Code ai distributori per benzina e diesel: a Napoli carburante esaurito

Il tetto ai prezzi spinge gli automobilisti verso i distributori: code a Bologna e Roma, mentre a Napoli oltre 2.000 litri di benzina finiscono in tre ore e mezza.

code ai distributori
PH AI

Code più o meno lunge ai distributori per approfittare dei prezzi più bassi di benzina e diesel, con il caso più evidente registrato a Napoli, dove una stazione di servizio ha esaurito la benzina già nelle prime ore della mattinata. Il primo giorno (28/09/2026) del tetto applicato ai prezzi dei carburanti nelle stazioni Eni ed Enilive ha portato un aumento dell’afflusso in diverse città italiane. Code sono state segnalate anche a Bologna e Roma, mentre in Lombardia la situazione è rimasta più regolare.

La misura è partita il 28 settembre 2026 e prevede, per il self service, un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel. La durata iniziale è fissata in 30 giorni, con la possibilità di proseguire fino alla fine dell’anno. Il prezzo più contenuto ha spinto diversi automobilisti ad anticipare o concentrare il rifornimento nelle stazioni interessate.

Code ai distributori: a Napoli oltre 2.000 litri di benzina in tre ore e mezza

È proprio Napoli a offrire l’immagine più chiara della corsa al pieno. Gli automobilisti hanno iniziato ad arrivare fin dall’alba e il flusso si è concentrato anche nella stazione di servizio di via Cristoforo Colombo, a poca distanza dall’incrocio con via Marina. In circa tre ore e mezza l’impianto ha erogato oltre 2.000 litri di benzina.

Una quantità sufficiente a esaurire le scorte disponibili nelle prime ore della giornata. Sulle colonnine della benzina sono così comparsi i cartelli con la scritta “esaurito”, in attesa di un nuovo rifornimento. Il gestore dell’impianto, Maurizio Ferrara, lavora nel settore da circa quarant’anni e si è trovato davanti a un afflusso continuo di clienti.

Bologna, file di auto in coda ai distributori Eni

La situazione è stata evidente anche a Bologna, dove in diversi distributori Eni si sono formate colonne di automobili. In alcuni punti di rifornimento cittadini le file hanno raggiunto poco meno di una decina di vetture. Gli automobilisti hanno scelto gli impianti interessati dal tetto per sfruttare la riduzione del prezzo alla pompa.

La differenza rispetto alla situazione napoletana riguarda soprattutto l’intensità dell’afflusso. A Bologna le code sono rimaste contenute, pur risultando chiaramente visibili in diversi impianti. Il nuovo livello massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio self service ha comunque modificato fin dalle prime ore le abitudini di una parte degli automobilisti.

Code ai distribuyori anche a Roma nel primo giorno del price cap

Anche a Roma sono state registrate auto in fila per fare rifornimento. Uno dei casi riguarda la stazione Eni di via Prati Fiscali, dove diverse vetture hanno atteso il proprio turno nel corso della giornata. Anche nella Capitale, quindi, l’avvio del prezzo calmierato ha avuto conseguenze immediatamente visibili.

Il quadro non è però uniforme sul territorio. Il numero di vetture presenti dipende dall’impianto e dall’afflusso locale, mentre non tutte le stazioni hanno registrato situazioni paragonabili a quella di Napoli. Il dato comune è l’interesse per i distributori nei quali il prezzo del carburante è stato portato entro il nuovo limite.

Per chi utilizza quotidianamente l’auto, soprattutto su percorrenze elevate, pochi centesimi al litro possono tradursi in una differenza concreta quando si riempie il serbatoio. Il tetto ha quindi creato un incentivo immediato a cercare gli impianti interessati dalla misura. Le code del primo giorno sono una conseguenza diretta di questa concentrazione della domanda.

Come funziona il tetto Eni ed Enilive

Il price cap riguarda i distributori Eni ed Enilive ed è applicato al rifornimento in modalità self service. Il limite è fissato a 1,990 euro al litro per la benzina e a 2,190 euro al litro per il diesel. Per il gasolio in modalità servita è stato invece rilevato un prezzo di 2,400 euro al litro.

