Mitsubishi Pajero è pronto a tornare sulla scena con una nuova generazione, ma il progetto che si prepara al debutto sarà profondamente diverso da quello che ha costruito la storia del modello. La presentazione è fissata per il 2 settembre 2026 e rappresenterà il momento in cui verranno finalmente chiariti molti degli aspetti ancora in sospeso, dalla configurazione definitiva della gamma alle caratteristiche tecniche. L’arrivo sul mercato australiano è atteso entro la fine dell’anno, riportando così in primo piano una denominazione rimasta assente per alcuni anni.
L’ultimo Pajero di grandi dimensioni era stato venduto in Australia fino al 2021. Successivamente era rimasto il Pajero Sport, modello tecnicamente differente e strettamente legato al pick-up Triton, poi ritirato dal mercato locale a causa della mancata conformità alle normative australiane sul design allora in vigore. Il ritorno del nome Pajero avverrà ora attraverso una formula che, almeno dal punto di vista tecnico, appare più vicina proprio al Pajero Sport che al fuoristrada tradizionale.
È questo il primo elemento necessario per capire il nuovo modello. Il nome rimane quello storico, ma cambia l’architettura di partenza: il prossimo Pajero dovrebbe infatti utilizzare la piattaforma del Mitsubishi Triton. Una scelta che lo colloca nella categoria dei grandi SUV derivati da pick-up, seguendo una strada già percorsa da altri modelli progettati per combinare spazio, capacità su fondi difficili e versatilità nell’utilizzo quotidiano.
Il nuovo Pajero nasce dalla piattaforma del Triton
La parentela con il Triton sarà quindi uno degli elementi centrali della nuova generazione. Il Pajero dovrebbe condividere con il pick-up una parte importante dell’impostazione tecnica, trasformandola però in quella di un SUV chiuso destinato al trasporto di passeggeri. Una formula che permette di sfruttare una base già pensata per impieghi gravosi, adattandola alle necessità di un veicolo con un abitacolo più ampio e una maggiore attenzione al comfort.
Questa impostazione avvicina concettualmente il nuovo Pajero a modelli come Ford Everest e Isuzu MU-X, anch’essi sviluppati partendo da piattaforme legate al mondo dei pick-up. Non significa necessariamente rinunciare alla versatilità che storicamente ha caratterizzato il nome Pajero, ma certamente rappresenta un cambiamento rispetto alle generazioni precedenti. La nuova vettura non sarà quindi una semplice prosecuzione tecnica del vecchio fuoristrada.
La condivisione della piattaforma dovrebbe avere conseguenze anche sulle dimensioni. Il nuovo Pajero è atteso con ingombri complessivi vicini a quelli del Triton, anche se la carrozzeria potrebbe risultare più corta perché non dovrà ospitare il cassone posteriore del pick-up. Al momento non sono state indicate misure definitive di lunghezza, larghezza, altezza e passo, quindi qualsiasi dato numerico ulteriore sarebbe prematuro.
Tre file di sedili per puntare sulla versatilità
La configurazione dell’abitacolo dovrebbe prevedere tre file di sedili, coerentemente con il posizionamento da SUV di grandi dimensioni. Sarebbe una soluzione particolarmente importante per distinguere il Pajero dal Triton e trasformare la piattaforma condivisa in un veicolo più adatto alla famiglia e ai lunghi viaggi. Anche in questo caso, però, i dettagli definitivi sulla disposizione dei posti e sulla capacità del bagagliaio non sono ancora disponibili.
L’assenza del cassone permette di utilizzare diversamente tutta la zona posteriore della vettura. Una carrozzeria SUV consente infatti di destinare lo spazio alla terza fila e al vano bagagli, pur mantenendo le proporzioni robuste tipiche di un mezzo sviluppato partendo da una piattaforma di questo genere. Sarà la presentazione del 2 settembre a chiarire come Mitsubishi abbia organizzato concretamente gli spazi interni.
Il nuovo Pajero dovrà quindi trovare un equilibrio tra due esigenze differenti. Da una parte c’è l’impostazione tecnica legata al Triton e alla capacità di affrontare condizioni di marcia difficili; dall’altra la necessità di offrire un abitacolo adatto a un SUV moderno. Proprio la gestione di questo compromesso sarà uno degli aspetti più interessanti della nuova generazione.
