Dal 4 dicembre 2025 all’8 gennaio 2026, Milano diventa la capitale mondiale dell’arte automobilistica grazie all’arrivo della mostra BMW Art Car World Tour, allestita all’ADI Design Museum. L’esposizione celebra i 50 anni della BMW Art Car Collection, un progetto che dal 1975 unisce le visioni di grandi artisti internazionali alla tecnologia e al design del marchio bavarese. È la tappa conclusiva del tour mondiale che ha toccato Hong Kong, Le Mans, il Belgio e altri Paesi, e si prepara a proseguire nel 2026 verso Parigi, dove sarà ospitato a Rétromobile. Milano accoglie otto vetture iconiche, un numero record per l’intero percorso espositivo, confermandosi crocevia ideale tra cultura, design e innovazione.
Milano capitale del design accoglie la creatività BMW all’Adi Museo del Design
L’arrivo della collezione BMW all’Adi, situato a Milano, non è solo un tributo alla storia dell’arte su quattro ruote, ma anche un riconoscimento al ruolo che l’Italia, e in particolare la città di Milano, ricoprono nel panorama mondiale del design. L’ADI Design Museum rappresenta infatti la sede naturale per ospitare un evento che intreccia estetica, ingegneria e cultura. Nel cuore della città, a pochi passi dai luoghi simbolo della creatività italiana, l’esposizione offre un’esperienza che va oltre il concetto di automobile, trasformando le vetture in autentiche sculture dinamiche.
Come sottolineato da Massimiliano Di Silvestre, Presidente e Amministratore Delegato di BMW Italia, questa tappa milanese è la più importante dell’intero tour mondiale. Oltre a essere la più ampia per numero di veicoli esposti, rappresenta un momento simbolico di dialogo tra l’industria e la cultura, unendo pubblico, clienti, media e appassionati attorno a un progetto che da mezzo secolo promuove la creatività come parte integrante dell’identità del marchio.
Le otto BMW protagoniste all’ADI: sculture in movimento
L’esposizione al museo milanese riunisce otto capolavori appartenenti alla collezione BMW Art Car. Dalla BMW 3.0 CSL di Alexander Calder del 1975, la prima della serie, alla M Hybrid V8 di Julie Mehretu del 2024, ogni vettura rappresenta un frammento di storia del design e della sperimentazione estetica. La mostra include anche le interpretazioni firmate da artisti come Frank Stella, Roy Lichtenstein, Esther Mahlangu, Sandro Chia, Jenny Holzer e Jeff Koons, offrendo ai visitatori un percorso che attraversa cinque decenni di dialogo tra arte e ingegneria. Ciascuna auto racconta un linguaggio diverso, ma tutte condividono un principio comune: trasformare la velocità e la tecnica in un mezzo di espressione artistica.
Il pubblico può così ammirare la metamorfosi di un concetto: l’auto da corsa o da strada diventa supporto creativo, superficie su cui gli artisti proiettano la loro visione del mondo. L’idea nata nel 1975 grazie al pilota e gallerista francese Hervé Poulain, che chiese a Calder di decorare la sua vettura da competizione per la 24 Ore di Le Mans, è oggi una collezione di venti opere che uniscono il linguaggio dell’arte contemporanea con la precisione della meccanica tedesca.
La BMW M Hybrid V8 di Julie Mehretu: l’arte nell’era dell’ibrido
Protagonista assoluta della mostra allestita all’ADI è la nuova BMW M Hybrid V8 (2024) creata da Julie Mehretu, ventesima opera della collezione e simbolo della nuova generazione di BMW Art Car. Per la prima volta, una vettura ibrida ad alte prestazioni entra a far parte di questa iconica serie, portando con sé un linguaggio visivo che fonde la tecnologia del futuro con l’espressività dell’arte contemporanea. Mehretu, artista di origini etiopi e formazione statunitense, ha trasformato l’auto in una tela tridimensionale, un’opera che unisce movimento, colore e stratificazione visiva in un vortice di energia dinamica. Il risultato è una fusione perfetta tra il concetto di potenza e quello di immaginazione.
La vettura, che ha debuttato ufficialmente alla 24 Ore di Le Mans 2024, è parte integrante della storia sportiva e artistica del marchio. La sua presenza a Milano segna la prima esposizione pubblica in Italia, aggiungendo un tassello importante alle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della collezione. L’opera di Mehretu, con la sua complessità visiva e il suo linguaggio astratto, incarna la tensione tra controllo e caos che caratterizza l’epoca contemporanea, trasmettendo il messaggio che anche la tecnologia più avanzata può essere espressione poetica.
