Nissan Leaf, prova su strada della nuova elettrica: 218 CV e oltre 400 km reali

La nuova Nissan Leaf convince per spinta, sterzo e autonomia. Con la batteria da 75 kWh supera 400 km stimati nel test, ma alle alte velocità emergono alcuni rumori

nissan leaf prova su strada

La Nissan Leaf cambia passo e, una volta al volante, mette subito in evidenza un carattere più dinamico di quanto ci si potrebbe aspettare. La versione provata dispone di 218 CV e della batteria da 75 kWh, la più grande prevista nella gamma, una combinazione che offre una risposta energica e un’autonomia interessante anche quando si passa dai dati dichiarati all’utilizzo su strada. Nel corso del test, sulla base delle indicazioni del computer di bordo e adottando uno stile di guida normale, la percorrenza stimata è risultata superiore ai 400 km.

La nuova generazione punta su un equilibrio tra autonomia, prestazioni, tecnologia e dotazioni, con una gamma costruita attorno a due batterie da 52 e 75 kWh. Il debutto commerciale è previsto per marzo 2026, con prezzi a partire da 36.900 euro. Per la ricca versione Evolve con accumulatore da 75 kWh la stima sale invece a circa 47.000 euro.

Nissan Leaf, la prova su strada: 218 CV cambiano il carattere

Uno degli aspetti che emerge più chiaramente dalla prova su strada della Nissan Leaf riguarda proprio il comportamento dinamico. I 218 CV della Nissan Leaf garantiscono una spinta pronta ed energica, sfruttando quella rapidità di risposta tipica della propulsione elettrica. L’auto reagisce con decisione alle richieste dell’acceleratore e non restituisce la sensazione di essere stata progettata esclusivamente attorno all’efficienza.

A contribuire al risultato c’è uno sterzo diretto, che rende la vettura piacevole da condurre e accompagna bene la disponibilità del motore. Anche i freni sono potenti, un elemento importante su un’elettrica che deve gestire sia la frenata tradizionale sia il recupero dell’energia. Nel complesso, la Leaf mostra quindi un’impostazione capace di andare oltre la semplice funzione di automobile elettrica destinata agli spostamenti quotidiani.

La sensazione è quella di una vettura vivace, sostenuta da un’erogazione immediata e da comandi che permettono di sfruttare con naturalezza la potenza disponibile.

Frenata rigenerativa regolabile e modalità one-pedal

Essendo un’auto elettrica, nella prova su strada della Nissan Leaf ci siamo concentrati su alcune delle caratteristiche peculiari delle vetture BEV. La gestione della decelerazione rappresenta una componente importante dell’esperienza quotidiana con la nuova Nissan Leaf. Il livello della frenata rigenerativa può essere modificato utilizzando le levette presenti dietro al volante, permettendo al conducente di scegliere una risposta differente in funzione delle condizioni di marcia. È una soluzione utile sia per chi preferisce un comportamento più vicino a quello di un’auto tradizionale sia per chi vuole sfruttare maggiormente il recupero di energia.

A questa possibilità si aggiunge la modalità one-pedal. Rilasciando l’acceleratore, l’auto può rallentare progressivamente fino all’arresto, riducendo quindi la necessità di spostare continuamente il piede sul pedale del freno. È soprattutto nel traffico, tra ripartenze frequenti e rallentamenti continui, che questa funzione può diventare particolarmente comoda.

Il sistema si inserisce in un quadro dinamico nel quale l’impianto frenante tradizionale mantiene comunque un ruolo importante. La potenza della frenata è uno degli elementi positivi rilevati durante la guida e si combina con la possibilità di modulare la rigenerazione. Il conducente dispone così di diverse modalità per gestire le decelerazioni in base alle proprie preferenze e alla situazione.

Prova su strada Nissan Leaf: comfort ok, ma sulle buche i cerchi da 19 pollici si fanno sentire

Sul fronte del comfort, la Leaf offre un comportamento complessivamente buono, senza però riuscire a isolare completamente gli occupanti dalle asperità più marcate. Le sospensioni filtrano in maniera adeguata parte delle irregolarità, ma quando l’asfalto peggiora e si incontrano buche profonde può arrivare nell’abitacolo qualche scossone.

