Cosa sono quei triangoli bianchi disposti ai lati della carreggiata, sempre più grandi man mano che si procede, che sono diventati virali ultimamente in Italia? Questa segnaletica orizzontale ha l’obiettivo di far percepire la strada come progressivamente più stretta e si chiamano denti di drago. Vengono spesso descritti come un nuovo sistema anti-velocità, ma la loro storia è iniziata diversi anni fa in Spagna, dove sono una realtà da anni.
Il principio è semplice e non prevede né dispositivi elettronici né ostacoli fisici. La sequenza dei triangoli, infatti, modifica visivamente lo spazio a disposizione del conducente e cerca di indurlo a prestare maggiore attenzione, favorendo una riduzione spontanea della velocità. Il sistema lavora quindi sulla percezione di chi guida, sfruttando un effetto ottico anziché imporre materialmente il rallentamento. Ne ha parlato anche il noto giornale specializzato Quattroruote.
La sperimentazione spagnola risale al 2021. Nel 2025 i Denti di drago hanno compiuto un ulteriore passo entrando nel catalogo ufficiale della segnaletica stradale spagnola. Parliamo, dunque, di una novità che non è proprio una novità.
Come funzionano i Denti di drago?
I Denti di drago sono formati da una serie di triangoli disegnati ai margini della carreggiata. La loro caratteristica principale è la dimensione progressivamente crescente: avanzando lungo la strada, gli elementi diventano più grandi e modificano la percezione dello spazio. Agli occhi del conducente la carreggiata sembra restringersi.
L’effetto cerca di innescare una reazione molto semplice. Quando lo spazio percepito diminuisce, chi guida tende a prestare maggiore attenzione alla posizione del veicolo e alla velocità con cui sta procedendo. L’obiettivo della segnaletica è sfruttare questa sensazione per favorire un rallentamento senza introdurre necessariamente una modifica fisica della strada.
Il funzionamento è dunque differente da quello di un dosso, di una piattaforma rialzata o di altri interventi che costringono materialmente il veicolo a ridurre l’andatura. Con i Denti di drago la superficie rimane percorribile normalmente e l’azione viene affidata soprattutto allo stimolo visivo. È una forma di moderazione del traffico basata sulla percezione.
Non sono autovelox e non misurano la velocità
Il riferimento alla funzione anti-velocità può creare qualche equivoco. I Denti di drago non sono autovelox, non utilizzano radar e non rilevano automaticamente la velocità dei veicoli. Non sono neppure telecamere o apparecchi elettronici collegati direttamente a un sistema sanzionatorio.
Si tratta semplicemente di segnaletica orizzontale applicata sulla strada. La funzione è richiamare l’attenzione e modificare la percezione della carreggiata, cercando di influenzare il comportamento del conducente. Non esiste quindi un meccanismo che rilevi automaticamente un eventuale superamento del limite attraverso questi triangoli.
La sperimentazione è iniziata in Spagna nel 2021
La storia recente dei Denti di drago porta in Spagna. Il 2 settembre 2021 il Ministero dei Trasporti spagnolo annunciò una sperimentazione dedicata a questa particolare soluzione di segnaletica. Il test venne realizzato sulla strada nazionale N-122.
Il tratto scelto si trovava a Nava de Roa, nella provincia di Burgos. Qui venne sperimentato l’effetto dei triangoli progressivamente crescenti sui conducenti, utilizzando il restringimento ottico come strumento per favorire la moderazione della velocità. L’esperimento risale quindi a cinque anni prima del nuovo interesse registrato nel 2026.
Dal 2025 sono segnaletica ufficiale in Spagna
Nel 2025 i Denti di drago sono stati inseriti nel catalogo ufficiale spagnolo della segnaletica stradale. La marcatura è identificata dalla sigla M-8.1. Il sistema è così passato dalla sperimentazione iniziata sulla N-122 a una classificazione formale all’interno della segnaletica del Paese.
