La prospettiva indicata per l’Italia guarda al 2027, anno nel quale i primi diciassettenni potrebbero accedere al nuovo sistema. Nel quadro normativo compare però anche un’altra data da tenere presente: il 26 novembre 2028, termine entro il quale l’Italia dovrebbe arrivare al rilascio della patente B identificata dal codice UE 98.02 ai candidati che abbiano compiuto 17 anni. Le modalità concrete dovranno quindi essere definite nel passaggio dalle regole europee alla loro applicazione nazionale.
La novità nasce nel contesto della quarta direttiva UE sulle patenti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 5 novembre 2025. L’intervento riguarda i 27 Paesi membri e punta ad aggiornare una disciplina che interessa direttamente la sicurezza stradale e la formazione dei nuovi conducenti. Per l’Italia il cambiamento sarebbe particolarmente interessante perché una forma di guida prima dei 18 anni esiste già, ma attraverso un meccanismo differente: la Guida Accompagnata.
Patente B a 17 anni: cosa cambierebbe davvero
Il punto centrale della nuova disciplina è la possibilità di diventare titolari della patente B già a 17 anni. Oggi un ragazzo della stessa età può trovarsi al volante di un’automobile rispettando determinate condizioni, ma non possiede ancora la normale patente B. Con il nuovo sistema europeo, invece, il titolo di guida potrebbe essere rilasciato direttamente al diciassettenne, pur mantenendo una limitazione fondamentale fino al raggiungimento dei 18 anni.
Il giovane non potrebbe infatti utilizzare l’auto senza supervisione. Durante questo periodo sarebbe obbligatorio guidare in presenza di una persona che rispetti specifici requisiti di età, esperienza e idoneità. La riforma anticiperebbe quindi il conseguimento della patente, ma non introdurrebbe una completa autonomia alla guida prima della maggiore età.
È una distinzione importante anche per comprendere il significato pratico della misura. Il diciassettenne avrebbe la possibilità di acquisire esperienza sulla strada attraverso un periodo di guida supervisionata, mentre la piena possibilità di mettersi al volante senza accompagnatore arriverebbe successivamente. L’impostazione mantiene quindi un passaggio graduale tra formazione e guida autonoma.
Chi potrà accompagnare un diciassettenne
Le condizioni previste per l’accompagnatore rappresentano uno degli elementi più concreti del nuovo sistema. La persona seduta accanto al giovane conducente dovrà avere almeno 24 anni e possedere la patente B da oltre cinque anni. Non dovrà inoltre essere stata sottoposta a interdizioni alla guida nei cinque anni precedenti.
Non basta quindi essere maggiorenni o avere semplicemente una patente valida. La disciplina richiede una certa esperienza al volante e introduce condizioni destinate a selezionare chi può assumere il ruolo di accompagnatore. A queste si aggiungono le norme relative alla guida in stato di alterazione provocato da alcol o sostanze stupefacenti, che dovranno essere rispettate anche da chi affianca il diciassettenne.
Il quadro potrà comunque essere ulteriormente precisato a livello nazionale. Ogni Paese potrà infatti introdurre altri requisiti per gli accompagnatori, motivo per cui le condizioni applicabili in Italia non possono ancora essere considerate completamente definite. La disciplina europea stabilisce il perimetro generale, mentre le regole operative dipenderanno anche dal recepimento italiano.
Oggi a 17 anni si può già guidare con la Guida Accompagnata
La possibilità di vedere un diciassettenne al volante non rappresenta una novità assoluta per l’Italia. Esiste già la Guida Accompagnata, che permette di iniziare a fare esperienza con un’automobile prima dei 18 anni seguendo un percorso regolamentato. La differenza sostanziale è che il giovane, in questa fase, non è ancora titolare della patente B.
Per accedere all’attuale sistema bisogna essere già in possesso della patente A1, conseguibile a 16 anni, oppure della patente B1. È inoltre necessario effettuare almeno 10 ore di pratica in autoscuola. Terminato questo passaggio, possono essere indicati fino a tre accompagnatori con i quali svolgere la guida prevista dal programma.
Le persone indicate devono avere una patente B, o di categoria superiore, conseguita da almeno dieci anni e non possono avere più di 60 anni. Il sistema consente quindi al giovane di accumulare esperienza prima della maggiore età, ma lo fa attraverso un’autorizzazione e condizioni specifiche che non equivalgono al possesso anticipato della patente B.
Le differenze tra Guida Accompagnata e nuova patente a 17 anni
Il confronto tra vecchio e nuovo sistema permette di capire la portata della modifica. Con la Guida Accompagnata attuale, il ragazzo può guidare a 17 anni ma deve aspettare la maggiore età e completare il percorso previsto per ottenere la patente B. Con la nuova disciplina, invece, il titolo potrebbe essere conseguito già a 17 anni, anche se fino ai 18 resterebbe il vincolo della presenza dell’accompagnatore.
Cambiano anche i requisiti indicati per la persona che affianca il giovane. Nell’attuale Guida Accompagnata è richiesto il possesso della patente da almeno dieci anni e viene fissato un limite massimo di 60 anni. Nel nuovo sistema europeo l’accompagnatore dovrà invece avere almeno 24 anni e più di cinque anni di patente B, oltre a non aver subito interdizioni alla guida nei cinque anni precedenti.
