Mercato auto Italia settembre 2026: +9,9%, ibride al 50,7% e diesel al 4,9%

A settembre il mercato auto italiano sale del 9,9% con 139.356 immatricolazioni. Ibride al 50,7%, elettriche al 7,6% e diesel in calo al 4,9%.

Mercato auto Italia

Il mercato auto in Italia accelera a settembre 2026: le nuove immatricolazioni raggiungono 139.356 unità, con una crescita del 9,9% rispetto alle 126.781 registrate nello stesso mese del 2025. Il risultato rafforza anche il bilancio dei primi nove mesi dell’anno, che arriva a 1.268.964 vetture contro 1.167.542 del periodo gennaio-settembre 2025. L’incremento cumulato è dell’8,7%.

Il recupero dei volumi è evidente, ma il confronto con il periodo precedente alla pandemia restituisce un quadro meno brillante. Rispetto al 2019, infatti, nei primi nove mesi del 2026 rimane un divario del 13,6%. Il mercato sta dunque crescendo rispetto allo scorso anno, ma non è ancora tornato sui livelli raggiunti sette anni fa.

Nel frattempo cambia rapidamente la composizione delle immatricolazioni. Le auto ibride hanno ormai superato la metà del mercato mensile, mentre benzina e diesel continuano a perdere terreno. Crescono anche le plug-in hybrid e le elettriche pure, sebbene con quote ancora molto differenti rispetto a quelle raggiunte complessivamente dalle motorizzazioni ibride.

Nei primi nove mesi immatricolate quasi 1,27 milioni di auto

Tra gennaio e settembre sono state immatricolate 1.268.964 nuove autovetture. Rispetto alle 1.167.542 dello stesso periodo del 2025 significa oltre 100 mila unità aggiuntive e un progresso dell’8,7%. Settembre contribuisce al risultato con una crescita più sostenuta della media accumulata dall’inizio dell’anno.

Il dato del 2019 resta però un riferimento importante per capire quanto terreno debba ancora recuperare il settore. Il -13,6% rispetto a quei livelli mostra una distanza ancora consistente nonostante l’espansione registrata nel 2026. La crescita annuale e il recupero strutturale del mercato, insomma, sono due aspetti che vanno letti separatamente.

A rendere ancora più articolato il quadro è l’età del parco circolante. Circa la metà dei trasferimenti netti nel mercato dell’usato riguarda vetture con più di dieci anni. L’aumento delle nuove immatricolazioni deve quindi confrontarsi con una circolazione nella quale continua ad avere un peso rilevante una parte di automobili piuttosto anziana.

Mercato auto Italia: ibride conquistano il 50,7% del mercato

Il cambiamento più evidente di settembre riguarda le alimentazioni. Le ibride raggiungono il 50,7% delle immatricolazioni, guadagnando 5,5 punti percentuali e superando da sole la metà del mercato. Nei primi nove mesi la loro quota si attesta al 49,4%.

All’interno di questo risultato, le mild hybrid rappresentano il 32,2% delle immatricolazioni di settembre. Le full hybrid raggiungono invece il 18,5%. È quindi la componente mild hybrid a pesare maggiormente nel risultato complessivo delle vetture elettrificate senza ricarica esterna.

La situazione è molto diversa per le motorizzazioni tradizionali. La benzina perde 4,8 punti percentuali e scende al 17,6%, mentre nei primi nove mesi si ferma al 19,4%, con una flessione di 5,8 punti. Ancora più ridotta è ormai la presenza del diesel, che a settembre rappresenta appena il 4,9% delle nuove immatricolazioni.

Diesel al 4,9%, GPL all’8,1%

Il diesel perde quattro punti percentuali nel mese e scende al 4,9% di quota. Nel periodo gennaio-settembre la sua presenza è leggermente superiore, ma comunque limitata al 6,5%. La motorizzazione che per anni ha avuto un ruolo centrale nel mercato italiano si trova così all’ultimo posto tra le principali alimentazioni considerate.

Il GPL conserva una quota maggiore, pur arretrando rispetto all’anno precedente. A settembre rappresenta l’8,1% delle immatricolazioni, con una perdita di 1,2 punti percentuali. Nei primi nove mesi si ferma al 7,1%, 2,2 punti in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.

La fotografia del mese mostra quindi un mercato nel quale la crescita complessiva non si distribuisce in maniera uniforme tra le tecnologie. Le ibride guadagnano terreno, benzina e diesel lo perdono, mentre le soluzioni ricaricabili aumentano la propria presenza. Il cambiamento del mix è ormai più rapido di quello dei volumi complessivi.