Il dialogo tra arte e industria: la filosofia delle Art Car
Nel corso di cinquant’anni, la BMW Art Car Collection è diventata un laboratorio di contaminazioni creative, dove artisti, designer e ingegneri collaborano per ridefinire il rapporto tra oggetto e idea. Ogni vettura rappresenta una riflessione su come la forma possa trascendere la funzione, e su come l’automobile possa essere non solo mezzo di trasporto ma anche strumento di comunicazione visiva. Dalle pennellate geometriche di Frank Stella alle narrazioni pop di Roy Lichtenstein, fino alle decorazioni tribali di Esther Mahlangu, ogni interpretazione racconta la visione personale di un’epoca e di un movimento artistico.
La tappa milanese, organizzata in collaborazione con l’ADI Design Museum, assume anche un valore simbolico per la cultura italiana del design. Come ha spiegato Luciano Galimberti, Presidente dell’ADI, ospitare queste opere significa trasformare il museo in un luogo di dialogo tra creatività e industria, tra pensiero critico e innovazione formale. Le BMW Art Cars diventano così un osservatorio privilegiato per comprendere come il design, quando è guidato dalla curiosità e dalla sperimentazione, sappia anticipare le trasformazioni sociali e culturali.
Un viaggio attraverso 50 anni di innovazione e creatività
Il BMW Art Car World Tour non è soltanto una mostra itinerante, ma un racconto corale che attraversa i continenti. Dopo aver toccato tappe prestigiose come Art Basel Hong Kong, il Le Mans Classic e lo Zoute Grand Prix in Belgio, la collezione approda in Italia prima di proseguire verso la tappa finale di Parigi. A Milano, la mostra trova la sua cornice ideale in un contesto dove design e cultura visiva si intrecciano da decenni. L’allestimento del museo accompagna i visitatori in un percorso immersivo tra installazioni, fotografie e video, arricchito da una selezione di miniature e immagini firmate dal fotografo René Staud, che ha immortalato ogni vettura come un’opera d’arte autonoma.
Ogni modello racconta un frammento della storia del marchio e della società contemporanea. Dalla BMW 3.0 CSL di Calder, simbolo dell’entusiasmo anni Settanta, alla M3 GT2 di Jeff Koons, esplosione di energia pop del nuovo millennio, la collezione testimonia l’evoluzione del gusto e del pensiero creativo. È anche un viaggio nella trasformazione della mobilità: dall’analogico al digitale, dal motore termico all’ibrido, senza mai perdere di vista l’anima estetica che rende ogni auto una forma di espressione culturale. Osservare queste BMW nella sala espositiva dell’ADI significa fare un tuffo nell’arte del design e nella storia automobilistica.

L’ADI Design Museum: luogo di incontro tra cultura e innovazione
Il Design Museum ADI rappresenta un punto di riferimento nel panorama culturale internazionale. Custode della collezione del Compasso d’Oro, il museo è dedicato alla promozione della ricerca e del dialogo tra discipline. La scelta di BMW di portare qui la sua collezione è un gesto che sottolinea la vicinanza concettuale tra il mondo del design automobilistico e quello dell’arte industriale italiana. Nel museo, le vetture dialogano idealmente con oggetti, arredi e progetti che hanno segnato la storia del Made in Italy, creando un ponte tra due culture del progetto.
In questo spazio, le auto diventano ambasciatrici di un linguaggio condiviso: quello della forma che si fa funzione e della funzione che si fa bellezza. Le linee fluide delle BMW Art Car convivono con l’estetica dei grandi maestri del design, offrendo al pubblico una visione ampia di cosa significhi oggi pensare il futuro attraverso la forma. Milano, in questo contesto, si conferma come crocevia internazionale di innovazione e creatività, un luogo dove l’arte incontra la tecnologia e dove la mobilità si trasforma in esperienza estetica.
Il futuro del progetto e la prossima tappa a Parigi
Dopo la chiusura della mostra milanese l’8 gennaio 2026, il BMW Art Car World Tour proseguirà verso la Francia, dove sarà protagonista al Rétromobile di Parigi. L’evento coinciderà con il cinquantesimo anniversario dello storico salone e riunirà per la prima volta tutte le BMW Art Car che hanno gareggiato alla 24 Ore di Le Mans. Sarà un’occasione per celebrare non solo la storia di questa collezione, ma anche il futuro del brand, sempre più impegnato nella ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica e cultura estetica.
Con oltre cento iniziative attive nel mondo dell’arte, della musica e del cinema, BMW conferma il suo ruolo di mecenate contemporaneo. Il progetto delle Art Car, nato come un gesto di libertà creativa, è oggi un simbolo di come un marchio industriale possa farsi portavoce di una visione culturale globale. In questa prospettiva, la tappa milanese non è solo una mostra, ma un manifesto di intenti: un invito a guardare l’automobile non come un oggetto tecnico, ma come una forma d’arte in movimento, capace di raccontare la società, il tempo e il futuro.







