La corsa all’innovazione nel settore delle auto elettriche continua a spostarsi sempre più verso l’Asia. Mentre molti costruttori occidentali stanno rivedendo tempi e strategie legate all’elettrificazione, i grandi gruppi cinesi proseguono nello sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche con l’obiettivo di aumentare efficienza, ridurre i costi produttivi e migliorare le prestazioni. In questo contesto si inserisce il nuovo sistema di propulsione elettrica Thunder 16-in-1, presentato ufficialmente da Geely e sviluppato dalla controllata InfiMotion.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, si tratta del primo sistema di propulsione elettrica al mondo capace di integrare sedici funzioni differenti in un unico gruppo compatto. Il risultato è una soluzione progettata per ridurre il numero di componenti installati sull’automobile, diminuire il peso complessivo e migliorare l’efficienza energetica del veicolo.
Il nuovo sistema debutta sulla berlina elettrica Geely Galaxy TT, ma rappresenta soprattutto una dimostrazione delle tecnologie che il gruppo intende utilizzare sulle future generazioni di veicoli elettrici.
Un sistema 16-in-1 che cambia l’architettura della propulsione elettrica
L’aspetto più interessante del progetto Thunder riguarda il livello di integrazione raggiunto. Invece di distribuire numerosi componenti in punti differenti della vettura, Geely ha riunito in un unico modulo dodici componenti hardware fondamentali, ai quali si aggiungono quattro funzioni software dedicate alla gestione intelligente del sistema.
All’interno del gruppo trovano posto il motore elettrico, il controller, il riduttore, il caricatore di bordo, i sistemi di gestione delle batterie ad alta e bassa tensione, il convertitore DC-DC, la centralina del veicolo, il sistema di gestione termica e gli altri dispositivi necessari al funzionamento della catena cinematica elettrica.
Alle componenti fisiche si affiancano software dedicati alla gestione dell’energia, della ricarica, della dinamica di guida e del monitoraggio dello stato del veicolo. L’obiettivo è concentrare il maggior numero possibile di funzioni all’interno di una sola unità, riducendo collegamenti, centraline e complessità costruttiva.
Oltre 180 componenti eliminati
Uno degli effetti più evidenti di questa integrazione riguarda il numero di elementi necessari per costruire il sistema di propulsione. Geely dichiara infatti di essere riuscita a eliminare oltre 180 componenti considerati ridondanti rispetto a un’architettura tradizionale.
La riduzione interessa sia la parte meccanica sia quella elettronica, con benefici che non riguardano soltanto il peso ma anche la semplificazione dell’assemblaggio e la diminuzione del numero di connessioni tra i vari sistemi.
Una soluzione di questo tipo potrebbe contribuire anche a migliorare affidabilità e manutenzione nel lungo periodo, anche se il costruttore non ha diffuso dati specifici su questi aspetti.
Più leggero, più compatto e con maggiore densità di potenza
Il nuovo Thunder 16-in-1 pesa appena 75 chilogrammi. Per raggiungere questo risultato Geely ha utilizzato un alloggiamento realizzato in lega di magnesio e un supporto motore integrato che consentono di contenere la massa complessiva.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, il sistema risulta circa il 15% più leggero rispetto alla media delle soluzioni oggi disponibili sul mercato. Parallelamente cresce anche la densità di potenza, che raggiunge gli 11,8 kW per chilogrammo, valore equivalente a circa 15,8 cavalli per ogni chilogrammo di peso.
La compattezza rappresenta un altro elemento chiave del progetto. L’altezza complessiva dell’unità rimane inferiore a 325 millimetri, caratteristica che permette ai progettisti di recuperare circa 28 litri di spazio all’interno della vettura, aumentando il volume disponibile per il bagagliaio o per altri componenti.
Meno cablaggi e architettura semplificata
Ridurre il numero di componenti significa anche diminuire la quantità di cavi necessari per collegare le diverse unità elettroniche. Nel caso del Thunder 16-in-1 il cablaggio ad alta tensione viene ridotto del 30%, mentre quello dedicato ai sistemi a bassa tensione diminuisce del 15%.
Questa soluzione contribuisce a contenere peso e ingombri, ma permette anche di razionalizzare la disposizione dei componenti all’interno del pianale della vettura, lasciando maggiore libertà nella progettazione degli spazi.
La filosofia seguita da Geely punta quindi non soltanto a incrementare le prestazioni, ma anche a semplificare la costruzione dei futuri modelli elettrici.