Resta da stabilire quale sarà il rapporto tra i due meccanismi una volta applicata la nuova normativa. Il sistema europeo potrebbe infatti sostituire l’attuale Guida Accompagnata, ma questo passaggio dipenderà dalle decisioni adottate in Italia. Fino alla definizione delle norme nazionali non è quindi possibile considerare automatica la scomparsa del sistema oggi utilizzato.
Cosa succede oggi quando si compiono 18 anni
Con la disciplina attualmente in vigore, al compimento dei 18 anni entra in gioco il Foglio Rosa. Il candidato può esercitarsi con una persona titolare della patente da almeno dieci anni, oppure in possesso di una patente di categoria superiore. In questo caso l’accompagnatore può avere al massimo 65 anni.
Chi arriva da un percorso di Guida Accompagnata ed è già titolare di patente A1 o B1 beneficia inoltre di una semplificazione. Non deve sostenere un nuovo esame teorico a quiz per conseguire la patente B. Dopo il superamento dell’esame pratico viene rilasciata la patente e il giovane entra nella categoria dei neopatentati.
La futura patente a 17 anni sposterebbe quindi in avanti una parte di questo percorso, trasformando il periodo precedente alla maggiore età in una fase nella quale il giovane sarebbe già formalmente titolare del titolo di guida. L’esperienza maturata avverrebbe comunque sotto supervisione, mantenendo una separazione tra il conseguimento della patente e la possibilità di guidare senza accompagnatore.
Patente a 17 anni non significa poter guidare da soli
È probabilmente il punto più importante per chi guarda alla riforma dal punto di vista pratico. Parlare di patente a 17 anni non significa prevedere che un ragazzo possa prendere l’auto e circolare autonomamente subito dopo aver ottenuto il documento. Fino alla maggiore età la presenza dell’accompagnatore rimarrebbe parte integrante del sistema.
La novità riguarda quindi soprattutto l’anticipazione del momento in cui viene conseguita la patente B. Il periodo compreso tra i 17 e i 18 anni diventerebbe una fase di esperienza effettiva su strada con un conducente esperto al fianco. Solo raggiunta la maggiore età verrebbe meno il vincolo legato alla guida accompagnata previsto dalla nuova impostazione.
Questa gradualità è coerente con l’obiettivo di aumentare l’esperienza dei conducenti più giovani prima che inizino a utilizzare autonomamente l’automobile. Il nuovo modello non elimina dunque la formazione progressiva, ma cambia il titolo con cui il diciassettenne affronta questo periodo.
Per i nuovi conducenti almeno due anni di prova
Il nuovo quadro europeo non riguarda soltanto l’età minima per ottenere la patente. Per i conducenti meno esperti viene previsto anche un periodo di prova di almeno due anni. Si tratta di una fase durante la quale potrebbero essere applicate condizioni più severe per determinati comportamenti considerati particolarmente pericolosi.
La questione assume particolare rilevanza per chi dovesse conseguire la patente già a 17 anni, perché l’anticipo del titolo di guida non coincide con un alleggerimento delle responsabilità. Al contrario, il percorso europeo associa la possibilità di iniziare prima a guidare a un’attenzione specifica verso i conducenti che hanno minore esperienza sulla strada. Il periodo di prova diventa quindi un altro elemento della nuova impostazione.
Le regole italiane già oggi prevedono una disciplina particolare per i neopatentati. La futura applicazione della direttiva dovrà coordinarsi con questo sistema, definendo nel dettaglio quali disposizioni resteranno in vigore e quali saranno adattate. Anche su questo fronte le modalità definitive dipenderanno dal recepimento nazionale.
Le date: 2027 e il termine del novembre 2028
La tempistica è uno degli aspetti sui quali occorre mantenere una distinzione netta. Il 2027 è stato indicato come possibile anno nel quale un diciassettenne potrebbe conseguire la patente B in Italia. Allo stesso tempo, nel percorso di applicazione della normativa europea compare il termine del 26 novembre 2028 per arrivare al rilascio della patente identificata dal codice UE 98.02 ai candidati di 17 anni.
Non tutti gli aspetti applicativi sono dunque già definiti. Saranno necessari i passaggi che trasformano il quadro europeo in regole concretamente utilizzabili in Italia, comprese le eventuali condizioni aggiuntive per gli accompagnatori e il coordinamento con la Guida Accompagnata. Per chi oggi ha 16 o 17 anni, la differenza tra una partenza anticipata nel 2027 e l’applicazione entro il termine successivo può avere conseguenze molto concrete sulla possibilità di accedere al nuovo percorso.
Il cambiamento più rilevante resta comunque chiaro: la soglia dei 18 anni non sarebbe più necessariamente il momento del conseguimento formale della patente B. Potrebbe diventare, invece, il confine tra una prima fase di guida con accompagnatore e la successiva possibilità di utilizzare autonomamente l’automobile, all’interno di un percorso che continuerà a prevedere specifiche regole per i conducenti con minore esperienza.






