Leapmotor prepara le auto del 2027: più spazio e addio alla batteria da 12 volt

Leapmotor presenta LEAP 5.0 e CTC 3.0: più spazio nell'abitacolo, meno componenti e una batteria integrata che elimina la tradizionale unità ausiliaria da 12 volt.

Leapmotor LEAP 5.0

Più spazio per i passeggeri, meno componenti e l’eliminazione della tradizionale batteria ausiliaria da 12 volt. Leapmotor ha scelto il Tech Day 2026 per mostrare due delle tecnologie destinate a diventare la base della prossima generazione dei suoi veicoli: la LEAP 5.0 New Mobile Space Architecture e la Cell-to-Chassis 3.0 High-Low Fusion Battery. Le prime applicazioni sono previste sui nuovi prodotti che saranno presentati a partire dal 2027.

Le novità sono state svelate mercoledì 16 settembre 2026 nello stabilimento di batterie di Huzhou, nell’area di Hangzhou. I due progetti affrontano aspetti differenti della stessa automobile. LEAP 5.0 ripensa soprattutto l’organizzazione dello spazio e dei componenti, mentre CTC 3.0 interviene sul sistema di alimentazione elettrica e sull’integrazione della batteria nel telaio.

Il risultato è un’impostazione che cerca di sfruttare diversamente ogni centimetro disponibile. L’obiettivo non riguarda soltanto le dimensioni dell’abitacolo, perché la nuova architettura è stata sviluppata anche per gestire veicoli elettrificati con una crescente presenza di sistemi elettronici e tecnologie di guida autonoma. Sul fronte energetico, invece, Leapmotor punta a eliminare un componente presente sulle automobili da decenni.

Leapmotor LEAP 5.0 cambia l’organizzazione dell’auto

La LEAP 5.0 New Mobile Space Architecture è un’architettura hardware progettata specificamente per i modelli Leapmotor di nuova generazione. Uno dei dati centrali è quello relativo all’efficienza nell’utilizzo dello spazio, indicata al 100%. Per raggiungere questo risultato viene modificato il modo in cui diversi elementi tecnici vengono collocati e integrati all’interno della vettura.

La piattaforma adotta inoltre un sistema di controllo integrato centralmente. È una soluzione pensata per rispondere alle necessità delle automobili elettrificate moderne, nelle quali software, elettronica e sistemi di assistenza assumono un ruolo sempre più rilevante. La configurazione tiene conto anche della presenza di numerose tecnologie legate alla guida autonoma.

Il principio di fondo è ridurre lo spazio sottratto ai passeggeri dai componenti meccanici ed elettronici. Invece di trattare i diversi sistemi come elementi separati, LEAP 5.0 aumenta il livello di integrazione. Da questa impostazione derivano alcuni dei miglioramenti più significativi annunciati per l’abitacolo.

Climatizzazione e motore liberano il 19% di spazio longitudinale

Uno degli interventi riguarda la combinazione tra unità di climatizzazione all-in-one e gruppo propulsore collocato posteriormente. Due aree tecniche precedentemente separate vengono organizzate in maniera più compatta. Questa soluzione consente di aumentare del 19% lo spazio longitudinale disponibile nell’abitacolo.

Il vantaggio non si limita ai centimetri recuperati per gli occupanti. La nuova configurazione permette di ridurre del 18% il numero complessivo dei componenti e del 30% le tubazioni necessarie. Una semplificazione che modifica quindi sia il packaging della vettura sia la quantità di elementi da sistemare all’interno della piattaforma.

Per chi utilizza l’automobile, la conseguenza più facilmente percepibile resta lo spazio. Riducendo gli ingombri tecnici, una quota maggiore delle dimensioni esterne può essere destinata all’abitacolo. È uno dei temi centrali dell’intera LEAP 5.0 e ritorna anche nella progettazione delle sospensioni anteriori.

Più spazio per le gambe grazie ai nuovi ammortizzatori

Leapmotor ha ripensato anche la disposizione degli ammortizzatori, che sulla nuova architettura assumono una configurazione verticale. La soluzione viene abbinata a una torretta realizzata in alluminio e occupa meno spazio rispetto all’impostazione precedente. Il beneficio dichiarato riguarda soprattutto la zona anteriore dell’abitacolo.

Lo spazio laterale per le gambe dei passeggeri anteriori aumenta infatti del 37,5%. È un dato significativo perché non nasce dall’aumento delle dimensioni esterne indicato per uno specifico modello, ma dalla diversa organizzazione degli elementi tecnici. La piattaforma viene quindi utilizzata come strumento per recuperare volume abitabile.