Se il modello monta infatti ruote da 19 pollici, il fondo irregolare si sente di più: è una caratteristica, non necessariamente un difetto. Si tratta di un aspetto da mettere in relazione con la vocazione della vettura, chiamata a confrontarsi non soltanto con la città ma anche con percorrenze più lunghe. L’autonomia dichiarata della versione con batteria maggiore permette infatti di guardare oltre il semplice utilizzo urbano. Proprio per questo comfort acustico e capacità di assorbimento delle sospensioni diventano elementi importanti nella valutazione complessiva.

La prova in autostrada

Il principale limite riscontrato durante la prova riguarda l’insonorizzazione. A velocità sostenuta diventano percepibili fruscii aerodinamici, ai quali si aggiungono i rumori di rotolamento provenienti dalle ruote. Su un’automobile elettrica questo tipo di rumorosità può emergere con particolare evidenza, perché manca il suono di un motore termico capace di coprire almeno parzialmente altre sorgenti acustiche.

Anche il rumore di rotolamento deve essere letto tenendo presente la presenza dei cerchi da 19″ sull’auto utilizzata per la prova.

Nissan Leaf 75 kWh, autonomia dichiarata fino a 622 km

Uno dei numeri più importanti della nuova generazione è rappresentato dai 622 km di autonomia dichiarati per la versione equipaggiata con batteria da 75 kWh. Il valore massimo riguarda però la configurazione più efficiente con ruote da 18 pollici. È quindi necessario distinguere il dato ufficiale dalle condizioni dell’esemplare utilizzato durante la prova, che disponeva invece dei cerchi da 19″.

La prova su strada della Nissan Leaf ha fornito comunque un’indicazione interessante sull’utilizzo quotidiano. Sulla base dei consumi e delle informazioni visualizzate dal computer di bordo è stata stimata una percorrenza di oltre 400 km guidando normalmente. Non si tratta di un dato da confondere con l’autonomia ufficiale massima, ma rappresenta un riferimento utile per comprendere l’ordine di grandezza ottenuto durante la prova.

Ricarica rapida fino a 150 kW sulla Leaf da 75 kWh

La batteria più grande porta con sé anche prestazioni di ricarica superiori. La Nissan Leaf 75 kWh accetta corrente continua fino a una potenza massima di 150 kW. In corrente alternata il limite indicato è invece di 11 kW, una caratteristica che completa il quadro per l’utilizzo sia delle infrastrutture rapide sia dei sistemi di ricarica AC.

Alle colonnine rapide vengono dichiarati 30 minuti per passare dal 20 all’80% della capacità della batteria. Il dato consente di inquadrare meglio l’utilizzo della vettura durante gli spostamenti più lunghi, quando oltre all’autonomia assoluta assume importanza il tempo necessario per recuperare una quantità significativa di energia. La combinazione tra accumulatore da 75 kWh e ricarica fino a 150 kW rappresenta quindi la soluzione più prestazionale della gamma descritta.

Non manca inoltre la funzione V2L, Vehicle to Load. Attraverso questa tecnologia l’energia immagazzinata nella batteria può essere utilizzata per alimentare dispositivi esterni. Un esempio concreto è una bicicletta elettrica, che può sfruttare l’auto come fonte di energia.

La versione da 52 kWh dichiara 440 km

La gamma della nuova Leaf comprende anche una configurazione con batteria da 52 kWh, pensata come alternativa alla più capiente unità da 75 kWh. Per questa versione viene dichiarata un’autonomia media di 440 km. Cambiano anche le caratteristiche relative alla ricarica, con valori inferiori rispetto alla variante di maggiore capacità.

In corrente alternata la Leaf da 52 kWh accetta fino a 7,4 kW nella configurazione prevista, mentre la possibilità di arrivare a 11 kW viene proposta come optional. Utilizzando una colonnina in corrente continua, il limite sale invece a 105 kW. La versione da 75 kWh porta rispettivamente questi valori a 11 kW in AC e 150 kW in DC.

Le due batterie permettono quindi di differenziare l’offerta non soltanto in termini di autonomia, ma anche per capacità di ricarica. Da una parte ci sono i 52 kWh e i 440 km dichiarati, dall’altra i 75 kWh con un massimo ufficiale che arriva a 622 km nella configurazione più efficiente. La scelta incide inevitabilmente anche sul posizionamento economico all’interno della gamma.

