Ineos Grenadier Trialmaster X, il fuoristrada che non vuole più scegliere tra fango e lusso

Ineos lancia Ineos Grenadier Trialmaster X: la versione full optional dell'apprezzato fuoristrada britannico

Ineos Grenadier Trialmaster X
PH: Ineos

L’Ineos Grenadier Trialmaster X arriva in un momento in cui il fuoristrada vero sembra quasi un gesto controcorrente. Non perché manchino SUV alti, grossi, costosi. Quelli abbondano. Mancano semmai le auto che non fingono di essere robuste solo con un paraurti più scolpito e due modalità di guida chiamate in modo avventuroso. Il Grenadier, fin dall’inizio, è nato con un’altra idea in testa: telaio separato, assali rigidi, trazione integrale permanente, motori sei cilindri BMW, una certa allergia all’eleganza troppo levigata.

Poi però anche chi ama le cose dure, a un certo punto, vuole stare comodo. E qui entra in scena il Trialmaster X, versione che prova a tenere insieme due anime che sulla carta non sempre si sopportano: la capacità fuoristradistica dell’allestimento Trialmaster e la cura interna della Fieldmaster. Ineos lo presenta come il modello più equipaggiato della gamma, disponibile sia sulla variante station wagon sia sul pick-up Quartermaster, con una dotazione pensata per chi vuole partire già con quasi tutto incluso. La casa lo definisce “fully loaded as standard”, cioè sostanzialmente full optional di serie, e lo colloca al vertice della famiglia Grenadier.

C’è una certa coerenza in questa scelta. Il Grenadier è sempre stato un oggetto un po’ ostinato, quasi fuori tempo rispetto alla direzione dell’auto moderna. Ma proprio per questo ha trovato un pubblico. Non enorme, non trasversale, non da classifica generalista. Un pubblico preciso, fatto di persone che vogliono un mezzo capace, meccanico, solido, magari anche esagerato. Il Trialmaster X aggiunge una domanda nuova: e se quel mezzo potesse essere più curato, più ricco, meno spartano, senza perdere troppo della sua identità?

Ineos Grenadier e allestimento Trialmasterr, la versione X porta tutto più in alto

L’Ineos Grenadier non nasce per piacere a chi cerca un SUV raffinato da città. Questo è abbastanza evidente già guardandolo. Ha superfici verticali, proporzioni squadrate, ruota di scorta esterna, dettagli funzionali più che decorativi. È il tipo di auto che sembra progettata prima per essere lavata con una pompa e poi, forse, per essere fotografata davanti a un ristorante.

L’allestimento Trialmaster, scritto così come spesso viene cercato online anche se la denominazione corretta è Trialmaster, è sempre stato quello più orientato all’uso duro. Con il Trialmaster X, Ineos non cancella quella vocazione, ma la completa con una dotazione più ricca. Secondo Road & Track, la nuova versione combina differenziali bloccabili anteriori e posteriori, presa d’aria rialzata, pneumatici BFGoodrich All Terrain T/A KO3 da 17 pollici, impianto elettrico rinforzato e una serie di contenuti premium come sedili Recaro in pelle riscaldabili, nuovi rivestimenti e finestrini safari.

È una combinazione interessante, anche un po’ sfacciata. Perché il Grenadier Trialmaster X non cerca di sembrare minimalista. Non dice al cliente: ti do solo l’essenziale. Dice l’opposto: ti do tutto quello che serve per andare lontano e abbastanza comfort per non sentirti punito mentre lo fai. In questo senso è un fuoristrada contemporaneo, ma non nel modo in cui lo sono certi SUV pieni di schermi e poco altro. Qui la tecnologia e il lusso arrivano sopra una base ancora molto fisica.

Il telaio resta quello giusto per chi prende sul serio l’off road. Autoweek ricorda la costruzione body on frame, la trazione integrale permanente, i differenziali bloccabili e i motori sei cilindri turbo di origine BMW, benzina o diesel, abbinati al cambio automatico a otto rapporti. Non è una ricetta leggera, né particolarmente raffinata nel senso europeo classico. È una ricetta robusta.

E qui bisogna essere sinceri. Un mezzo così non ha senso per tutti. Anzi, per molti automobilisti sarebbe quasi assurdo. In città è grande, pesante, poco discreto. Su strada non avrà mai la morbidezza di un SUV premium nato per l’asfalto. Non fa nulla per nascondere la sua origine meccanica. Però chi lo sceglie probabilmente vuole proprio questo. Vuole sentire che sotto c’è sostanza, non solo elettronica.

La parte più nuova del Trialmaster X è il modo in cui Ineos prova a rendere questa sostanza meno ruvida. I sedili Recaro in pelle nera e grigia riscaldabili, la moquette migliorata, l’insonorizzazione più curata e i finestrini safari trasformano l’abitacolo in qualcosa di più vivibile. Non diventa una berlina di lusso, e forse sarebbe sbagliato pretendere questo. Ma smette di chiedere al proprietario una specie di sacrificio estetico e acustico in nome dell’avventura.

È un equilibrio sottile. Troppo comfort rischia di rendere il Grenadier meno credibile agli occhi di chi lo ha amato proprio per la sua durezza. Troppa rudezza, invece, lo rende difficile da giustificare a certi prezzi. Il Trialmaster X prova a stare in mezzo, anche se in realtà sta molto in alto nel listino.

Ineos Grenadier Trialmaster X
PH: Ineos

Variante station wagon e pick-up Quartermaster, il full optional cambia il carattere del Grenadier

La disponibilità sulla variante station wagon e sul pick-up Quartermaster è uno dei punti più intelligenti dell’operazione. Perché il Grenadier non è un’auto sola. È una famiglia con due personalità piuttosto diverse. La station wagon parla a chi vuole viaggiare, caricare, proteggere passeggeri e bagagli dentro un abitacolo chiuso. Il Quartermaster, invece, è più operativo, più da lavoro, più da carico scoperto, più vicino a un’idea di mezzo professionale o da spedizione.

