Dacia Sandriders, il Dakar inizia nel segno della solidità

La prima tappa del Rally Dakar 2026 conferma la competitività dei Dacia Sandriders con tutti gli equipaggi nella Top 15

Dacia Sandriders

L’avventura dei Dacia Sandriders al Rally Dakar 2026 è iniziata sotto il segno della solidità e della concretezza, due elementi che da sempre rappresentano il filo conduttore del progetto sportivo voluto dal marchio. La prima tappa, disputata in Arabia Saudita con partenza e arrivo a Yanbu, ha offerto un quadro chiaro delle ambizioni del team, capace di portare tutti e quattro gli equipaggi al traguardo nelle prime quindici posizioni della classifica generale. Un risultato che va oltre il singolo piazzamento e che racconta la maturità tecnica e organizzativa di una squadra alla sua seconda partecipazione alla gara più dura e selettiva del motorsport internazionale.

Una prima tappa subito selettiva

Il percorso inaugurale del Rally Dakar 2026 ha previsto 305 chilometri cronometrati, inseriti in una giornata da oltre 500 chilometri complessivi considerando anche i trasferimenti. La speciale si è sviluppata su un tracciato estremamente vario, con lunghi tratti rocciosi, passaggi stretti e continui cambi di ritmo che hanno messo alla prova sia la resistenza dei mezzi sia la capacità di interpretazione degli equipaggi. In un contesto simile, la gestione della gara ha assunto un’importanza centrale, soprattutto nelle fasi iniziali, quando il rischio di forature e danni meccanici era particolarmente elevato.

Il secondo posto di Nasser Al-Attiyah

Il miglior risultato di giornata per i Dacia Sandriders è arrivato dall’equipaggio formato da Nasser Al-Attiyah e Fabian Lurquin, capaci di chiudere la tappa in seconda posizione assoluta. Il pilota qatariota, alla ricerca della sua sesta affermazione al Rally Dakar, ha interpretato la prova con grande lucidità, scegliendo un approccio prudente nei primi chilometri e aumentando progressivamente il ritmo nella parte finale della speciale. Il tempo finale di 3 ore 8 minuti e 29 secondi testimonia la competitività della Dacia Sandrider e la capacità del team di affrontare subito il confronto diretto con i protagonisti storici della disciplina.

La giornata complessa di Sébastien Loeb

Più articolata la prima tappa di Sébastien Loeb ed Edouard Boulanger, protagonisti di una gara condizionata da due forature che hanno inciso sul risultato finale. Dopo un avvio molto positivo, con il secondo tempo provvisorio nei primi 70 chilometri, l’equipaggio francese ha dovuto rallentare per gestire le difficoltà legate agli pneumatici. Il ritardo accumulato nella parte centrale della prova ha portato Loeb a scivolare indietro in classifica, ma la rimonta finale ha consentito di chiudere al decimo posto, a poco più di tre minuti dalla vetta. Un piazzamento che assume valore anche in chiave strategica, garantendo una posizione di partenza più favorevole nella tappa successiva.

L’esordio di Lucas Moraes rafforza il team

Tra gli aspetti più significativi della prima giornata spicca la prestazione di Lucas Moraes, nuova acquisizione dei Dacia Sandriders in vista della stagione 2026 del Campionato Mondiale FIA di Rally-Raid. Il pilota brasiliano, affiancato dal navigatore tedesco Dennis Zenz, ha chiuso la tappa con l’undicesimo tempo, privilegiando una condotta di gara prudente nei tratti più insidiosi. L’adattamento alla Dacia Sandrider e alla nuova coppia di navigazione del team Dacia rappresenta un passaggio fondamentale in una competizione dove l’affiatamento tra pilota e navigatore è decisivo quanto la velocità pura.

La costanza di Cristina Gutiérrez

A completare il quadro positivo della giornata è arrivata la prestazione di Cristina Gutiérrez e Pablo Moreno, che hanno chiuso la prima tappa in quindicesima posizione. Nonostante una gomma danneggiata nelle fasi iniziali della speciale, l’equipaggio spagnolo è riuscito a ritrovare progressivamente il giusto ritmo, sfruttando anche il pit stop intermedio per recuperare fiducia e continuità. Il risultato finale ha permesso al team di raggiungere un traguardo significativo, con tutti e quattro gli equipaggi classificati nella Top 15.

Il ruolo dei pit stop e la gestione tecnica

La prima tappa del Rally Dakar 2026 ha incluso anche il primo dei tre pit stop previsti dal regolamento, collocato tra i chilometri 180 e 181 del percorso. In questa zona, caratterizzata da un limite di velocità di 30 km/h, i team hanno avuto la possibilità di sostituire le gomme ed effettuare interventi rapidi di manutenzione. In una competizione così lunga, la corretta gestione dei pit stop rappresenta un elemento chiave per preservare l’integrità del veicolo e mantenere costante il livello di prestazione.

L’evoluzione tecnica della Dacia Sandrider

I risultati ottenuti nella prima tappa sono il frutto di un lavoro di sviluppo continuo che ha interessato diversi aspetti della Dacia Sandrider. Gli interventi più rilevanti hanno riguardato la riduzione del peso complessivo, l’ottimizzazione dell’impianto di raffreddamento e il miglioramento della visibilità per il pilota. Particolare attenzione è stata riservata anche all’affidabilità generale e al comfort di guida, fattori determinanti per affrontare le lunghe giornate del deserto senza compromettere la concentrazione degli equipaggi.

Carburante sostenibile e pneumatici

La Dacia Sandrider continua a essere alimentata da carburante sostenibile fornito da Aramco, una scelta che si inserisce nella strategia del marchio orientata alla riduzione dell’impatto ambientale anche nelle competizioni estreme. Gli pneumatici BFGoodrich, già collaudati in numerosi eventi rally-raid, garantiscono il giusto equilibrio tra resistenza alle forature e prestazioni sui fondi più diversi, dalle rocce ai tratti più veloci.

Una nuova identità visiva

Alla vigilia del Rally Dakar 2026 è stata presentata anche una nuova livrea per la Dacia Sandrider, caratterizzata da una maggiore presenza di arancione. Oltre all’impatto estetico, la nuova combinazione cromatica contribuisce a rafforzare l’identità del team e a rendere il veicolo immediatamente riconoscibile lungo il percorso.

Verso la seconda tappa e le prospettive

La seconda giornata di gara porterà la carovana da Yanbu ad AIUla, con una speciale di 400 chilometri caratterizzata da un terreno più montuoso e da lunghi tratti rocciosi. I primi 200 chilometri saranno particolarmente impegnativi dal punto di vista della navigazione e della gestione degli pneumatici, mentre la parte finale offrirà sezioni più veloci dove sarà possibile recuperare tempo. In questo scenario, la posizione di partenza e la capacità di preservare il mezzo giocheranno un ruolo determinante.

Un progetto che guarda lontano

L’avvio convincente dei Dacia Sandriders al Rally Dakar 2026 conferma la bontà di un progetto costruito con metodo e visione. La presenza di piloti di grande esperienza, affiancati da nuovi innesti, e una vettura in costante evoluzione rappresentano le basi per affrontare una gara che premia la costanza più della singola prestazione. Con il proseguire della competizione e l’aumentare delle difficoltà, la capacità di gestire il deserto, il mezzo e le energie umane sarà decisiva per trasformare un inizio promettente in un risultato di rilievo nella classifica finale.

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