La stagione 2025 di Ferrari continua a essere avara di soddisfazioni, con un bilancio che vede la Scuderia di Maranello ancora priva di vittorie. La Ferrari SF-25, monoposto che avrebbe dovuto riportare il Cavallino tra i protagonisti assoluti, si è invece scontrata con una serie di limiti tecnici che ne hanno compromesso il rendimento. Charles Leclerc aveva indicato in Monza, Baku, Singapore e Las Vegas i circuiti in cui coltivare sogni di gloria, ma dopo i primi due appuntamenti di questa lista la situazione non è cambiata: la Ferrari è rimasta a secco, mentre gli avversari hanno continuato a crescere.
I limiti tecnici della Ferrari SF-25
L’handicap principale della SF-25 riguarda la cronica mancanza di carico aerodinamico. Ogni volta che il team prova a spingersi su soluzioni estreme per recuperare parte di questo gap, c’è sempre una squadra capace di fare meglio, lasciando la Ferrari in una posizione di rincalzo. Questa situazione deriva anche da un’impostazione tecnica che non ha fornito punti di forza unici rispetto alla concorrenza. La vettura è bilanciata, capace di adattarsi a vari tipi di tracciato, ma priva di quelle caratteristiche peculiari che permettono di emergere. Ciò comporta prestazioni costanti ma mai decisive, con una difficoltà evidente a imporsi quando serve il colpo di qualità.
La gestione delle curve lente
Uno dei difetti più penalizzanti della Ferrari SF-25 è la difficoltà nelle curve lente. Qui emerge il problema del sottosterzo, che si manifesta proprio nei momenti in cui la monoposto avrebbe bisogno di una direzionalità netta sull’anteriore. In tracciati cittadini o in circuiti con molte curve strette, questo limite diventa particolarmente evidente. A Baku, per esempio, la Rossa ha mostrato le maggiori sofferenze nei tratti dove l’inserimento aggressivo era indispensabile. Singapore, con le sue curve a media e bassa velocità, rappresenta quindi una sfida ma anche un’opportunità per cercare di ridurre i compromessi e trovare un bilanciamento migliore.
Singapore come occasione di riscatto
L’appuntamento del GP Singapore si presenta come una tappa diversa rispetto a Monza e Baku. Qui il carico aerodinamico puro e il grip meccanico sono determinanti, elementi che potrebbero consentire alla Ferrari di ridurre parte del suo svantaggio. Trattandosi di un circuito cittadino, tutti i team tendono ad alzare la vettura, riducendo così l’incidenza delle differenze legate al fondo. La possibilità di caricare di più le ali rappresenta inoltre un vantaggio per la SF-25, che può così compensare parzialmente la sua debolezza strutturale. In questo contesto, il lavoro di setup sarà cruciale per permettere alla monoposto italiana di esprimersi al meglio.
La McLaren come rivale principale
Le condizioni di Marina Bay, con temperature elevate, gomme morbide e curve lente e tecniche, sembrano però favorire in particolare la McLaren MCL39. La vettura inglese si è distinta proprio per la capacità di essere incisiva nelle curve a media velocità e nella gestione degli pneumatici, due aspetti che la pongono come favorita. Frederic Vasseur ha sottolineato le similitudini tra la monoposto di Woking e quella di Maranello, ma ha anche riconosciuto come la McLaren sia più incisiva, tanto sul piano aerodinamico quanto su quello meccanico. Questo rende la sfida di Singapore ancora più difficile per la Ferrari.
Il problema delle qualifiche della Ferrari SF-25
Se in gara la SF-25 è riuscita talvolta a esprimere un passo competitivo, nelle qualifiche la situazione resta complicata. Sul giro secco la Ferrari fatica a entrare nella finestra ottimale per sfruttare appieno il potenziale delle gomme. Ciò si traduce in posizioni di partenza arretrate che, in un circuito come Singapore dove i sorpassi sono notoriamente difficili, rappresentano un handicap pesantissimo. I dati statistici confermano questo limite: prendendo come riferimento i top driver dei vari team, Oscar Piastri, Max Verstappen, George Russell e Charles Leclerc, il monegasco risulta il più penalizzato. Con una posizione media in qualifica di 5,1, Leclerc parte più indietro e migliora meno degli avversari tra Q2 e Q3, con un guadagno limitato a -0,23 secondi, contro i -0,42 di Verstappen.
La questione del setup e dei compromessi
A Singapore il setup sarà fondamentale. La SF-25 ha dimostrato di soffrire nei tratti dove la frenata non avviene a vettura completamente dritta, ma in leggera fase di rotazione. Questi scenari, presenti in diversi punti del tracciato asiatico, sono stati in passato fonte di problemi per la monoposto di Maranello. Tuttavia, rispetto a circuiti come Baku, la possibilità di ridurre i compromessi potrebbe restituire un pizzico di fiducia. Sarà però necessario un lavoro minuzioso di bilanciamento aerodinamico e meccanico per far emergere il meglio dalla vettura, limitando gli effetti del sottosterzo e cercando di garantire una maggiore stabilità in inserimento e in uscita di curva.
Un 2025 senza punti di forza chiari
L’analisi complessiva della stagione mostra come la Ferrari SF-25 non abbia saputo esprimere un punto di forza distintivo. Le rivali, pur con difetti, hanno sempre avuto un aspetto in cui eccellere: la McLaren nell’efficienza aerodinamica, la Red Bull nella gestione del passo gara, la Mercedes nella flessibilità di setup. La Ferrari, al contrario, ha mantenuto caratteristiche equilibrate che l’hanno resa adattabile ma mai dominante. Questo approccio l’ha tenuta competitiva, ma senza garantirle il vantaggio necessario per concretizzare una vittoria.
Leclerc e la ricerca di una vittoria
Charles Leclerc ha espresso più volte il timore che la stagione possa concludersi senza vittorie. La frustrazione del pilota monegasco riflette la difficoltà di una squadra che, pur mostrando segnali di crescita, non riesce a trasformarli in risultati concreti. Avere indicato Singapore come uno dei possibili scenari per interrompere il digiuno è una scommessa che ora diventa centrale. Una vittoria non cambierebbe il giudizio su una stagione complessivamente deludente, ma avrebbe un grande valore simbolico, restituendo fiducia al gruppo e dimostrando che i progressi tecnici possono essere tradotti in risultati tangibili.
L’importanza di un weekend pulito
Un altro aspetto che la Ferrari dovrà curare è l’esecuzione operativa. Nelle ultime gare non sono mancati errori di gestione che hanno peggiorato il bilancio già complicato. La capacità di completare un weekend senza intoppi, massimizzando le qualifiche e trasformando il passo gara in punti pesanti, rappresenta una priorità assoluta. Anche senza una vittoria, un risultato solido a Singapore servirebbe per consolidare la posizione in classifica costruttori e per ridare slancio a un gruppo che ha bisogno di fiducia.