La misura è entrata in vigore il 28 settembre e, nella sua configurazione iniziale, resterà attiva per 30 giorni. È prevista la possibilità di prorogarla fino alla fine del 2026. Il meccanismo è collegato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore.

La distinzione tra self service e servito è importante per gli automobilisti che cercano il prezzo più basso. Il limite indicato riguarda infatti la modalità fai da te, mentre scegliendo il servizio dell’operatore il prezzo può essere superiore. Nel caso del diesel, il divario tra i 2,190 euro del self e i 2,400 euro del servito arriva a 21 centesimi al litro.

A Torino attenzione agli effetti sui distributori indipendenti

Il primo giorno del nuovo scenario dei prezzi ha interessato anche Torino, con una situazione segnalata in via Tirreno. Accanto all’interesse degli automobilisti per il costo del carburante è emerso però anche il tema della concorrenza tra le differenti reti di distribuzione. Assopetroli-Assoenergia ha richiamato l’attenzione sugli effetti che un prezzo calmierato applicato soltanto a una parte del mercato può produrre sugli operatori indipendenti.

Il problema riguarda la diversa possibilità di intervenire sul prezzo finale. Da una parte ci sono le reti che possono applicare il nuovo tetto, dall’altra distributori indipendenti che acquistano il carburante all’ingrosso alle normali condizioni di mercato. Una concentrazione degli automobilisti verso gli impianti con prezzi più bassi può quindi modificare rapidamente la distribuzione dei volumi venduti.

Le code non rappresentano perciò l’unico effetto visibile della misura. Il comportamento degli automobilisti incide direttamente sulla concorrenza tra stazioni di servizio, soprattutto quando distributori relativamente vicini presentano differenze di prezzo facilmente verificabili. È un aspetto destinato ad accompagnare l’applicazione del tetto nelle settimane successive.

Code ai distributori: a Milano benzina self a 1,839 euro al litro

Nel frattempo anche Socar, presente in Italia attraverso Italiana Petroli, ha deciso di intervenire sui prezzi di benzina e diesel. A Milano, nel distributore IP di via Santa Rita da Cascia, in zona Barona, la benzina self è stata rilevata a 1,839 euro al litro. In quel momento rappresentava il prezzo più basso indicato per la città.

Il valore è inferiore anche al tetto di 1,99 euro previsto per la benzina nella rete Eni ed Enilive. Il limite massimo, infatti, non significa che tutti gli impianti debbano vendere esattamente a quella cifra: il carburante può essere proposto anche a un prezzo inferiore. Per l’automobilista diventa quindi ancora importante confrontare i valori delle singole stazioni.

L’ingresso di IP nel nuovo scenario amplia il numero di operatori interessati da iniziative sui prezzi. La disponibilità di carburante a cifre differenti può spostare ulteriormente i flussi tra una stazione e l’altra, soprattutto nelle aree urbane dove gli automobilisti hanno a disposizione diversi impianti nel raggio di pochi chilometri.

In Lombardia attese ma nessuna coda particolarmente pesante

La partenza del tetto ha interessato anche la Lombardia, dove diversi automobilisti hanno aspettato durante la mattinata per effettuare il rifornimento nelle stazioni Eni ed Enilive. La situazione è rimasta però più tranquilla rispetto a quella osservata in altre città. Non sono state registrate particolari code ai distributori di benzina.

Nel confronto sui prezzi è intervenuta anche Federconsumatori, con una posizione critica verso le compagnie petrolifere nonostante la valutazione positiva dello sforzo legato alla riduzione dei prezzi. L’Osservatorio nazionale dell’associazione ha calcolato dall’inizio del conflitto un sovrapprezzo medio di 20,48 centesimi al litro sulla benzina. Per il gasolio il valore indicato è di 19,47 centesimi al litro. Per cercare il distributore più conveniente, puoi usare la nostra web app gratuita Prezzi Carburanti CarX.

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