Motore diesel 2.4 biturbo tra le soluzioni attese
Sotto il profilo motoristico, l’ipotesi principale riguarda l’utilizzo dello stesso diesel quattro cilindri biturbo da 2,4 litri già associato al Mitsubishi Triton. È la soluzione più coerente con la piattaforma condivisa e con il tipo di utilizzo previsto per il nuovo Pajero. Non sono però ancora disponibili dati definitivi relativi a potenza e coppia nella specifica configurazione destinata al SUV.
Al motore dovrebbe essere abbinata una trasmissione automatica. Le possibilità indicate riguardano un cambio a sei oppure a otto rapporti, ma la configurazione definitiva non è stata ancora resa nota. Anche in questo caso il debutto ufficiale dovrà mettere ordine tra le caratteristiche previste e quelle che arriveranno realmente sul modello di produzione.
Più definita appare invece l’impostazione generale della trazione. Il Pajero dovrebbe adottare un sistema di trazione integrale permanente, elemento coerente con la storia della denominazione e con il posizionamento di un SUV costruito anche per affrontare condizioni difficili. Le caratteristiche precise del sistema, comprese le eventuali modalità dedicate alla guida fuoristrada, non sono ancora state dettagliate.
L’ibrido resta una possibilità ancora da chiarire
Un’altra questione riguarda l’elettrificazione. Mitsubishi sta lavorando allo sviluppo di una tecnologia ibrida per il Triton e la condivisione della piattaforma apre inevitabilmente la possibilità che questa soluzione possa essere utilizzata anche sul Pajero. Al momento, tuttavia, non è possibile considerare confermata una variante ibrida per il lancio.
Il diesel 2.4 biturbo rimane quindi la motorizzazione maggiormente attesa sulla base delle informazioni disponibili. Un’eventuale evoluzione elettrificata potrebbe ampliare successivamente la gamma, ma non sono indicati tempi né caratteristiche tecniche. Mancano inoltre informazioni sul tipo di sistema ibrido che potrebbe essere eventualmente adottato dal SUV.
La questione sarà particolarmente rilevante perché il Pajero nasce in una fase in cui anche i veicoli tradizionalmente legati al diesel e alla trazione integrale stanno progressivamente introducendo forme di elettrificazione. Per ora, però, la nuova generazione va letta soprattutto attraverso ciò che appare più concreto: piattaforma Triton, propulsore diesel atteso e trazione sulle quattro ruote.
Il design avrà diversi punti di contatto con il Destinator
I prototipi impegnati nei test hanno fornito alcune indicazioni sull’aspetto esterno. Il nuovo Pajero mostra infatti una significativa parentela stilistica con il Mitsubishi Destinator, SUV destinato principalmente ai mercati del Sud-Est asiatico e ad alcune aree dell’Africa. Si tratta di un modello dalle dimensioni importanti, collocabile nella stessa fascia generale di un Toyota LandCruiser Prado.
La nuova generazione del Pajero dovrebbe riprendere parte di questo linguaggio stilistico, pur adattandolo alla propria identità. Le immagini dei veicoli di sviluppo suggeriscono quindi un SUV robusto e di dimensioni generose, coerente con la piattaforma utilizzata e con il ruolo che dovrà ricoprire. Per una valutazione definitiva delle forme bisognerà comunque attendere la vettura senza camuffature.
Il rapporto tra Destinator e nuovo Pajero sembra riguardare soprattutto l’impostazione generale del design. Non sono invece disponibili dettagli sufficienti per stabilire quali componenti esterni saranno effettivamente condivisi o quanto profonde saranno le differenze tra i due modelli. Anche questo elemento verrà chiarito con la presentazione ufficiale.
La produzione dovrebbe spostarsi in Thailandia
Un’altra novità significativa riguarda il luogo di produzione. Il nuovo Pajero dovrebbe essere costruito in Thailandia, abbandonando quindi la tradizione delle precedenti generazioni del Pajero prodotte in Giappone. La scelta sarebbe strettamente collegata alla nuova impostazione industriale e alla parentela con il Triton.
