Lancia Corse al il Rally Japan: Gryazin sulla Ypsilon Rally2 HF Integrale nel settimo round WRC

Lancia Corse HF affronta il Rally Japan con Nikolay Gryazin sulla Ypsilon Rally2 HF Integrale: 20 speciali, 302 km e strade tra le più dure del WRC.

lancia corse hf

Il mondiale rally cambia scenario, continente e difficoltà. Dopo i primi sei appuntamenti stagionali, il FIA WRC si prepara a entrare in una delle gare più tecniche e particolari dell’intero calendario: il Rally Japan. Per Lancia Corse HF sarà un banco di prova importante, affidato a un pilota che sulle strade nipponiche ha già costruito una reputazione solida. A guidare la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale nel settimo round iridato sarà infatti Nikolay Gryazin, chiamato ad affrontare uno degli eventi più imprevedibili della stagione.

Il rally giapponese, in programma dal 28 al 31 maggio tra le prefetture di Aichi e Gifu, rappresenta molto più di una semplice tappa asiatica del campionato. Curve senza respiro, carreggiate strette, pochissimi rettilinei, asfalto dall’aderenza mutevole e un meteo capace di cambiare radicalmente nel giro di pochi minuti rendono questa gara una sfida tecnica continua, dove il margine d’errore si riduce praticamente a zero.

In questo contesto Lancia Corse HF punta sull’esperienza di Gryazin e sulla competitività della Ypsilon Rally2 HF Integrale per cercare un risultato di peso nella lotta del WRC2.

Lancia Corse HF: Gryazin, uno specialista del Rally Japan

La scelta di Nikolay Gryazin non arriva casualmente. Il ventottenne pilota con licenza bulgara è considerato uno degli interpreti più preparati del Rally Japan tra gli equipaggi della categoria WRC2.

I numeri raccontano bene il suo rapporto con questa gara. Nelle ultime tre edizioni ha raccolto risultati di alto livello, costruendo una continuità rara su un terreno spesso ostico anche per piloti di grande esperienza. Nel 2024 ha conquistato la vittoria in classe WRC2, mentre nel 2023 e nell’edizione successiva citata nel palmarès recente è arrivato due volte secondo.

Conoscere il Giappone nel mondiale rally non significa soltanto ricordare le traiettorie. Vuol dire saper interpretare strade strettissime, continui cambi di ritmo, superfici che modificano il livello di grip curva dopo curva e condizioni ambientali che possono trasformare una speciale asciutta in una prova insidiosa nel giro di pochi chilometri.

Accanto a Gryazin ci sarà ancora Konstantin Aleksandrov alle note. L’equipaggio rappresenta una delle combinazioni più consolidate della categoria e proverà a sfruttare ogni occasione disponibile in un appuntamento che potrebbe avere un peso rilevante sulla classifica stagionale.

Una classifica aperta e l’occasione del settimo round

Dopo i primi sei round del mondiale, Gryazin occupa il settimo posto della classifica. La posizione non lo colloca ancora tra i leader assoluti della categoria, ma lascia aperti margini importanti di crescita in una stagione lunga e molto combattuta.

Il Rally Japan potrebbe diventare un passaggio strategico proprio per questo motivo. Alcuni dei principali avversari nella corsa al titolo WRC2 non saranno presenti, situazione che potrebbe modificare gli equilibri nella raccolta punti.

Nel mondiale rally, però, le occasioni teoriche valgono poco senza concretezza sul cronometro. E il Giappone non è certo una gara che permette approcci conservativi o errori di valutazione.

Ogni centimetro della carreggiata conta. Le prove speciali nipponiche lasciano pochissimo spazio alla correzione e richiedono precisione costante, soprattutto quando il meteo interviene a cambiare condizioni e riferimenti di guida.

Il Rally Japan: 302 chilometri che mettono alla prova uomini e macchine

Il settimo atto del FIA WRC si svilupperà su un programma intenso: 20 prove speciali e 302 chilometri cronometrati complessivi.

