Citroën AX compie 40 anni: dalla leggerezza del 1986 alla storia con Saxo e C3

La Citroën AX festeggia 40 anni: nata dal progetto S9, puntava su peso ridotto, aerodinamica e abitabilità. Dalle versioni GT e GTi arrivò fino alla Saxo e alla C3.

Citroën AX 40 anni

Quarant’anni fa, al Salone di Parigi del 1986, debuttava la Citroën AX, una compatta lunga appena 3,5 metri destinata a ritagliarsi un ruolo importante nel segmento B europeo. Dietro quelle dimensioni contenute c’era un progetto iniziato già nel 1981, con obiettivi molto concreti: ridurre il peso, limitare i consumi, curare l’aerodinamica e allo stesso tempo ricavare spazio sufficiente per cinque persone. Una formula che oggi può sembrare quasi scontata, ma che all’inizio degli anni Ottanta richiese un lavoro specifico sull’intera architettura della vettura.

La AX arrivò in un momento nel quale il mercato europeo delle piccole tre porte era in forte espansione. Il segmento definito allora B2 valeva nella sola Europa circa 1.950.000 vetture, e Citroën decise di affrontarlo con un modello leggero e razionale, senza rinunciare a una certa personalità. Durante la sua carriera sarebbero arrivate anche versioni sportive, iniziative pubblicitarie fuori dagli schemi e persino un campionato rally dedicato.

La produzione si concluse nel 1998, dopo che due anni prima era stata presentata la Saxo. Quella successione avrebbe poi portato alla C3, arrivata oggi alla quarta generazione. Guardare alla AX nel 2026 significa quindi ripercorrere non soltanto la storia di una singola automobile, ma quarant’anni di evoluzione delle compatte Citroën.

Il progetto S9 nasce nel 1981 tra 2CV e Visa

La storia comincia cinque anni prima del debutto pubblico. Nel 1981 Citroën avvia il progetto S9 con l’intenzione di creare un’automobile da collocare nella gamma tra 2CV e Visa. Le richieste di partenza erano piuttosto precise: dimensioni ridotte, cinque posti a sedere e una lunghezza nell’ordine dei tre metri e mezzo.

Lo sviluppo sfruttò anche gli studi condotti attraverso il programma Eco 2000, dedicato alla ricerca di un veicolo moderno ed economico grazie soprattutto alla riduzione della massa. Il lavoro non si concentrò quindi su un singolo componente, ma sull’efficienza complessiva. Resistenza all’avanzamento, motori, peso e consumi vennero affrontati come parti dello stesso problema.

Era una filosofia progettuale che avrebbe definito buona parte della personalità della futura AX. La vettura doveva utilizzare con attenzione ogni centimetro disponibile, evitando che le dimensioni esterne contenute penalizzassero troppo chi sedeva a bordo. Anche per questo il vano motore venne mantenuto particolarmente compatto.

Tre metri e mezzo, cinque posti e appena 640 kg

La AX si presentava come una berlina a tre porte lunga 3,5 metri, con trazione anteriore e motore trasversale. Il gruppo propulsore occupava poco spazio sotto il cofano, lasciando una quota maggiore della lunghezza disponibile all’abitacolo. La ricerca di una buona abitabilità fu infatti uno dei punti centrali del progetto fin dalle prime fasi.

Ma il numero che meglio racconta l’impostazione della vettura è probabilmente quello relativo alla massa. A seconda della versione, la AX pesava tra 640 e 695 kg. Un valore molto contenuto che permetteva di ottenere un rapporto peso/potenza favorevole anche senza ricorrere necessariamente a motori particolarmente potenti.

La carrozzeria utilizzava una scocca autoportante con lamiere elettrosaldate. L’obiettivo di ridurre il peso non era fine a se stesso: meno massa significava minore energia necessaria per muovere l’auto e quindi la possibilità di contenere i consumi. La leggerezza contribuiva inoltre all’agilità, diventando una caratteristica importante anche nella guida.

L’aerodinamica era uno dei suoi punti di forza

Un’altra area sulla quale i progettisti lavorarono con attenzione fu l’aerodinamica. La Citroën AX raggiungeva un coefficiente di penetrazione CX di 0,31, aiutata dal parabrezza inclinato, dallo spoiler e dalla forma generale della carrozzeria. Per una piccola automobile degli anni Ottanta era un risultato particolarmente significativo.