Efficienza del 93,8% e piattaforma a 800 Volt
Uno dei dati più significativi riguarda l’efficienza complessiva del sistema, dichiarata pari al 93,8%. Si tratta del rendimento dell’intera catena di propulsione, ottenuto grazie all’integrazione dei componenti e all’ottimizzazione della gestione elettronica.
Il Thunder è sviluppato su una piattaforma elettrica compatibile con architettura a 800 Volt, soluzione ormai sempre più diffusa tra i modelli elettrici di fascia alta perché consente di migliorare le prestazioni della ricarica e della gestione energetica.
L’elevata tensione rappresenta una delle basi tecnologiche sulle quali Geely intende costruire le prossime evoluzioni della propria gamma elettrica.
Il chip proprietario riduce drasticamente i tempi di risposta
Tra le principali innovazioni figura anche la tecnologia proprietaria One-Chip. Attraverso un’unica unità di controllo, il sistema riesce a ridurre sensibilmente il tempo necessario per rispondere ai comandi dell’acceleratore.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, la latenza passa dai tradizionali 40 millisecondi a soli 2 millisecondi. Il risultato è una risposta praticamente immediata tra la pressione del pedale e l’erogazione della coppia del motore elettrico.
Una caratteristica che punta a migliorare sia la piacevolezza di guida sia la precisione nella gestione della potenza disponibile.
Consumi ridotti grazie alla nuova gestione energetica
Le prove effettuate sul lago Qinghai hanno permesso a una vettura equipaggiata con il nuovo Thunder di registrare un consumo di appena 8,2 kWh ogni 100 chilometri. Geely precisa che si tratta di un dato ottenuto in condizioni specifiche di test.
Il valore omologato secondo il ciclo CLTC si attesta invece a 10,7 kWh per 100 chilometri, comunque particolarmente contenuto per un modello di grandi dimensioni.
La riduzione dei consumi deriva dalla combinazione tra l’elevata efficienza del sistema, la minore dispersione energetica e il lavoro svolto dal software nella gestione dell’intera catena di propulsione.
L’intelligenza artificiale ottimizza il funzionamento anche in inverno
Il nuovo sistema utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per adattare continuamente il funzionamento della propulsione alle condizioni di utilizzo. Il software interviene nella gestione dell’energia alle alte velocità, ma anche nelle situazioni climatiche più difficili.
Secondo quanto comunicato da Geely, a una temperatura esterna di meno 18 gradi il sistema riesce a recuperare e immagazzinare energia termica equivalente a circa 7 kWh. Questa energia viene poi utilizzata per limitare il consumo necessario al riscaldamento dell’abitacolo.
Il costruttore indica una riduzione superiore al 40% dell’energia normalmente richiesta per mantenere confortevole la temperatura interna durante la stagione invernale.
Il debutto sulla Geely Galaxy TT
Il Thunder 16-in-1 trova la sua prima applicazione sulla nuova Geely Galaxy TT, una berlina completamente elettrica che rappresenta il debutto commerciale della tecnologia. La vettura misura 4.999 millimetri di lunghezza, è larga 1.919 millimetri e dispone di un passo di 2.920 millimetri.
Sono previste due configurazioni di trazione. La versione a due ruote motrici sviluppa una potenza massima di 245 kW, pari a 329 cavalli, mentre la variante a trazione integrale raggiunge 425 kW, equivalenti a 570 cavalli.
Quest’ultima è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 3,8 secondi, confermando come il nuovo sistema di propulsione non punti soltanto sull’efficienza ma anche sulle prestazioni.
Tre batterie e fino a 725 chilometri di autonomia
La Galaxy TT sarà disponibile con tre differenti capacità di batteria: 52,4 kWh, 63,8 kWh e 75,2 kWh. Questa scelta permette di proporre diverse configurazioni in funzione delle esigenze di utilizzo e dell’autonomia desiderata.
Secondo il ciclo di omologazione CLTC, l’autonomia varia da 540 chilometri fino a un massimo dichiarato di 725 chilometri, passando anche per configurazioni intermedie da 640 e 650 chilometri.
Pur trattandosi di valori riferiti al ciclo CLTC, generalmente più favorevole rispetto allo standard WLTP utilizzato in Europa, i numeri mostrano chiaramente la direzione intrapresa dal costruttore cinese nello sviluppo della nuova generazione di sistemi elettrici.






