La Mazda CX-60 arriva sul mercato con una gamma motori articolata, che mette insieme tecnologie diverse per rispondere a esigenze molto distanti tra loro. Da un lato il plug-in hybrid benzina con 327 CV, dall’altro due varianti diesel mild hybrid da 200 e 249 CV. In questa guida sui motori della Mazda CX-60 trovi i dati tecnici, un confronto pratico e indicazioni concrete per capire quale motorizzazione si adatta meglio al tuo utilizzo quotidiano.
- Tre motori disponibili: un PHEV benzina e due diesel mild hybrid 48V.
- La variante PHEV eccelle in città e percorsi brevi con basse emissioni.
- Il diesel da 249 CV è la scelta più equilibrata per autostrada e lunghe percorrenze.
- I consumi reali dipendono fortemente dallo stile di guida e dal contesto d’uso.
Panoramica tecnica: tutti i motori Mazda CX-60 a confronto
Prima di entrare nel dettaglio di ogni variante, è utile avere una visione d’insieme. La tabella seguente riepiloga i dati principali dichiarati da Mazda secondo il ciclo WLTP.
| Motore | Alimentazione | Potenza | 0–100 km/h | Consumo WLTP | CO₂ WLTP |
|---|---|---|---|---|---|
| e-Skyactiv G 327 CV | Benzina PHEV | 327 CV / 500 Nm | 5,8 s | 3,8 l/100 km | 85–87 g/km |
| e-Skyactiv D 200 CV | Diesel mild hybrid 48V | 200 CV termici | 8,4 s | 5,1 l/100 km | 131–135 g/km |
| e-Skyactiv D 249 CV | Diesel mild hybrid 48V | 249 CV termici | 7,4 s | 5,2–5,4 l/100 km | 137–141 g/km |
I dati su coppia massima e cambio per le versioni diesel mild hybrid non sono stati dichiarati ufficialmente da Mazda per il mercato italiano. Non forniamo quindi stime.
Mild hybrid, full hybrid o plug-in: cosa cambia davvero
Nei tre motori della CX-60 convivono due filosofie ibride molto diverse. Vale la pena chiarirle prima di scegliere.
Il mild hybrid 48V (sigla M Hybrid Boost) non è un ibrido nel senso tradizionale. Il motore elettrico da 48 volt assiste quello termico nelle fasi di accelerazione e recupera energia in frenata, ma non può muovere il veicolo da solo. Riduce i consumi e le emissioni in modo contenuto, senza stravolgere l’esperienza di guida rispetto a un diesel puro.
Il plug-in hybrid (PHEV) è un’architettura più complessa. Un motore elettrico sufficientemente potente da muovere l’auto da solo si affianca al termico benzina. La batteria si ricarica dalla rete elettrica. Se percorri molti chilometri in modalità elettrica, i consumi scendono drasticamente. Se invece la batteria è scarica, i consumi si avvicinano a quelli di un benzina tradizionale.
Benzina PHEV: quando la spina fa la differenza
Come va su strada
Il powertrain e-Skyactiv G da 327 CV è la variante più potente della gamma CX-60. I 500 Nm di coppia massima di sistema garantiscono una risposta immediata all’acceleratore, con lo 0–100 km/h coperto in 5,8 secondi. È una CX-60 che si guida con leggerezza, senza la sensazione di spingere un SUV da oltre due tonnellate.
In modalità full electric l’erogazione è progressiva e silenziosa. Quando il motore benzina entra in gioco, la transizione è quasi impercettibile. La velocità massima dichiarata è 200 km/h.
Dove rende meglio
Il PHEV esprime il suo vantaggio maggiore nei percorsi urbani e suburbani. Se hai la possibilità di ricaricare a casa o in ufficio, puoi coprire gli spostamenti quotidiani quasi interamente in modalità elettrica. In città, nei centri storici e nelle zone con limitazioni di accesso, l’assenza di emissioni locali è un vantaggio concreto.
In autostrada il vantaggio elettrico si riduce. Con la batteria scarica, il consumo WLTP di 3,8 l/100 km non è rappresentativo: i valori reali tendono a salire. Da considerare in fase di pianificazione dei costi.
Costi e consumi: senza promesse
Il consumo WLTP di 3,8 l/100 km con emissioni tra 85 e 87 g/km è tra i più bassi della categoria, ma si riferisce a uno scenario di utilizzo ottimale con batteria carica. Chi non ricarica regolarmente vedrà consumi più vicini a un benzina classico di analoga potenza. Il costo di acquisto è più elevato rispetto alle varianti diesel, ma può essere parzialmente compensato dagli incentivi previsti per le vetture plug-in.
Profilo ideale
Il PHEV è la scelta giusta per chi percorre meno di 60–80 km al giorno, ha un punto di ricarica fisso disponibile e vuole accedere alle ZTL o ai parcheggi agevolati nelle grandi città.
Diesel 200 CV: efficienza accessibile
Come va su strada
L’e-Skyactiv D da 200 CV è l’entry level della gamma diesel. Il sistema mild hybrid 48V alleggerisce il carico sul motore termico nelle fasi critiche, come la partenza da fermo o il sorpasso in autostrada. Lo 0–100 km/h in 8,4 secondi è un dato nella norma per un SUV di questo segmento con questa potenza.