Il confronto con le vetture della stessa fascia dell’epoca aiuta a capire la portata del dato. Modelli simili si collocavano mediamente tra 0,45 e 0,55, valori sensibilmente superiori. Ridurre la resistenza dell’aria permetteva alla AX di sfruttare meglio la potenza disponibile e contribuiva alla ricerca di consumi contenuti.

Insieme alla BX, la AX apparteneva a quella che veniva considerata una nuova generazione di Citroën. Il progetto puntava su agilità, sobrietà ed efficienza attraverso metodi di studio e calcolo moderni per il periodo. Il risultato era una piccola automobile nella quale aerodinamica, leggerezza e disposizione della meccanica erano strettamente collegate.

Tre motori per la gamma iniziale

Sotto il cofano trovava posto un gruppo motore completamente nuovo, disposto trasversalmente in posizione verticale. Si trattava di unità a quattro cilindri con albero a camme in testa, proposte inizialmente con tre livelli di cilindrata e potenza. A seconda della versione poteva essere presente anche un cambio a quattro rapporti.

Cilindrata Potenza
954 cc 45 CV
1.124 cc 55 CV
1.360 cc 65 CV

Le potenze possono sembrare modeste osservate con gli occhi di oggi, ma vanno lette insieme al peso estremamente ridotto della vettura. Su un’auto che partiva da appena 640 kg, anche il motore più piccolo doveva muovere una massa molto inferiore rispetto a quella delle compatte moderne. Era proprio questo equilibrio a rappresentare uno degli aspetti fondamentali del progetto.

La gamma non era inoltre limitata a poche configurazioni. Citroën arrivò a proporre sette versioni, tre motorizzazioni e quattro livelli di finitura, cercando così di intercettare fasce differenti di clientela all’interno di un segmento che stava rapidamente aumentando la propria importanza sul mercato europeo.

Sospensioni indipendenti e attenzione al comfort

Anche le sospensioni erano state sviluppate con una soluzione specifica. La AX adottava quattro ruote indipendenti, con molle elicoidali sull’asse anteriore e barre di torsione al posteriore. L’obiettivo era trovare un equilibrio tra comfort e comportamento dinamico senza compromettere la semplicità generale della vettura.

Il peso ridotto contribuiva inevitabilmente al risultato. Una massa contenuta rendeva l’auto agile e permetteva alle motorizzazioni disponibili di esprimersi senza dover contrastare un corpo vettura pesante. Ne derivava un’impostazione adatta all’utilizzo quotidiano ma sufficientemente dinamica da diventare, nel corso della carriera, anche la base per versioni decisamente più vivaci.

La cura per il comfort era legata anche alla distribuzione degli spazi. Il cofano compatto lasciava maggiore libertà all’abitacolo e permetteva di sfruttare meglio la lunghezza disponibile. Cinque posti in 3,5 metri erano parte della missione originaria del progetto, non un risultato arrivato successivamente.

AX GT e GTi, quando la piccola Citroën diventò sportiva

La carriera della AX non rimase confinata alle versioni più razionali. Arrivò infatti la AX GT, equipaggiata con un 1.360 cc portato a 85 CV. Su una vettura nata attorno al concetto di leggerezza, l’incremento di potenza consentiva di esplorare un lato più sportivo senza abbandonare l’impostazione compatta del modello.

Il passaggio successivo fu rappresentato dalla AX GTi, dotata di un motore 1.4 TU da 95 CV. La differenza rispetto ai 45 CV della versione con motore da 954 cc rende bene l’idea dell’ampiezza raggiunta dalla famiglia. La stessa automobile poteva così coprire esigenze molto differenti, dall’economia di esercizio a una guida più brillante.

La dimensione sportiva arrivò anche nelle competizioni. Alla AX venne dedicato un campionato rally specifico, l’AX CUP. Un passaggio che contribuì a consolidare l’immagine dinamica delle versioni più potenti e ad aggiungere un capitolo agonistico alla storia di una vettura nata prima di tutto come piccola efficiente.

