Il mercato dei furgoni in Italia torna a rallentare dopo una breve fase di recupero. I dati relativi a novembre 2025 segnano infatti una nuova battuta d’arresto per i veicoli commerciali leggeri, interrompendo una sequenza di quattro mesi consecutivi di risultati positivi. Il quadro che emerge fotografa un settore ancora fragile, fortemente condizionato dal contesto economico, dall’incertezza normativa e da una transizione energetica che procede a velocità diverse rispetto agli obiettivi fissati a livello europeo.
Novembre 2025: il mercato torna in negativo
Nel mese di novembre 2025 le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri si sono fermate a 15.585 unità, facendo registrare una flessione del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2024, quando erano state immatricolate 16.115 unità. Il dato assume un peso ancora maggiore se si considera che novembre 2024 aveva già chiuso con un calo significativo del 15,9%. Dopo quattro mesi di crescita, il ritorno in territorio negativo conferma come il mercato dei furgoni resti esposto a forti oscillazioni e non abbia ancora imboccato una traiettoria di stabilizzazione strutturale.
Il bilancio dei primi undici mesi dell’anno
Allargando lo sguardo all’intero periodo gennaio-novembre 2025, il quadro resta complessivamente debole. Nei primi undici mesi dell’anno le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri hanno raggiunto quota 174.542 unità, contro le 183.383 registrate nello stesso periodo del 2024. Il risultato è una contrazione del 4,8%, che evidenzia come la ripresa osservata in alcuni mesi non sia stata sufficiente a colmare il divario accumulato nella prima parte dell’anno.
Le previsioni di chiusura del 2025
Secondo le stime elaborate da UNRAE, il 2025 dovrebbe chiudersi con un volume complessivo di circa 190.000 immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri. Si tratterebbe di un risultato in ulteriore calo rispetto al 2024, quando il mercato aveva totalizzato 198.700 unità. La riduzione stimata è pari al 4,4%, un dato che conferma come il comparto dei furgoni stia attraversando una fase di rallentamento più profonda rispetto a quanto inizialmente previsto.
Veicoli elettrici: una crescita ancora contenuta
All’interno di questo scenario complesso, uno dei pochi segnali positivi arriva dal fronte dell’elettrificazione. Nel mese di novembre 2025, la quota dei veicoli elettrici puri nel mercato dei commerciali leggeri ha raggiunto il 4,3%. Si tratta di un valore in crescita sia rispetto al 2,5% di novembre 2024 sia al 3,3% registrato a ottobre 2025. L’incremento, pur contenuto, segnala un interesse crescente verso le soluzioni a zero emissioni, anche se i volumi restano ancora marginali rispetto al totale del mercato.
Il ruolo degli incentivi del MASE
L’aumento della quota BEV viene attribuito, almeno in parte, agli incentivi del MASE destinati ai veicoli disponibili in pronta consegna. Tuttavia, l’effettivo impatto di queste misure potrà essere valutato solo una volta concluse le procedure di rimborso ai concessionari. Fino a quel momento, resta difficile quantificare con precisione quanto gli incentivi abbiano inciso sulle scelte di acquisto delle aziende e degli operatori professionali.
L’incertezza sull’Ecobonus per i veicoli commerciali
Accanto agli incentivi già attivi, il settore attende ancora chiarezza sull’Ecobonus destinato ai veicoli commerciali leggeri, che non dovrebbe limitarsi alle sole alimentazioni elettriche. Il meccanismo, che dovrebbe utilizzare le risorse residue degli esercizi precedenti, è attualmente all’esame del MIMIT. L’assenza di comunicazioni ufficiali contribuisce a rallentare le decisioni di investimento, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese, che rappresentano una quota rilevante della domanda di furgoni in Italia.
Le priorità del settore secondo UNRAE
Secondo Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE, le esigenze prioritarie del comparto dei veicoli commerciali leggeri non si limitano agli incentivi all’acquisto. Tra i nodi principali figurano l’espansione delle infrastrutture di ricarica pubbliche, in modo analogo a quanto già previsto per i veicoli pesanti, e l’introduzione di un credito d’imposta al 50% nel triennio 2026-2028 per gli investimenti privati in ricariche fast superiori a 70 kW. A questo si aggiunge la necessità di un intervento sui costi delle ricariche, considerati ancora troppo elevati e penalizzanti per l’adozione su larga scala dei veicoli elettrici nel lavoro quotidiano.