Il principio è simile a quello seguito per climatizzazione e propulsore: rendere più compatta la parte tecnica per lasciare più spazio alle persone. Questo approccio diventa ancora più evidente osservando la configurazione verticale dell’intero abitacolo, dove Leapmotor introduce una soluzione piuttosto insolita per il settore automobilistico.

Tetto più alto e pianale ribassato: l’abitacolo cresce del 63,7%

La LEAP 5.0 utilizza una nuova configurazione della piattaforma skateboard, con pianale completamente piatto e ribassato. A questo elemento viene associato un tetto più alto. La combinazione permette di aumentare del 63,7% l’altezza interna disponibile.

Leapmotor utilizza questa impostazione per creare un ambiente descritto come un abitacolo aperto in stile loft. La caratteristica più particolare è la possibilità di stare completamente in piedi all’interno dello spazio ricavato dalla nuova architettura. Si tratta di un cambiamento che porta il concetto di abitabilità oltre la tradizionale ricerca di qualche centimetro aggiuntivo per gambe e testa.

Il pianale piatto contribuisce inoltre a eliminare ostacoli nella parte inferiore dell’abitacolo. Insieme al tetto rialzato, modifica le proporzioni dello spazio interno e amplia le possibilità di utilizzo. Saranno i modelli previsti dal 2027 a mostrare come questa impostazione verrà tradotta nelle vetture destinate alla strada.

CTC 3.0 integra la batteria direttamente nel telaio

La seconda innovazione presentata al Tech Day riguarda la Cell-to-Chassis 3.0 High-Low Fusion Battery. È l’ultima generazione della tecnologia CTC di Leapmotor e porta più avanti il concetto di integrazione tra accumulatore e struttura del veicolo. La soluzione elimina la necessità di utilizzare moduli batteria separati, integrandoli direttamente nel telaio.

Il cambiamento più importante riguarda però la gestione dell’alimentazione a bassa tensione. La nuova CTC 3.0 è stata progettata per svolgere anche le funzioni normalmente affidate alla classica batteria ausiliaria da 12 volt. Questo consente di eliminare completamente tale componente dai veicoli di nuova generazione che utilizzeranno il sistema.

Alta e bassa tensione vengono gestite attraverso una struttura maggiormente integrata. Le due sezioni utilizzano le stesse celle e gli stessi moduli, condividendo sia la gestione termica sia la distribuzione dell’energia. Non si tratta quindi semplicemente di rimuovere la batteria ausiliaria, ma di riprogettare l’intero modo in cui l’energia viene distribuita a bordo.

La batteria da 12 volt può scomparire dalle Leapmotor

La tradizionale batteria da 12 volt svolge ancora oggi numerosi compiti fondamentali. Alimenta o supporta componenti come tergicristalli, climatizzazione, luci, schermi dell’infotainment e sistemi di sicurezza. Tra le funzioni interessate rientrano anche motorino di avviamento e airbag.

Con la CTC 3.0 High-Low Fusion queste esigenze vengono assorbite dal sistema principale. Leapmotor indica una capacità e funzionalità a bassa tensione sette volte superiori rispetto alla precedente generazione. L’energia disponibile diventa così sufficiente per sostituire quella normalmente fornita dall’accumulatore ausiliario.

Quando la tecnologia arriverà sui modelli di nuova generazione, Leapmotor punta quindi a portare su strada vetture prive della classica batteria al piombo-acido da 12 volt. Sarebbero i primi veicoli stradali da oltre 70 anni a rinunciare a questo componente. Una soluzione ormai considerata normale nell’architettura elettrica dell’automobile verrebbe così assorbita nel sistema di accumulo principale.

Meno manutenzione e niente sostituzione periodica della batteria ausiliaria

L’eliminazione della batteria separata da 12 volt produce conseguenze anche sul fronte della manutenzione. La tecnologia CTC 3.0 è progettata per non richiedere interventi dedicati durante l’intero ciclo di vita. Viene quindi meno anche la necessità di sostituire la batteria ausiliaria ogni pochi anni.

Per il proprietario questo può tradursi in una riduzione dei costi legati alla gestione del veicolo nel lungo periodo. Una batteria in meno significa infatti eliminare un componente soggetto a sostituzione periodica. L’integrazione cerca così di combinare semplificazione tecnica e minori esigenze di manutenzione.

C’è anche un effetto potenziale sullo smaltimento. Un’adozione su larga scala del sistema potrebbe eliminare ogni anno la necessità di decine di milioni di batterie al piombo-acido. La conseguenza sarebbe una riduzione dei rifiuti legati alla sostituzione degli accumulatori tradizionali.

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