La ErreErre Fuoriserie ForGiotto non nasce come una semplice automobile, ma come un atto culturale, una dichiarazione di rispetto e continuità verso uno dei più grandi ingegneri della storia dell’automobile italiana. È un progetto che affonda le proprie radici nella visione di Giotto Bizzarrini, uomo capace di unire rigore tecnico, intuizione aerodinamica e un approccio quasi romantico alla meccanica da competizione. ForGiotto nasce per colmare un vuoto, per dare forma a un’auto pensata, desiderata e mai realizzata, come se quel sogno fosse rimasto sospeso nel tempo in attesa di qualcuno disposto a raccoglierlo.
ErreErre Fuoriserie sceglie di farlo con un approccio radicale, artigianale e filologico, evitando ogni scorciatoia stilistica o tecnica. ForGiotto non imita, non copia e non reinterpreta superficialmente: dialoga con la storia, la studia, la rispetta e la proietta in un presente in cui l’automobile può ancora essere un’opera d’arte da guidare.
Giotto Bizzarrini e la nascita del mito Breadvan
Per comprendere appieno il significato della ErreErre Fuoriserie ForGiotto è necessario tornare al 1962, anno in cui Giotto Bizzarrini lascia la Ferrari. In quel momento cruciale della sua carriera, l’ingegnere livornese mette il proprio genio al servizio della Scuderia Serenissima del Conte Giovanni Volpi di Misurata, dando vita a uno dei progetti più iconici e anticonformisti della storia delle competizioni: la Ferrari 250 GT SWB Breadvan, realizzata con la collaborazione della Carrozzeria Sports Cars di Piero Drogo.
L’idea alla base della Breadvan è tanto semplice quanto rivoluzionaria. Bizzarrini comprende che, per ottenere le massime prestazioni velocistiche sul lunghissimo rettilineo di Hunaudières alla 24 Ore di Le Mans, non basta aumentare la potenza. Serve intervenire sull’aerodinamica, in particolare sulla parte posteriore della vettura, per ridurre la resistenza e controllare i flussi d’aria.
Negli anni Sessanta, quando ancora non esistono alettoni, appendici aerodinamiche deportanti ed effetto suolo, le vetture da corsa sono strutturalmente portanti. L’aria tende a sollevarle alle alte velocità, soprattutto nella zona anteriore. La soluzione di Bizzarrini consiste nell’alzare e troncare la coda, riducendo la spinta verso l’alto e migliorando la stabilità. Nasce così la forma “breadvan”, una carrozzeria dalla coda lunga e troncata, simile a un furgone per la consegna del pane, ispirata agli studi aerodinamici dell’ingegnere tedesco Wunibald Kamm.
Dal mondo delle corse alla strada, senza perdere identità
L’attività di Giotto Bizzarrini in quegli anni è intensa e trasversale. Oltre alla progettazione di telai e carrozzerie, si dedica allo sviluppo di motori, realizzando un V12 da 3,5 litri che viene ceduto a Lamborghini per la nascita della 350 GT. Parallelamente, nel 1963 avvia la collaborazione con Renzo Rivolta, da cui nascono le Iso Grifo A3/L e A3/C, presentate al Salone di Torino.
Il progetto tecnico è firmato da Bizzarrini, mentre lo stile porta la firma di Giorgetto Giugiaro per Bertone. La Iso A3/C, versione da corsa, viene costruita dalla Carrozzeria Sports Cars Drogo a Modena ed è l’auto che più di ogni altra incarna la visione del suo creatore. È su questa base che Bizzarrini concentra i propri sforzi per competere a Le Mans, prima di interrompere la collaborazione con Rivolta nel 1964 e fondare la Prototipi Bizzarrini, poi divenuta Bizzarrini S.p.A.
Nel 1965 arriva la 5300 GT Strada, erede diretta della Iso A3/C e sintesi perfetta tra anima corsaiola e fruibilità stradale. È proprio questo DNA che ErreErre Fuoriserie decide di recuperare e attualizzare con ForGiotto.
ErreErre Fuoriserie ForGiotto, un dialogo tra generazioni
La nascita della ErreErre Fuoriserie ForGiotto è raccontata come un gesto d’amore e di riconoscenza. Gianluca Rubatto descrive il progetto come qualcosa che non esisteva, ma che avrebbe potuto esistere se il sogno di Bizzarrini avesse avuto ancora un capitolo da scrivere. Fabrizio Rossini parla invece di insegnamenti custoditi a lungo e di sogni finalmente condivisi.