Ineos dichiara per la Station Wagon una capacità di traino fino a 3.500 kg, con possibilità di aggiungere un verricello Red Winches da 5.500 kg come optional nelle configurazioni di gamma. Sono numeri che aiutano a capire il tipo di cliente a cui il modello continua a rivolgersi: non chi vuole solo sedersi più in alto, ma chi potrebbe davvero trainare, caricare, attraversare terreni difficili o usare il veicolo in contesti impegnativi.

Il Trialmaster X rende questa impostazione più ricca. Quattroruote lo descrive come il top di gamma “tutto incluso”, disponibile per Station Wagon e Quartermaster, con prezzi nel Regno Unito a partire da 75.010 sterline, circa 86.000 euro al cambio indicato dalla testata. La stessa fonte sottolinea che l’allestimento include tutti gli accessori opzionali previsti sugli altri modelli.

Qui il prezzo diventa un argomento inevitabile. Parlare di fuoristrada duro e prezzi da oggetto premium può sembrare contraddittorio, ma il mercato ormai è questo. Il Grenadier non è un mezzo agricolo economico. Non vuole esserlo. È un prodotto di nicchia, costruito per chi considera la capacità meccanica una forma di lusso. Non il lusso morbido, non il lusso silenzioso di certe ammiraglie elettriche. Un lusso più rude, fatto di componenti sovradimensionati, accessori già presenti, libertà di uso e una certa indifferenza ai graffi.

HDmotori riporta che il Trialmaster X è proposto di serie in Scottish White, con possibilità di scegliere Devil Red, Magic Mushroom e Donny Grey, e cita badge esclusivi dedicati alla versione. Anche questo racconta bene il carattere dell’auto: il colore base è quasi da mezzo di servizio, le tinte alternative aggiungono personalità senza trasformarlo in un oggetto mondano.

Il pick-up Quartermaster aggiunge un’altra sfumatura. Il cassone cambia il modo in cui si guarda al Grenadier. Meno auto da viaggio, più strumento. Però con il Trialmaster X diventa uno strumento molto rifinito, quasi paradossale. Un pick up capace di affrontare terreni complicati, ma con interni più curati e dotazione completa. C’è qualcosa di molto contemporaneo in questa contraddizione. Vogliamo mezzi autentici, ma non vogliamo rinunciare a nulla. Vogliamo sporcare le gomme, ma entrare in abitacoli più silenziosi. Vogliamo il verricello, però anche la pelle riscaldata.

Non è necessariamente ipocrisia. È semplicemente il modo in cui il mercato del fuoristrada si è evoluto. Un tempo il comfort era secondario, quasi sospetto. Oggi chi spende cifre importanti pretende che la macchina sappia fare due vite. La prima lontano dall’asfalto, la seconda nella normalità. Il Grenadier Trialmaster X prova proprio a occupare quello spazio.

Motor1 Italia, parlando del model year 2026 del Grenadier, ha sottolineato come Ineos abbia lavorato su sterzo, comfort, sistemi di assistenza alla guida e qualità interna, senza modificare il DNA off road. È un passaggio importante, perché il Trialmaster X non arriva isolato: si inserisce in un aggiornamento più ampio della gamma, pensato per rendere il veicolo meno grezzo nell’uso quotidiano.

Questa è forse la parte più delicata. Il Grenadier ha costruito il suo fascino sulla promessa di essere un fuoristrada vero in un mondo di SUV addomesticati. Ogni miglioramento di comfort deve quindi stare attento a non ammorbidire troppo il messaggio. Ma il miglioramento era necessario. Perché l’autenticità va bene, la “scomodità” un po’ meno.

L’Ineos Grenadier Trialmaster X, alla fine, non è solo una versione più cara. È una dichiarazione sul tipo di cliente che Ineos vuole intercettare. Non solo il purista che compra la macchina per usarla in condizioni estreme. Anche chi vuole un oggetto speciale, con una forte identità meccanica, ma abbastanza completo da non sembrare un attrezzo da lavoro travestito da auto privata.

Resta una domanda aperta, e forse è giusto che resti così. Quanto fuoristrada vero useranno davvero i proprietari di un Trialmaster X? Alcuni molto, altri quasi nulla. Ma questo vale anche per molte sportive che non vedono mai una pista e per tante station wagon che non caricano mai più di due borse. Le auto, soprattutto quelle costose, vivono anche di possibilità. Non solo di uso reale.

Il Grenadier Trialmaster X vende proprio una possibilità. Andare lontano, uscire dall’asfalto, trainare, caricare, affrontare luoghi meno comodi. Magari farlo davvero, magari solo sapere di poterlo fare. E dentro questa promessa aggiunge sedili migliori, materiali più curati, dotazioni già comprese e quel senso di mezzo definitivo che piace a chi non vuole configurare per ore ogni accessorio.

Non sarà un’auto per molti. Troppo specialistica, troppo grande, troppo costosa, troppo sincera nelle sue asperità. Però ha una coerenza che oggi non è scontata. In un mercato dove tanti SUV fingono una robustezza che non useranno mai, l’Ineos Grenadier Trialmaster X parte da una base realmente dura e prova ad aggiungerci comfort senza chiedere scusa.

Forse è proprio questo a renderlo interessante. Non cerca di diventare più normale. Cerca solo di essere più completo. E per un fuoristrada nato quasi come risposta ostinata alla modernità, è già un cambiamento notevole.

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