascun camion. Per un’impresa che gestisce più mezzi il conto può quindi aumentare velocemente. Il caro gasolio diventa in questo modo una voce diretta dei costi operativi dell’autotrasporto.

Carburante degli aerei, Eurocontrol rileva un +18% in due settimane

Per il trasporto aereo il riferimento è invece l’European Aviation Overview di Eurocontrol relativo alla settimana dal 7 al 13 settembre. L’11 settembre il prezzo medio del carburante per aerei ha raggiunto 4,58 dollari per gallone. Rispetto alle due settimane precedenti, l’incremento è stato del 18%.

Il dato Eurocontrol descrive quindi una variazione concentrata in un intervallo temporale molto più breve rispetto al confronto utilizzato per l’autotrasporto. Il prezzo del jet fuel è tornato ad avvicinarsi ai massimi raggiunti ad aprile, dopo una rapida accelerazione. Le tensioni sui mercati energetici si riflettono così anche sui costi sostenuti dall’aviazione.

La distinzione temporale è importante. Il +18% del carburante aereo riguarda le due settimane precedenti all’11 settembre, mentre i dati dell’autotrasporto confrontano febbraio con settembre. I due valori descrivono quindi dinamiche diverse e non devono essere messi direttamente sullo stesso piano.

Traghetti e voli, aumenti rispetto a febbraio

Per le altre principali voci legate ai trasporti, i dati arrivano da uno studio CRC-Assoutenti e utilizzano febbraio come riferimento. Le tariffe dei traghetti risultano aumentate del 54,2%, mentre i prezzi dei voli intercontinentali sono superiori del 36,7%. I biglietti aerei europei registrano invece un incremento del 26,5%.

Nello stesso confronto temporale, i voli nazionali aumentano del 24,6%. Non tutti questi incrementi possono essere attribuiti esclusivamente al costo del carburante, ma si collocano nella stessa fase di pressione sui prezzi dell’energia e dei trasporti. Il confronto con febbraio consente comunque di mantenere omogenea la lettura delle variazioni.

Lo studio CRC-Assoutenti segnala aumenti anche sul fronte energetico. Il gasolio da riscaldamento registra un incremento del 31,6%, mentre il gas naturale distribuito attraverso la rete cresce del 27,8%. La dinamica dei prezzi si estende quindi oltre la mobilità e coinvolge altre spese sostenute dalle famiglie.

Dai carburanti ai prezzi al consumo

Il quadro elaborato da CRC-Assoutenti comprende anche categorie non direttamente legate ai trasporti. Tra gli aumenti più marcati figurano alcuni prodotti informatici: schede di memoria e chiavette USB registrano un incremento del 58,5% nell’arco di sei mesi. Gli accessori per informazione e comunicazione, tra cui caricabatterie, power bank e cavi, aumentano invece del 27%.

Nel quadro elaborato dal CRC, l’impatto associato al conflitto in Medio Oriente viene quantificato in un’incidenza del 2,8% sull’indice dei prezzi al dettaglio. A parità di consumi, l’aggravio potenziale viene stimato in 926 euro all’anno per famiglia. Se i prezzi dovessero mantenersi sui livelli considerati, la stima del costo complessivo per le famiglie italiane arriverebbe a 24,6 miliardi di euro entro la fine dell’anno.

Per chi utilizza quotidianamente l’auto, tuttavia, il segnale più immediato rimane quello dei carburanti monitorati dal Codacons. Il gasolio servito vicino a 2,9 euro in diversi impianti autostradali rappresenta già una spesa concreta, mentre le punte superiori a 3,1 euro comunicate sulla rete ordinaria richiedono ulteriori verifiche. Sono valori puntuali e vanno quindi distinti dalle variazioni percentuali calcolate su periodi più lunghi.

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