Non si tratta di una differenza marginale, perché evidenzia quanto il progetto sia cambiato rispetto al passato. Il Pajero storico seguiva un proprio percorso tecnico e produttivo, mentre la nuova generazione dovrebbe inserirsi maggiormente nell’ecosistema dei modelli Mitsubishi sviluppati intorno alla piattaforma del pick-up. Il nome resta quindi familiare, ma la sua interpretazione diventa nuova.
Questa trasformazione spiega anche perché il modello possa essere considerato, nei fatti, più vicino al successore del Pajero Sport. La denominazione Pajero acquista un ruolo più ampio, mentre l’architettura tecnica segue una logica di condivisione con il Triton.
Torna la strumentazione dedicata alla guida fuoristrada
Se la base tecnica cambia, Mitsubishi ha comunque deciso di recuperare almeno uno degli elementi che hanno caratterizzato i Pajero precedenti. Il nuovo modello riporterà infatti a bordo il concetto del display multifunzione con tre indicatori. Non sarà soltanto un richiamo estetico al passato, perché la strumentazione potrà fornire informazioni utili durante la guida su terreni impegnativi.
I tre indicatori saranno configurabili e potranno mostrare parametri differenti. Tra questi figurano altitudine e temperatura esterna, oltre agli angoli di beccheggio e rollio. Informazioni che consentono di capire meglio la posizione della vettura quando si affrontano pendenze, rampe o passaggi con forti inclinazioni laterali.
Un’altra visualizzazione potrà riguardare la distribuzione della coppia tra lato sinistro e destro. È un’informazione particolarmente coerente con un veicolo dotato di trazione integrale e pensato anche per essere utilizzato fuori dall’asfalto. La strumentazione assume quindi un ruolo funzionale, oltre a rappresentare un collegamento con la tradizione del Pajero.
Resta da scoprire dove saranno collocati i tre indicatori
Non è ancora chiaro, invece, come Mitsubishi abbia deciso di integrare questa strumentazione nell’abitacolo. Sui vecchi modelli gli indicatori potevano occupare una posizione molto evidente nella parte superiore della plancia, tra conducente e passeggero. Una soluzione simile avrebbe un forte valore di continuità stilistica e renderebbe immediatamente riconoscibile il richiamo alla tradizione.
L’alternativa è un approccio più moderno, con le informazioni integrate direttamente nel quadro strumenti configurabile. In questo modo i dati relativi alla guida fuoristrada sarebbero disponibili quando necessari senza richiedere un elemento separato sulla plancia. Per il momento entrambe le possibilità rimangono aperte.
La scelta sarà interessante anche per capire quale direzione sia stata seguita nella progettazione degli interni. Il nuovo Pajero dovrà infatti combinare la robustezza richiesta a un SUV derivato da un pick-up con le dotazioni e l’interfaccia digitale ormai attese su un modello moderno.
Nuovo Pajero, cosa sappiamo prima del debutto
Il quadro che emerge alla vigilia della presentazione è quello di un Mitsubishi Pajero profondamente rinnovato. Il nome storico viene recuperato per un SUV che dovrebbe utilizzare la piattaforma del Triton, adottare un diesel 2.4 biturbo e affidarsi alla trazione integrale permanente. La produzione è attesa in Thailandia e l’abitacolo dovrebbe offrire tre file di sedili.
Il progetto mantiene però alcuni collegamenti con il passato. Il ritorno della strumentazione a tre indicatori rappresenta il segnale più evidente, soprattutto per la possibilità di visualizzare parametri come altitudine, temperatura, beccheggio, rollio e distribuzione della coppia. È un modo per conservare una parte dell’identità del Pajero all’interno di un’automobile tecnicamente differente dalle generazioni che l’hanno preceduta.
Restano ancora diversi elementi da definire: potenza e coppia del motore, scelta definitiva del cambio, dimensioni, caratteristiche complete della trazione integrale e possibile introduzione dell’ibrido. Anche l’organizzazione dell’abitacolo e il design definitivo devono essere osservati sulla vettura di produzione. Il 2 settembre 2026 sarà quindi il passaggio decisivo per capire fino a che punto il nuovo Pajero conserverà il carattere del modello storico e quanto, invece, aprirà una fase completamente nuova.