Mercato auto Italia: auto elettriche al 7,6%, le plug-in salgono all’11,1%

Le auto elettriche BEV raggiungono il 7,6% delle immatricolazioni di settembre. Ad agosto la quota era del 6,4%, mentre nel settembre 2025 si fermava al 5,6%. In un anno il guadagno è quindi di due punti percentuali, mentre nel cumulato gennaio-settembre le elettriche rappresentano l’8% del mercato.

Un elemento significativo riguarda la composizione della domanda: oltre il 52% dei volumi BEV è riconducibile ai clienti privati. Le elettriche mantengono dunque una presenza importante nel canale delle famiglie. Nel mercato complessivo, però, la loro quota rimane ancora distante da quella raggiunta dalle ibride senza ricarica esterna.

Le plug-in hybrid arrivano invece all’11,1%, contro l’8,5% di settembre 2025. Il dato è leggermente inferiore al 12% registrato ad agosto, ma conferma una crescita consistente su base annua. Nei primi nove mesi le PHEV raggiungono il 9,5%, con un incremento di 3,5 punti, e oltre il 40% delle immatricolazioni del canale è generato dal noleggio a lungo termine.

Le quote delle alimentazioni a settembre 2026

Alimentazione Quota settembre 2026
Ibride 50,7%
Mild hybrid 32,2%
Full hybrid 18,5%
Benzina 17,6%
PHEV 11,1%
GPL 8,1%
BEV 7,6%
Diesel 4,9%

Mercato auto Italia: privati valgono il 55,9% delle immatricolazioni

Guardando agli utilizzatori, i privati mantengono il ruolo principale con il 55,9% del mercato di settembre, guadagnando 0,1 punti percentuali. Nei primi nove mesi la quota è del 53,6%, in aumento di 0,8 punti. La crescita del mercato continua quindi ad avere una componente significativa nella domanda delle famiglie.

Le autoimmatricolazioni salgono sia nei volumi sia nella quota mensile, raggiungendo il 13,9% e guadagnando 0,2 punti. Nel cumulato gennaio-settembre rappresentano invece l’11,3%, con una riduzione di 0,3 punti percentuali. Diversa la dinamica del noleggio a lungo termine, che cresce leggermente in volume ma perde peso sul totale.

Il lungo termine scende infatti al 21,5% del mercato, 1,4 punti in meno, mentre nei primi nove mesi si attesta al 21,1%, con una perdita di 2,2 punti. All’interno del canale crescono le società Top mentre diminuiscono le Captive. Molto più vivace il noleggio a breve termine, che quasi raddoppia i volumi e raggiunge il 2,9% del mercato mensile.

Il noleggio a breve termine accelera

Il breve termine guadagna 1,2 punti percentuali a settembre e porta la propria quota al 2,9%. Il dato dei primi nove mesi è ancora più rilevante: 8,7% del mercato, con un incremento di 2,1 punti. È una delle dinamiche più marcate osservate tra i diversi canali di acquisto e utilizzo.

Le società, pur aumentando i propri volumi, si fermano invece al 5,7% delle immatricolazioni mensili, perdendo 0,2 punti percentuali. Nel periodo gennaio-settembre rappresentano il 5,3%. La struttura del mercato rimane quindi fortemente concentrata tra privati, noleggio a lungo termine e autoimmatricolazioni.

Il tema delle flotte assume un peso anche nelle prospettive per il 2027. Il piano di defiscalizzazione indicato per le auto aziendali avrebbe un costo stimato di 515 milioni di euro nel triennio 2027-2029 e punta ad attivare 400.000 immatricolazioni sostenibili. Tra gli interventi individuati rientrano fiscalità, infrastrutture di ricarica e riduzione dei costi energetici.

SUV di segmento B al 28,6%, quelli di segmento C al 23,6%

La segmentazione conferma il peso dei SUV, ma con andamenti differenti. Nel segmento B rappresentano il 28,6% delle immatricolazioni: i volumi crescono leggermente, mentre la quota diminuisce. Le berline dello stesso segmento avanzano invece al 16,2%.

Tra le medie la situazione cambia. Le berline di segmento C scendono al 3,9%, mentre i SUV guadagnano 3,7 punti e arrivano al 23,6%. Nel segmento D le berline salgono all’1,2% e i SUV raggiungono il 9,2%.

