Con la sessione di prove collettive sul circuito di Yas Marina, Pirelli ha ufficialmente chiuso la lunga stagione di Formula 1 2025, proiettandosi verso il futuro con la nuova gamma di pneumatici pensata per il campionato 2026. L’appuntamento di Abu Dhabi, organizzato subito dopo l’ultimo Gran Premio dell’anno, ha rappresentato il culmine di un programma di sviluppo durato mesi, volto a perfezionare mescole e costruzioni in vista della prossima generazione di monoposto. Il costruttore milanese ha scelto di presentare durante la giornata di test anche la nuova veste grafica che accompagnerà le gomme nelle prossime stagioni, segnando così un ulteriore passo nell’evoluzione del proprio prodotto tecnico e della propria identità visiva nel mondo delle corse.
Una giornata di test cruciale per validare le mescole definitive
Le prove di Abu Dhabi hanno coinvolto sia i piloti ufficiali sia dieci giovani talenti, impegnati in una giornata di intenso lavoro in pista. A partire dalle 9 del mattino, i piloti titolari sono scesi in pista con mule car appositamente modificate per montare le nuove gomme Pirelli 2026, mentre i rookie hanno utilizzato le vetture della stagione appena conclusa. Le mule car, private della nuova aerodinamica attiva prevista dal regolamento 2026, sono state equipaggiate solo con il DRS e hanno girato in gran parte con un limitatore di velocità fissato a 300 km/h per ridurre il carico aerodinamico e simulare condizioni di riferimento più realistiche. Solo alcune vetture dotate del sistema Straight Line Mode anteriore, già sperimentato nei test precedenti, hanno potuto girare senza limitazioni di velocità, rispettando però le zone di attivazione stabilite dalla FIA.
Per la sessione, le squadre avevano a disposizione un set di C2 e tre set per ciascuna delle mescole C3, C4 e C5, oltre a un treno di gomme intermedie. Non era previsto alcun programma vincolante, così da permettere ai team di gestire liberamente le prove e di raccogliere dati coerenti con le proprie necessità di sviluppo. L’obiettivo principale per Pirelli era quello di mettere alla prova, per la prima volta, l’intera gamma definitiva delle mescole 2026 in configurazione collettiva, dopo mesi di test individuali svolti nel corso della stagione. Le analisi dei dati serviranno a confermare le differenze di prestazione e degrado tra i diversi livelli di mescola e a validare il comportamento termico, la resistenza al surriscaldamento e la capacità di contrastare il graining, aspetti fondamentali in vista della prossima era tecnica della Formula 1.
Le nuove gomme Pirelli 2026: innovazione e prestazioni controllate
La nuova gamma Pirelli 2026 rappresenta l’evoluzione più avanzata del costruttore italiano nell’ambito della Formula 1. Le gomme sono state progettate con un’impronta ridotta sull’asfalto, una scelta che consente di migliorare la gestione termica e di diminuire il rischio di surriscaldamento. Allo stesso tempo, la struttura interna è stata completamente ripensata per ottimizzare la rigidità laterale e la resistenza alle alte velocità, garantendo una migliore stabilità anche nelle condizioni di carico variabile previste con la futura aerodinamica attiva. Le nuove mescole offrono una finestra di utilizzo più ampia e un degrado più prevedibile, caratteristiche fondamentali per consentire ai team di pianificare strategie di gara più flessibili.
Dal punto di vista estetico, Pirelli ha svelato anche la nuova grafica delle coperture, che accompagnerà le stagioni successive. Un restyling che modernizza l’aspetto dei pneumatici, mantenendo la riconoscibilità immediata delle mescole attraverso le tradizionali colorazioni. L’obiettivo, come ha spiegato Mario Isola, Direttore Motorsport di Pirelli, è quello di unire la funzione tecnica all’impatto visivo, esaltando la connessione tra innovazione, sostenibilità e design, tre pilastri centrali della filosofia Pirelli Motorsport.
Parla Mario Isola: “Una giornata fondamentale per lo sviluppo”
“La giornata di test è stata un’ottima opportunità per tutte le squadre di provare i pneumatici definitivi 2026, le cui mescole saranno formalmente confermate lunedì prossimo”, ha dichiarato Mario Isola al termine della sessione. Il responsabile Pirelli ha sottolineato come durante il 2025 i team abbiano potuto provare singolarmente diverse versioni di prototipi in differenti fasi di sviluppo, dalla sola struttura fino alle varianti di mescola, ma che questa fosse la prima occasione per testare l’intera gamma in pista contemporaneamente. L’uso delle mule car, già impiegate nei test di sviluppo con le stesse limitazioni di velocità, ha consentito un confronto diretto con i dati raccolti in precedenza, offrendo una panoramica chiara dell’evoluzione delle gomme.