L’attesa per il pacchetto normativo europeo
Il mercato dei furgoni in Italia guarda con attenzione anche a Bruxelles. L’intero settore automotive è in attesa del pacchetto normativo che la Commissione Europea dovrebbe presentare il 16 dicembre 2025, relativo al Regolamento sulle emissioni di CO₂ dei nuovi veicoli leggeri. Il provvedimento dovrebbe includere la revisione degli standard di emissione, una strategia per il consolidamento del settore delle batterie, misure di semplificazione normativa per l’industria automobilistica e una proposta specifica dedicata all’elettrificazione delle flotte aziendali.
Un ecosistema elettrico ancora incompleto
Secondo UNRAE, la mobilità elettrica rappresenta un ecosistema complesso, che richiede fattori abilitanti indispensabili. Tali fattori, tuttavia, non sono stati imposti agli altri stakeholder né adeguatamente finanziati. Da qui la richiesta di una chiarezza immediata sulle nuove regole europee e di un cambio di passo dell’Italia nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica, sia pubbliche sia private, e nella riduzione dei costi delle ricariche, oggi percepiti come un freno concreto alla transizione.
La struttura del mercato per canale di vendita
Analizzando la struttura del mercato di novembre 2025, emergono dinamiche differenti tra i vari canali di vendita. I privati scendono al 14,1% di quota nel mese, perdendo 1,1 punti percentuali, mentre nel cumulato degli undici mesi si attestano al 14,4%. Le autoimmatricolazioni subiscono un calo ancora più marcato, scendendo al 5,5% nel mese, con una perdita di oltre un terzo dei volumi. Nel cumulato gennaio-novembre, tuttavia, recuperano leggermente, raggiungendo l’8,1%.
Noleggio e flotte: equilibri che cambiano
Il noleggio a lungo termine mostra segnali di recupero, salendo al 30,1% di quota nel mese di novembre e al 32,6% nel cumulato degli undici mesi. La crescita è trainata in particolare dalle captive, a fronte di una flessione a doppia cifra delle società Top. Al contrario, il noleggio a breve termine registra una contrazione significativa, scendendo al 4,6% nel mese e al 5,6% nel cumulato. Enti e società confermano invece la leadership, con una quota del 45,7% nel mese e del 39,3% nei primi undici mesi dell’anno.
Motorizzazioni: il diesel resta dominante
Dal punto di vista delle alimentazioni, il diesel continua a dominare il mercato dei furgoni, pur perdendo terreno. A novembre 2025 la quota scende al 79,5%, con una contrazione di 4,8 punti percentuali, mentre nel cumulato si attesta all’80,4%. Il motore a benzina rimane marginale, con il 3,0% nel mese e il 3,8% nel cumulato. Il Gpl cresce leggermente, raggiungendo il 2,8% a novembre e il 2,4% negli undici mesi.
Ibridi, plug-in ed elettrici
Le alimentazioni alternative mostrano segnali di progressiva diffusione. I veicoli plug-in hybrid passano dall’0,2% di un anno fa all’1,6% di novembre 2025, mentre nel cumulato raggiungono lo 0,9%. I veicoli elettrici puri salgono, come già evidenziato, al 4,3% nel mese e al 4,4% nel cumulato, partendo da un 1,9% dell’anno precedente. Gli ibridi tradizionali guadagnano 2,3 punti percentuali e coprono l’8,8% del mercato nel mese di novembre.
Emissioni di CO₂ in calo
Un effetto diretto della graduale diffusione delle alimentazioni alternative è la riduzione delle emissioni medie di CO₂. A novembre 2025 la CO₂ media ponderata scende a 182,8 g/km, con un calo del 6,5% rispetto ai 195,6 g/km dello stesso mese del 2024. Nel cumulato degli undici mesi, il valore medio è pari a 183,4 g/km, in diminuzione del 6,3%. Si tratta di un segnale incoraggiante, che tuttavia non basta a compensare le difficoltà strutturali del mercato.
Un settore in cerca di stabilità
Il mercato dei furgoni in Italia si trova dunque in una fase di transizione complessa, sospeso tra la necessità di rinnovare il parco circolante, le pressioni normative europee e le difficoltà operative legate all’elettrificazione. I dati di novembre 2025 confermano come la strada verso una crescita stabile sia ancora lunga e richieda interventi coordinati su più fronti, dalla politica industriale alle infrastrutture, fino alla chiarezza normativa. In questo contesto, il 2026 si profila come un anno decisivo per capire se il comparto riuscirà a ritrovare slancio o se la fase di contrazione continuerà a caratterizzare il mercato dei veicoli commerciali leggeri.