Le berline del segmento A crescono fino al 9,9%, mentre i relativi SUV scendono all’1,5%. Nell’alto di gamma le quote si fermano allo 0,1% per le berline e all’1,2% per i SUV. Station wagon, MPV e sportive rappresentano rispettivamente il 2,1%, l’1,9% e lo 0,5% del mercato.

Mercato auto Italia: Nord Ovest primo mercato, le Isole salgono al 5,8%

La distribuzione territoriale vede ancora il Nord Ovest al primo posto con il 32,7% delle immatricolazioni, 1,5 punti in più. Il Centro segue con il 28,7%, guadagnando 1,1 punti. In quest’ultima area il noleggio ha un peso rilevante: senza questo canale la quota scenderebbe al 22,6%.

Il Nord Est perde invece quattro punti e si porta al 22,2%, mentre al netto del noleggio raggiungerebbe il 22,9%. Il Sud sale al 10,5%, con un progresso di 0,6 punti percentuali. Anche le Isole guadagnano 0,6 punti e arrivano al 5,8% delle nuove immatricolazioni nazionali.

La crescita di Sud e Isole non modifica dunque la graduatoria territoriale, ancora dominata dalle tre grandi aree centro-settentrionali. Nord Ovest, Centro e Nord Est concentrano insieme gran parte delle nuove registrazioni. Le differenze diventano però più significative quando si considera l’incidenza del noleggio.

Emissioni medie in calo a 106 g/km di CO2

Il cambiamento nel mix delle alimentazioni si accompagna a una riduzione delle emissioni medie delle nuove auto. A settembre il valore scende del 3,7% e raggiunge 106,0 g/km di CO2. Nei primi nove mesi la media è di 107,2 g/km, con una diminuzione del 5,8%.

La fascia a zero emissioni, corrispondente alle ZEV, pesa il 7,6% del mercato mensile e l’8% nel cumulato. Le auto comprese tra 1 e 20 g/km valgono lo 0,2%, mentre quelle tra 21 e 50 g/km raggiungono il 5,9%. La fascia 51-60 g/km rappresenta il 2,8% e quella tra 61 e 94 g/km il 4,6%.

La maggioranza delle nuove immatricolazioni rimane concentrata tra 95 e 135 g/km, fascia che raggiunge il 62,5% a settembre e il 60,6% nei primi nove mesi. Tra 136 e 190 g/km si colloca il 12,9% delle vetture, mentre quelle oltre 190 g/km rappresentano l’1,6%. Il cambiamento delle alimentazioni si riflette quindi gradualmente anche nella distribuzione delle emissioni.

Mercato auto Italia: bollo 2027 e rinnovo del parco

Nel quadro del settore entra anche il bollo auto 2027. Il D.L. Sostegno all’esame del Parlamento destina 2,3 miliardi di euro ai trasferimenti compensativi legati all’esenzione, con 1,460 miliardi provenienti da economie PNRR. Il criterio prevede una soglia di 80 kW svincolata dall’età del veicolo e dai parametri emissivi.

Il tema si intreccia direttamente con quello del rinnovo del parco. La presenza ancora elevata di automobili con oltre dieci anni nel mercato dell’usato rende lo svecchiamento una questione che va oltre il semplice andamento mensile delle nuove immatricolazioni. Sicurezza, efficienza e riduzione delle emissioni dipendono infatti anche dalla velocità con cui le vetture più anziane vengono sostituite.

Nel frattempo, sul fronte dei costi di utilizzo, i principali operatori della distribuzione hanno introdotto tetti temporanei ai prezzi di benzina e gasolio fino alla fine di ottobre. La questione energetica resta collegata sia al potere d’acquisto di famiglie e imprese sia alla transizione verso veicoli più efficienti. In questo scenario settembre porta un segnale positivo dai volumi, ma mostra soprattutto quanto rapidamente stia cambiando la struttura del mercato automobilistico italiano.

I numeri chiave del mercato auto a settembre 2026

Indicatore Dato
Immatricolazioni settembre 139.356
Variazione annua +9,9%
Immatricolazioni gennaio-settembre 1.268.964
Variazione primi 9 mesi +8,7%
Divario rispetto al 2019 -13,6%
Ibride 50,7%
BEV 7,6%
PHEV 11,1%
Benzina 17,6%
Diesel 4,9%
GPL 8,1%
Privati 55,9%
Emissioni medie 106,0 g/km CO2
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