La Citroën DS 19 rappresenta uno dei momenti più significativi nella storia dell’automobile, una rottura netta con tutto ciò che era stato concepito fino alla metà degli anni Cinquanta. Presentata nell’ottobre del 1955 al Salone dell’Auto di Parigi, la DS 19 non fu semplicemente un nuovo modello, ma una vera e propria dichiarazione di intenti, capace di ridefinire il concetto stesso di automobile moderna. Il contesto in cui nacque era quello di un’industria ancora fortemente ancorata a schemi tradizionali, fatta di soluzioni tecniche consolidate e di design spesso conservativi. In questo scenario, Citroën decise di percorrere una strada completamente diversa, introducendo un’auto che sembrava provenire dal futuro.
Il debutto della Citroën DS 19 fu accompagnato da un successo immediato e senza precedenti. Nel primo giorno del Salone vennero registrati ben 12.000 ordini, un risultato straordinario che dimostrava come il pubblico fosse pronto ad accogliere un prodotto radicalmente innovativo. Ancora più impressionante fu la velocità con cui queste prenotazioni vennero raccolte: 749 vetture vendute in appena 45 minuti. Al termine dell’evento, gli ordini complessivi raggiunsero quota 80.000, confermando la portata rivoluzionaria del progetto.
Il significato del nome DS e l’identità della Dea
La Citroën DS 19 deve parte del suo fascino anche al nome, che racchiude in sé un significato profondo e simbolico. Pronunciata in francese, la sigla “DS” diventa “DéeSse”, ovvero “Dea”, un riferimento diretto alla volontà di creare qualcosa di superiore, quasi mitologico, rispetto alle automobili dell’epoca. Non si trattava di una scelta casuale, ma di una precisa strategia comunicativa volta a sottolineare l’unicità del modello.
Durante la fase di sviluppo, il progetto era conosciuto come VGD, acronimo di Voiture Grand Diffusion. Inizialmente era stato considerato anche il nome “Gazelle”, ma fu la scelta finale di DS a sintetizzare perfettamente l’essenza del progetto. La Citroën DS 19 non era solo un mezzo di trasporto, ma un oggetto capace di evocare emozioni, status e innovazione.
Design e progettazione: l’opera di Flaminio Bertoni
Il design della Citroën DS 19 porta la firma del designer italiano Flaminio Bertoni, figura centrale nella storia del marchio francese. Nato a Varese nel 1903, Bertoni aveva già dimostrato il suo talento con modelli come la Traction Avant e la 2CV, ma con la DS raggiunse l’apice della sua carriera. Il suo approccio era fortemente influenzato dall’arte e dalla scultura, elementi che si riflettono chiaramente nelle linee fluide e armoniose della vettura.
In collaborazione con l’ingegnere André Lefebvre, Bertoni sviluppò un progetto completamente nuovo, partendo da un foglio bianco. L’ispirazione per la carrozzeria derivava dalla natura, in particolare dalla forma di un pesce, simbolo di fluidità e aerodinamicità. Questo approccio portò alla creazione di un’auto dalle linee filanti, leggere e perfettamente integrate, capace di distinguersi immediatamente da qualsiasi altra vettura contemporanea.
Un design aerodinamico e senza tempo
La silhouette di questo modello Citroën rappresentava una vera rivoluzione stilistica. Le superfici lisce, le curve morbide e l’assenza di spigoli netti contribuivano a creare un’impressione di movimento anche a vettura ferma. L’aerodinamica non era solo un elemento estetico, ma una componente fondamentale del progetto, studiata per migliorare l’efficienza e il comfort di guida.
Innovazioni tecniche: una vettura avanti di vent’anni
Uno degli aspetti più sorprendenti della Citroën DS 19 è rappresentato dalle sue innovazioni tecniche, che la resero una delle automobili più avanzate del suo tempo. Al momento della presentazione, la DS introdusse una serie di soluzioni che sarebbero diventate standard solo molti anni dopo.
Tra le principali innovazioni spiccano i freni a disco, una tecnologia che fino a quel momento era stata utilizzata esclusivamente in ambito sportivo. La DS fu la prima auto al mondo a portarli su un modello di produzione, segnando un passo fondamentale nella sicurezza automobilistica. A questo si aggiungeva il servosterzo di serie, un elemento che migliorava notevolmente la maneggevolezza della vettura.
Sospensioni idropneumatiche e sistema integrato
Il cuore tecnologico della Citroën DS 19 era rappresentato dal sistema idraulico centralizzato, che gestiva sospensioni, freni, cambio e frizione. Le sospensioni idropneumatiche autolivellanti garantivano un comfort di marcia senza precedenti, adattandosi automaticamente alle condizioni della strada e mantenendo costante l’altezza da terra.
Questa soluzione permetteva alla vettura di offrire una stabilità e una qualità di guida superiori, rendendola particolarmente apprezzata sia dai conducenti sia dai passeggeri. Il sistema integrato rappresentava un esempio di ingegneria avanzata, capace di anticipare di decenni le evoluzioni future del settore.

Gli interni e il rivoluzionario cruscotto in nylon
All’interno della Citroën DS 19, l’innovazione proseguiva con soluzioni altrettanto sorprendenti. Uno degli elementi più iconici era il cruscotto in nylon, lungo un metro e mezzo e pesante appena 750 grammi. Si trattava del più grande oggetto industriale in nylon mai realizzato in un unico pezzo, una scelta che univa leggerezza, sicurezza e modernità.
La progettazione del cruscotto fu inizialmente problematica, tanto da portare Citroën a coinvolgere un designer esterno. Tuttavia, fu ancora una volta Flaminio Bertoni a proporre la soluzione definitiva, presentando un design innovativo che venne immediatamente approvato. Il risultato fu un elemento perfettamente integrato con le linee della carrozzeria, capace di offrire un’esperienza visiva e funzionale completamente nuova.
Sicurezza e materiali innovativi
Il cruscotto in nylon non era solo un esercizio stilistico, ma rispondeva anche a precise esigenze di sicurezza. La sua struttura collassabile in caso di impatto riduceva il rischio di lesioni per gli occupanti, dimostrando un’attenzione al tema della sicurezza ancora poco diffusa all’epoca.
Diffusione globale e successo commerciale
La Citroën DS 19 non fu solo un successo al momento del lancio, ma continuò a conquistare il mercato per tutta la durata della sua produzione. Con circa 1,5 milioni di esemplari venduti, la DS divenne una presenza globale, diffondendosi in Europa, negli Stati Uniti, in Giappone, in Sud Africa e persino nell’Unione Sovietica.
Questo successo internazionale contribuì a consolidare l’immagine di Citroën come marchio innovativo e all’avanguardia.












