Nel cuore dell’inverno alpino, tra neve compatta e superfici ghiacciate, Bugatti ha scelto di raccontare la propria identità nel modo più autentico possibile: portando le sue hypercar a confrontarsi con uno degli ambienti più estremi e affascinanti del panorama automotive mondiale. La cornice è quella di The ICE 2026, l’evento che ogni anno trasforma St. Moritz in un palcoscenico unico, dove design, storia e dinamica di guida si fondono in uno scenario che non ha eguali. Qui, il marchio di Molsheim non si è limitato a una presenza simbolica, ma ha dato vita a uno spettacolo di guida reale, fatto di derapate controllate, potenza scaricata sul ghiaccio e una celebrazione concreta del proprio patrimonio tecnico e culturale.
The ICE 2026 come laboratorio dinamico per Bugatti
La partecipazione di Bugatti a The ICE 2026 conferma il ruolo dell’evento svizzero come contesto ideale per esprimere la filosofia del marchio. Lontano dalle tradizionali esposizioni statiche, il format consente di osservare vetture di altissimo valore storico ed economico in movimento, impegnate su un tracciato naturale che esalta sensibilità di guida, trazione e controllo. A St. Moritz, il ghiaccio non è un limite, ma uno strumento narrativo che permette di leggere il comportamento delle auto in condizioni di aderenza ridotta, rendendo evidente il lavoro svolto su telaio, trasmissione e distribuzione della coppia.
In questo contesto, la scelta di Bugatti di portare modelli appartenenti a epoche diverse assume un significato preciso. Non si tratta soltanto di celebrare il passato o di mostrare il presente, ma di creare un dialogo continuo tra generazioni di vetture accomunate da una stessa visione: prestazioni estreme unite a una costruzione raffinata e a un’identità tecnica riconoscibile.
Dal mito delle origini alle hypercar contemporanee
Il parterre di vetture Bugatti presenti a St. Moritz racconta una storia che attraversa oltre un secolo di evoluzione automobilistica. Sul ghiaccio hanno trovato spazio modelli che rappresentano l’anima originaria del marchio, come la Bugatti Type 35, una delle auto da competizione più iconiche di sempre, capace di incarnare lo spirito pionieristico e sportivo che ha reso celebre il nome Bugatti nelle competizioni degli anni Venti. Vedere una Type 35 affrontare un tracciato innevato, con le sue ruote scoperte e la meccanica essenziale, restituisce un’immagine potente della purezza tecnica che ha segnato l’epoca d’oro del marchio.
Accanto a essa, la presenza di una Bugatti Type 51 rafforza il legame con la tradizione sportiva, mostrando come anche modelli storici, concepiti per circuiti e competizioni di altri tempi, siano ancora in grado di affascinare e sorprendere in un contesto completamente diverso. La guida su ghiaccio diventa così una lente attraverso cui osservare il coraggio progettuale e la qualità costruttiva di vetture che hanno fatto la storia dell’automobile.
La EB110 come ponte tra passato e modernità
Tra i modelli più significativi presenti a The ICE 2026 spicca la Bugatti EB110, una vettura che rappresenta un passaggio fondamentale nella storia del marchio. Nata in un periodo di rinascita, la EB110 ha introdotto soluzioni tecniche avanzate per la sua epoca e ha contribuito a definire il concetto moderno di supercar. A St. Moritz, la sua presenza assume un valore simbolico particolare, perché dimostra come una vettura meno potente rispetto alle hypercar attuali possa comunque esprimere carattere, equilibrio e fascino senza tempo.
La EB110 si è distinta sul ghiaccio non tanto per i numeri assoluti, quanto per la capacità di comunicare un’idea di performance autentica, fatta di coinvolgimento e controllo. In un contesto dominato da potenze elevate e tecnologie sofisticate, la sua guida diventa un richiamo a un’epoca in cui l’ingegneria meccanica era al centro dell’esperienza di guida.
Bolide e Veyron: la potenza moderna incontra il ghiaccio
Il contrasto con il presente è rappresentato in modo netto dalla presenza di un trio di Bugatti Bolide, vetture estreme per concezione e prestazioni, pensate per esprimere il massimo potenziale del marchio in termini di potenza e aerodinamica. Vedere la Bolide muoversi su una superficie ghiacciata offre una prospettiva inedita su un’auto progettata per contesti di altissima velocità, dimostrando come anche le hypercar più radicali possano essere gestite con precisione in condizioni di aderenza minima.
Accanto alla Bolide, viene citata anche la Bugatti Veyron, modello che ha segnato una svolta epocale nella storia dell’automobile moderna. La trazione integrale della Veyron gioca un ruolo chiave nel permettere di scaricare a terra una quantità di potenza straordinaria su ghiaccio e neve, evidenziando l’importanza delle soluzioni tecniche adottate per garantire stabilità e controllo anche in situazioni estreme.
La sfida della trazione su neve e ghiaccio
Uno degli aspetti più sorprendenti emersi durante The ICE 2026 è la capacità delle Bugatti presenti di trovare trazione su superfici notoriamente scivolose. Il ghiaccio di St. Moritz diventa così un banco di prova naturale che mette in luce il lavoro svolto su distribuzione della coppia, sistemi di trazione e gestione elettronica. Anche in presenza di potenze elevate, le vetture hanno dimostrato un comportamento progressivo e controllabile, regalando al pubblico uno spettacolo tanto affascinante quanto raro.