È proprio questo passaggio a rendere poco precisa la definizione dei Denti di drago come una novità nata nel 2026. La fase sperimentale era iniziata nel 2021 e l’inserimento nel catalogo era già avvenuto l’anno precedente. La nuova attenzione online ha semplicemente riportato in primo piano un sistema già conosciuto.
Denti di drago e incidenti, cosa si può dire
Attorno ai Denti di drago sono circolate affermazioni che collegano la loro introduzione a una riduzione degli incidenti. Il punto centrale è distinguere una valutazione positiva della sperimentazione dalla dimostrazione di un rapporto diretto di causa ed effetto.
Le autorità spagnole hanno valutato positivamente l’esperimento, tanto che nel 2025 la marcatura è entrata nel catalogo ufficiale. Questo passaggio, tuttavia, non permette da solo di attribuire ai triangoli una determinata riduzione dei sinistri. Per arrivare a una conclusione di questo tipo servono evidenze capaci di isolare l’effetto della segnaletica rispetto agli altri fattori che influenzano l’incidentalità.
In Italia esistono già i restringimenti ottici
Sulle strade italiane il principio di utilizzare la percezione per moderare la velocità non è estraneo alla gestione del traffico. Tra le soluzioni già previste ci sono i restringimenti ottici, configurazioni della segnaletica orizzontale che fanno apparire diverso lo spazio disponibile sulla carreggiata. L’obiettivo, anche in questo caso, è spingere il conducente ad adeguare l’andatura.
Il principio presenta quindi alcune somiglianze con quello dei Denti di drago. Non viene necessariamente creato un ostacolo fisico, ma si interviene sul modo in cui chi guida interpreta la strada che ha davanti. Una carreggiata percepita come più stretta richiede maggiore attenzione e può favorire una velocità inferiore.
Bande trasversali e chicane, le altre soluzioni
Tra gli strumenti utilizzati in Italia figurano anche le bande trasversali. La loro disposizione sulla carreggiata richiama l’attenzione di chi guida e può modificare la percezione dell’avvicinamento a un punto sensibile. Anche in questo caso la segnaletica viene utilizzata per favorire una riduzione della velocità.
Le chicane intervengono invece sulla traiettoria. La configurazione della strada porta il veicolo a seguire un percorso meno rettilineo e questo può rendere necessario rallentare. Esistono anche chicane visive, nelle quali la modifica della traiettoria viene suggerita attraverso la configurazione degli spazi e della segnaletica.
Piattaforme e attraversamenti rialzati modificano fisicamente la strada
Un approccio differente è quello delle piattaforme rialzate. Qui non si interviene soltanto sulla percezione: cambia fisicamente la quota della carreggiata e il conducente deve adattare la velocità per attraversare il tratto. La misura può essere adottata in corrispondenza di punti nei quali è necessario aumentare l’attenzione.
Lo stesso principio viene utilizzato negli attraversamenti pedonali rialzati. L’area dedicata all’attraversamento viene resa più evidente e la modifica della superficie stradale induce chi arriva in automobile a rallentare. È una soluzione strutturalmente diversa dai Denti di drago proprio perché introduce un elemento fisico sulla traiettoria del veicolo.
Denti di drago: come riconoscerli e cosa fanno
| Caratteristica | Informazione |
|---|---|
| Tipologia | Segnaletica orizzontale |
| Forma | Triangoli ai lati della carreggiata |
| Dimensioni | Progressivamente crescenti |
| Effetto | Restringimento ottico della strada |
| Obiettivo | Favorire una riduzione della velocità |
| Ostacolo fisico | No |
| Misurazione della velocità | No |
| Funzione sanzionatoria | No |
| Prima sperimentazione citata | 2 settembre 2021 |
| Paese | Spagna |
| Strada del test | N-122 |
| Località | Nava de Roa, Burgos |
| Catalogo ufficiale spagnolo | Dal 2025 |
| Codice | M-8.1 |