ForGiotto nasce con l’obiettivo dichiarato di riempire un vuoto storico, offrendo una vettura pensata per viaggiare su strada, capace di affrontare la pista e soprattutto di emozionare. Ogni esemplare è prodotto artigianalmente, con standard qualitativi sartoriali e una cura maniacale per ogni dettaglio, in una produzione limitata che può attingere a telai e ricambi originali Iso A3/C fino a un massimo di cinque unità. In alternativa, il cliente può scegliere una costruzione ex-novo, con parti aggiornate e migliorate.

Esterni, l’aerodinamica come forma d’arte
Le proporzioni della ErreErre Fuoriserie ForGiotto raccontano immediatamente la sua natura. La linea è sinuosa, pulita, costruita su un equilibrio raffinato tra sportività, fluidità e aerodinamica. La verniciatura metallizzata enfatizza le superfici, lasciando che la luce scorra lungo la carrozzeria in alluminio battuto a mano.
Il frontale è estremamente affusolato, con il logo rotondo ErreErre che campeggia al centro e una caratteristica presa d’aria sul cofano, collegata al grande radiatore. La vista laterale è slanciata ed elegante, scandita dai cerchi con il tipico gallettone griffato ErreErre, soluzione storicamente adottata sulle vetture da corsa. La tabella portanumero centrale sottolinea ulteriormente la vocazione racing del progetto.
Spicca la presa d’aria laterale davanti alla portiera, studiata per migliorare l’estrazione dell’aria calda e conferire maggiore aggressività visiva. La grande carenatura porta sui fianchi la firma ForGiotto, mentre il posteriore è dominato dalla coda tronca, armonica e arrotondata nella parte inferiore, pensata per favorire il deflusso dell’aria dal fondo vettura.
I due fari rotondi classici, i tubi di scarico integrati e il lettering ErreErre completano una composizione coerente, in cui ogni elemento ha una funzione tecnica prima ancora che estetica. Osservata dall’alto e dal frontale, la carenatura posteriore appare perfettamente incastonata sui parafanghi, confermando l’attenzione quasi ossessiva per le proporzioni.
Interni, essenza racing e raffinatezza artigianale
Gli interni della ErreErre Fuoriserie ForGiotto riflettono fedelmente la filosofia di Giotto Bizzarrini. Sono spartani, ispirati al mondo delle corse, ma allo stesso tempo eleganti, confortevoli e rifiniti con materiali di pregio. Il volante in legno a tre razze domina la scena, sovrastando una strumentazione rigorosamente analogica incastonata in una plancia in alluminio verniciato nel colore della carrozzeria.
Il quadro strumenti comprende i due classici indicatori principali, contachilometri e contagiri, affiancati da strumenti secondari rotondi di immediata lettura per la pressione dell’olio, il livello dell’olio, dell’acqua e del carburante. Le levette dei comandi, la leva del cambio sul tunnel centrale e il freno a mano tradizionale completano un ambiente che restituisce sensazioni autentiche, lontane da qualsiasi compromesso digitale.
Il lunotto si apre verso l’esterno, dal basso verso l’alto, e la zona posteriore può essere lasciata grezza in alluminio oppure rivestita in pelle o Alcantara®, con listelli in legno o cromati, fungendo anche da vano bagagli. La personalizzazione è totale, dalla scelta delle sedute ai materiali, con il classico cuoio utilizzato come riferimento cromatico, in omaggio ai sedili da corsa dell’epoca.
Base tecnica e caratteristiche meccaniche
Il DNA tecnico della ErreErre Fuoriserie ForGiotto affonda le radici nella Iso A3/C, oggi prodotta da Iso Restorations. La carrozzeria è realizzata in alluminio battuto a mano, mentre sotto il cofano trova posto un V8 Chevrolet small block 327 da 5.358 cc, alimentato da carburatore quadricorpo.
La potenza varia da 300 a oltre 400 CV, abbinata a un cambio Borg-Warner a 4 marce con rapporti al ponte personalizzabili. Le prestazioni sono all’altezza del progetto, con una velocità massima superiore ai 250 km/h. Il peso si attesta intorno ai 1.200 kg, mentre pneumatici Pirelli su cerchi da 15 pollici completano un insieme pensato per offrire sensazioni di guida pure.
Le dimensioni raccontano un’auto compatta e filante, lunga 4.369 mm, larga 1.730 mm, alta 1.110 mm, con un passo di 2.450 mm. Numeri che confermano l’equilibrio tra proporzioni classiche e impostazione corsaiola, in una vettura concepita come opera d’arte da ammirare e da guidare.