La gara scatterà ufficialmente giovedì 28 maggio con la cerimonia di partenza, ma la parte sportivamente più impegnativa entrerà nel vivo dal giorno successivo.

Venerdì 29 maggio gli equipaggi dovranno affrontare sei prove speciali per un totale di 108 chilometri contro il tempo. È una prima giornata già selettiva, capace di costruire distacchi importanti e mettere sotto pressione piloti, navigatori e assetti delle vetture.

Tra gli elementi più attesi del percorso compare la nuova prova speciale Asuke, inserita per la prima volta nell’itinerario del Rally Japan. Con i suoi 12,9 chilometri rappresenta una delle principali incognite del weekend.

Accanto alla novità trova posto uno dei passaggi più rappresentativi dell’evento, la Isegami’s Tunnel. I suoi 24 chilometri attraversano tratti delimitati da muri di roccia e carreggiate estremamente strette, in un ambiente dove il ritmo di guida resta costantemente elevato ma il margine di sicurezza è minimo.

La seconda giornata e il calore del pubblico giapponese

Il sabato del Rally Japan sarà ancora più impegnativo sul piano della distanza e della gestione delle energie. Sono previste otto prove speciali per un totale di 120,22 chilometri cronometrati, una porzione di gara capace spesso di determinare l’andamento generale del weekend.

La giornata terminerà con la doppia Super Special Stage di Fujioka, lunga 3,19 chilometri. Una prova relativamente corta rispetto ai grandi tratti di montagna, ma dal forte impatto spettacolare.

Il Rally Japan viene considerato uno degli eventi più partecipati dell’intero mondiale. Migliaia di tifosi seguono le prove speciali, affollano le zone di passaggio e accompagnano gli equipaggi anche durante i trasferimenti tra uno stage e l’altro.

Questo elemento rende l’appuntamento giapponese diverso da molte altre gare del calendario. L’atmosfera del pubblico diventa parte integrante dell’evento, contribuendo a costruire una pressione ulteriore su piloti e team.

Domenica decisiva: ultimi 74 chilometri per assegnare il settimo round WRC

La gara si concluderà domenica 31 maggio con sei prove speciali finali e 74,06 chilometri decisivi. È la giornata nella quale spesso si concentrano le scelte più delicate: gestione del rischio, strategie sugli pneumatici, adattamento alle condizioni meteo e ricerca degli ultimi punti disponibili.

Nel Rally Japan la domenica non è quasi mai una formalità. Le differenze di ritmo possono nascere improvvisamente, soprattutto quando la superficie cambia comportamento e il clima montano modifica il livello di aderenza.

Per Lancia Corse HF sarà il momento nel quale verificare concretamente la competitività della Ypsilon Rally2 HF Integrale in uno degli scenari più complessi della stagione mondiale.

La sfida di Lancia Corse HF tra competitività e concentrazione

Il team sa bene che il Giappone non concede tregua. Anche con un elenco iscritti meno numeroso rispetto ad altri round, il livello della concorrenza rimane elevato. La categoria WRC2 continua infatti a rappresentare uno dei campionati più combattuti del panorama rallystico internazionale, con distacchi ridotti, grande varietà di approcci tecnici e numerosi specialisti delle gare su asfalto.

Per questo motivo il lavoro del team non si limiterà alla pura velocità in prova speciale. Saranno fondamentali preparazione tecnica, capacità di adattamento e concentrazione costante dall’inizio alla fine della gara.

La Ypsilon Rally2 HF Integrale arriva in Giappone chiamata a misurarsi con un terreno esigente, ma anche con un’occasione concreta di crescita competitiva in un mondiale che entra progressivamente nella sua fase centrale.

Tra le montagne di Aichi e Gifu, dove le condizioni possono cambiare rapidamente e ogni curva impone precisione assoluta, Lancia Corse HF cercherà di costruire un altro capitolo del proprio percorso internazionale. Per riuscirci serviranno velocità, pulizia di guida e la capacità di sfruttare ogni dettaglio di un rally che, storicamente, non perdona distrazioni.

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