Arriva un nuovo incentivo destinato a chi desidera trasformare la propria automobile scegliendo un’alimentazione a GPL oppure a metano. Il provvedimento punta a favorire il cosiddetto retrofit, ovvero l’installazione di impianti che permettono di modificare il sistema di alimentazione del veicolo, riducendo l’impatto ambientale e, nel lungo periodo, anche il costo dei rifornimenti. L’obiettivo è accompagnare il rinnovo del parco circolante senza obbligare necessariamente all’acquisto di un’auto nuova, offrendo una soluzione alternativa a chi possiede già una vettura ancora efficiente. In questo articolo, approfondiamo il bonus gpl e metano: importi, chi ha diritto e come si richiede.
Quando dura il bonus gpl e metano?
L’incentivo sarà disponibile fino al 2030 e interesserà una platea molto ampia di automobilisti. Potranno infatti accedervi i proprietari di vetture private appartenenti alle classi ambientali comprese tra Euro 3 ed Euro 6, sia persone fisiche sia persone giuridiche. Si tratta di un provvedimento che interessa milioni di automobili ancora in circolazione sulle strade italiane e che potrebbe contribuire a rendere economicamente più conveniente il passaggio verso carburanti alternativi.
Il bonus gpl/metano viene applicato direttamente in fattura
Una delle caratteristiche principali dell’incentivo riguarda la modalità di erogazione. Non sarà necessario attendere un rimborso o presentare successivamente una richiesta di contributo. Lo sconto verrà infatti applicato direttamente al momento dell’installazione dell’impianto.
Il cliente pagherà quindi un importo già ridotto, mentre sarà l’installatore a recuperare la somma anticipata attraverso il costruttore dell’impianto. Quest’ultimo, a sua volta, recupererà l’importo previsto dal bonus tramite il meccanismo fiscale stabilito dalla normativa.
Il sistema è stato pensato per rendere immediatamente percepibile il vantaggio economico e semplificare le procedure per gli automobilisti, evitando pratiche successive o lunghi tempi di attesa.
Quanto vale il bonus GPL e metano
L’importo dell’incentivo varia in base alla tipologia di alimentazione scelta. Per chi decide di convertire un’auto a benzina installando un impianto GPL è previsto uno sconto in fattura pari a 400 euro.
Il contributo diventa invece più elevato per il metano. In questo caso il bonus raggiunge infatti gli 800 euro, ovvero il doppio rispetto all’incentivo previsto per il GPL.
La differenza riflette il diverso costo dell’intervento e rappresenta uno degli elementi con cui il legislatore punta a incentivare l’utilizzo di alimentazioni considerate meno impattanti rispetto ai tradizionali carburanti.
Chi può richiedere l’incentivo
Il bonus è destinato alle autovetture private intestate sia a persone fisiche sia a persone giuridiche. Uno dei requisiti principali riguarda la classe ambientale del veicolo.
Potranno infatti accedere all’agevolazione tutte le automobili omologate Euro 3, Euro 4, Euro 5 ed Euro 6. Considerando che lo standard Euro 3 è entrato in vigore nel gennaio del 2001, il numero delle vetture potenzialmente interessate risulta particolarmente elevato.
La misura punta quindi a coinvolgere una parte consistente dell’attuale parco circolante, offrendo una possibilità di aggiornamento tecnico senza dover sostituire l’automobile.
Le risorse disponibili fino al 2030
Il programma di incentivi potrà contare complessivamente su uno stanziamento pari a 20 milioni di euro distribuiti nell’arco di diversi anni.
Per il primo anno sono già disponibili quattro milioni di euro. Dal 2027 al 2029 saranno invece destinati complessivamente cinque milioni di euro, mentre il restante milione sarà utilizzato nel corso del 2030.
Questa programmazione pluriennale punta a garantire continuità all’iniziativa, consentendo agli automobilisti di pianificare con maggiore tranquillità l’eventuale trasformazione della propria vettura.
Che cosa significa retrofit
Il termine retrofit indica la trasformazione tecnica di un’automobile già esistente attraverso l’installazione di componenti specifici destinati a modificarne il sistema di alimentazione.
L’intervento comprende generalmente il montaggio della bombola, degli iniettori e di tutte le parti necessarie per consentire al motore di funzionare con GPL oppure con metano. La conversione permette quindi di continuare a utilizzare la stessa vettura scegliendo un carburante alternativo rispetto alla benzina.
Secondo il provvedimento, questa soluzione rappresenta uno strumento utile sia per ridurre le emissioni sia per contenere i costi di utilizzo dell’automobile nel medio e lungo periodo.
Quanto costa trasformare un’auto a GPL
Nonostante il bonus, la conversione comporta comunque una spesa che varia in base al tipo di impianto installato e al modello dell’automobile.
Per una trasformazione da benzina a GPL il costo medio oscilla generalmente tra 1.000 e 2.000 euro. Lo sconto di 400 euro permette quindi di alleggerire una parte significativa della spesa iniziale.
L’importo finale può comunque cambiare in funzione della complessità dell’intervento, delle caratteristiche del motore e del tipo di impianto scelto.
I costi della conversione a metano
La trasformazione da benzina a metano richiede un investimento mediamente superiore rispetto al GPL. In questo caso il costo dell’intervento si colloca generalmente tra 1.500 e 2.000 euro.
Proprio per compensare questa differenza economica, il bonus previsto per il metano raggiunge gli 800 euro, consentendo di ridurre in maniera più consistente il costo complessivo della conversione.
Anche in questo caso il prezzo finale può variare in funzione della vettura e della tipologia di impianto installato.
La conversione è possibile anche sulle auto diesel
Il testo specifica che gli interventi possono essere effettuati anche su vetture diesel. Si tratta però di operazioni più complesse rispetto alle conversioni delle auto alimentate a benzina.
I costi medi risultano infatti sensibilmente superiori e possono variare tra 2.500 e 3.000 euro, in funzione della soluzione tecnica adottata e del carburante alternativo scelto.
Questa possibilità amplia ulteriormente la platea delle automobili che possono essere interessate dal retrofit, anche se con costi iniziali più elevati.
I costi da considerare dopo la trasformazione
La conversione non rappresenta l’unica voce di spesa da prendere in considerazione. Le vetture alimentate a gas richiedono infatti interventi periodici obbligatori sulle bombole.
Nel caso del GPL la sostituzione della bombola deve essere effettuata ogni dieci anni. Il costo varia generalmente tra 300 e 900 euro, in base al modello dell’automobile e alla manodopera richiesta.
Per il metano, invece, è prevista la revisione della bombola ogni cinque anni. In questo caso la spesa oscilla tra 190 e 440 euro.
I vantaggi economici dei rifornimenti
Accanto ai costi iniziali della trasformazione esiste anche il potenziale risparmio derivante dall’utilizzo quotidiano del veicolo. Il testo evidenzia infatti come GPL e metano consentano generalmente di sostenere una spesa inferiore rispetto alla benzina durante i rifornimenti.
Prendendo come riferimento i prezzi medi registrati in Lombardia alla fine di giugno, un litro di benzina costa mediamente 1,797 euro. Nello stesso periodo il GPL presenta un prezzo medio di 0,745 euro al litro, mentre il metano si attesta a 1,542 euro.
Il divario risulta particolarmente evidente soprattutto nel caso del GPL, che permette di contenere sensibilmente il costo del pieno rispetto all’alimentazione tradizionale.