La Grande Muraglia e l’Opération Dragon

Parte del ricordo lasciato dalla AX passa anche attraverso la sua comunicazione. Dopo il debutto arrivò una campagna caratterizzata dallo slogan “Révolutionnaire!”, con la vettura protagonista sulla Grande Muraglia cinese. Un’immagine destinata a dare alla nuova compatta una personalità molto più forte di quella suggerita dalle sue dimensioni.

La Cina tornò al centro dell’attenzione nel 1988 con l’Opération Dragon. In quell’occasione 140 giovani europei affrontarono oltre 4.500 chilometri a bordo delle AX, partendo da Shenzhen e arrivando fino a Pechino. L’iniziativa si svolse appena due anni dopo la presentazione della vettura a Parigi.

Era un modo per raccontare il modello al di fuori del normale contesto urbano nel quale una piccola di segmento B avrebbe potuto essere facilmente confinata. L’immagine della AX veniva così associata anche al viaggio e alla capacità di affrontare lunghe percorrenze, creando un contrasto efficace con le dimensioni ridotte della carrozzeria.

Da Aulnay-sous-Bois a Vigo

La produzione della AX iniziò nello storico stabilimento di Aulnay-sous-Bois, nell’area di Parigi. L’impianto era già legato alla storia industriale Citroën e aveva prodotto la CX fin dalla sua creazione. Fu qui che prese forma la prima fase della carriera industriale della nuova compatta.

Successivamente la produzione proseguì anche nello stabilimento spagnolo di Vigo. La AX ebbe quindi una storia industriale distribuita tra Francia e Spagna, accompagnando per oltre un decennio l’offerta Citroën nel settore delle vetture compatte. Nel frattempo il mercato stava cambiando e si preparava il passaggio a un nuovo modello.

La produzione terminò nel 1998. Due anni prima, nel 1996, era stata presentata la Citroën Saxo, destinata a raccogliere il testimone della AX. A dieci anni esatti dal debutto della piccola del 1986, iniziava così un nuovo capitolo della presenza Citroën nel cuore del mercato europeo.

Dalla AX alla Saxo, fino alla Citroën C3

La successione AX, Saxo e C3 attraversa quattro decenni di evoluzione delle piccole Citroën. Sono automobili appartenenti a epoche differenti, ma accomunate dal ruolo centrale occupato nella gamma del marchio. Dopo la Saxo, la C3 avrebbe ampliato ulteriormente la portata commerciale di questa storia.

La prima Citroën C3 arrivò nel 2002 e il modello è oggi alla quarta generazione. Le prime tre hanno superato complessivamente 5,6 milioni di unità vendute, facendo della C3 il modello più venduto nella storia della marca. Un risultato che mostra quanto il segmento delle compatte sia rimasto importante anche molti anni dopo la fine della produzione della AX.

Nel corso del tempo sono cambiate dimensioni, tecnologie e forme, ma alcuni temi sono rimasti centrali: accessibilità, comfort, riconoscibilità e capacità di rispondere alle esigenze della mobilità quotidiana. La AX affrontava questi obiettivi puntando soprattutto su leggerezza e semplicità progettuale. La C3 li interpreta oggi in un mercato profondamente diverso.

C3 continua la storia delle compatte Citroën

I risultati ottenuti dalla C3 in Italia nel 2026 mostrano la continuità di questo percorso. Nel mese di agosto è stata la terza vettura più venduta in assoluto nel mercato italiano. Dall’inizio dell’anno occupa inoltre la prima posizione tra le proposte a benzina.

Anche la variante elettrica ha conquistato uno spazio significativo. C3 è la vettura elettrica più venduta del proprio segmento, con una quota del 44,1%, ed è il terzo modello elettrico più scelto in assoluto dai clienti privati. La presenza nel segmento B si è quindi adattata a un mercato nel quale alle motorizzazioni tradizionali si è aggiunta la mobilità elettrica.

Il confronto con la AX racconta soprattutto quanto sia cambiata l’automobile in quarant’anni. Nel 1986 il lavoro sull’efficienza passava attraverso una carrozzeria da meno di 700 kg, un CX di 0,31 e piccoli motori a quattro cilindri. Nel 2026 la continuità della storia Citroën nel segmento passa anche attraverso una C3 elettrica capace di occupare una posizione rilevante nel mercato italiano.

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