Isola ha inoltre evidenziato come l’attenzione principale del 2025 sia stata rivolta alla riduzione del degrado e del rischio di graining, due fattori che rappresentano le sfide più importanti per i pneumatici moderni. “I nostri ingegneri hanno potuto verificare l’effettiva differenza di prestazione tra le mescole e il loro livello di degrado, elementi chiave per garantire una coerenza tecnica tra i vari set di gomme. Le analisi sull’impronta ridotta ci hanno permesso di comprendere meglio anche l’esposizione al surriscaldamento, una delle variabili più critiche nel bilancio complessivo delle prestazioni”, ha aggiunto. I dati raccolti saranno utilizzati per definire le specifiche finali che verranno testate nuovamente a fine gennaio a Barcellona, quando entreranno in pista le prime monoposto 2026 dotate della nuova aerodinamica attiva.
Una giornata intensa e produttiva
Nel corso delle nove ore di prove, terminate alle 18:00, tutte le vetture hanno completato un totale di 2.648 giri per un complessivo di 13.984 chilometri percorsi. Il lavoro è stato distribuito tra le squadre ufficiali e i giovani piloti, con l’obiettivo di raccogliere la quantità massima di dati sulle differenti configurazioni. Il miglior tempo della giornata è stato ottenuto da Kimi Antonelli, pilota Mercedes, con un 1’25’’170 su mescola C5, seguito da Oscar Piastri su McLaren con 1’26’’099 e da Lewis Hamilton, alla guida della Ferrari, con 1’26’’138. I tre piloti che hanno percorso il maggior numero di tornate sono stati Antonelli con 157 giri, Frederik Vesti con 145 e Pierre Gasly con 144, un contributo significativo alla raccolta dati Pirelli.
Gli young driver hanno invece girato con le vetture della stagione 2025, equipaggiate con due set di C3 e C5, quattro set di C4 e due set di intermedie e full wet. In questa categoria, la miglior prestazione è stata firmata da Jak Crawford, alla guida dell’Aston Martin, che ha fermato il cronometro in 1’23’’766 su gomma C5. La giornata ha visto in pista anche altri giovani promettenti come Pato O’Ward, Frederik Vesti, Ayumu Iwasa, Dino Beganovic e Paul Aron, tutti impegnati in sessioni dedicate all’apprendimento e al feedback tecnico. L’apporto dei rookie è stato fondamentale per Pirelli, poiché ha permesso di raccogliere dati aggiuntivi sulla gestione termica e sull’usura in condizioni di guida più variabili.
Pirelli e la sfida della Formula 1 2026
I test di Abu Dhabi hanno avuto anche un valore simbolico per Pirelli, rappresentando la chiusura di un ciclo di sviluppo iniziato quasi due anni fa e l’inizio di una nuova fase in cui il fornitore unico di pneumatici dovrà affrontare regolamenti tecnici radicalmente cambiati. Le monoposto del 2026, con aerodinamica attiva e power unit ibrida evoluta, richiederanno pneumatici capaci di gestire una gamma di carichi e temperature ancora più ampia. Per questo, il lavoro svolto finora assume un’importanza cruciale: i dati raccolti a Yas Marina serviranno come riferimento per ottimizzare i parametri di pressione, costruzione e mescola in funzione delle esigenze dinamiche delle nuove vetture.
Un aspetto particolarmente significativo è rappresentato dal bilanciamento tra prestazione e sostenibilità. Pirelli, già impegnata in progetti di riduzione delle emissioni nella produzione, sta introducendo anche nella Formula 1 materiali più efficienti e processi produttivi meno impattanti, senza sacrificare la performance. L’obiettivo è allineare la massima competizione automobilistica con le strategie ambientali globali, dimostrando che innovazione e responsabilità possono coesistere anche ai massimi livelli dello sport.
Il ruolo dei team e le prospettive future
I dati ottenuti a Yas Marina completano una stagione di sviluppo in cui i team hanno collaborato strettamente con gli ingegneri Pirelli. Ogni squadra ha avuto l’opportunità di sperimentare diverse specifiche di prototipi durante l’anno, contribuendo al perfezionamento della gamma definitiva. Questa sinergia tra costruttore e team rappresenta un elemento chiave del successo del programma 2026, poiché consente di validare le soluzioni non solo in laboratorio ma anche in condizioni di gara reali. La prossima fase prevede una nuova sessione di test a Barcellona, a fine gennaio, dove le gomme saranno provate per la prima volta sulle monoposto di nuova generazione. Sarà l’occasione per valutare il comportamento dei pneumatici con il pacchetto aerodinamico attivo e verificare l’interazione con i nuovi flussi di carico dinamico.
Con il completamento dei test di Abu Dhabi, Pirelli conferma ancora una volta il proprio ruolo centrale nella Formula 1 moderna. L’azienda italiana non si limita a fornire pneumatici, ma partecipa attivamente allo sviluppo tecnologico dell’intero sport, contribuendo a definire gli standard di sicurezza, efficienza e prestazione per la nuova era che inizierà nel 2026. I risultati raccolti in pista saranno la base per finalizzare le specifiche di produzione, che verranno omologate nelle prossime settimane, consolidando così la leadership tecnica del marchio nel motorsport mondiale.