Nissan Leaf 2026, prezzi da 36.900 euro

La commercializzazione è prevista a partire da marzo 2026, con un prezzo d’ingresso indicato in 36.900 euro. Al momento della valutazione il listino italiano completo non risultava ancora definitivo, ma è possibile delineare la struttura della gamma facendo riferimento a una configurazione destinata a essere simile a quella prevista per il nostro mercato. Al vertice, per la 75 kWh Evolve, viene stimato un prezzo di circa 47.000 euro.

La differenza tra la soglia d’ingresso e la versione più ricca è accompagnata da una progressiva crescita della dotazione. La Leaf Engage dispone già di due schermi da 12,3 pollici, telecamere a 360 gradi e cruise control adattativo con mantenimento della corsia. Non si tratta quindi di una configurazione essenziale dal punto di vista dell’equipaggiamento tecnologico.

La Engage+ introduce display più grandi e un sistema infotainment dotato dei servizi Google. Salendo ulteriormente nella gamma, la Advance aggiunge head-up display, sedili riscaldabili, volante riscaldabile e tetto panoramico. Quest’ultimo è fisso e non dispone quindi di apertura.

La Evolve porta Bose e sedili elettrici

La Nissan Leaf Evolve rappresenta la proposta più riccamente equipaggiata tra quelle descritte. La dotazione comprende anche un impianto hi-fi Bose e i sedili anteriori regolabili elettricamente. Proprio la Evolve abbinata alla batteria da 75 kWh è la versione per la quale viene stimato un prezzo intorno ai 47.000 euro.

La struttura dell’offerta mette così insieme due livelli di batteria e una progressione di allestimenti che aumenta soprattutto il contenuto tecnologico e il comfort. Già dalla Engage sono presenti sistemi come le telecamere a 360° e il cruise control adattativo con mantenimento della corsia, mentre procedendo verso la parte alta della gamma entrano infotainment più evoluto, head-up display, riscaldamento di sedili e volante, tetto panoramico, impianto Bose e regolazioni elettriche dei sedili anteriori.

Il quadro che emerge dalla prova è quello di un’elettrica che punta molto su autonomia e prestazioni senza rinunciare a una dotazione articolata. I 218 CV della versione provata danno alla Leaf una risposta vivace, mentre sterzo diretto, freni potenti e frenata rigenerativa regolabile contribuiscono alla qualità della guida. Sul versante opposto restano i fruscii aerodinamici e il rumore di rotolamento alle alte velocità, insieme a qualche scossone sulle buche profonde riscontrato con i cerchi da 19 pollici.

Oltre 400 km stimati nella guida normale

È però l’autonomia a rappresentare uno degli aspetti più interessanti emersi nell’utilizzo della Leaf da 75 kWh. A fronte di un massimo dichiarato di 622 km nella configurazione con ruote da 18″, durante la prova il computer di bordo ha permesso di stimare una percorrenza superiore ai 400 km mantenendo uno stile di guida normale. Un risultato che consente alla nuova generazione di affrontare con maggiore tranquillità anche utilizzi che vanno oltre gli spostamenti cittadini.

A completare il quadro ci sono la possibilità di recuperare dal 20 all’80% della batteria in 30 minuti alle colonnine rapide, secondo i tempi dichiarati, e la potenza massima di ricarica DC di 150 kW. Per chi non necessita dell’accumulatore maggiore resta la soluzione da 52 kWh, con 440 km dichiarati e ricarica rapida fino a 105 kW. Due configurazioni che consentono di modulare autonomia, capacità della batteria e prestazioni di ricarica in funzione delle esigenze.

Con l’arrivo sul mercato previsto per marzo 2026 e un listino che parte da 36.900 euro, la Nissan Leaf torna così al centro dell’offerta elettrica con caratteristiche ben definite. La versione da 75 kWh provata mette soprattutto in evidenza una buona riserva di percorrenza e un carattere dinamico sostenuto dai 218 CV, mentre comfort acustico e risposta sulle asperità più profonde rappresentano gli aspetti sui quali il test ha fatto emergere i compromessi più evidenti.

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