Il carattere è quello di un diesel moderno: erogazione regolare, bassa rumorosità ai regimi di crociera, buona gestione dei carichi.
Dove rende meglio
Questa motorizzazione si trova a suo agio nei percorsi extraurbani e in autostrada, dove il diesel esprime la sua efficienza termica migliore. In città il mild hybrid ammorbidisce i transitori, ma il consumo reale rimane superiore rispetto al PHEV con batteria carica.
Costi e consumi: senza promesse
Il consumo WLTP è di 5,1 l/100 km, con emissioni tra 131 e 135 g/km. È un dato coerente con i migliori diesel del segmento. Il gasolio ha ancora un costo al litro generalmente inferiore alla benzina, fattore che incide sulla spesa effettiva su base annua per chi percorre molti chilometri.
Profilo ideale
È adatto a chi percorre prevalentemente strade statali e autostrade, con uno stile di guida regolare e distanze medie giornaliere superiori ai 100 km.
Diesel 249 CV: più potenza, stesso carattere
Come va su strada
La versione e-Skyactiv D da 249 CV condivide la stessa cilindrata 3.283 cm³ della variante da 200 CV, ma con un’erogazione più decisa. Lo 0–100 km/h scende a 7,4 secondi, un secondo in meno rispetto alla variante base. La velocità massima dichiarata è 219 km/h.
Su strada si percepisce una maggiore prontezza nella ripresa, utile nei sorpassi o quando si viaggia con pieno carico di passeggeri e bagagli.
Dove rende meglio
La potenza aggiuntiva si apprezza nei percorsi autostradali e collinari, specialmente con il veicolo carico. Cinque persone a bordo, portabagagli pieno, rimorchio: in queste condizioni i 49 CV in più rispetto alla versione base fanno la differenza in termini di fluidità di marcia.

Costi e consumi: senza promesse
Il consumo WLTP è compreso tra 5,2 e 5,4 l/100 km, con emissioni tra 137 e 141 g/km. Il delta rispetto al 200 CV è contenuto, ma presente. Su 30.000 km annui la differenza è quantificabile, anche se dipende fortemente dal ciclo di utilizzo effettivo.
Profilo ideale
Ideale per chi percorre molti chilometri ogni anno, viaggia spesso in autostrada con passeggeri o carichi, e cerca un compromesso tra prestazioni e consumi senza rinunciare alla fluidità su ogni tipo di strada.
Quale scegliere: tre scenari pratici
Uso prevalentemente urbano
Se vivi in città, percorri meno di 80 km al giorno e hai accesso a una presa di ricarica, il PHEV da 327 CV è la scelta più razionale. Puoi sfruttare la modalità elettrica per la maggior parte degli spostamenti, ridurre il costo del carburante e accedere alle corsie o ai parcheggi riservati agli ibridi plug-in. Il costo di acquisto è il più alto, ma l’uso quotidiano in modalità elettrica lo ammortizza nel tempo.
Tanti chilometri in autostrada
Per chi percorre 30.000–40.000 km l’anno su percorsi extraurbani e autostradali, il diesel da 249 CV è la soluzione più coerente. Il consumo contenuto, la maggiore potenza e la fluidità ai regimi di crociera rendono questo motore adatto ai viaggiatori abituali. Il costo del gasolio e la maggiore autonomia senza rifornimento sono vantaggi concreti su lunghe distanze.
Uso misto con famiglia
Lo scenario più comune: tragitto casa-lavoro infraurbano durante la settimana, uscite familiari nel weekend, qualche viaggio lungo ogni anno. In questo caso il confronto è aperto. Il PHEV funziona bene se si ricarica con regolarità. Il diesel da 200 CV è più semplice da gestire e ha un costo iniziale inferiore. Il 249 CV aggiunge una riserva di prestazioni utile quando si carica l’auto con tutta la famiglia e il bagagliaio pieno di valigie. La scelta dipende soprattutto dalla frequenza dei percorsi urbani e dalla disponibilità di ricarica.
Pro e contro dei motori Mazda CX-60
Vantaggi
- Ampia scelta tra diesel e plug-in hybrid
- Prestazioni elevate (fino a 327 CV)
- Ottima efficienza nei diesel per lunghi viaggi
- Possibilità di guida elettrica in città (PHEV)
Svantaggi
- PHEV conveniente solo se ricarichi spesso
- Diesel meno adatti ai brevi tragitti urbani
- Prezzo elevato per versioni top
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Domande frequenti sui motori Mazda CX-60
Qual è il motore migliore della Mazda CX-60?
Dipende dall’uso: il PHEV è ideale in città, il diesel 249 CV per lunghi viaggi.
Il diesel Mazda CX-60 consuma poco?
Sì, i consumi sono tra i più bassi del segmento per SUV di queste dimensioni.
Conviene il plug-in hybrid?
Sì, ma solo se si ricarica regolarmente. Senza ricarica perde gran parte dei vantaggi.
Quale scegliere per famiglia?
Il diesel 200 CV è la scelta più equilibrata tra costo e utilizzo.






